Confermare Baldini come commissario tecnico della nazionale maggiore non sarebbe un azzardo romantico, ma la scelta più razionale.
Significherebbe dare continuità al lavoro sul vivaio, imporre un cambio di mentalità, puntare su un uomo serio e preparato invece che su nomi altisonanti.
Il calcio italiano ha bisogno di ripartire dai giovani e dal metodo, non da un altro ciclo di illusioni.
Baldini ha già mostrato di poterlo fare.
Sarebbe opportuno – e intelligente – dargli fiducia per continuare.
Il futuro azzurro passa da lì.
Qualche giorno fa, il Wisla Cracoviaha vinto il campionato della serie b polacca, ritornando nella prima divisione. 50.000 tifosi si sono radunati nella piazza principale della città della Polonia per festeggiare il traguardo. Nessuno scontro, nessun arresto, nessun morto, nessun ferito. Le strade sono state ripulite dagli stessi supporters.
Quelli del Wisla sono considerati pericolosi perché di destra. Poi c’è la tifoseria multiculturale del Paris Saint Germain, aperta, inclusiva, esempio della nuova Europa che, per il secondo anno consecutivo, sfascia la città della loro stessa squadra.
Vai a capire.
L’unica verità che possiamo e dobbiamo trarre dalla vicenda di #Garlasco è che un sistema giudiziario che consente di condannare l’ imputato già assolto due volte, per di più sulla base dello stesso compendio probatorio, è un sistema malato, che produce sconcerto e sfiducia nei cittadini, e- come stiamo vedendo- una catena di tragedie e di vite spezzate che sarà difficile interrompere. Il nostro Paese ha un bisogno vitale di recuperare il culto sacrale e non derogabile della presunzione di innocenza, e dunque l’umiltà, la forza e la grandezza del Giudice che sappia arrestarsi dinanzi al dubbio
@marika_mk Vergognoso, davvero. Non ho parole per descrivere il disgusto che provo, con buona pace di ogni elementare principio giuridico, prima che di buon senso
Io dopo un primo tempo del genere non posso tornare a vedere la Serie A nel weekend. Non è giusto.
Ritmo, velocità, tecnica, tutto a 100 all’ora, tutti che ci provano. Una qualità altissima. Che spettacolo.
Questo è calcio. #PSGBayern
Oggi vale la pena rileggere il discorso del principe di Salina a padre Pirrone (Il gattopardo): i potenti passano, la Chiesa resta.
È passato Diocleziano, è passato Enrico IV, e Federico Barbarossa , e Napoleone, e altri passerano.
Et rappelez-vous: “qui touche le pape meurt”
La cosa bizzarra di questi festeggiamenti per la vittoria di #Magyar è che uno come lui in Italia sarebbe definito fascista, come tutto ciò che non è di sinistra
#Ungheria
Il Como sta schiaffeggiando l’Inter, senza peraltro strafare. Poi arriva un tiro, il primo, dell’Inter e arriva pure il goal. Mò stiamo a vedere #comointer
“Il nostro calcio sta morendo e nessuno ha il coraggio di dirlo.
Non per mancanza di talento, non per assenza di passione, ma perché abbiamo costruito un sistema che calpesta i ragazzi prima ancora che tocchino un pallone.
Siamo pieni di stranieri comprati a peso d’oro, ma incapaci di far crescere i nostri giovani.
Tutto ruota attorno ai soldi: non conta più chi sa giocare, conta chi può permettersi di farlo. Se sei un bambino e vuoi inseguire un sogno, devi sperare che la tua famiglia abbia il portafoglio giusto. Altrimenti resti fuori, guardi gli altri, ti spegni.
Ci sono procuratori che bussano alle porte dei genitori chiedendo denaro per bambini che non hanno nemmeno esordito in una squadra vera. E chi non paga? Semplice: non gioca, non viene convocato, non viene nemmeno guardato.
Così non crescono i giovani, così cresce solo l’ingiustizia.
Abbiamo dimenticato una verità elementare:
il talento non si compra.
Si riconosce, si coltiva, si protegge. E invece lo soffochiamo, lo facciamo scappare, lo costringiamo ad arrendersi ancora prima che abbia respirato il profumo dell’erba di un campo vero.
La Federazione dovrebbe aprire gli occhi, indagare, capire, intervenire. Perché troppe famiglie raccontano la stessa storia:
se non paghi, tuo figlio non gioca. E allora non è sport, non è educazione, non è sogno: è business. Sporco, brutale, cinico.
Se un ragazzo nasce con un dono, quel dono non appartiene né ai procuratori né ai dirigenti:
è suo.
Il calcio dovrebbe soltanto permettergli di mostrarlo al mondo, non affogarlo nei conti bancari degli adulti.”
— Gianni Rivera
⁇ Gianni Petrucci sulle dimissioni di Gabriele Gravina: «Per il clima che si era creato non c’era altra strada». La pallacanestro italiana quest'anno ha visto uscire di scena prima del traguardo Trapani e Bergamo, mentre nel femminile la Dinamo Sassari ha detto addio dopo la Virtus Bologna. Cosa dobbiamo aspettare ancora perché anche qui si crei il "clima" del cambiamento?