Se l’aveste perso.
Grazie @SMaurizi per essere venuta il 13/10 a #Padova,nonostante i mille impegni,a spiegare perché la libertà di stampa è un diritto in pericolo e che è a repentaglio la libertà di tutti,oltre la vita stessa di #Assange@Giuliacalvani_
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513mila euro (ben oltre i limiti di legge per il candidato sindaco) non rendicontati,di spese elettorali per le Comunali 2020. Rinviato a giudizio l’ex sindaco di #Venezia, #LuigiBrugnaro,con altri tre indagati. #falso#finanziamentoillecito
In una caserma della polizia di Bengasi, Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia hanno ottenuto il permesso di farsi una doccia e cambiarsi d’abito. Lo ha negoziato il console generale Filippo Colombo durante la prima visita, la sera del 27 maggio 2026. Lui ha 33 anni e insegna a Molfetta, lei ne ha 67 ed è stata per trent’anni educatrice dei servizi del Comune di Torino. Per le autorità della Cirenaica sono due clandestini, fermati con l’accusa di ingresso illegale.
La stessa Bengasi è il posto dove l’Italia sta per aprire un centro di coordinamento dei soccorsi in mare, finanziato con fondi europei. Lo aveva scritto a gennaio il quotidiano tedesco nd, lo conferma l’inchiesta di IrpiMediadel 3 giugno sul nuovo accordo tecnico della missione Eunavfor Med Irini, reso pubblico il 28 maggio dall’ong britannica Statewatch. Qui da noi si chiama cooperazione.
Due cittadini, una carovana
Il Global Sumud Land Convoy è partito il 15 maggio, giorno della Nakba: oltre 200 persone da più di 25 Paesi, una trentina di mezzi, 7 ambulanze, 20 case mobili, 10 camion di aiuti diretti a Gaza via Rafah. Il 24 maggio il convoglio si è fermato nei pressi di Sirte, sulla linea 5+5 che divide l’ovest dall’est libico. Dieci attivisti hanno superato il posto di blocco per trattare il passaggio del resto della carovana. Da lì sono finiti in cella a Bengasi.
A trattenerli sono le milizie del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica. Oltre ai due italiani ci sono una spagnola, una polacca, una statunitense, un uruguaiano, due argentini, una portoghese e un tunisino. Il 2 giugno il procuratore di Bengasi ha prolungato la custodia cautelare fino alla prossima udienza, e all’accusa di ingresso illegale si sarebbe aggiunta quella, più grave, di manifestazione illegale. Gli altri italiani del convoglio, una settantina di chilometri più indietro, sono già rientrati a Fiumicino. I dieci avevano superato il confine solo per negoziare un passaggio sicuro.
La regia italiana a Bengasi
Per anni l’Italia ha addestrato e finanziato i libici passando da Tripoli, il governo riconosciuto dall’Onu. Adesso il raggio si allarga a est. Il documento riservato del Consiglio dell’Unione cita la formazione delle “istituzioni libiche”:una formula che a marzo 2025, nel rinnovo di Irini fino al 2027, ancora diceva “guardia costiera libica”. A ottobre, intanto, Frontex ha ricevuto per la prima volta funzionari di Haftar. La frontiera europea scende sempre più a sud, e Bengasi è la nuova porta. Il modello c’è già: l’Mrcc di Tripoli, il centro di coordinamento costruito dall’Italia con il progetto Sibmmil, sempre con soldi di Bruxelles.
Del resto il 22 maggio Francia e Grecia hanno deciso di non rinnovare il compito che autorizzava Irini a ispezionare in mare le navi sospettate di trasportare armi, previsto dalla risoluzione Onu 2292 del 2016. Restano il pattugliamento e l’addestramento dei guardacoste. Già nel 2017 gli esperti dell’Onu segnalavano violenze sui migranti compiute anche dopo i corsi di formazione. Dieci anni dopo, Haftar deve diventare un partner affidabile, costi quel che costi.
Sulla sorte di Centrone e Alberizia il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto la cosa più rivelatrice: «Mi auguro che li possano espellere il prima possibile». Espellere. La parola che lo Stato italiano ha contribuito a insegnare alla Libia torna indietro, applicata a due suoi cittadini. La deputata Chiara Appendino (M5S) gli chiede di muoversi «non con le parole di circostanza», il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (PD) si dice preoccupato. Dal governo, sui due, parla solo Tajani, e parla di espulsione. La macchina dei rimpatri che l’Italia ha aiutato a costruire a Bengasi adesso stringe due italiani, e l’unica speranza ufficiale è che li restituisca da clandestini.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Graves imágenes registradas durante el operativo de desbloqueo en San Julián evidencian la actuación conjunta de efectivos policiales y miembros de la Unión Juvenil Cruceñista (UJC), organización señalada desde hace años por su accionar violento y parapolicial. Lejos de ser aislada, esta situación ocurre en un contexto en el que el propio presidente Rodrigo Paz convocó públicamente a civiles a sumarse a las acciones de desbloqueo junto a las fuerzas del orden.
La presencia y actuación coordinada de grupos civiles junto a la policía constituye un hecho extremadamente preocupante para la democracia y los derechos humanos. Cuando el estado tolera, respalda o actúa junto a organizaciones de choque (siempre son grupos fascistas), se diluyen los límites entre la fuerza pública y actores particulares, abriendo la puerta a abusos, impunidad y violencia política. Lo ocurrido en San Julián exige esclarecimiento inmediato y la atención de organismos nacionales e internacionales de derechos humanos.
#Bolivia
CONFERMO, TUTTO VERO...
F.Q. - Di Gianni Barbacetto:
Mi è arrivata stamattina via pec la prima convocazione per la causa promossa da Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti contro un nutrito gruppo di giornalisti del Fatto Quotidiano⏬
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🇨🇴🇺🇸 Gustavo Petro: "No entiendo a Donald Trump ni al señor Rubio, tienen que definirse: o vamos a luchar contra el narcotráfico o van a llevar el narcotráfico a la Casa Blanca para hacer leyes sobre el pueblo de Latinoamérica con los mismos narcotraficantes, y yo no lo acepto".
"Me pueden meter 10 mil veces a la lista OFAC, y si me quieren llevar preso, inténtenlo, pero no bajaré la voz, porque aquí, antes de que me lleven preso, me van a intentar asesinar también".
Questo è un evento storico. Straordinario.
L'università di Oxford va contro il governo inglese e ospita gli interventi a distanza di due relatori critici verso Israele, censurati e coi visti d'ingresso annullati, dal governo Starmer.
Chissà perché lo statista Maurizio
Al Pacino Gasparri non ha fiatato.
Nessuna interrogazione parlamentare. Destra e giornaletti di Angelucci muti 🤫
Poi dici perché gli ridi in faccia...
Há momentos na história em que uma frase revela mais do que mil páginas de propaganda.
Em Davos 2026, Yuval Noah Harari praticamente admitiu aquilo que muitos ainda se recusam a enxergar: a Inteligência Artificial não está sendo apresentada apenas como uma ferramenta. Está sendo apresentada como uma nova entidade capaz de substituir funções humanas, ocupar espaços sociais, influenciar culturas, moldar religiões, controlar mercados e, eventualmente, receber reconhecimento jurídico.
Perceba a mudança de linguagem.
Não se fala mais em programas.
Não se fala mais em softwares.
Não se fala mais em máquinas.
Fala-se em "agentes".
Fala-se em "imigrantes digitais".
Fala-se em inteligências que poderão administrar empresas, movimentar contas bancárias, criar religiões, participar da política e exercer influência sobre bilhões de pessoas.
A pergunta feita em Davos não foi tecnológica.
Foi civilizacional.
O que acontece quando os seres humanos deixam de ser os principais produtores de conhecimento, informação e narrativa?
Quem controla as palavras controla a percepção.
Quem controla a percepção controla a realidade.
E quem controla a realidade controla sociedades inteiras.
Durante séculos, governos disputaram territórios.
Depois passaram a disputar petróleo, comércio e recursos naturais.
Agora a disputa é pelo controle da inteligência.
Pela capacidade de influenciar pensamentos antes mesmo que eles surjam.
O mais curioso é que tudo isso está sendo apresentado como inevitável.
Como se a humanidade estivesse diante de um fenômeno natural.
Como se ninguém estivesse tomando decisões.
Como se não existissem corporações bilionárias, centros de dados gigantescos, governos, investidores e organizações globais financiando essa transformação.
A pergunta que ninguém faz é simples:
Se a IA passar a produzir a maior parte das informações que consumimos, quem programará os valores que estarão dentro dessas informações?
Quem definirá o que é verdade?
Quem definirá o que é discurso aceitável?
Quem definirá o que pode ou não ser dito?
Porque, no final das contas, não estamos falando apenas de tecnologia.
Estamos falando de poder.
Poder sobre informação.
Poder sobre cultura.
Poder sobre educação.
Poder sobre religião.
Poder sobre economia.
Poder sobre a própria definição do que significa ser humano.
A Revolução Industrial substituiu músculos.
A Revolução Digital substituiu tarefas.
A Revolução da IA ameaça substituir a própria capacidade humana de interpretar o mundo.
E quando uma civilização entrega sua capacidade de pensar para sistemas que ela não controla, ela não está avançando.
Ela está terceirizando a própria liberdade.
A verdadeira pergunta não é se a IA será poderosa.
A verdadeira pergunta é:
Quem será poderoso através dela?
Il tribunale amministrativo del Lazio ha riconosciuto a Report l’ostensione dei documenti di spesa del collegio del Garante della privacy relativi all’anno 2024
Non si parla più di Palestina? FALSO.
Forse certi media e politici hanno voltato pagina, ma il popolo italiano resta vigile, come testimoniano i presìdi che da oltre un anno tengono viva la coscienza collettiva.
Lieta di incontrarli il 19 giugno. Il silenzio non è un'opzione.
#taxtherich Abbiamo appena superato le 50.000 firme necessarie per depositare in parlamento la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per tassare le grandi ricchezze, la famigerata #patrimoniale a partire da 2 milioni di euro esclusa prima casa che pagherebbe meno dell1% delle italiane e degli italiani. Ma non ci accontentiamo. Per superare le barricate politiche e mediatiche dei ceti privilegiati è bene raccoglierne altre centinaia di migliaia.
Per informazioni e firmare andate sul sito del comitato promotore: https://t.co/KrYTYYRB69
#Tassiamoimilionari
#tassateimilionari
Gasparri attacca Zerocalcare per le paghe misere degli animatori di Due Spicci. Zerocalcare è solo l'autore, Gasparri è contrario al salario minimo e sapete chi è il CEO del produttore della serie? Marco Bassetti, il marito di Stefania Craxi, capogruppo al senato di FI. Si vola.
L’incriminazione per blocco stradale rischia di ledere i diritti di riunione e di sciopero
La Procura di Torino contesta la costituzionalità del disegno di legge sicurezza
Per la prima volta, una delle norme varate dal governo Meloni contro il dissenso potrebbe finire alla Corte Costituzionali
Aprendo una breccia
L’apertura del Manifesto con l’editoriale di Alessandra Algostino
En 1996, el periodista Gary Webb, expuso en TV cómo la CIA contrabandeaba cocaína en EEUU y enganchaba a la población negra, traída desde Colombia para financiar la guerra contra Nicaragua, usando a sus mercenarios de la Contra.
Después de desvelar esto al mundo, unos años después, el periodista Gary Webb fue encontrado muerto en su casa con 2 disparos en la cabeza, asesinado por sicarios de la CIA por osarse a desvelar secretos de estado.
La CIA vendió esta droga en los barrios pobres de EEUU, cantidades masivas de heroína y cocaína para financiar sus invasiones imperialistas y al mismo estado, desencadenó la epidemia de crack desde los 80 para acabar con los Panteras Negras, hubo un récord de detenciones de jóvenes negros en los guetos y los bebés negros nacían adictos al crack.
Los mayores narcotraficantes del mundo son la CIA/EEUU y muchos de los oligarcas que viven en Miami, desde donde financian con el narcotráfico los golpes de estado y sus guerras imperialistas con dinero negro, sin pasar por el congreso.
La Italia de Garibaldi sale a la calle contra los genocidas.
El dinero de. Netanyahu viene a Colombia sucio de asesinar escenas de Miles de bebés palestinos para comprarle votos al defensor de genocidas para que se vuelva presidente y acabe toda la transformación de Colombia.
Gracias Italia y su huelga general. Garibaldi si Mussolini NO.
No Pasarán.
A detener el fascio mafioso en Colombia
Así se ve la dignidad, el pueblo indígena de Bolivia sigue en pie de lucha contra el neoliberalismo, pese a la represión, las asambleas de trabajadores siguen parando el pais con más de 100 barricadas.
El régimen de Rodrigo Paz va a implantar la ley marcial e inundar las calles de militares, convirtiendo el pais en un estado paramilitar.
Fuerza al pueblo boliviano, pueblo heroico, noble y digno.