10 anni da #Brexit, si è dimesso il PM #Starmer. Sette premier in dieci anni. Lasciare la #Ue è stato un pessimo affare. Economia in difficoltà, giù investimenti ed export. Una grande maggioranza di #Bregret, cresce la spinta a tornare nell’Unione. 🇪🇺🇬🇧
Nono caso di #Hantavirus e secondo che non si è contagiato sulla nave da crociera. Si tratta di una hostess della KLM ricoverata in Olanda che era sul volo con un paziente infetto, poi deceduto in Sud-Africa. Mi domando chi abbia deciso di far viaggiare un paziente con una malattia infettiva respiratoria su un volo di linea insieme ad altri passeggeri e personale di bordo, ignari del rischio.
Ormai il contagio che preoccupa è quello avvenuto negli ultimi 15 giorni a livello globale.
Anche stavolta, davvero troppi #errori
Incredibile come nel 2006 e nel 2023 uscissero sui giornali interi verbali e intercettazioni, mentre oggi non esce mezza frase. E ancora più incredibile è vedere improvvisamente tutti scoprirsi assoluti garantisti, quando fino a ieri il processo mediatico serviva eccome ad alimentare il sentimento popolare.
In tutto il mondo la notizia di #Hantavirus e i suoi potenziali risvolti per la salute pubblica globale e’ la prima nei telegiornali e nei siti web di tv e giornali online. In Italia si continua a parlare solo di Garlasco.
Ormai anche l’informazione libera passa quasi unicamente dai social media.
Israel vuelve a violar la legalidad internacional al asaltar una flotilla civil en aguas que no le pertenecen.
Nuestro Gobierno está haciendo todo lo necesario para proteger y asistir a los españoles retenidos.
Pero con eso no basta. La UE tiene que suspender el acuerdo de asociación YA y exigir a Netanyahu que cumpla la ley de nuestros mares.
BUFERA SUGLI ARBITRI | Sono cinque, al momento, gli indagati noti dell'inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ossia quelli di cui si conoscono i nomi, ma da quanto si è saputo le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con "più persone". #ANSA
https://t.co/UEdKVqRYAZ
Al momento non si sa molto e comunque l'Inter non ha bisogno di commentare, ha i soliti giornali amici che lo fanno per lei. Ma mi permetto un umile suggerimento: se conoscessero la storia, invece di limitarsi a godersi smoking bianco e prescrizione, saprebbero che difese del tipo "ma quella partita l'abbiamo persa", "ci fu quell'errore contro di noi", "quello scudetto lo hanno vinto altri" le abbiamo già utilizzate noi 20 anni fa mentre loro se la ridevano: dalla Supercoppa con gol annullato a Trezeguet ad altre prodezze di De Santis, fino alla prova TV anti Ibra per il match scudetto e agli eccellenti finali di Perugia e Nakata, passando da quella volta in cui l'arbitro, seguendo le indicazioni di chi stava sopra di lui, scelse di "aiutare chi sta dietro" in classifica. Ovvero, come d'abitudine, loro.
Ex membro Covisoc: "Segnalammo a FIGC sponsor cinesi Inter falsi per 300 mln. Ricevemmo pressioni per non escluderla dalla A. Troppi flussi"
68% Inter di società che non presenta bilanci, 31% è alle Cayman. Tutta nebbia."
Ma va?
Cartoni, farlocchi, falliti e impuniti.
#Report
Ehi @Gazzetta_it
Volevo capire come, con:
- il miglior difensore d'Europa, il Basto
- il miglior terzino del Mondo, il Dimash
- il miglior centrocampista d'Europa, il Bare
- il miglior giovane centravanti di sempre, Pio Mio
siamo usciti lo stesso.
Grazie.
Per chi ancora difende questi genitori senza conoscere i fatti, ecco cosa è realmente successo. Cercate di leggere tutto prima di commentare.
Nel 2021 Nathan e Catherine, con tre figli piccoli, si trasferiscono in un casolare fatiscente a Palmoli: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente bagno interno, niente riscaldamento. I bambini crescono senza scuola, senza pediatra, senza vaccinazioni, senza parlare italiano, senza saper leggere né scrivere. Per quattro anni nessuno sa nulla.
Poi, nel settembre 2024, la famiglia si avvelena con funghi tossici raccolti dal padre, convinto di essere un esperto. Si ritrovano tutti privi di sensi fuori dal casolare. Non chiamano il 118. Li trova un vicino contadino per puro caso e dà l'allarme. Senza di lui probabilmente non staremmo qui a discutere. In ospedale i genitori rifiutano il sondino naso-gastrico per i figli perché fatto di silicone. Il bambino se lo strappa da solo e la madre impedisce che venga rimesso. Durante un avvelenamento. A dei bambini.
Da lì partono le segnalazioni. I carabinieri descrivono una situazione di "sostanziale abbandono". I servizi sociali propongono un percorso: ristrutturazione della casa, visite mediche, incontri educativi. I genitori accettano, poi si tirano indietro e dichiarano di non essere più interessati. Catherine fugge addirittura a Bologna con i figli, facendo perdere le proprie tracce per settimane.
Quando torna, il Comune di Palmoli — un paesino di 850 anime — offre gratuitamente una casa vera: tre camere, due bagni, riscaldamento, tutte le utenze. Rifiutata. Un imprenditore offre un'altra casa gratis. Rifiutata. Un geometra e una ditta edile si offrono di ristrutturare il casolare a costo zero. Il padre doveva solo firmare un foglio. Ha rifiutato perché i lavori sarebbero stati "troppo invasivi". Per le visite mediche dei figli hanno chiesto 150.000 euro, cinquantamila a bambino. La figlia più grande nel frattempo s'è beccata una bronchite acuta, non curata e non segnalata.
Il loro stesso avvocato a un certo punto ha rimesso il mandato, dichiarando di non poterli più difendere perché rifiutavano sistematicamente ogni proposta.
A novembre 2025 il tribunale sospende la responsabilità genitoriale e trasferisce i bambini in una casa famiglia con la madre. E qui si arriva all'ultimo capitolo. Catherine nella struttura si è comportata in modo "ostile e squalificante" verso le educatrici, ha preteso che i figli seguissero regole diverse dagli altri bambini, ha screditato il personale davanti ai figli chiamandole "cattive persone". I bambini, influenzati dalla madre, hanno iniziato a compiere atti aggressivi: HANNO ROTTO PERSIANE PER FABBRICARSI BASTONI CON CUI COLPIRE LE EDUCATRICI e hanno messo in pericolo una neonata ospite della struttura. Il padre, al contrario, è sempre stato descritto come collaborativo.
Risultato: pochi giorni fa il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. A 18 mesi dall'inizio della vicenda, nessun progetto di ristrutturazione del casolare è mai stato depositato in Comune.
Quindi, prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"? Non si è arrivati a questo punto per cattiveria delle istituzioni, ma per l'intransigenza sistematica di due genitori che hanno anteposto la propria ideologia alla salute, alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Lo Stato non ha tolto dei bambini a una famiglia. Lo Stato ha protetto tre bambini da chi avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto.
E sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in Italia ci sono migliaia di famiglie che vivono in condizioni di indigenza non per scelta, ma perché la vita le ha messe in ginocchio. Famiglie che dormono in case fatiscenti, che non riescono a pagare le bollette, che non hanno i soldi per curare i figli. Famiglie che darebbero qualsiasi cosa per avere anche solo una delle opportunità che questa coppia ha rifiutato con arroganza. A loro nessuno offre una casa gratis con tre camere e due bagni. A loro nessuno offre ristrutturazioni a costo zero. A loro nessun imprenditore consegna le chiavi di un B&B. A loro nessun programma televisivo dedica settimane di copertura. Vivono nell'invisibilità, e nessuno si indigna.
Ecco, se proprio volete indignarvi, indignatevi per loro. Per chi lotta ogni giorno senza che nessuno gli tenda la mano, non per chi quella mano l'ha avuta, più e più volte, e l'ha schiaffeggiata ogni singola volta.
Dubai’s most valuable asset was never the tax rate. It was the feeling of safety. That feeling is now a line item on a risk assessment.
Two Indian entrepreneurs in Dubai watched the first Iranian missiles and drones arrive. They immediately tried to transfer more than $100,000 each to Singapore banks. The transfers initially failed. One succeeded through an alternative route. The transaction amount is not significant. The reflex is.
Reuters reported this week that scores of wealthy Asians, predominantly Indian and Chinese family office principals, are asking the same question those two entrepreneurs asked in real time. One wealth lawyer reports six to seven clients, averaging $50 million each, who want out immediately. A single firm saw ten to twenty family offices make inquiries in a single week. The properties, the cash accounts, the family trust structures, the golden visa residencies: all of it under quiet reconsideration.
The crypto picture is analytically important and often misread. There is confirmed on-chain evidence of significant crypto outflows from this war, but they are Iranian in origin rather than expatriate Asian. Chainalysis data captured $10.3 million in Iranian crypto outflows between February 28 and March 2, with hourly surge rates reaching 873 percent, routed primarily to self-custody wallets and overseas exchanges as Iranians moved assets ahead of sanctions tightening and internet blackout risk. The wealthy Asians in Dubai are not using Bitcoin to move their money. They are using correspondent bank networks, private banking relationships, and where commercial aviation permits, physically moving. The Iranian and the Asian expat populations are responding to the same war through entirely different financial instruments because they face entirely different regulatory and logistical constraints.
Dubai International Airport suspended commercial operations. Emirates halted flights until at least March 4. Etihad until March 6. The first Hong Kong-bound commercial departure from Dubai resumed March 4. In the interim, private jet charter demand surged to prices between $140,000 and $350,000 per seat or per flight for routes to Europe through Oman and Saudi airspace. The people paying $350,000 to leave are not the people who might return. They are the people whose confidence threshold has been permanently reset.
The Dubai Financial Market fell 4.7 percent on reopening on March 4, its worst single-day drop since 2022. Abu Dhabi fell 1.9 to 2.2 percent. Property and banking sectors led the decline. No banking system collapse. No mass exodus. The DFM drop is not a crisis. It is a confidence measurement.
The counterargument is real: Dubai’s zero-tax model, lifestyle infrastructure, and privacy architecture have no equivalent in Singapore or Hong Kong. Most clients are, in the words of one adviser reported by CNBC, “still chill” and committed to the long-term UAE thesis. The 2019 Aramco drone strikes produced a brief panic and rapid normalization. The same pattern is possible here.
The difference is that the 2019 Aramco strikes were attributed to Houthi proxies, five hundred kilometers from Dubai, targeting oil infrastructure in Saudi Arabia. What happened in the last eight days happened in Dubai’s airspace, above Dubai’s ports, against Dubai’s data centers and financial corridor. The proximity is not analogous to 2019. The asset being repriced is not oil. It is the feeling of safety that Dubai spent three decades and hundreds of billions of dollars constructing as its singular competitive advantage over every other financial center on earth.
When that is the asset being repriced, the actuarial question is not whether the damage is contained. It is whether the feeling can be restored.
https://t.co/ULBgEzZ3A8
The world, Europe, and Spain have faced this critical moment before. In 2003, a few irresponsible leaders dragged us into an illegal war in the Middle East that brought nothing but insecurity and pain.
Our response then must be our response now:
NO to violations of international law.
NO to the illusion that we can solve the world’s problems with bombs.
NO to repeating the mistakes of the past.
NO TO WAR.
https://t.co/KpRjBfwY4B
Perché la Cina non sta aiutando l’Iran? Pur condannando a parole la decisione di Stati Uniti e Israele di attaccare l’Iran, finora la Cina non ha fatto molto altro per aiutare il suo alleato. Le ragioni di questa posizione sono varie, ecco le più importanti:
the fucking wildest 7 days in U.S. defense history
- pentagon revealed they used Claude to capture venezuelan president Maduro
- pentagon demands anthropic gives them unadulterated access to claude for mass surveillance and autonomous killing weapons
- anthropic says “fuck you”
- trump blacklists them calling them woke pussies, Pete Hegseth designates them a “supply-chain risk”
- Openai swoops in with better terms stealing anthropic’s deal, securing ChatGPT as the military’s preferred ai model.
*5 hours later*
- U.S. starts war with Iran and kills supreme leader Khameini
insane timeline.