@jaripilati Beati noi che abbiamo potuto occuparci di posizioni sicure e sacchi nanna invece di soppesare la probabilità di essere bombardati per decidere se svegliare o no il piccolo e portarlo nel più vicino rifugio
Nei giorni in cui è stata sostanzialmente "cancellata" dal mainstream televisivo italiano e scaricata dal Partito Democratico - che forse la reputava troppo ingombrante a sinistra, e ingestibile - Francesca Albanese si vede dedicare un lungo profilo dal New York Times. La firma è di Masha Gessen, giornalista russo-americana in fuga da Putin, che già l'anno scorso aveva criticato la torsione che la memoria della Shoah ha avuto in paesi come la Germania.
Ignorando del tutto le polemiche italiane (piuttosto meschine) Gessen scrive un testo di grande laicità, raccontando la popolarità di Albanese tra la gente comune, ma concentrandosi sul fatto più rilevante: le persecuzioni subite dalla studiosa e il suo inserimento nella lista nera dei “specially designated nationals”, un provvedimento solitamente riservato a trafficanti, terroristi e oligarchi. La sua storia, però, non è quella di una diplomatica di carriera. Alcuni passaggi interessanti:
«Il ruolo di relatrice speciale (quello di Albanese) non è retribuito. Molte di queste posizioni vengono ricoperte da uomini in età pensionabile. Francesca Albanese è molto più giovane di ciascuno dei suoi sette predecessori diretti ed è la prima donna a occupare questo incarico per i Territori palestinesi.
Suo marito, Massimiliano Cali, è un economista della Banca Mondiale. Insieme fanno parte della “tribù” degli operatori umanitari internazionali: tenaci, instancabili, sempre in movimento. Negli ultimi anni hanno vissuto in Tunisia. (Questa estate erano in Italia, a casa della madre di Francesca, affetta da Alzheimer.)
In passato hanno vissuto a Washington D.C., dove Albanese ha tenuto corsi alla Georgetown University e dove è nato il loro primo figlio.
L’esperienza diretta di vita e lavoro in Cisgiordania è un’altra cosa che distingue Albanese da molti dei suoi predecessori.... sono passati 17 anni dall’ultima volta in cui Israele ha permesso a un relatore speciale di entrare nei Territori occupati.
Albanese è stata la più esplicita e visibile tra i relatori speciali: una volta nominata, ha iniziato a usare i social media (fino ad allora era una "recalcitrante" con Twitter) per attirare l’attenzione sulle sue inchieste e sulla condizione dei palestinesi».
Al Tg3 il video ripreso dall'auto dei carabinieri dell'inseguimento di Ramy morto a Milano durante la fuga il 24 novembre. Le immagini dell'impatto. Le frasi choc dei militari
Sono cresciuto con un nonno partigiano, di quelli veri, che oggi non avrebbero dubbi nel distinguere tra invaso e invasore, tra chi resiste e chi occupa. Sono stato educato ai valori della Costituzione.
Mi rammarico profondamente di aver dato voce, anche se per pochi secondi, a un soldato ucraino che solo dopo la messa in onda del reportage ho notato indossare una patch con un simbolo nazista.
Esiste in Italia una rete di profili pro-invasione legati a Mosca, che dedica le sue risorse a screditare il lavoro mio e degli altri inviati. Fingono sconcerto, ma hanno trovato in quell’immagine un formidabile argomento di propaganda anti-ucraina.
Quella appena conclusa è stata la mia quindicesima trasferta in Ucraina. In due anni e mezzo ho prodotto decine di servizi e centinaia di dirette. Tra i servizi pubblici europei, la Rai è probabilmente quello che sta raccontando il conflitto con maggiore assiduità. I nostri reportage vengono spesso distribuiti in Eurovisione. Anche per questo subiamo attacchi, come quelli, recentissimi, seguiti allo scoop mondiale di Stefania Battistini.
Il nostro lavoro continuerà a essere libero da condizionamenti e improntato al massimo rigore.
Joe Biden has taken a decision that he thinks is in the best interests of his party and his country. Trump supporters are going to find that concept very confusing.
"Dobbiamo fare le vittime, perché se tu fai la vittima la gente è con te". La chiave della dissimulazione e del doppio pensiero, da Flaminia Pace fino a Meloni
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🚨 Una foto che farà il giro del mondo, questa di un soldato dell'IDF che si lascia fotografare dopo aver dato fuoco alla biblioteca dell'università di Aqsa, la più antica della Striscia. Vale più di mille editoriali. (Via @ytirawi)
3 milioni di soldi pubblici spesi in 7 anni alla ricerca delle prove di un presunto "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" che non è mai esistito
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