Sempre a parlare di disturbi mentali e a difenderli con le unghie, poi quando vi si presentano davanti questo è quello che le vostre menti sono capaci di partorire:
@gabrielepx@p0liedrico @marimarsalcedo7 spero tu stia scherzando??
che dinamiche ci sono da conoscere con della gente che va dietro a una che attacca pellicole? tra l’altro facendole pagare il doppio di quello che valgono?
non pure letteralmente avere nessun livello “affettivo” per sta gente. manco cantasse o recitasse
Li hanno rincorsi, raggiunti, quattro contro due, picchiati, buttati a terra, presi a calci e cinghiate perché gay. Per quella sola ragione. Chi minimizza, chi non racconta, chi non condanna è complice e fornisce alibi e giustificazioni. #omofobia
"La mia esperienza mi ha portato a conoscere decine di migliaia di drammi veri, gente che ha la vita distrutta, paralizzata per colpa di uno Stato che non fa niente se non propagandare il 2 aprile (ovvero oggi, data della Giornata Mondiale sull'Autismo).
In Italia non esiste neanche un censimento dei ragazzi con l'autismo, i politici - ma non solo loro, tutti quanti - credono che aiutare significhi isolare i bimbi e lasciare che la famiglia, come dire, respiri. Ma quello non è aiutarci, significa non aver capito niente. I bambini autistici possono imparare a vivere, a parlare, ma per farlo devono essere seguiti appena il problema si manifesta.
Ci siamo presentati davanti alla Commissione che doveva stabilire se mio figlio fosse o non fosse autistico. Sai da chi era presieduta? Da un otorino. Ci siamo presentati davanti alla Commissione che doveva stabilire se mio figlio fosse o non fosse autistico. Sai da chi era presieduta? Da un otorino. Mi vergogno a dirlo, ma mi sono messo a urlare.
Dopo un anno mi hanno risposto e ora, attraverso sforzi disumani - perché otto ore di riabilitazione al giorno sono tante - mio figlio parla, ha degli amici, va a scuola. Ma per ogni successo ci sono migliaia di bambini che vengono lasciati senza sostegno, abbandonati"
Lo conosciamo per il suo umorismo e la sua irriverenza, ma Stefano Belisari - in arte Elio - combatte ogni giorno una lotta durissima per garantire a suo figlio una vita degna di questo nome