@bravimabasta@ODG_CNOG Sembra che si lamenti dei prezzi del crack? Ho letto e riletto la frase in questione e non capisco quale altro significato possa avere.
⚠️ La verità definitiva sui no vax che nessuno ha il coraggio di gridare (leggila prima che la facciano sparire). ⚠️
Vi siete mai chiesti perché i no vax sono diventati così arroganti, così sfacciati, così convinti di essere i nuovi profeti della verità?
Dopo anni di pandemia, con ospedali al collasso e bare che si ammucchiavano, come hanno fatto a trasformarsi in questa armata grottesca di fanatici da bar, in questa parata surreale di analfabeti che sventolano la loro ignoranza come una medaglia? Ve lo dico io: perché una certa politica schifosa, senza scrupoli, ha deciso di prendere le vostre paure infantili, le vostre paranoie da quattro soldi, e trasformarle in un mucchio di voti facili.
Se non avessimo permesso a questi piccoli geni improvvisati di TikTok, con le loro “ricerche” fatte di video sgranati e post su Telegram, di urlare che le loro opinioni raffazzonate valgono più della scienza, della ricerca, delle vite salvate ogni giorno da medici e infermieri, quelli veri, quelli che vi guardano con un misto di pena e disgusto dietro le loro mascherine. Se non avessimo lasciato che la scelta di vaccinarsi, in piena pandemia, diventasse un capriccio personale, come decidere se mettere il parmigiano sulla pasta al pomodoro. Se non avessimo dato dignità ai vostri deliri, trattando il vostro analfabetismo funzionale come se fosse un punto di vista da rispettare, anziché una vergogna da correggere.
Ma no, la storia è andata diversamente. Una certa parte politica, quella che vi parla con la finta dolcezza riservata ai bambini ingenui, quella che si nutre della vostra rabbia e del vostro rancore, ha visto in voi la gallina dalle uova d’oro. Vi hanno dato una pacca sulla testa, vi hanno sussurrato “bravo, hai ragione tu, sei speciale, il mondo non capisce la tua grandezza”. E intanto ridevano alle vostre spalle, contando i voti che gli regalavate. Vi hanno convinto che il vostro dubbio paranoico, la vostra paura egoistica, valesse più di mille certezze scientifiche. Che un post virale su Facebook fosse più vero di un laboratorio. Che tutto fosse un complotto oscuro per controllare proprio voi, voi, che non contate nulla, che non sapete nulla, che vi lasciate fregare da chiunque vi faccia sentire importanti.
E voi ci siete cascati, come bambini disperati, felici di essere finalmente al centro della scena.
E quando quella destra che vi aveva illusi vi è sembrata troppo cauta, troppo morbida, cosa avete fatto? Non vi bastava più dubitare, non vi bastava più protestare: volevate distruggere tutto. Cancellare la scienza, processare i medici, abolire i vaccini come se fossero un insulto alla vostra esistenza.
Avete spinto la politica a mettere in piedi commissioni parlamentari che sembrano spettacoli di serie B, roba da talk show notturni, con terrapiattisti, negazionisti, sedicenti esperti da tastiera che non saprebbero nemmeno leggere le istruzioni su una scatola di aspirina. Un circo triste, un’armata di fanatici che sognano di essere illuminati, ma che in realtà sono solo patetici, persi, manipolati.
E quella politica che avrebbe dovuto proteggere l’Italia, che avrebbe dovuto alzare un muro contro questa follia, cos’ha fatto? Ha preso i vostri voti pieni di rabbia e ignoranza, li ha messi in tasca e ha tirato dritto. Ha trasformato la vostra stupidità in una miniera d’oro, la vostra paura in un mercato, il vostro rancore in un capitale politico. Hanno fatto di ogni scemo del villaggio un influencer, non perché credessero in voi, ma perché eravate facili da usare, facili da spremere, facili da buttare via quando non servivate più.
Voi, no vax, siete la prova vivente di come si possa prendere una folla confusa, paranoica, ignorante, e trasformarla in un’arma. Non per salvarla, non per educarla, ma per sfruttarla. Per mandarla al macello mentre qualcuno conta i voti e si strofina le mani. E sì, ridendo proprio di voi.
Guardatevi allo specchio, guardatevi davvero: non siete ribelli, non siete liberi pensatori, non siete i salvatori dell’umanità. Siete solo un branco di utili idioti, burattini nelle mani di una cultura fascista che non ha più bisogno di manganelli, perché ha i vostri post imbarazzanti, le vostre dirette su TikTok, la vostra rabbia malata. E mentre voi gridate contro i vaccini, contro i medici, contro il buonsenso, c’è chi vi guarda, vi applaude, e conta i vostri voti. E ride. Ride di voi.
Questa è la verità, no vax, e fa male, lo so. Vi brucia? Vi fa arrabbiare? Bene. Condividete questo post, commentatelo, insultatemi pure, fate vedere al mondo che non avete paura di affrontarla, questa verità. O forse, come sempre, avete solo paura di guardarvi davvero allo specchio e vedere cosa siete diventati.
#NoVax #Verità #ManipolazionePolitica
Ok, ce l’avete tutti col po’ro Trump, ma nessuno (Meloni? Schlein? Conte?) che abbia il coraggio di dire che l’assedio medievale contro #Cuba (comunque la pensiate) sia un silenzioso crimine contro l’umanità.
@GenCar5 E pensare che spesso - se quello degli uomini è occupato - io vado in quello delle donne. In Idaho - per protesta - farebbero bene a pisciare tutti per strada.
Il referendum che non è un referendum
Ce lo hanno detto loro stessi, alla fine. Non serve più interpretare, collegare indizi, sospettare secondi fini. Nordio lo ha dichiarato. Salvini lo ha ammesso. Meloni lo ha confessato. Adesso Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia, sabato sera alla trasmissione Il Punto su Telecolor ha fatto pendere l’ago della bilancia verso l’unica conclusione possibile: questo referendum non riguarda la separazione delle carriere.
Non è mai stato quello il punto.
Bartolozzi, incalzata dalla senatrice Cucchi, ha scandito il vero slogan di questa riforma: votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Plotoni. Non l’ha detto un complottista su Twitter, l’ha detto il braccio destro di Nordio. Una che peraltro è magistrata lei stessa, che ha lavorato ai tribunali di Gela e Palermo.
Non le bastava. Ha aggiunto che se al referendum vince il No, lei scapperà dall’Italia perché ha un’inchiesta in corso. Parliamo dell’indagine sul caso Almasri, quella per false dichiarazioni ai pm. Il capo di gabinetto del ministero della Giustizia che minaccia di fuggire dal Paese per sottrarsi alla giustizia. Ripetetelo ad alta voce, perché scritto sembra una sceneggiatura di serie B.
Poi il tocco finale, quello che trasforma il grottesco in pura farsa: se vince il Sì le aziende torneranno a investire in Italia e i giovani che sono andati via perché non credono nel Paese ritorneranno. I cervelli in fuga, quelli che scappano per stipendi da fame e zero meritocrazia, stavano in realtà aspettando la separazione delle carriere dei magistrati per fare le valigie e tornare. Certo. Come no.
Persino Marco Bisogni del Csm, ospite della stessa trasmissione, ha ridimensionato la cosa: capisco che la riforma sia la panacea di tutti i mali, ma che addirittura faccia rientrare i cervelli in fuga lo trovo un po’ eccessivo. Eccessivo. Un eufemismo generoso.
Meloni poche ore prima aveva speso tredici minuti di video per provare a vendere le ragioni del Sì con tono pacato e grafica curata. Conte ha riassunto perfettamente: la premier ha speso tredici minuti per nascondere quello che Bartolozzi ha ammesso in pochi secondi.
Ora, parliamoci chiaro. Chi sta valutando il Sì non è necessariamente un fesso o un servo del governo. Magari pensa che la magistratura abbia i suoi problemi, che le correnti siano un cancro, che dopo Palamara qualcosa vada cambiato. Ha ragione. Solo che questa riforma non risolve niente di tutto questo. Non accorcia i processi, non assume personale. Il sorteggio per il Csm dovrebbe tagliare le correnti, dicono. Nella pratica produce un organo scelto dal caso, più debole, più frammentato, più facile da mettere sotto. Chiedetevi a chi conviene una magistratura disorganizzata. Non a voi. Questa riforma fa una sola cosa: spezza il legame tra chi indaga e chi giudica il potere politico. E lo dice chi l’ha scritta, non chi la contesta.
Guardiamo il quadro completo. Nordio che da anni ripete di voler ridimensionare il potere dei pm. Salvini che ammette candidamente l’obiettivo. Meloni che confeziona video patinati per mascherare la sostanza. Bartolozzi che, con la grazia di chi non si rende conto, dice la verità nuda: togliersi di mezzo la magistratura. È un progetto preciso: sottrarre la politica al controllo, rendere chi governa intoccabile.
Togliere di mezzo l’unica cosa che separa una democrazia da un sistema dove chi comanda fa quello che vuole senza pagarne le conseguenze.
Il 22 e 23 marzo si vota No. Non per simpatia verso le toghe, non per fare un dispetto al governo. Si vota No perché quando un domani un politico ti rovina la vita con una decisione illegale, vuoi che qualcuno possa ancora chiamarlo a rispondere.
Questo è lo Stato di diritto. Non è un concetto astratto. È la tua unica protezione.
Lo hanno detto loro cosa vogliono. Basterebbe credergli.
@GenCar5 I dialetti italiani sono tutti belli (tranne uno) ma non possono e non devono avere una funzione 'escludente' per chi viene da fuori. I leghisti degli anni '80 pretendevano che nelle scuole venete si parlasse veneto - che è poi l'unico dialetto italiano che non si può sentire.
L’orrore dell’incompetenza
Quello che è successo ieri è gravissimo e se ne parla troppo poco. Questi incapaci, questi scappati di casa, hanno sbagliato a scrivere il quesito del referendum. Hanno sbagliato.
Nella fretta di imporre la loro riforma, nella presunzione di non voler cercare un accordo in Parlamento come una riforma costituzionale richiede, nella foga di sottomettere il potere giudiziario, non sono stati nemmeno capaci di scrivere correttamente il quesito.
Sette articoli. Non due, non cinque, ma sette articoli della Costituzione vogliono modificare questi scappati di casa, e nemmeno il quesito del referendum necessario per farlo sono stati in grado di scrivere. È servita la badante. È servito l’assistente sociale che gli correggesse le letterine.
Sono incapaci, ignoranti, stupidi. E vogliono cambiare la Costituzione.
E voi lo volete pure permettere.
Tutto comincia così
Tutto comincia quando non riesci a dirti antifascista. Quando, di fronte a ogni manifestazione di camicie nere col braccio alzato, dici che bisogna guardare tutto girato. Quando indichi nello straniero un nemico. Quando racconti alle persone che i problemi delle loro vite dipendono sempre da qualcun altro, mai da chi governa. Quando suggerisci che l’Islam voglia distruggere il cristianesimo.
Tutto comincia quando fai presidente del Senato qualcuno che tiene in casa un busto di Mussolini. Quando dichiari che la fiamma tricolore nel tuo simbolo non verrà mai tolta.
Tutto comincia quando esautori il Parlamento. Quando governi quasi esclusivamente a colpi di decreti legge. Quando trasformi l’eccezione in regola. Quando riduci la rappresentanza a una ratifica formale delle decisioni dell’esecutivo.
Tutto comincia quando difendi l’immunità parlamentare come principio intoccabile. Quando la usi per proteggere parlamentari che hanno commesso reati comuni. Quando lasci al loro posto rappresentanti delle istituzioni condannati in via definitiva, spiegando che la volontà popolare viene prima della legge. Quando affermi, senza dirlo apertamente, che esistono cittadini più uguali degli altri.
Tutto comincia quando modifichi le leggi. Quando inventi nuovi reati. Quando aumenti le pene, sempre per la povera gente. Quando, nello stesso tempo, riduci, attenui o cancelli le responsabilità penali di chi esercita il potere. Quando costruisci un diritto penale severo per chi sta in basso e indulgente per chi sta in alto.
Tutto comincia quando presenti disegni di legge per garantire l’impunità alle forze dell’ordine. Quando ti opponi all’introduzione di un numero identificativo visibile sulle loro divise. Quando promuovi agenti che sono stati condannati. Quando chiami tutela ciò che è copertura. Quando definisci ordine pubblico ciò che è repressione.
Tutto comincia quando proponi il premierato come soluzione. Quando annunci riforme costituzionali per concentrare il potere. Quando spingi un referendum costituzionale per colpire i giudici e ridurre il potere giudiziario. Quando delegittimi la magistratura ogni giorno, accusandola di essere politicizzata ogni volta che applica la legge. Quando trasformi il controllo di legalità in un nemico da abbattere.
Tutto comincia quando tenti di cambiare la legge elettorale per favorire chi governa. Quando pieghi le regole del gioco per non rischiare di perderlo.
Tutto comincia quando sei debole con i forti e feroce con i deboli. Quando ti mostri genuflesso davanti a Trump e aggressivo con chi non ha strumenti per difendersi. Quando scambi la sudditanza internazionale per realismo e l’arroganza interna per autorità.
Tutto comincia così. Non con un colpo di Stato, ma con una serie di firme. Una dopo l’altra. Poi il fascismo diventa discutibile. Poi la violenza diventa normale. Poi, a Minneapolis, due persone vengono uccise a colpi di pistola da agenti governativi durante operazioni di polizia. E tu fai finta di non sapere come si è arrivati fin lì.
@silviaballestra Mi chiedevo quando qulacuno di questi avrebbe iniziato a tessere le lodi dell'ice. Ecco - è successo - e temo succederà ancora. D'altronde parlano di 'reimmigrazione' ormai apertamente. La reimmigrazione è quella roba li.
Oggi a Milano gli agricoltori hanno bloccato Il traffico.
Stranamente nessuno doveva andare urgentemente in ospedale come succede se un blocco lo fa un ambientalista o un attivista.
Salvini che ha introdotto il reato di blocco stradale non dice nulla.
#Empoli
Isacco Cantini, coordinatore di Fratelli d'Italia: "Comunisti vi stermineremo anche in Italia".
cazzo vuoi sterminare con quella faccia da coglione...
Era pronta a consegnare il #Venezuela a Trump senza condizioni. Ma la lezione che offre alla storia María Corina Machado è che la sottomissione totale, acritica, incondizionata fa di te una Quisling, ma non ti farà neanche meritare il rispetto di colui al quale ti inginocchi.
“Non siamo passati dal congresso perché parlano troppo e non decidono mai”. Queste sono state le parole di Trump.
Ora la domanda è: è solo il Venezuela la dittatura?
Quanto ci chiediamo perché nella maggior parte dei paesi del mondo la retorica occidentale su libertà e diritto è rigettata e sfottuta, dobbiamo pensare a momenti come questo. In cui perdiamo qualsiasi credibilità. Qualsiasi credibilità.