È arrivata la risposta del Presidente della Colombia Gustavo Petro alle minacce di invasione Usa e alle accuse deliranti di essere un “narcotrafficante” da parte di Donald Trump e del suo governo.
Ed è una risposta di enorme forza politica e MONUMENTALE DIGNITÀ che tutto il mondo dovrebbe leggere.
Specie certi scendiletto e “cheerleader” di casa nostra.
“Smetta di calunniarmi, signor Trump. Non è così che si minaccia un presidente latinoamericano salito al potere attraverso la lotta armata e, in seguito, grazie alla lotta per la pace del popolo colombiano.
Mi accusate falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina. Ma io non possiedo un'auto, né proprietà all'estero; continuo a pagare il mutuo con il mio stipendio.
È ingiusto, e io combatto contro l’ingiustizia.
(…) Il Presidente della Colombia è il comandante supremo delle forze militari e di polizia colombiane per ordine costituzionale, una Costituzione di 34 anni fa che il mio movimento ha elaborato dopo aver deposto le armi durante l'insurrezione.
(…) Nel rispetto del pluralismo e della diversità, abbiamo forgiato un patto: la nuova Costituzione della Colombia, che mirava a costruire uno Stato sociale governato dallo Stato di diritto, cercando di garantire i diritti fondamentali e universali del popolo.
Ebbene, in qualità di Comandante Supremo delle Forze Armate, e sempre sotto la protezione della Costituzione, ho ordinato il più grande sequestro di cocaina nella storia del mondo. Ho avviato un importante programma di sostituzione volontaria delle colture da parte dei coltivatori di co*a. Il processo ha interessato 30.000 ettari di co*a ed è la mia massima priorità come politica pubblica.
Tutto il popolo venezuelano, colombiano e latinoamericano deve scendere in piazza.
(…) Se bombardano i contadini, migliaia di guerriglieri si solleveranno sulle montagne.
E se arrestassero il presidente che gran parte del mio popolo ama e rispetta, scatenerebbero la rabbia del popolo.
Da questo momento in poi, ogni soldato in Colombia ha ricevuto un ordine: qualsiasi comandante delle forze armate che preferisca la bandiera statunitense a quella colombiana verrà immediatamente rimosso dall'istituzione per ordine della truppa e mio.
La Costituzione impone alle forze armate di difendere la sovranità popolare.
Sebbene non sia mai stato un soldato, conosco la guerra e le operazioni clandestine. Ho giurato di non toccare mai più un'arma dopo l'accordo di pace del 1989, ma per il bene del mio Paese riprenderò le armi, armi che non voglio.
Non sono un figlio illegittimo, né un trafficante di droga.
Ho una fiducia enorme nel mio popolo, ed è per questo che gli ho chiesto di difendere il Presidente da qualsiasi atto di violenza illegittimo.
Mi fido del popolo e della storia della Colombia, che il signor Rubio non ha letto. Mi fido del soldato che sa di essere figlio di Bolívar e della sua bandiera tricolore.
Quindi sappia che ha di fronte un comandante del popolo. Libera la Colombia per sempre.
Invece di andare a catturare un presidente latinoamericano con riserve petrolifere limitate, perché avete bloccato l'approvvigionamento di petrolio, condannato la gente alla fame e innescato l'esodo che ha raggiunto il vostro Paese, vi avrei accompagnato a catturare Netanyahu, il leader genocida”.
Un Gigante.
(Tosa)
@FratellidItalia@GiorgiaMeloni@Piantedosim L'unica cosa che sapete fare è punire, e le vostre leggi non servono a nulla. Avete tagliato i fondi alla #scuola, non avete voluto l'educazione affettiva, l'integrazione non sapete cosa sia, le carceri scoppiano e avete ridotto i progetti di recupero sociale.Patrioti? No,idioti!
@FratellidItalia Voi invece difendete il "democratico" Netanyahu, che ha massacrato 70.000 palestinesi e commesso migliaia di crimini contro bambini, donne, anziani, disabili, povera gente che chiede solo di vivere in pace nella propria terra. Hamas ha commesso un abominio ma Bibi lo ha superato!
Qualcuno spieghi alla Meloni che la sua difesa del colpo di stato USA è stata smascherata da Trump, che un mese fa ha graziato l'ex presidente dell'Honduras, Hernandez, condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga: ha portato 400 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti.
“Il Governo considera legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico,” dice Giorgia Meloni.
Le deve essere sfuggito quel piccolo dettaglio del petrolio…
Ecco che, quando si tratta degli alleati, da Netanyahu a Trump, il diritto internazionale vale fino a un certo punto e ogni principio di giustizia può essere calpestato.
Il doppio standard è la regola, e ormai lo ammettono senza remore.
Le persone oneste non possono che provare vergogna e rabbia nell’essere rappresentate in questo modo.
Questa politica estera, ipocrita e servile, costruita su un opportunismo di corto respiro, produrrà nel lungo periodo conseguenze disastrose anche per l’Italia e per l’Europa.
Un diritto internazionale a geometria variabile apre la strada alla guerra ovunque.
@AngeloSab82 Oltre che danno erariale vedo la conferma di una negligenza e incompetenza stratosferiche. Mi piacerebbe vedere i contratti di compravendita e i nomi delle persone responsabili di qs scempio. Scommettiamo che, gratta gratta, ne esce la #mafia? E #Schifani zitto.��E i siciliani?
🤯 Livello di incompetenza di questo governo? Altissimo!
💵 La regione Sicilia con i soldi del PNRR ha acquistato nuovi treni per una spesa di 300 milioni di euro ma purtroppo le attuali rotate non sono compatibili con i nuovi treni.
⛔️ Configurazione di danno erariale!
“L’antisionismo non è antisemitismo.
Vi svelerò un segreto: non c’è alcun dubbio che il sionismo abbia aspetti coloniali, che la Cisgiordania sia un regime di apartheid e che il massacro di Gaza sia molto vicino al genocidio, se non lo è già”.
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https://t.co/yrYczIUk09
Io non credo che un elettore di questo governo si soffermi ad ascoltare questo video, ma nel caso lo facesse, io spero che capisca la gravità di ciò che dice questo magistrato della Corte dei conti e su quanto il governo ci stia truffando.
Noi siamo nelle mani di delinquenti!
Da rivedere assolutamente è il mandato ministeriale di #Salvini, che ha da dire su tutto, ha la presunzione di sapere tutto e discute di tutto fuorché dei problemi del suo dicastero. Ha stufato l'intero Paese. E vaffa!
@Frenkie_Woody Il guaio peggiore sono milioni di italiani caduti nella trappola del berlusconismo, ritenuto una fonte di verità, e altri milioni che, schifati, si sono allontanati dalla politica ritenendola irreparabilmente contaminata dagli interessi privati.
Il risultato è il #governoMeloni.
“Il berlusconismo è la rappresentazione plastica del peggio di questo paese che ha calamitato al suo interno la parte più marcia dell’imprenditoria italiana, i reietti del sottobosco politico, e la creme della peggiore feccia umana in circolazione oggi al governo. Un sottobosco culturale di quart’ordine, maestri del raggiro e della contraffazione, che dalla licenza e dalla menzogna attingono il loro significato di libertà, e della dignità hanno fatto mercimonio.
Il berlusconismo, e sia chiaro a tutti, non è mai stato un movimento politico ma un problema sociale, morale e ambientale - è una storia di monnezza, di rifiuti pericolosi dispersi sull’epidermide della società che, come polvere d’amianto, si è insinuata nella coscienza degli italiani. Un intero paese da bonificare dopo vent’anni di imbarbarimento!!
ll Berlusconismo forzista accoglie tra le fila dei suoi sostenitori/elettori, i peggiori elementi della società civile, il Trash più scadente - un mondo variegato di anime perdute, di anziani avvinazzati e pensionati viziosi, di giovani imbecilli allevati e cresciuti alla corte del Grande Fratello, e della Maria nazionale, orde di cornuti frustrati dal rancore, e schiere di parassiti, di imbroglioni, di incapaci, cialtroni e straccioni, delinquentelli e impostori di professione in veste di ministri – donne riconoscibili dalle acconciature biondo platino o rosso Tiziano, ispirate al mito della dea forzista - cervelli obnubilati dalle infinite tinte e visi levigati dal botulino “fino alla soglia della cancellazione espressiva”; vecchie befane ossigenate e cotonate, contraffate dal bisturi di un improbabile chirurgo di quart’ordine, inceronate come maschere di un perenne carnevale fuori stagione, e addobbate come alberi di natale di luccicanti bigiotterie di cattivo gusto - un’orgia di personaggi equivoci, tormentati da un represso bisogno di visibilità che, pur di apparire, sono pronti a prostituire la propria dignità al peggiore offerente.
E questo è il lascito di quell’opera di imbarbarimento culturale, etico e morale, messa in atto da Berlusconi per un lungo ventennio, e oggi rappresentata in ogni suo punto dal governo Meloni.
Un piano di falsificazione e di contraffazione della realtà, che si è reso operativo in virtù di tutti quei mezzi di comunicazione a Lui asserviti, per il raggiungimento di un tale scopo.
Il berlusconismo é il cancro della società italiana. E solo estirpandolo potremo un giorno definire questo paese, uno stato civile, libero e democratico.
E’ arrivato il momento di abbattere quel muro di vergogna, di menzogna e di perversione morale che, da troppo tempo, oscura l’orizzonte dei nostri figli e ne compromette ogni residua speranza e futuro”
Marco Travaglio
La lezione di Robert De Niro
Durante un gala di beneficenza pieno di "brave persone" a Manhattan, Robert De Niro fece ciò che nessun altro osò: disse la verità apertamente.
La serata era destinata a onorare De Niro per il suo lavoro.
Ma invece di fare un discorso di ringraziamento educato, si avvicinò al microfono, guardò direttamente il tavolo davanti dove erano seduti diversi magnati della tecnologia, e disse con il suo tono calmo e ferreo:
"Se puoi spendere miliardi per costruire razzi, app e mondi virtuali, puoi spendere una frazione di questi per nutrire i bambini e ricostruire comunità povere. Vuoi definirti un visionario... dimostralo con compassione, non con comunicati stampa."
La sala da ballo si bloccò.
Tutti si fermarono.
Le telecamere hanno ripreso Mark Zuckerberg mentre guardava la tovaglia ...
Elon Musk non si mosse affatto.
Ma De Niro non aveva finito quello che aveva da dire...
Continuò senza urlare, senza teatro:
...."La grandezza non si misura da ciò che costruisci... ma attraverso quello che aiuti a emergere. "
Poi arrivò lo shock.
Davanti a un intero pubblico d'élite, De Niro ha annunciato di donare una somma significativa di denaro proveniente dai profitti personali dei film recenti per finanziare alloggi, programmi di salute mentale e riabilitazione per famiglie in difficoltà a Los Angeles.
E poi ha concluso il discorso dicendo:
"L'avidità non è potere, ma la compassione lo è."
Italia: non chiamatelo tifo, è razzismo
Quello che è accaduto ad Adhu Malual non è un episodio isolato né un momento di tensione sportiva. Non è uno sfogo del pubblico, non è una critica legittima. È razzismo puro, diretto, violento. Ed è avvenuto in casa, sotto una bandiera che pretende di rappresentare tutti ma che troppo spesso esclude chi non rientra nell’immagine comoda dell’“italiano giusto”.
Un’atleta italiana, che indossa la maglia azzurra, è stata trasformata in un bersaglio. Fischiata dal primo all’ultimo punto, non per incitare, non per sostenere, ma per colpire. Insultata come persona, attaccata nella sua identità, umiliata davanti al proprio pubblico. E insieme a lei è stata ferita la sua famiglia, presente sugli spalti. Questo non ha nulla a che vedere con lo sport: è disprezzo, è odio, è una vigliaccheria collettiva.
Sbagliare fa parte del gioco. Fa parte del lavoro, della competizione, dell’essere umani. Essere insultati per il colore della pelle, invece, non fa parte di nulla che possa dirsi civile. Quando il pubblico smette di tifare e sceglie deliberatamente di ferire, non siamo più davanti a una partita persa o vinta, ma a una vergogna nazionale.
L’Italia ama definirsi “casa”, “patria”, “famiglia”. Eppure un’atleta è stata costretta a dire di non essersi mai sentita così lontana da casa propria proprio mentre giocava in casa. Che Paese è quello in cui una donna deve ribadire pubblicamente di essere italiana per difendersi dall’odio? Che idea di nazione è quella che mette continuamente in discussione l’appartenenza di chi ha la pelle nera?
Adhu Malual ha risposto con una dignità enorme. Ha riaffermato il suo amore per questo Paese, per lo sport, per la maglia azzurra. Un amore profondo, non negoziabile, che nessun insulto potrà cancellare. Ma mentre lei parlava di rispetto, sugli spalti e sui social si mostrava l’ennesima prova di un razzismo che l’Italia continua a negare, minimizzare, giustificare.
Qui il problema non è sportivo. Non è una prestazione sbagliata, non è una sconfitta, non è il tifo acceso. Il problema è umano, culturale e politico. È un Paese che fatica ancora ad accettare che una persona nera possa essere italiana senza dover continuamente dimostrarlo.
E no, il silenzio non è più un’opzione. Chi tace protegge. Chi minimizza è complice. Chi giustifica normalizza. Lo sport dovrebbe unire, ma in Italia troppo spesso diventa lo specchio di una società che discrimina e poi finge di non vedere.
Questa non è una macchia su una partita.
È una macchia sull’Italia.
Mentre festeggi la nascita del bambin Gesù, non ignorare la strage dei bambini innocenti e il #GENOCIDIO in corso contro i bambini palestinesi in Terra Santa.
Pensare di costruire la propria patria sulle fosse comuni dei neonati/bambini palestinesi è la morte della civiltà umana.