.@acmilan in trattativa per Aurelien Guernier, ala sinistra classe 2007 del Birmingham City. Contatti in corso. Su di lui anche Chelsea/Strasburgo @LucaBendoni
Un’infarinatura su Markus Krösche, il possibile nuovo Direttore Tecnico del Milan.
-Allievo di Ralf Rangnick? Non proprio, ma lo stesso Ralf lo consiglia al Lipsia al momento dell’addio, e Krösche ne eredita il ruolo. Assorbe il modello Red Bull e costruisce un Lipsia competitivo: Christopher Nkunku e Dani Olmo sono i fiori all’occhiello del mercato 19/20. Poi, a Gennaio ‘20, chiude per un certo Josko Gvardiol, oggi al City.
-Arriva all’Eintracht nel ‘21, e da subito mutua i principi cardine del modello Red Bull: scouting, dati e player trading. In quattro anni, vittoria dell’EL (nel ‘22) e due qualificazioni alla Champions, ma soprattutto 169 milioni di profitto netti: il quinto più alto al mondo nel periodo in questione.
-Hugo Hetikike (venduto a 85M), Omar Marmoush (75M) e Kolo Muani (95M), sono tutti colpi col suo marchio. Comprati a 30M, rivenduti per una cifra totale di 255 milioni.
-Come funziona il modello? Rete di scouting fortissima, poi si interviene su punti di forza e debolezza del giocatore, tenendo sempre conto del contesto in cui i punti di forza possano essere meglio valorizzati, e i difetti meglio nascosti. Tutto, appunto, passa da una filosofia chiara: “Senza una filosofia di gioco chiara, non si può fare nulla”, Markus dichiara a The Athlethic.
-Non solo scouting e dati, la cura sfocia nel sonno e nella prevenzione infortuni: “Investiamo molto -moltissimo- nel reparto medico, negli esperti di nutrizione e negli specialisti del sonno, perché all’interno della nostra organizzazione tutti sono coinvolti nel preservare la salute dei giocatori e la loro capacità di rendere al massimo. Quando sono arrivato, abbiamo avuto molte discussioni sul perché fosse necessario farlo e sul motivo per cui stessimo investendo così tanto nel reparto medico e negli esperti di nutrizione.”
-Nei colloqui coi giocatori -rivela Krösche- si programma il percorso a lungo termine, con una analisi del possibile sviluppo nel primo, secondo e terzo anno. Il tutto, sempre in un’ottica di player trading piuttosto dichiarata: “Ma l’ultima cosa è che prometto a un giocatore che, se dovesse crescere più velocemente di quanto cresciamo noi come club e se riceveremo la cifra che riteniamo adeguata per il suo trasferimento, allora lo lascerò partire”.
Insomma, profilo coerente con la figura di Rangnick, ma un DT più classico, meno ingombrante nelle scelte a tutto tondo. La domanda è sempre una: al Milan, avrebbe/avrà tempo e risorse per implementare un modello simile?