Let me introduce you to Aida Rostami, another hero from my country, Iran.
She was 36 years old. A general physician.
During January arising in 2026,, while the streets of Iran were filled with injured protesters, Aida chose to do help them. She was a doctor. Her job was to save lives.
Quietly and anonymously, she traveled to homes in western Tehran,l, to provide medical care to protesters who were afraid to go to hospitals because they feared arrest, torture, or worse.
On December 12, 2022, Aida left her home of one of the injured protesters to get medical supplies. She never came back.
The next day, her family was called to a police station and told that Aida had died in a car accident.
But when her family saw her body, they saw something very different.
Her hands were broken. The right side of her face was crushed. Her nose was shattered. Her left eye had been severely injured. There were bruises across her body.
Her family questioned the official story. And then the story changed.
First, they said it was a car accident. Later, authorities claimed she had fallen from a pedestrian bridge.
Her family continued to reject the official accounts.
And later, her brother released an audio recording that shed light on the pressure security forces had placed on the family. They took her life.
Aida was not carrying weapons, she was carrying medical supplies. She was treating wounded people.
I have a question:
How many people outside Iran know the name of Aida Rostami?
How many doctors around the world know the story of a physician who risked everything to treat injured protesters when hospitals were no longer safe?
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia annuncia che scenderà in piazza per fermare l’approvazione della legge contro l'antisemitismo.
Manifesterà con i giovani del PD, la CGIL, i giornalisti della Federazione nazionale della Stampa, i movimenti propal affiliati a Hamas per difendere la loro libertà di sostenere la propaganda del terrorismo jihadista, di dire menzogne, di affermare il doppio standard, di negare il diritto all'esistenza di Israele, di giustificare gli orrori del 7 ottobre, di cancellare le donne israeliane stuprate, di cacciare gli ebrei dalle università. @cgilnazionale@mauriziolandini@Anpinazionale@ellyesse@NFratoianni@pdnetwork@GiuseppeConteIT@Corriere@repubblica@LaStampa
C’est moi. À gauche, j’ai 21 ans. À droite, j’en ai 49. De longues années se sont écoulées. 28 années séparent ces deux photos. Mais ce n’est pas le temps qui sépare le plus ces deux femmes si différentes sur les photos. C’est la liberté.
À 21 ans, je disparaissais peu à peu sous le tissu, ce que j’ai fini par appeler ma prison de tissu. Mais le plus terrible n’était pas ce qui recouvrait mon corps. C’était ce qui avait fini par enfermer mon esprit. Je pensais être sur le bon chemin. Je pensais faire ce qu’il y avait de mieux. Je pensais même avoir choisi cette vie. Je pensais avoir fait le bon choix, mais j’ai eu tort.
Il m’a fallu des années pour comprendre qu’on peut finir par aimer sa propre prison lorsqu’on nous a appris à l’appeler pudeur.
À 49 ans, je ne suis pas simplement une femme qui a retiré son voile.
Je me suis libérée de tout ce qu’on avait mis dans ma tête pour m’apprendre à disparaître.
J’ai désappris la peur.
J’ai désappris la soumission.
J’ai réappris à penser par moi-même, à disposer de mon corps, à rire, à aimer, à parler, à chanter, à danser, à sourire, à vivre sans demander la permission d’exister.
Quand je regarde cette jeune femme de 21 ans, je ne la juge pas. Au contraire, j’ai envie de la prendre dans mes bras. Parce que moi seule sais ce qu’elle va devoir traverser, les larmes qu’elle va verser, les combats qu’elle va mener et le courage qu’il lui faudra pour retrouver celle qu’elle était au fond d’elle.
Aujourd’hui, je voudrais simplement lui dire :
« Tiens bon Henda. Un jour, tu n’auras plus peur. Un jour, tu comprendras que Dieu ne t’a pas créée pour que tu disparaisses. Un jour, tu retrouveras ton visage, ta voix, tes rêves et ta liberté. Et ce jour-là, tu comprendras que la femme que tu cherchais depuis toutes ces années… c’était la vraie Toi»
Je souhaite à chaque femme de trouver le même chemin que moi, le chemin de la lumière, de la Liberté ☀️🕊️🤍
Henda Ayari
Un compito di matematica di terza elementare. Bambini di nove anni, in una scuola dell'Autorità Palestinese in Cisgiordania. Siamo nell'ottobre 2023: secondo la ricostruzione del Jerusalem Post, a circa una settimana dal massacro.
Il compito assegnato: «Inventa un problema di matematica basato sulla guerra a Gaza, usando 9 × 150».
I bambini si ispirati al massacro del 7 ottobre. «Almeno 150 israeliani uccisi in un giorno: quanti in nove giorni?». «Le Brigate al-Qassam hanno mandato 150 combattenti del Jihad in ognuno dei nove insediamenti in Israele: quanti in tutto?». Sempre lo stesso risultato: 1.350. Con la bandiera palestinese disegnata a pastello sotto la soluzione.
I testi li hanno inventati i bambini, non li ha scritti l'insegnante.
E quei testi sono stati corretti. Lodati uno per uno: «Che Allah ti protegga! Eccellente!». «Campione! Vittoria agli abitanti di Gaza!». Su ogni pagina un adesivo con la faccina sorridente. E il timbro blu del Ministero dell'Istruzione dell'Autorità Palestinese, quello ufficiale.
Poi la scuola ha selezionato i sette compiti migliori e li ha pubblicati sulla propria pagina Facebook. Non erano un imbarazzo da nascondere: erano un risultato da mostrare.
Lo stesso report di Palestinian Media Watch documenta assemblee scolastiche in undici scuole diverse dell'ANP, con bambini che recitano davanti ai compagni testi scritti per loro: «Ottobre, mese di sangue, sei arrivato, benvenuto… apri la porta, siamo la morte».
È a questa Autorità Palestinese che una parte crescente della comunità internazionale si prepara ad affidare il governo di Gaza e l'istruzione dei bambini che ci vivono. Sulla base di una promessa, ripetuta da vent'anni: riformeremo i libri di testo.
Fonte: Palestinian Media Watch, "How Palestinian Authority Schools Celebrated October 7", Itamar Marcus e Ahron Shapiro, 25 agosto 2026 — quaderni pubblicati dalla Scuola elementare mista Al-Kuwait sulla propria pagina Facebook, ottobre 2023. Verifica indipendente: The Jerusalem Post, 25 agosto 2026. Prima pubblicazione: Washington Free Beacon.
Una donna, sola, sotto un burqa. Vede il mondo — il verde, la luce, gli alberi — solo attraverso una grata ricamata larga pochi centimetri. Non per scelta, ma perché i talebani hanno deciso che il suo viso, i suoi occhi, la sua voce sono un pericolo pubblico.
Dal 2021 in Afghanistan alle donne è vietato: andare a scuola oltre le elementari, entrare in università, lavorare per le ONG, mettere piede in un parco o in una palestra, uscire senza un uomo della famiglia, mostrare il viso, farsi sentire cantare o parlare ad alta voce fuori casa.
Non è successo cent'anni fa. Sta succedendo adesso, mentre voi leggete questo post.
E le femministe? Le stesse che scendono in piazza per uno slogan, per un pronome, sono in silenzio. Nessun corteo. Nessuna hashtag campaign. Nessuna sorellanza globale per le donne che in Afghanistan sono state cancellate per legge dallo spazio pubblico. Evidentemente la sorellanza ha un confine, ed è quello dove finisce la comodità di indignarsi a costo zero.
Se il patriarcato che vi fa paura è quello di casa vostra e non quello che chiude le donne in una grata di stoffa, forse non è patriarcato quello che temete. È solo il bersaglio che vi conviene.
Fonti: divieto di istruzione secondaria per le ragazze (set. 2021) e universitaria per le donne (dic. 2022); divieto di lavoro per le donne nelle ONG (dic. 2022); divieto di accesso a parchi, palestre e bagni pubblici (nov. 2022); obbligo del velo integrale in pubblico (mag. 2022); "legge sulla virtù e il vizio" che vieta alle donne di far sentire la voce fuori casa (ago. 2024) — Human Rights Watch, UN Women.
25° anniversario dell'11 settembre. 2.977 morti. E un sindaco che le famiglie non vogliono a Ground Zero.
Oltre 95.000 firme — tra cui centinaia di parenti delle vittime — chiedono che Zohran Mamdani non partecipi alla cerimonia. La petizione l'ha lanciata Giovanni Galante, che quel giorno ha perso la moglie Grace Catherine. Si sono aggiunti 600 agenti in congedo della Port Authority Police: quel corpo l'11 settembre 2001 ha perso 37 uomini.
Mamdani ha fatto sapere che ci sarà, per "onorare con orgoglio" le famiglie. Le stesse famiglie che gli hanno chiesto di non venire.
Vale la pena ricordare come parla dell'11 settembre. Ottobre 2025, comizio a New York, in lacrime: «Voglio parlare della memoria di mia zia, che smise di prendere la metropolitana dopo l'11 settembre perché non si sentiva sicura con il suo hijab».
Poi qualcuno ha controllato. L'unica zia documentata, Masuma Mamdani, in quegli anni lavorava in Tanzania e nelle foto pubbliche non porta il velo. Tre giorni dopo Mamdani ha corretto: non era sua zia, era una cugina del padre morta da anni. Nome completo e riscontri: mai forniti.
Nel giorno di 2.977 assassinati, ha trovato il modo di raccontare la propria vittima. E il racconto non ha retto a un pomeriggio di verifiche.
Il 25° anniversario appartiene a chi quel giorno ha perso tutto.
Fonti:
Petizione su https://t.co/X8cZPmpPJn lanciata da Giovanni Galante, luglio 2026, oltre 95.000 firme (Fox News, 30/08/2026). Lettere del Port Authority Retired Police Association, 11/08/2026 (Fox News, JPost). Dichiarazione di Mamdani: comizio davanti all'Islamic Cultural Center del Bronx, 24/10/2025; rettifica del 27/10/2025 (CNN, New York Post, Washington Examiner).
Solo nella seconda metà di agosto, Hamas ha mandato al macero 15,7 tonnellate di pollo, 14 tonnellate di formaggio e 200 kg di semolino e snack. Tutti rubati dai camion degli aiuti umanitari, accumulati nei loro depositi e lasciati marcire perché in surplus rispetto a quanto serva per sfamare loro stessi e a quanto riuscissero a rivendere alla popolazione civile.
Da settembre 2025 a oggi, i prezzi del cibo nella Striscia sono scesi del 72%. Questo vuol dire che il mercato è saturo: la quantità di cibo che entra, a spese dell’occidente e grazie alla collaborazione tra Israele e le ONG, supera di gran lunga ciò di cui i gazawi necessitano. Come conferma anche l'ultimo report di UNICEF sulla malnutrizione: la popolazione di Gaza è in assoluto quella con il tasso di malnutrizione acuta più basso di tutto il Medio Oriente, a esclusione di Israele (vedi il report al link in bio).
Le tonnellate di cibo che marciscono dentro Gaza potrebbero sfamare decine di migliaia di persone, adulti e bambini, in tutto il mondo: in Sudan, in Yemen, in Siria, in Somalia. Sono paesi in cui il tasso di malnutrizione acuta tra i bambini sotto i 5 anni si aggira attorno al 15%, contro l’1,3% di Gaza.
Eppure i nostri giornalisti e le nostre istituzioni continuano a raccontare una carestia che non c’è, a dimenticare il ruolo di Hamas e a scordare i drammi umanitari che avvengono nel resto del mondo.
Fonti: COGAT (Coordinator of Government Activities in the Territories, Israel); UNICEF (SoP Nutrition Cluster Coordination Meeting, 22 luglio 2026); IPC (Integrated Food Security Phase Classification) @SkyTG24@RaiNews@RaiTre@RaiDue@Corriere@repubblica@ilfoglio_it@sole24ore@ilriformista@ilmanifesto
Message aux féministes de gauche qui portent le voile par solidarité
Je vois depuis quelques jours des féministes françaises, des inconnues, influenceuses de gauche, se voiler sur les réseaux sociaux par « solidarité » avec les femmes voilées contre la proposition du RN.
Mais je me pose une question, où étiez-vous quand j’ai retiré mon voile ? Où était votre solidarité quand j’ai reçu des menaces de mort car j’avais décidé de montrer mes cheveux et de reprendre ma liberté ?
Depuis que j’ai osé retirer publiquement mon voile et raconter mon parcours, je reçois régulièrement des insultes, des menaces de mort, des messages haineux. J’ai été traitée de tous les noms, désignée comme une traîtresse, une femme à salir, parce que j’ai fait un choix, disposer de mon corps et décider moi-même de ce que je porte sur ma tête ou pas, ces menaces de mort, je ne les ai pas imaginées. Je les ai reçues. Certaines personnes considèrent encore aujourd’hui que parce que j’ai retiré mon voile, je parle publiquement de ce que j’ai vécu et parce que je défends le droit des femmes à s’en libérer, je mérite d’être insultée, menacée et réduite au silence.
Alors oui, quand je vois aujourd’hui toutes ces photos et videos et démonstrations de solidarité, je me demande où était cette mobilisation pour nous ?
Où est votre solidarité avec les femmes iraniennes qui enlèvent leur voile au péril de leur vie ?
Où êtes-vous pour les femmes afghanes auxquelles les talibans retirent, les uns après les autres, leurs droits et leurs libertés ?
Où êtes-vous pour nos sœurs des cités qui subissent des pressions pour se voiler, pour celles que l’on insulte, que l’on harcèle ou que l’on menace parce qu’elles veulent vivre librement ?
Où étiez-vous pour les victimes de viols collectifs, de tournantes qui ont brisé la vie de jeunes filles dans certains quartiers ? Pourquoi ne les défendez-vous pas avec la même énergie?
Parce que derrière tout cela, il existe une vision de la femme que je connais malheureusement trop bien, soit le voile, soit le déshonneur et parfois, dans sa forme la plus abjecte, soit le voile, soit le viol !
Comme si une femme qui ne se couvre pas devenait responsable du regard pervers sur elles des hommes, comme si son corps devenait disponible, comme si elle ne méritait plus le respect.
Dans cette logique, la femme est toujours ramenée au même statut, un objet. Un corps qu’il faudrait cacher pour qu’il soit respectable, ou un corps que certains s’autoriseraient à salir ou à violer parce qu’il ne l’est pas car trop découvert.
C’est précisément cette vision que le féminisme devrait combattre de toutes ses forces. Mais là, étrangement, je ne vois pas les mêmes vidéos. Je ne vois pas les mêmes gestes de solidarité. Je ne vous vois plus Mesdames les féministes.
Par contre, pour vous mettre en scène voilées afin de vous opposer au Rassemblement national, là, vous êtes nombreuses. Combattre le RN semble parfois provoquer davantage de mobilisation que combattre ceux qui oppriment réellement des femmes au nom de leur sexe.
Je ne suis pas favorable aux amendes contre les femmes voilées. Je sais trop bien ce que signifie être enfermée dans une idéologie pour croire qu’on libère une femme en la punissant.
Mais votre solidarité me dérange lorsqu’elle ne va que dans un seul sens. Pourquoi vous couvrir les cheveux pour défendre celles qui veulent porter le voile, mais ne jamais les découvrir en solidarité avec celles qui se battent pour pouvoir l’enlever ?
Moi, j’ai porté le voile. Je l’ai retiré, je connais le prix que certaines femmes paient pour ce geste.
Je vous demande par solidarité pour les femmes menacées torturées, assassinées de France, d’Iran, d’Afghanistan et du monde entier de retirer ce voile de la honte qui représente la prison de l’obscurantisme.Faites le même geste moi ! Si vous êtes des vrais féministe prouvez le !
La liberté, ce n’est pas seulement défendre le droit de mettre un voile. C’est aussi le droit de l’enlever.
Henda Ayari
Le 5 septembre 1972, les Jeux olympiques de Munich basculent dans l'horreur. Huit terroristes du groupe palestinien Septembre noir s'introduisent dans le village olympique et prennent en otage des membres de la délégation israélienne. Les onze athlètes et entraîneurs israéliens retenus en otage sont assassinés. Un policier allemand est également tué.
Malgré le drame, les compétitions olympiques ne furent interrompues que pendant 34 heures avant de reprendre, une décision qui suscita une vive controverse.
Il faudra attendre les Jeux de Tokyo, en 2021, pour qu'une minute de silence soit officiellement observée lors d'une cérémonie d'ouverture en hommage aux victimes israéliennes, une reconnaissance longtemps attendue par leurs familles.
David Berger
Éliézer Halfin
Zeev Friedman
Yakov Springer
Amitzur Shapira
Kehat Schor
Marc Slavin
Andreï Spitzer
Moshé Weinberg
Yossef Romano
Yossef Gutfreund
C'était il y a 54 ans, et nous ne les oublions pas.
"Les intellectuels musulmans refusent d'ouvrir le débat sur l'esclavage arabo-musulman. La colonisation de l'Afrique par les européens a mis fin à la traite arabo-musulmane, et donc réduire cette colonisation à un crime contre l'humanité ne serait pas honnête." [Tidiaye Ndiaye]
Never forget how British police turned Muslim violence against Jews in Amsterdam into a pretext to ban Jews.
After Muslim mobs hunted and attacked Jewish Maccabi Tel Aviv fans in the streets of Amsterdam, West Midlands Police took that atrocity and flipped it.
They produced “intelligence” claiming the Jewish fans were the main aggressors, then used it to ban Israeli supporters from attending a match in Birmingham. That intelligence was later exposed as exaggerated and false.
Dutch police and a parliamentary inquiry dismantled the claims. Numbers were inflated, incidents were twisted, and the force was found to have operated under confirmation bias, overstating the threat from Jews while downplaying the real danger they faced.
This is not policing.
This is a force that preferred to scapegoat Jews rather than confront a hostile, violent Islamist element on British streets.
The two-tier system is no longer denied.
It is official practice.
🚨⚡🇵🇹 André Ventura, leader du parti Chega au Portugal, envoie ce message aux femmes musulmanes après l’interdiction de la burqa :
« Vous voulez porter la burqa ? C’est très simple : retournez dans votre pays d’origine. Prenez un vol pour l’Arabie Saoudite ou l’Afghanistan. Pas ici ! »
Que pensez-vous de cette déclaration ?
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PLEASE HELP MAKE THIS YOUNG MAN FAMOUS
Yotam Budnik is a 12th-grade student from Rehovot 🇮🇱 just won a gold medal at the International Olympiad in Informatics in Uzbekistan but was not allowed to compete under the Israeli flag.
When Yotam was awarded his medal 🏅 stepped onto the podium, pulled an Israeli flag out of his pocket and wore it in defiance of the Anti-Semitic discrimination.
While the medal 🏅 was revoked from him for his courage, he has no regrets
"The law that prevents me from waving the flag is based only on politics, and I thought there was no place for that in a scientific competition", he said.
The organizers demanded that he return his medal.
Yotam said no.
Organizers took away his certificate and removed his ranking from the website.
Please help make sure the world knows the name Yotam Budnik and that he is not only a world class computer science genius, but also a man of courage and pride of the Jewish people 💙
La vérité sort de la bouche des enfants
Un enseignant a demandé aux élèves de sa classe combien d'entre eux étaient des fans de MÉLENCHON Ne sachant pas vraiment ce qu'est un fan de MÉLENCHON, mais voulant être aimés de l'enseignant, tous les enfants ont levé la main, à l'exception du petit Julien L'enseignant a demandé au petit Julien pourquoi as-tu décidé d'être différent ... encore une fois. Petit Julien a dit : « Parce que je ne suis pas un fan de MÉLENCHON. » Le professeur a demandé : "Pourquoi n'es-tu pas un fan de MÉLENCHON ?" Julien a dit : 'Parce que je suis de droite.' Le professeur lui a demandé pourquoi il est de droite. Le petit Julien répondit : "Eh bien, ma mère est de droite et mon père est également de droite, alors je suis de droite." Le professeur, agacé par cette réponse, lui demanda : "Si ta mère était une idiote et ton père, un crétin, tu serais quoi ?? Le petit Julien a répondu : « Un fan de MÉLENCHON
🤣🤣🤣🤣🤣
Afghanistan’s education minister announced that women are permanently banned from attending schools.
The United Nations? Silent.
Women’s Rights Organizations? Silent.
Greta Thunberg? Silent.
They’re too busy being obsessed with Israel and the Jews.
Lo scorso maggio si è svolto il World Decolonization Forum. Dove? A Istanbul. In questo estratto, un passaggio dell’intervento della figlia del presidente Erdogan, Esra. Lodevole iniziativa.
Mi sovviene però un dubbio. Quello ottomano é stato uno dei più longevi esempi di imperialismo con colonie sparse su più continenti (Asia, Europa e Africa) per più secoli. Al pari di inglesi, francesi, americani, hanno adottato lo schiavismo (interrompendolo per altro solo a inizio ‘900) e convertito alla propria religione popoli.
E così, cancellando qui e là, l’Occidente resta il solo imputato di tutti i mali del mondo, con la Storia semplificata e raccontata con i cattivi tutti da una parte (noi) e i buoni dall’altra. Per altro con la complicità degli stessi divulgatori e attivisti occidentali.
Hanan Yablonka was wounded on October 7 and kidnapped from Israel by armed Gazans to Hamas' command headquarters inside a hospital.
He was executed inside the hospital by the Muslim medical staff on the orders of the official Gaza Health Ministry.
They shot him multiple times in the head while he lay in a hospital bed, desperate for medical help—simply because he was Jewish. His body was then hidden inside the wall of a Hamas tunnel.
This was not an isolated incident. Hospitals in Gaza, the Health Ministry, UNRWA, and much of the medical staff operate as an integral part of Hamas’s terror infrastructure and actively participate in war crimes and crimes against humanity committed against Israelis.
Hanan Yablonka was not a soldier on the battlefield. He was a wounded civilian who was targeted at the Nova music festival, kidnapped, and murdered inside a hospital by Jihadists chanting “Allah Akbar”.
Do you still believe that Hamas can be separated from the civilian infrastructure in Gaza?
May Hanan Yablonka’s memory be a blessing.