è sorprendente come molte persone non colgano la gravità di un'italiana in manette e al guinzaglio esposta in pubblico.Addirittura mi insultate e ne fate un problema di destra o sinistra. È in galera da mesi senza condanna. Ma ce l'avete il cervello? Accendetelo!!!! #IlariaSalis
L’importanza di scrivere bene: le 40 regole di Umberto Eco.
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario. 3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata. 4. Esprimiti siccome ti nutri. 5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc. 6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso. 7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione. 8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”. 9. Non generalizzare mai. 10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton. 11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.” 12. I paragoni sono come le frasi fatte. 13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito). 14. Solo gli stronzi usano parole volgari. 15. Sii sempre più o meno specifico. 16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive. 17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale. 18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. 19. Metti, le virgole, al posto giusto. 20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile. 21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso. 22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia. 23. C’è davvero bisogno di domande retoriche? 24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media. 25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia. 26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile. 27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi! 28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri. 29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili. 30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio. 31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo). 32. Cura puntiliosamente l’ortograffia. 33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni. 34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve. 35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione. 36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato. 37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni. 38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario. 39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che. 40. Una frase compiuta deve avere.
Vedere Calvino (oltre che leggerlo)
In occasione del centenario della nascita, alle Scuderie del Quirinale ha da poco aperto la mostra "Favoloso Calvino", racconto del rapporto dello scrittore con l'immagine e l'arte della descrizione
https://t.co/v1mA5GiQkL
I #musei non sono scatole, non sono teche. Sono #corridoiumanitari per le culture dove passato e presente si nutrono a vicenda, i confini cessano di significare e di funzionare. I musei sono di tutti, per tutti, bandiera di pace e cooperazione. Solidarietà per il direttore #Greco
Mare, montagna o città❓ Nel 1969, anche in Giappone, la compagna perfetta per l'estate era sempre e comunque la #Valentine ☀️😎
NB: può contenere gattini 🐱🐈
#Olivetti#StoriaDiInnovazione
#AccaddeOggi
Il 22/7/1947, 2 giorni prima di quanto fece suo padre Edoardo 24 anni prima di lui, Gianni #Agnelli assume la presidenza della #Juventus.
Fino al 1954, i bianconeri avvieranno un breve ciclo coronato da due scudetti, con la nuova stella Giampiero #Boniperti.
Andrea Purgatori se n’è andato via. Perdo un amico vero, un compagno di avventure, di tanta vita, di lavori fatti assieme con divertimento e passione. Non riesco a crederci. Ai suoi cari, ai suoi adorati figli e alla sua famiglia, tutto l’amore e la vicinanza del mondo. Tutta @La7tv si stringe attorno a loro e a chi gli ha voluto bene. Perdiamo un autore, un giornalista vero, di tacchi e suole consumate, che ci lascia tanto e ci ha insegnato tanto, a me per primo. Un lascito che non andrà disperso, che cercheremo di applicare a quello che faremo, tutti i giorni di qui in avanti. Questa sera, nel suo mercoledì, andrà in onda l’ultima puntata di Atlantide sulle stragi di mafia fatta assieme e trasmessa a maggio per chiudere la stagione. Una puntata a cui Andrea aveva lavorato con tutte le sue forze e la sua tenacia in condizioni già non facili. Era una replica che avevamo pianificato assieme per ricordare l’attentato di Via D’Amelio. Voleva così e così sarà. E con Corrado Guzzanti, nell’ultimo mese, avevamo scherzato su un’idea per il 25 luglio che verrà… e come avrebbe detto lui: oh non sprechiamo l’occasione. Non la sprecheremo di certo Andrea.
Grazie amico, grazie per tutto e per sempre.
E maledizione, nulla è giusto. Ciao.
Il CAGLIARI torna in SERIE A TIM! 🔴🔵
Clamorosa vittoria a Bari: decide Pavoletti nei minuti di recupero, 0-1 al San Nicola ✅
#BariCagliari#SerieBKT#DAZN
È arrivato il tweet più importante dell'anno, quello che raccoglie "un puro, mero, meravigliuoso, eppure incontestabile fatto storico, che intiero s'annunzia e si rapprende in questa semplice, eppur trasvolante frase:
Alle ore 15 del #10maggio 1939, MARTE È FASCISTA!".
“Temo con ogni fibra quel tipo di persona che è pronta a scambiare per pensiero il moto casuale di tutto quello che gli passa per la testa e chiama sincerità l’incapacità di controllarlo.”
Michela Murgia
#Apertura2023 dei #VentagliDiParole 07/05
🎨Keith Haring’s use of symbols and signs, inspired by his study of Semiotics, created a pictorial language that was both deeply personal and easily accessible to the general public. 📚.👉🏻His art is available on ART PLEASE