Se sei un delinquente ti troveranno sempre delle attenuanti, se sei una persona onesta, ti faranno pagare tutto. Definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Grinzane. Il difensore: si costituisce oggi.
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Meloni’nin şıklığı abartısız çünkü görünür olmak için bedenine muhtaç değil.
29 yaşında milletvekili, 31 yaşında bakan, 45 yaşında başbakan oldu. Ayrıca yüz güzelliğinin de farkında.
Gerçekten öz güvenli kadınlar, ilgiyi bedenleri üzerinden toplamaya ihtiyaç duymaz.
Leggo commenti indecenti sulla drammatica vicenda che ha colpito il ministro Roccella e la sua famiglia. Un odio ideologico, una cattiveria, una totale mancanza di rispetto e umanità che non ha giustificazione alcuna e che lascia senza parole.
Sotto a questo post del Corriere, si sono scatenati vergognosamente gli odiatori di sinistra.
Sì, siamo proprio antropologicamente differenti.
Vicinanza al ministro Roccella.
Barbara D’Urso ricorda Mirko Moriconi e la madre Kety sul palco del Padova Pride Village.
«Mi hanno tolto la possibilità di fare queste battaglie, sono 16 anni che faccio queste battaglie.
Da 3 anni io non posso più entrare nelle case della gente a dire questo. Questo mi manca»
Barbara D’Urso ricorda Mirko Moriconi e la madre Kety sul palco del Padova Pride Village.
«Mi hanno tolto la possibilità di fare queste battaglie, sono 16 anni che faccio queste battaglie.
Da 3 anni io non posso più entrare nelle case della gente a dire questo. Questo mi manca»
Nella politica, tradire il proprio elettorato è quasi sempre una sentenza di morte elettorale.
Chi, una volta conquistata la fiducia degli elettori su certi valori, programmi e identità, decide di voltare le spalle a quella base per inseguire alleanze, poltrone o “nuovi equilibri” con il campo avversario, finisce regolarmente per essere punito duramente dalle urne.
Non è una questione di vendetta, ma di logica elementare: l’elettore si sente tradito nella sua identità profonda, smette di riconoscersi nel proprio rappresentante e cerca altrove chi invece mantiene coerenza.
Nella destra italiana gli esempi sono chiarissimi e dolorosamente recenti.
Gianfranco Fini incarnò per anni il post-fascismo che si era evoluto in una destra nazionale, conservatrice e anti-comunista. Quando scelse di rompere con Berlusconi, di appoggiare governi tecnici o di centrosinistra e di trasformare il suo movimento in una specie di “destra liberal” dialogante con la sinistra, il risultato fu catastrofico: Futuro e Libertà per l’Italia scomparve dal Parlamento nel 2013. Fini stesso finì politicamente nel nulla.
Angelino Alfano, delfino di Berlusconi, ereditò un pezzo importante del centrodestra. Quando decise di staccarsi dal Cavaliere, fondare il Nuovo Centrodestra e soprattutto di allearsi organicamente con il Partito Democratico di Renzi (governo Gentiloni), firmò la propria condanna. Il NCD si sciolse nel nulla, Alfano passò dal ruolo di ministro chiave a figura irrilevante, e quel pezzo di elettorato si spostò altrove (principalmente verso la Lega di Salvini o Fratelli d’Italia).
La storia è piena di casi analoghi, a destra come a sinistra: chi tradisce la propria base viene percepito come inaffidabile, opportunista, “venduto”.
L’elettorato non perdona chi, dopo aver chiesto il voto contro certe politiche, finisce per sostenerle in cambio di poltrone.
La coerenza, anche quando scomoda, paga molto più di qualsiasi acrobazia tattica.
In sintesi: in politica si può anche cambiare idea, ma non si può tradire chi ti ha dato fiducia proprio perché rappresentavi certe idee. Chi lo fa, prima o poi sparisce. La storia elettorale italiana lo dimostra con una regolarità quasi scientifica.
#destra #politica
Giuseppe Conte, altresì noto come il pagliaccetto di Volturara Appula, ha postato il seguente video, facendo credere che Giorgia Meloni fosse presente durante il suo intervento, quando invece era al Quirinale.
La suddetta, poi, gli ha rifilato la seguente umiliante badilata.
Quel Giuseppe Conte che strumentalizza l’inchiesta sul Ponte sullo Stretto è lo stesso che disse: “Il Ponte sullo Stretto dobbiamo pensarlo come un miracolo di ingegneria“.
Agosto 2020, governo giallorosso.
Lui e i 5 Stelle c’hanno la faccia come il culo.
Puoi non condividere Giorgia Meloni.
Ma se racconti ottant’anni di donne nella Repubblica e dimentichi la prima donna a Palazzo Chigi, il problema non è la storia.
È l’ideologia.