L'ordine globale "ormai defunto non è fallito perché costruito su un'illusione. Ha portato vantaggi reali e ampiamente condivisi: agli Stati Uniti, all'Europa e ai Paesi in via di sviluppo". Lo ha sottolineato Mario Draghi nel corso della cerimonia in cui gli è stata conferita la laurea honoris causa dall'università KU Leuven, in Belgio. "Il fallimento del sistema risiede in ciò che non è riuscito a correggere", ha osservato l'ex premier. "Il crollo di questo ordine non è di per sé una minaccia. Un mondo con meno scambi commerciali e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l'Europa si adatterebbe. La minaccia è ciò che potrebbe sostituirlo".
#mariodraghi #draghi #ue #usa
Después de 70 años, la #UCAB reactivó la carrera de #Arquitectura con una propuesta curricular renovada y ajustada a los nuevos tiempos.
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@giorgio_gori@robertosaviano Per chi volesse sapere di cosa stiamo parlando, pubblico il video in cui #Maduro annuncia il completamento di 2 nuove carceri per rinchiudere gli oppositori.
I suoi cimiteri sono pieni di coloro che si sono opposti a lui…
A chi storce il naso per il #Nobel a María Corina #Machado, a chi nega l’importanza della sua battaglia contro il regime di #Maduro, a chi tifa per Maduro, suggerisco la lettura di questo articolo di @robertosaviano.
https://t.co/DgBc58BmJM
Prefazione di Antonio Gentile, ingegnere e scrittore.
Il mese scorso ho conosciuto Musa, un nigeriano arrivato in Italia attraverso la Libia qualche anno fa. Era seduto accanto a me durante un pranzo organizzato per accogliere gli indigenti della mia città.
Musa non ha nulla. Possiede solo uno zaino con qualche vestito e un vecchio cellulare, che non può usare perché non ha i soldi per la ricarica. A quel pranzo aveva anche uno yogurt. Se l’era portato come dolce, mi ha spiegato.
Alla fine del pasto, però, Musa ha preso lo yogurt, l’ha osservato per qualche secondo e poi, invece di mangiarlo, l’ha regalato a mia figlia di otto anni.
Quell’episodio mi ha profondamente toccato. Ci ripenso spesso e, ogni volta, un brivido mi passa lungo la schiena. Mi ha riportato alla mente la testimonianza di una suora missionaria che ho letto da qualche parte:
“In Africa si preferiscono ancora i legami di solidarietà al denaro. Le politiche e le religioni devono ripartire da lì, perché è uno dei pochi luoghi in cui Dio parla ancora al mondo.”
Il continente africano, come ho imparato a conoscerlo, è proprio così come l’ha descritto quella missionaria: uno scrigno delle pulsioni più nobili dell’essere umano. E per questo dovrebbe essere d’ispirazione per l’intero pianeta, preso a esempio per costruire un mondo più giusto e consapevole.
Al contrario, invece di essere custodite e lasciate libere di progredire in armonia con la propria storia e le proprie tradizioni, le popolazioni africane vengono da secoli mostruosamente soggiogate e saccheggiate dalle insaziabili potenze economiche straniere.
Quello del colonialismo africano è uno dei capitoli più dolorosi della storia moderna, un fenomeno perverso che ha segnato le vite di milioni di persone, straziando i destini di intere nazioni e provocando ancora oggi sofferenze inenarrabili.
Ecco perché il libro scritto da Soumaila Diawara è estremamente prezioso. Con una minuziosa ricostruzione delle vicende delle personalità africane che hanno lottato per l’emancipazione e la libertà dei propri popoli, permette a chi legge di comprendere a fondo le radici e le espressioni del colonialismo, formando nella coscienza uno spirito di riscatto.
Il libro di Soumaila Diawara, infatti, non si limita a narrare gli eventi del passato, ma offre una riflessione critica e necessaria. Ci costringe a confrontarci con una realtà storica essenziale per comprendere il presente e immaginare una convivenza tra i popoli basata sul rispetto, la giustizia e la cooperazione.
Queste pagine non sono solo una testimonianza di sfruttamenti e violenze, ma rappresentano soprattutto una riflessione sulle possibilità di riconciliazione e trasformazione. L’esperienza africana, se studiata e compresa, può diventare un elemento fondamentale per costruire il futuro dell’intero pianeta, rifondando le dinamiche politiche, sociali ed economiche tra i popoli.
Leggendo il libro di Soumaila Diawara, mi è tornata alla mente un’intervista di Jean Ziegler, delegato dell’ONU e grande conoscitore dell’Africa. Egli ricordava come, negli ultimi settant’anni, i leader africani che hanno attaccato il sistema coloniale e tentato di dare la libertà al proprio popolo siano stati brutalmente assassinati: Patrice Lumumba, Amílcar Cabral, Barthélemy Boganda, Félix Moumié, il mio caro Thomas Sankara e tutti gli altri riportati in questo libro.
L’Africa probabilmente non sarebbe oggi un animale ferito che perde il proprio sangue. Non sarebbe il continente depredato che conosciamo, se i suoi leader più illuminati non fossero stati eliminati dalle potenze coloniali. L’Africa sarebbe del tutto diversa se quei leader avessero potuto portare a compimento le loro lotte. Non sarebbe un terreno di sfruttamento per soddisfare le ingorde logiche economiche, ma un continente libero, prospero e felice.
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@soumi_ds Il “Colonialismo Africano” si è consolidato dopo che i colonialisti europei sono stati sconfitti e scacciati dall’América (che è un continente non un paese).
Purtroppo i colonialisti europei sconfitti si sono accaniti sul vecchio e debole continente africano.
Le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia. La sentenza è definitiva. https://t.co/S9E0g7aJpU
https://t.co/Updxk14zMg
Terra dei fuochi: secondo la Corte di Strasburgo lo Stato sapeva già dal1988. Ma ha fatto poco o nulla per attenuare il rischio di vita dei cittadini @TgrRai
Le città con le concentrazioni più elevate di #PFAS* sono risultate Arezzo, Milano e Perugia.
*considerando il parametro di legge “Somma di PFAS”, ovvero la somma di 24 molecole il cui valore, a partire dal gennaio 2026, non dovrà superare 100 nanogrammi per litro.
Puoi trovare tutti i risultati nella nostra mappa interattiva online👉https://t.co/maZuG0vutm
We all want to #BeatPlasticPollution...but how do we get there?
At #INC4 I spoke to Ben Von Wong, the artist behind the plastic tap installation. Art can be a powerful, inclusive force for good & as Ben says, it leads us to have different conversations that can inspire action.
dai Raffaele presentati al Parlamento Europeo sei designato vicepresidente della Commissione Europea "fave yrirsz egò a i rimebar sittttingh e mangh iù..."
ok gran figura di merda era meglio nn presentarti...
#Fitto#inglese#ParlamentoEuropeo#13novembre
The Lagrange Prize 2024 is awarded to Marta C. González, Associate Professor at @UCBerkeley for her pioneering work on human mobility, network science, and their impact on cities and sustainability. Congratulations, Prof. González!
https://t.co/7lulTEdJsY
“For me, to recognize space, is to recognize an entire community.” Riken Yamamoto, 2024 Laureate of the Pritzker Architecture Prize.
Seoul Gangnam Housing, photo courtesy of Sun Namgoong.