@NonEvoluto (Rimpianti ed incapacità) Liberali ha dimostrato di avere più dignità di qualcun’altro che si atteggia a manager. Ma quello che mi lascia perplesso è il modo di gestione del Catanzaro. Comprano un potenziale gioiellino, lo valorizzano e non lo blindano! Cosa sono tre milioni?
Il 20 gennaio 1985, su un campo ghiacciato a Udine, un ragazzo di soli sedici anni fa il suo esordio in Serie A con la maglia del Milan.
Indossa la maglia numero 14, ha lo sguardo concentrato e un cognome pesante sulle spalle: **Maldini**.
Suo padre Cesare era stato il capitano della prima Coppa dei Campioni del Milan, ma quel giorno nessuno immagina che quel ragazzino farà ancora di più, diventando il simbolo eterno della difesa perfetta.
Paolo Maldini non è stato solo un difensore straordinario; è stato l'eleganza prestata al calcio. In un'epoca in cui i difensori centrali e i terzini erano famosi per i contrasti duri, Paolo ripulisce il ruolo. Il suo segreto?
Il posizionamento. Diceva sempre:
"Se devo fare un tackle, significa che ho già commesso un errore".
La sua carriera è una vera e propria epopea legata a un solo colore, il rossonero, e divisa in due atti straordinari:
Il ciclo degli Immortali e degli Invincibili:
Al fianco di maestri come
Franco Baresi,
Mauro Tassotti
Alessandro Costacurta,
Paolo compone la linea difensiva più forte della storia del calcio sotto la guida di Arrigo Sacchi e Fabio Capello.
L'era da Capitano:
Nel 1997 eredita la fascia da Baresi. Diventa il leader indiscusso, l'uomo che alza al cielo la Champions League nel 2003 a Manchester e nel 2007 ad Atene, vendicando la drammatica finale di Istanbul.
Quando si ritira nel 2009, a 41 anni, lascia i campi da gioco dopo 902 partite con il Milan , 7 scudetti e ben 5 Champions League.
La società decide di ritirare per sempre la sua maglia numero 3, un onore concesso solo alle leggende assolute.
Ancora oggi, per gli amanti del calcio in tutto il mondo, il nome di Paolo Maldini è sinonimo di una dote ormai rarissima nello sport:
la pura e intramontabile fedeltà.
Quando si lascia il Giappone ci si porta dietro un senso di pace e una consapevolezza: tradizione e modernità possono coesistere in un costante equilibrio tra natura e progresso, tra tensione all’infinito e caducità della vita.
#Ulisse
#FURLANIOUT È ANDATO IN TREND TOPIC SU X, I SOCIAL DEL MILAN PRESI D’ASSALTO, I POST DEI ROSSONERI SONO INVASI DA QUESTA FOTO 🔴⚫️
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Furlani quindi è il colpevole numero uno per i tifosi del Milan, è giusto? 👇🏻
THREAD LUNGO
Caro Gerry #Cardinale:
E’ il 19 Aprile, Gerry.
Per Noi una data davvero importante.
Quella notte di 37 anni fa (santo cielo quanto tempo) nasceva il Grande #Milan che dominò la scena per 20 anni.
Un Milan capace di vincere, rivincere e stravincere tutto più volte.
5-0 al grande #RealMadrid.
Che Notte, quella Notte…
Pioveva, quella pioggia primaverile tipicamente milanese che Noi allo stadio neanche sentivamo, pur non essendoci ancora la copertura.
Una gioia immensa, per Noi che solo 6 anni prima vedevamo la B.
Ma vedi, Gerry, non era solo una vittoria di campo, era il coronamento di una visione che non partiva solo da grandi mezzi economici.
Era la vittoria di una vision che pescava dalle Nostre radici, dai Nostri ideali e dai Nostri valori.
No, non erano solo soldi, perché in quella squadra c’erano ragazzi nati a Milanello come #Baresi, #Maldini, #Galli ,#Costacurta ed #Evani.
C’era Roberto #Donadoni arrivato da Noi poco più che ventenne, un ragazzo che nasceva a Bergamo con il poster del Gianni #Rivera in camera.
Poi sì, c’erano #VanBasten #Gullit e #Rijkaard, il magico trio orange.
In panchina, un “omino” che stava cambiando il calcio per sempre.
Arrigo #Sacchi.
Ecco, caro Gerry:
Spesso hai detto nelle “rare” interviste che vorresti un giorno essere accostato al Dottor Silvio #Berlusconi che fu il papà di quel Milan.
Se vorrai che succeda un giorno, devi tradire il percorso fatto fino ad oggi dal tuo Milan.
Il Milan di oggi non tiene i Suoi campioni, non rispetta i Nostri valori, non li protegge.
Vuoi vivere notti come quelle e farle vivere a Noi tutti?
La strada maestra, con Noi, e’ e sarà sempre e solo una.
IL DNA.
Ciò che siamo sempre stati non può essere tradito o calpestato, il Milan non può andare contro la Sua natura.
Noi non siamo questo, Noi siamo casciavit, l’ amore per la maglia viene prima di qualsiasi cosa.
Noi, caro Gerry, perdoniamo tutti (abbiamo visto cose inimmaginabili nella Nostra Storia) ma non possiamo perdonare chi tradisce cio’ che siamo, non possiamo amare chi non ci ama come solo Noi possiamo essere amati.
Perché il dna, misto con l’amore che arriva di conseguenza, porta grandi vittorie.
E’ più semplice di quanto si creda, caro Gerry.
Vedrai, i Milanisti non chiedono 300 milioni di spese.
I Milanisti chiedono riconoscimento di un progetto che si sposi con ciò che siamo.
Eh dai Gerry, siamo pronti ad amarti da qua fino agli states.
Ma devi consentirci di “entrarti dentro al cuore”.
Solo così potrai capire.
Dai Gerry, fatti raccontare quelle Notti Milaniste.
Non ti piacerebbe viverle?
Leggere titoli così?👇
Uno sforzo e un cambio di allora.
Cosa ci vuole…
Serve solo amore, caro Gerry.
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