@Marcolotti3o@AgataMirone@alptromba@AndyRespiggi HAHAHAHA... Ma quanto sei frustrato, mamma mia. 😂 Per questo ti sei iscritto a 'sto social? Stai sereno e non preoccuparti per me. Mi rintano nelle fogne, se serve, piuttosto che chiedere ai fascisti (che sono fantomatici nella tua testa. SDENG!). 👋
DISCIAMO!!!
Era da 365 giorni esatti che Gioggia fuggiva da una conferenza stampa vera.
Oggi abbiamo finalmente capito perché.
Quello a cui abbiamo assistito non è stato un confronto con la stampa, ma una messa in scena accuratamente imbalsamata: 40 domande sterilizzate, temi preconfezionati, nessuna risposta che sfiorasse anche solo per sbaglio una zona di attrito reale.
Il tutto recitato con l’aria stanca di chi è infastidito dall’idea stessa di dover rendere conto.
Zero parole sulle plateali violazioni del diritto internazionale compiute da Trump in Venezuela. Zero.
In compenso, inchini, sorrisi, deferenza assoluta: più che una premier, una dama di compagnia dell’Impero, solerte nel riverire il nuovo padrone globale.
Per il resto, il solito copione logoro:
attacchi ossessivi alle opposizioni, ai governi precedenti, ai giudici; il referendum sulla Giustizia brandito come randello contro la magistratura; disprezzo malcelato per chiunque osi difendere la Costituzione invece di usarla come carta da imballaggio.
Dopo tre anni e mezzo di governo, nessuna responsabilità assunta, solo medaglie auto-appuntate al petto.
Se qualcosa va bene è merito suo; se va male è sempre colpa di qualcun altro.
Un classico da manuale del potere mediocre.
Sul tema sicurezza: silenzio o scaricabarile.
Sull’economia: la solita impreparazione strutturale, mascherata da slogan e fuffa retorica.
Ma il punto vero è un altro.
Con quello che è accaduto negli ultimi giorni, Meloni appare per quello che è diventata: una leader marginale, politicamente irrilevante in Europa, totalmente ininfluente sul piano internazionale.
Forte solo con i deboli: giudici, intellettuali, oppositori interni. Zerbinata, invece, davanti ai potenti veri, mentre decidono il destino del mondo sopra la sua testa.
Più che una conferenza stampa, un monologo autoritario interrotto da domande tollerate.
La fotografia impietosa di un Paese ridotto a provincia dell’Impero, comparsa della Storia, privo di visione, di coraggio, di qualunque residuo scrupolo morale.
E il vero dramma non è lei.
Il vero dramma è che la votano esattamente per questo.
Fozza gioggia 💪💪
Recap #SinnerCerundolo
Cinque minuti.
Questo è il tempo che separa la vittoria dalla sconfitta. A Jannik mancava un solo game, all’improvviso si è impallato e abbiamo pensato a un malfunzionamento di Discovery. E invece no. Cosa sia successo dentro di lui non lo sapremo mai. Forse è così che i robot diventeranno umani, ho pensato io: un giovedì si bloccheranno provando cose senza nome.
Per un anno Jannik aveva atteso la chiusura del cerchio, tenendo sul comodino il secchio di caramelle che dopo la finale aveva portato via per dispetto. Le ha scartate una ad una: un punto alla volta, fino a ieri. I romantici dicono che vincere senza Carlos non sarebbe stato lo stesso. Tutti gli altri vorrebbero accecarsi con una penna Bic.
Jannik ha perso. Diciamolo ad alta voce e senza aggettivi. Liberiamoci dalle commemorazioni del caro estinto: ha lasciato prematuramente il Roland Garros, ne danno il triste annuncio il gatto Yeti e il cane Snoopy.
Liberiamoci dalla retorica delle sconfitte pedagogiche, dall’eroismo della sofferenza. Quanto sia eroico patire bisognerebbe chiederlo a Bruce Willis, quella volta che è rimasto a penzoloni sulla facciata del Nakatomi Plaza.
A volte non si impara niente, a volte le cose sono tristi e basta. La morale è una caratteristica delle favole. Lo sport invece ha un privilegio: certe volte può essere solo spietato. È come la natura, che non è buona né cattiva - ma semplicemente è - coi suoi equilibri, i suoi doni e le sue efferatezze. Jannik lo sa da quando è nato: la bellezza delle montagne nasce da qualcosa che si è rotto troppo forte per tornare com’era.
Nella tasca è rimasta una caramella, ma la scarterà a Londra. Per fortuna è così che funziona la natura.
#sinner #janniksinner #tennis #rolandgarros
[Foto 4k Jannik Sinner]
Lei è stramba. Controversa.
Ma non riesco proprio a volerle male… è la mia preferita nonostante tutto.
Non avevo pianto oggi nemmeno vedendo Jannik stare male… l’ho fatto ora,perché queste parole di Ary per Jannik sono bellissime 🤧
Aryna Sabalenka on Jannik Sinner:
“I always cheer for him, and to see him struggle like that was really painful to see, I was rooting til the very last moment. I was hoping for him to win, sad but I’m pretty sure he’s gonna come back even stronger.”
❤️🩹
no come saltella aiuto era felicissima, dio prendi tutte le sofferenze di questa mini diva e dalle alle persone di merda che campano sulla faccia della terra
@SaP011@GiorgiaMeloni Oddio, ma tu ancora esisti? Quanto paghi per quella roba blu sul tuo profilo per riuscire a salvarlo? Uno stipendio? Sempre che tu abbia uno stipendio. Lavori? O campi sulle spalle del lavoro degli altri? O forse sei ricco di famiglia? Beh cmq rimani un povero. Un poveraccio. 👋