Fratelli interisti che fanno autogol non capendo i vecchi tweet, capitolo 3621: tutti i miei tweet su Carnevali sono derisioni dei vostri ridicoli complottismi sullo Scansuolo e i presunti favori alla Juve marottiana.
Qui, addirittura, citavo anche il mitico finto cugino juventino di Orsato. Ma non capiscono. Fratelli allo sbando.
A proposito delle indecenze della #giustiziasportiva e di @SporteSaluteSpA , società pubblica e cassaforte dello sport italiano. Sono 2 minuti e mezzo, ascoltateli se vi va.
It was not my day today 💔 We've had an incredible year so far but now I need some time off. Thank you all for the amazing support and congrats to @jmcerundolo on a solid match. See you soon. Au revoir, Paris 🇫🇷🙏🏻
A proposito: nei commenti ai reel della chiacchierata a "Centrocampo" su Juve, Inter, Calciopoli, tavolino, sviste e meriti non avete idea di quanti rispondano con la "coppa insanguinata", il rigore ecc. La cosa mi ha impressionato, perché fa capire cosa sia stata la Juventus per tutta la loro vita. Un nemico, che quando migliaia di criminali uccidevano decine di persone in uno stadio, non doveva comunque avere la coppa, l'importante era quello, perché era il loro vero incubo. E allora, mentre noi parliamo di telefonate, prescrizioni, meriti ed errori, la loro risposta automatica è scendere nell'abisso della "coppa insanguinata", come se le responsabilità della strage o il desiderio poi di giocare fossero stati della Juventus. Mi accorgo che sono proprio cresciuti così, nell'odio che prevale su tutto, che confonde vita e calcio, rendendo impossibile qualunque forma di dialogo.
@GianpieroValer1@boys_roby Il fatto che interisti e dintorni tirino costantemente fuori l'Heysel (e il rigore!) dove 39 persone non sono "morte" ma sono state brutalmente uccise da migliaia di criminali e la disputa della partita fu imposta dalle autorità per evitare altra carneficina vi definisce bene
A furia di fare quarti posti per caso, prima o poi il tonfo era inevitabile, se non addirittura auspicabile per svegliare un ambiente anestetizzato da tempo. Cominciato la stagione con un allenatore in cui non si credeva, rinforzato zero porta difesa e centrocampo (non rinfaccio neanche errori sui centravanti), non sappiamo che visione abbia la società relativamente al futuro della Juve e del calcio in generale, se non che sta per votare di nuovo in Figc quel gruppo dirigente che tanto ci ama e lo dimostra ogni settimana.
Nei tweet di festa con hashtag da tifoso social del presidente Fifa, negli account della Lega Calcio che paiono invasati come non avevamo mai visto dopo quei pochi scudettini che abbiamo conquistato, nell'improvvisa cautela e prudenza sulle questioni giudiziarie relegate a pag. 20 con incisi, analisi e ragionamenti su eventuali errori di senso contrario e risultati andati male, in tutti coloro che conteggiano rimanendo seri quella roba del 2006 come se dopo nulla fosse accaduto, in fondo, c'è tutto ciò che raccontiamo da un bel po'.
4 maggio 1949, una data per sempre nella memoria. 77 anni fa, nella tragedia di Superga, se ne andava il Grande Torino.
Oggi, sempre, Juventus Football Club si unisce al ricordo.