Non sulla vicenda Ranucci ma su @reportrai3 . A tutti piace fare i guardoni quando questo tipo di trasmissioni fa macelleria di qualcuno. Poi capita che qualche volta si parli di cose che conosci bene, molto bene . E allora ti accorgi della superficialità , dell’approssimazione, della faziosità , del giornalismo a tesi precostituite che caratterizza questo tipo di programma. Una banda di ragazzotti che si autodefiniscono giornalisti d’inchiesta . Umanamente solo dei presuntosi ignorantelli come dimostrano i fatti di queste settimane .
"Lo Voi è a capo della procura e quindi si deve scusare, io rappresento anche le istituzioni. Io voglio sapere chi ha fatto questa porcheria."
#Mulè#quartarepubblica
“Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”, ci ha detto il pm Gratteri durante un’intervista. Parole che suonano come un avvertimento. Gratteri vuole gettare la rete che usa per le sue famose pesche a strascico, con centinaia di persone indagate e arrestate e poi prosciolte o assolte (con tanto di indennizzo per ingiusta detenzione)? Si faccia pure avanti, procuratore. Intanto continueremo a raccontare le sue gesta. Anzi, colgo l’occasione per ricordarne alcune:
la maxi operazione contro la ’ndrangheta del 2003 a Platì, nella Locride, con 125 misure di custodia cautelare (alla fine solo in 8 vennero condannati); l’operazione “Circolo formato” del 2011, con l’arresto di 40 persone, tra cui il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e diversi assessori (gli amministratori locali poi vennero assolti); la maxi operazione "Stige", con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati poi assolti - all'epoca degli arresti Gratteri la definì "la più grande operazione degli ultimi 23 anni" e "un’indagine da portare nella scuola della magistratura"); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 persone destinatarie di misure cautelari (in primo grado sono stati assolti 131 imputati su 338, praticamente uno su tre); l’inchiesta del dicembre 2018 che sconvolse la politica calabrese, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio contro l’allora presidente della regione, Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l'azienda è fallita); l'indagine contro Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, accusato e poi assolto definitivamente dalle accuse infamanti di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso (accuse che gli costarono anche un mese ai domiciliari).
Eccetera eccetera.
Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni. Dal 2018 al 2024 lo Stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35% della spesa nazionale (220 milioni).
Oggi Gratteri è tra i testimonial del No alla riforma Nordio, che accusa di sottomettere il pm all'esecutivo (falso: l'articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire autonomia e indipendenza all'intera magistratura, giudici e pm).
Eppure Gratteri continua a essere intervistato ogni giorno, senza contraddittorio, da tv e giornali, per commentare la riforma costituzionale e per parlare di "giustizia giusta". Lui.
Fantasmagorica intervista di #Gratteri al #FattoQuotidiano. Ammonisce gli elettori che grazie alla sciagurata riforma, il PM sarà <<senza più l’obbligo di trovare le prove a favore dell’imputato>>. Per la cronaca, quest’obbligo è fissato dall’art. 358 del codice di procedura, che non c’entra un fico secco con la riforma, e che resta perciò immodificato. Poi fantastica su aumenti iperbolici di costi difensivi, che renderanno possibile la difesa solo per i ricchi, ovviamente senza spiegare in conseguenza di quale diavoleria tecnica contenuta nella riforma; né gli estasiati redattori si azzardano a chiederglielo. I quali invece chiedono, sulla premessa totalmente falsa che lo prevederebbe la riforma <<quale sarà il rischio di avere un PM sotto l’esecutivo>>, e lui risponde e si dilunga, senza battere ciglio. Un fantastico cabaret, se non fosse una scandalosa vergogna.
E dopo averne viste tante, arrivò pure il giorno in cui mi trovai a dover leggere, in un comunicato di una Procura, frasi che potevano tranquillamente stare in un comunicato di un centro sociale anti-imperialista.
La vita forse è troppo lunga.
«Mentre ero in trasmissione mi è arrivata su WhatsApp un'intervista a Falcone sulla separazione delle carriere - spiega al Corriere -.
C'era la testata. C'era la data.
Sembrava vera. L'ho letta senza avere il tempo di verificare.
In realtà non esiste. Ho sba-gliato. Chiedo scusa».
Questo signore svolge delicate indagini, chiede misure cautelari, ha in mano la vita delle persone.
Eccellenti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Sul linguaggio da usare per sembrare quelli dalla parte giusta. E le facce pietrificate in studio sono la conferma di come siano arrivati a toccare il nervo scoperto #9ottobre2025#dimartedi
Cruciani: “Mentre alcuni fenomeni si divertivano a manifestare gridando anche slogan in onore del 7 ottobre e altri veleggiavano verso Gaza pensando di dare una spallata a Israele, i potenti del mondo, quelli che contano, firmano la pace. Ma andate a fare in culo!”
@giucruciani
a #4disera Sansonetti e la conduttrice di sinistra alleati nel bloccare il pensiero di @gparagone#Paragone : "Quando hanno ammazzato un democratico nessuno ha detto frasi tipo "ammazzare un dem non è come ammazzare Martin Luther King" e nessuno l'ha messo a testa in giù con -1"
Che i contribuenti italiani debbano finanziare il Consiglio d’Europa e i suoi burocrati per sentirsi dire che la polizia italiana sarebbe RAZZISTA non si può accettare. Pregiudizi e ideologia per gettare discredito sui nostri agenti che ogni giorno rischiano la vita.
Cruciani: “Saviano ha detto che la Meloni è sotto estorsione perché alleata con i cartelli criminali libici. Pensate se lo avessi detto io, Porro o qualcuno della corrente di centro destra nei confronti un politico di sinistra…lascio a voi i commenti”.
@giucruciani
Come abbiamo prodotto energia nel 2024? 54% petrolio e gas 28% carbone ( totale fossili 86%) 5% nucleare 14% rinnovabili . Di questo 14 il 50% circa sono biomasse compresa legna e arbusti . L’ Idro fa un altro 4/ 5% circa. Il resto 2/3% sole e vento. Questo è tutto dalla transizione .