Meloni attacca Draghi e sceglie di farlo sul tema dell'autorevolezza internazionale e della politica estera. Ci vuole una notevole faccia di bronzo per sostenere questa tesi: nelle cancellerie di tutto il mondo ancora si ricordano i comizi di Giorgia contro l'Euro e contro la Nato. E, viceversa, il prestigio di Draghi. Temo che la Premier abbia perso il contatto con la realtà. Le risponderò oggi, in Senato, intorno a mezzogiorno.
In #Olanda Geert #Wilders ha raccolto il 23,7% dei voti (1º partito) proponendo la chiusura delle frontiere e l’uscita dall’#Europa.
Per fortuna pare che nessuno voglia fare un governo con lui.
Con la riforma proposta dal governo Meloni governerebbe da solo col 55% dei seggi.
Il nervosismo di Giorgia. Il mio editoriale sul Riformista di oggi
Ieri per la prima volta dall’inizio della legislatura Giorgia Meloni si è presentata in Aula per rispondere al question time dei senatori. Riconoscendo alla Presidente del Consiglio una grande abilità nel dibattito parlamentare ero curioso di capire su quali temi avrebbe imposto la propria offensiva comunicativa. E invece con mia grande sorpresa ho visto una Premier nervosa, preoccupata soprattutto di non rispondere alle critiche di merito.
Ne sono stato testimone diretto.
Ricordando una Giorgia Meloni da sempre attenta alle esigenze della classe media ho fatto un elenco molto semplice, quasi banale di tutto ciò che da un anno a questa parte è aumentato. Ho preso le statistiche dell’Istat e di Coldiretti, così che la Meloni non potesse contestare le fonti, e ho elencato punto punto gli aumenti di questo anno. È aumentato il costo del pane, dei trasporti, del riso, della benzina, delle zucchine, della pasta. Cose concrete, di quelle che un tempo avrebbero fatto sobbalzare gli occhi e il cuore di donna Giorgia.
Ieri invece la Meloni non ha commentato i numeri, scappando dalla realtà.
Ha parlato di spread e di indicatori macroeconomici. Ha mentito negato di aver mai detto di voler uscire dall’Euro (a proposito: tenetevi pronti, domani dedicheremo due paginate alla costante retromarcia della premier). Mi ha attaccato spiegando che il costo del petrolio dipende dall’Arabia Saudita, ignorando il fatto che le accise le ha aumentate lei, non Bin Salman. E che la mia contestazione è sul fatto che da un anno a questa parte i cittadini italiani stanno peggio di prima.
Quello che mi ha colpito è il tono da comiziaccio vecchia maniera. E l’utilizzo dei parlamentari di maggioranza come di una claque che anziché rappresentare con disciplina e onore l’unità nazionale potrebbe benissimo fare il pubblico a Ballarò applaudendo a comando, anche quando non si sa che cosa applaudire.
Ho dato un consiglio alla Presidente, perché ci sono passato e so che cosa si prova: diffida degli adulatori, cara Giorgia. Saranno i primi ad andarsene quando finirà il tuo ciclo. So bene cosa si prova in questi casi, sono un esperto della materia: ne ho visti tanti di fenomeni lodarti quando le cose vanno bene e tradirti alla prima difficoltà.
Il Governo arranca. Il carrello tricolore di Adolfo Urss è una barzelletta che non fa ridere. La riforma della giustizia è scomparsa dai radar e purtroppo il nostro amato ministro Nordio in TV va solo a “Chi l’ha visto?”. Il PNRR è in ritardo quasi come un Frecciarossa di Lollobrigida.
Oggi Giorgia Meloni finge di essere Cenerentola ma la sua non è una favola. E la squadra non è all’altezza.
Prima la Premier capisce meglio è per il Paese.
Vi ricordate il furioso abbaiare contro Fabio Fazio per il suo compenso in Rai che tra le altre cose era ampiamente ripagato dalla raccolta pubblicitaria grazie al folto numero di telespettatori? Oggi parliamo di un altro compenso di un esterno Rai che conduce la trasmissione Mercante in fiera collezionando imbarazzanti risultati: Pino Insegno.
Pino Insegno (che in Rai ha raccolto sempre deludenti risultati anche in passato) avrebbe dovuto prendere il timone dell’Eredità con l’arrivo del nuovo anno ma la disfatta ha convinto i dirigenti della televisione pubblica a lasciarlo in panchina. Quella trasmissione però dovrà fare da traino al Tg1 e nessuno ha osato mettere a rischio gli ascolti dopo le proteste della redazione del Tg2 oggi fortemente penalizzato dai risultati del conduttore.
Dopo la diffusione della notizia il suo agente Diego Righini ha incontrato il direttore del day time Angelo Mellone chiarendo che pretendeva comunque un “incarico pesante” per il suo assistito (in nome della meritocrazia, evidentemente) e sembra che sia riuscito a ottenere un programma su Radiorai tra gennaio e maggio, per poi tornare in televisione in estate alla conduzione di Reazione a catena.
Dicevamo, quanto incassa Pino Insegno? Secondo alcune accreditate indiscrezioni si parla di più di un milione di euro in due anni. Soldi che, dicono i bene informati, prenderà nonostante i fallimenti delle sue trasmissioni. Un reddito di cittadinanza pagato dalla Rai. Il suo agente non conferma ma soprattutto non smentisce e ci tiene a precisare che si tratta comunque di una cifra “al di sotto del compenso di Amadeus”. Soprattutto di pubblico, verrebbe da dire.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet)
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Il premierato forte? Tutto il potere nelle mani di una persona e il Parlamento ridotto a un bivacco di manipoli. La riforma è firmata Meloni, ma potrebbe benissimo averla scritta l'uomo che lei definì il miglior politico degli ultimi 50 anni: Mussolini.
Roma, piazza del Popolo.
Il Covid è stato un fatto epocale.
Scuole chiuse, libertà costituzionali violate, dramma sanitario, crisi economica, soldati russi in Italia.
Solo chi ha paura della verità può dire no a una indagine parlamentare per capire che cosa ha funzionato e cosa no.
Serve la verità per preparare il futuro, non per rinfacciarsi il passato
Qui è quando l’attuale presidente della Commissione Finanze della Camera dice che l’aumento della cedolare secca dal 21% al 26% è una diminuzione di tasse.
Bravo Conte, stavolta hai ragione.
La Premier Meloni deve rispondere dell'inganno dei due comici russi. E tu invece quando risponderai per aver fatto entrare l'esercito RUSSO in Italia durante la pandemia?
Quelli erano soldati, non comici.
Caro Conte, la tua doppia morale ti impedisce di fare il moralista a senso unico.
Vabbe’ l’errore è stato del consigliere diplomatico, ok. Ma parlare un quarto d’ora con uno che si spaccia per rappresentante dell’Unione Africana ma parla con un forte accento russo e ti chiede solo dell’Ucraina e non farti venire neanche un “leggero sospetto”….
Che figuraccia per l’Italia e per Giorgia Meloni.
Due comici russi hanno beffato Palazzo Chigi e hanno parlato con la Premier spacciandosi per leader africani.
Avendo lavorato qualche anno a Chigi mi chiedo come sia possibile raggiungere un livello di superficialità così devastante che fa fare una figuraccia non solo alla Meloni ma alla Repubblica Italiana. Due considerazioni:
1. Nel metodo. Meloni deve farsi aiutare. Se questo è il livello della sua squadra, proprio non ci siamo. E basta di dar sempre la colpa a qualcun altro. È in gioco la credibilità del Paese, possiamo smetterla con queste planetarie figure barbine?
2. Nel merito. Giorgia Meloni dice che nessuno ascolta le sue proposte e che altri leader neanche le rispondono. Se è vero, è segno di debolezza. Se non è vero, peggio mi sento. La Premier deve finirla con questo vittimismo cosmico per cui lei è sempre oggetto di cattiverie e complotti.
Porti le sue idee e smetta di dire che tutti ce l’hanno con lei. Se gli altri non le rispondono, faccia uno sforzo di serietà.
Qui è in gioco la credibilità dell’Italia, basta coi dilettanti.
Premierato elettivo. Si scrive Fratelli d'Italia, si legge Movimento sociale italiano. La fiamma che arde per fare un bel falò della Costituzione repubblicana. E sono solo a metà dell'opera. Auguri a chi ci è cascato.
UN PO’ DI PIETÀ PER QUEST’UOMO.
Salvini fa quasi tenerezza in queste ore.
Avendo già dovuto subire l’aumento delle tasse sui consumi e delle tasse sulla casa, è andato a supplicare di avere, almeno, ‘quota 103” invece che 104 sulle pensioni.
Pare gliela abbiano data, ma chi aderirà:
1) gli ricalcolano col più penalizzante metodo contributivo pure quello che ha versato prima del 1996, quindi prende molto meno.
2) se ha diritto ad una pensione superiore a 2.250 euro, si attacca: al massimo gli danno quello,non di più.
3) da quando matura i requisiti per andare in pensione, deve aspettare 9 mesi per ricevere il primo assegno (7 mesi se dipendente privato).
Già senza penalizzazioni, quota 103 ha riguardato nel 2023 solo 16 mila persone.
È quindi plausibile che - con queste condizioni - ad aderire saranno più o meno gli elettori che ancora credono alle pagliacciate di questo signore.
Nel settore pubblico, anche in sanità, non basta dire ‘mettiamoci più soldi’. Oltre a parlare di quantità dove necessario - e in sanità lo è - dobbiamo tornare a parlare di qualità ed efficienza della spesa pubblica. Non sono parolacce.
Viviamo in un paese in cui per indebolire un leader politico gli hanno arrestato i genitori e falsificato le trascrizioni delle intercettazioni, e tu mi vieni a dire che contro di te c’è stata una “cattiveria mai vista prima” solo perché hanno fatto vedere in tv un paio di battute sceme del tuo compagno.
Ma vedi di annartene a fa un giro, va.
In conferenza stampa: “abbiamo tirato schiaffoni ai ministri, obbligandoli a tagliare la spesa”.
Poi apri i documenti ufficiali e vedi che il 70% dei tagli di spesa sono previsti tra 3 anni; prima praticamente nulla.
In conferenza stampa: “toglieremo l’obbligo del Pos per i pagamenti sotto i 60 euro”.
Poi apri la legge di bilancio 2023 e vedi che rimane l’obbligo di Pos.
In conferenza stampa e al Tg1: “siamo orgogliosi di aver tassato le banche!”.
Poi apri il Dl Asset e vedi che l’hanno tolta.
In conferenza stampa: “abbiamo fatto pagare caro a Ryan air la sua arroganza, per difendere i cittadini delle isole”.
Poi apri la Gazzetta Ufficiale e vedi che hanno tolto la norma, e sostituita con una richiesta di istruttoria all’antitrust.
Nei comizi e in tv: “aboliremo la legge Fornero”.
Poi apri la Nadef e leggi un elogio della legge Fornero.
Nei comizi: “faremo un condono”.
Poi apri la legge delega e vedi la facilitazione delle procedure di pignoramento dei conti correnti degli evasori.
APPELLO AL GOVERNO: PENSATECI BENE DURANTE IL WEEKEND.
Oggi i quotidiani riportano che lunedì il governo approverà una mini-riforma Irpef: l’accorpamento delle prime due aliquote, per un beneficio massimo di 20 euro al mese.
Il costo dell’intervento è circa 4 miliardi.
Secondo quanto riportano i quotidiani, l’intervento sarà finanziato PER IL SOLO 2024.
Arriverebbe così a 14 miliardi l’ipoteca- di cui incredibilmente il ministro dell’Economia si è detto orgoglioso - non coperta sui bilanci futuri:
a) 10 miliardi per confermare il taglio al cuneo contributivo (con nessun effetto sulle buste paga, visto che è solo la conferma del livello attuale)
b) 4 miliardi per questa mini-riforma Irpef, dal beneficio massimo di 20 euro al mese.
Un appello accorato al governo: fermatevi, e pensateci meglio durante il weekend che sta per iniziare.
Se farete questa scelta (finanziare questi interventi solo per un anno), metterete una “bomba” nei bilanci pubblici futuri: ogni governo che verrà dall’anno prossimo in poi - compreso il vostro, se rimarrete - sarà costretto a trovare ogni anno 14 miliardi di euro non per tagliare ulteriormente tasse e contributi, ma per evitare che aumentino (perché se un taglio temporaneo scade senza essere rinnovato, le tasse aumentano per gli italiani).
Ad ogni sessione di bilancio, si partirà con 14 miliardi in meno, da trovare obbligatoriamente per evitare che le tasse salgano: cioè ritorneremo alla “condanna” delle clausole di salvaguardia dell’Iva, quando ogni governo aveva questa “spada di Damocle” sulla testa e la programmazione economica era diventata una barzelletta.
Le tasse si riducono quando si hanno i soldi per farlo in modo strutturale e permanente, anche per far sì che l’intervento abbia il massimo effetto possibile sull’economia.
Altrimenti per qualche titolo di giornale oggi, si rovina il futuro della politica economica del Paese.