Per anni hanno ripetuto una frase semplice, semplicissima. Talmente semplice da stare su un manifesto: la difesa è sempre legittima. Una meraviglia della comunicazione politica. Quattro parole che sembravano cancellare secoli di diritto penale.
Poi arriva la Cassazione. E scopriamo una cosa sorprendente: la Cassazione ha applicato proprio la legge del 2019, quella voluta da Matteo Salvini. Non il codice sovietico, non una norma scritta da qualche oscuro giurista nemico della proprietà privata. La loro legge.
Non una volta. Tre volte. Tre corti diverse, tre gradi di giudizio, tre condanne fondate sulla stessa norma voluta dalla destra. I giudici hanno stabilito che quando Mario Roggero sparò, il pericolo era già finito. I rapinatori erano fuori dalla gioielleria, stavano salendo in macchina. Fine dell’aggressione. Fine della legittima difesa. Lo dice la legge. Quella scritta da Salvini.
Naturalmente si può provare umana comprensione per Roggero. Anzi, è difficile non provarla. Quella famiglia aveva subito più rapine, aveva vissuto anni di paura, con moglie e figlia minacciate dentro il negozio. Lo Stato non era riuscito a proteggerla. Tutto vero. Ma il diritto serve proprio quando la comprensione rischia di trasformarsi nella giustificazione di qualsiasi cosa.
Ed è qui che Roggero diventa, paradossalmente, anche una vittima della propaganda della destra. Prima gli hanno raccontato che con la legge Salvini la difesa fosse sostanzialmente sempre legittima. Poi lo hanno convinto che chi reagisce a un delinquente sia, in qualche modo, al di sopra della legge. Infine, invece di spiegare che i tribunali hanno semplicemente applicato quella stessa legge, lo trasformano nel simbolo di una battaglia politica, alimentando l’illusione della grazia. È il modo peggiore per aiutare una persona: prima la si induce a credere che il diritto dica una cosa che non dice, poi la si espone a uno scontro istituzionale che rischia di renderle ancora più difficile qualsiasi esito favorevole.
La parte più curiosa, però, arriva dopo.
Invece di spiegare agli italiani che lo slogan era, appunto, uno slogan, il ministro della Giustizia decide di parlare di grazia. E qui si entra nel teatro dell’assurdo. Perché la grazia è una prerogativa del Presidente della Repubblica. Il ministro può istruire una pratica, non può trasformarla in un’iniziativa politica, costringendo il Quirinale a entrare in una polemica che non gli appartiene. Fa impressione dover ricordare al Guardasigilli l’abc delle istituzioni. E c’è anche un effetto paradossale: trasformando la grazia in una bandiera politica, si mette il Capo dello Stato nella condizione più scomoda possibile, finendo per allontanare, anziché avvicinare, proprio l’ipotesi che si dice di voler perseguire.
C’è poi un’altra questione, molto più seria e molto meno propagandistica. È giusto chiedersi se una famiglia già devastata da anni di rapine debba pagare risarcimenti milionari ai familiari dei rapinatori, mentre migliaia di vittime di reati non vedono un euro perché chi li ha derubati o aggrediti è nullatenente. Esiste un Fondo di rotazione per le vittime dei reati violenti e intenzionali. Peccato che il governo Meloni lo abbia lasciato largamente insufficiente rispetto ai bisogni reali. Se davvero si vuole stare dalla parte delle vittime, si comincia da lì, non dagli slogan.
E se davvero si vuole evitare che commercianti e cittadini si sentano abbandonati, la risposta non è promettere licenze di sparare. È garantire sicurezza. Oggi, secondo le stime delle rappresentanze del comparto, servirebbero circa dodicimila tra carabinieri e poliziotti in più per rafforzare gli organici e il controllo del territorio. Lo Stato dovrebbe arrivare prima delle rapine, non dopo.
La politica, invece, preferisce sempre gli slogan. Peccato che abbiano un difetto: prima o poi incontrano la realtà. E la realtà, ostinatamente, continua ad applicare le leggi. Perfino quelle scritte da Salvini.
I #medici#novax radiati saranno reintegrati.
L’emendamento di #FdI e’ uno sputo in faccia a tutti i sanitari italiani, ai morti per il Covid e a tutti gli italiani che, con il loro impegno, hanno portato fuori dall’emergenza questo paese. Sono disgustato, ma anche felice di aver finalmente capito da che parte sta il Governo italiano sui #vaccini
LA RAI IMPEDISCE DI TRASMETTERE DUE COMUNICATI SINDACALI. IL CROLLO DI ASCOLTI DI RAI3 CI PREOCCUPA. L’AZIENDA VUOLE CHE NON SE NE PARLI? #VivaRai3
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