@levantecanta@WARNERMUSICIT Io non smetterò mai di stupirmi per la bellezza dei tuoi testi e l’eleganza nel raccontarceli. Questo festival è stato comunque tuo❤️
buonanotte con gli italiani che stanno scoprendo adesso che laura pausini sa effettivamente condurre come se nella sua carriera non avesse già condotto un eurovision, una serata latin grammy e premio lo nuestro + varietà italiani
Laura Pausini non è una stupida: sa bene che ultimamente molti la aspettano al varco per i motivi più banali, perché realizza una cover che non convince tutti e perché canta l’inno di Mameli alla sua maniera, ed è per questo che al Festival di Sanremo come co-conduttrice ci è arrivata preparatissima, giocando in sottrazione e azzeccando praticamente tutto: i tempi, gli innesti, persino quella cifra di improvvisazione che fa sempre bene e che ha dimostrato di gestire alla perfezione tanto ai suoi concerti quanto in quel gioiellino televisivo che era «Laura & Paola». Laura a Sanremo funziona perché è una professionista navigata che ha capito che per funzionare a Sanremo non bisogna strafare ma bisogna rispettare il proprio passo, senza inseguire inutilmente quello degli altri. Ho percepito il suo dispiace quando, alla prima conferenza stampa di questa edizione del Festival, una collega giornalista le ha detto che si è rotto il patto con il suo pubblico ma lei, con grande eleganza, è uscita dall’impasse ricordando l’amore che la circonda e, giustamente, il mazzo che si è fatta per arrivare dov’è. E poi, posso dire? Non tutte avrebbero accettato di dare spazio al proprio imitatore sul palco di Sanremo alterando i propri interventi con i suoi. La Panicucci, per esempio, penso che al suo posto avrebbe preferito togliersi un rene. #sanremo2026