Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo: il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Un provvedimento storico che consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea.
Da questo Vertice del G7 esce un messaggio chiaro: quando l’Occidente sa restare unito, sa anche essere più forte, più credibile e più capace di dare risposte ai cittadini.
In un tempo complesso, lavorare insieme fa la differenza.
Con il via libera definitivo della Camera al decreto Rimpatri e alle norme sui rimpatri volontari assistiti facciamo un altro passo avanti per rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato nella gestione dei flussi migratori.
Più serietà, più ordine, più efficacia.
L’obiettivo è chiaro: governare il fenomeno migratorio con regole certe e strumenti concreti.
Avanti così.
l 6 in condotta dato agli studenti di Cesena per lo striscione "L’Italia agli italiani" non è accettabile. In una democrazia, i ragazzi hanno il diritto di esprimere le proprie idee politiche, anche se sono controverse o non piacciono a tutti. Vergogna.
L’incontro di oggi a Roma con l’amica @takaichi_sanae, Primo Ministro del Giappone, è stato molto importante per ribadire una convinzione comune: Italia e Giappone sono determinati a costruire insieme un futuro di sicurezza, prosperità e stabilità.
Vogliamo dare risposte concrete ai nostri cittadini, raccogliere le sfide del presente e trasformarle in opportunità. E siamo pronti a farlo insieme 🇮🇹🇯🇵
Questa strana sinistra che va da Renzi ai centri sociali e jihadisti censura i libri e poi attacca chi lo denuncia. Caccia gli ebrei dal pride e poi parla di diritti. Forse è meglio che parlino davvero arabo, almeno non li capiamo
"L'Italia agli Italiani" è una sentenza logica, eppure suscita reazioni rabbiose, da bava alla bocca.
Perché? Perché in questa fase storica si sfidano due modelli di società, la cui differenza fondamentale sta proprio nell'accettare o rifiutare questa affermazione.
Dire che l'Italia è degli Italiani significa aderire alla visione, che ha dominato millenni di storia, per cui esistono dei soggetti definiti "popoli" che hanno diritto su una terra ereditata dagli avi. Hanno questo diritto perché sono i figli degli avi che l'hanno conquistata, popolata e sviluppata.
Post sessantotto è nata un'idea nuova: che i popoli non esistono, che si nasce in una terra o in un'altra per mero accidente ("sei stato fortunato a nascere in Italia anziché in Ruanda, non ha nessuna attinenza col fatto che i tuoi genitori siano italiani e non ruandesi"), che nessuno ha diritti di nascita ma tutto si risolve in una "nazionalità cartacea" assegnata secondo la volontà della burocrazia.
È dalla negazione della nazione che nasce tutto: la devoluzione di sovranità, i confini aperti, la cittadinanza facile, il "migrante" che arriva e dopo sei mesi ha la casa popolare, il multiculturalismo, le decapitazioni per strada comunque preferite allo spauracchio "remigrazione" e via dicendo.
L'Italia agli Italiani è un principio che farebbe crollare questa loro società: la società dei "migranti come stile di vita", delle "nazioni immaginarie", del cosmopolitismo, dell'europeo straniero ovunque.
A Cesena alcuni studenti hanno esposto uno striscione con la scritta “L’Italia agli italiani”. Puniti con il 6 in condotta e una tesina obbligatoria.
Noi continuiamo a dirlo ad alta voce: L’ITALIA AGLI ITALIANI. E non c’è niente di male nel dirlo.
Quando un piccolo deputato dei 5 stelle incontra la donna che sta scrivendo la storia d’Italia, il deputato dei 5 stelle fa questa fine qui… 👇🏻
#Silvestri#11giugno