De Gregori non ha detto che chi si espone è un coglione. Ha detto che un artista non è moralmente superiore al pubblico e non deve trattare le persone come masse da educare o illuminare dall’alto del palco. Prima di insultare cercate di andare oltre il titolo.
Dieci quadri sulla Passione di Cristo: in traduzione dal russo di Lucio Coco, una serie di meditazioni sulla Passione del Signore tratte dal "Diario spirituale" di padre Sergej Bulgakov
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Mel Gibson ha detto ciò che molti non hanno più il coraggio di dire.
L’aborto non è progresso. Non è libertà. Non è un diritto da celebrare.
È la soppressione di una vita innocente. E una società che lo normalizza smette di difendere i più deboli.
Noi continueremo a stare dalla parte di chi non può parlare. #aborto #melgibson
“Volevo aiutare qualcuno. Mi sono rovinata la vita.”
È con queste parole che Marie-Anne Isabelle, donna britannica e madre di due figli, racconta oggi il dramma che ha vissuto con la maternità surrogata.
Più di dieci anni fa accettò di portare in grembo la figlia della cugina, convinta di fare un gesto d’amore. Non lo fece per denaro, ma per aiutare una persona di famiglia che non poteva avere figli. Le avevano fatto credere che sarebbe stato tutto diverso, tutto “pulito”, tutto “giusto”. Ma non è andata così.
Fin dall’inizio Marie-Anne ha raccontato di essersi sentita trattata non come una donna, ma come un corpo a disposizione di altri. Dopo il parto, consegnò la bambina alla coppia con la promessa di poter restare presente nella sua vita. Invece, poco dopo, arrivarono il silenzio, l’esclusione, le pressioni legali e una lunga battaglia in tribunale che la travolse completamente.
Da lì il crollo: attacchi di panico, ricoveri psichiatrici, anni di terapia, sofferenza profonda anche per i suoi figli e per la sua famiglia. Ancora oggi Marie-Anne definisce quell’esperienza “l’errore più grande della mia vita” e denuncia pubblicamente l’utero in affitto per quello che è stato per lei: non un gesto d’amore, ma un incubo.
La sua storia smonta una menzogna che troppi continuano a raccontare: non esiste una surrogata “buona” solo perché viene fatta tra parenti o sotto l’etichetta dell’altruismo. Quando una donna viene separata dal bambino che ha portato in grembo per nove mesi, e quando un figlio viene consegnato ad altri come esito di un accordo, siamo davanti a una ferita profonda. Per la donna. Per il bambino. Per la dignità umana.
Dietro la favola dei “diritti” e dell’“amore” ci sono troppo spesso donne usate, bambini trattati come oggetti del desiderio e vite spezzate.
L’utero in affitto non è progresso. È sfruttamento travestito da altruismo.
Tu che ne pensi? Scrivilo nei commenti e condividi questo reel. #stoputeroinaffitto #surrogacy
"A mia madre dissero che non avrei potuto camminare, che non avrei potuto parlare."
"Oggi ho un lavoro, parlo, e do voce a chi non ne ha."
Lei si chiama Caterina. Ha la sindrome di Down. Ed è una delle voci più autentiche e coraggiose che abbiamo ascoltato.
Oggi, 21 marzo, è la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down. La celebriamo con la sua storia e con una domanda che lei stessa pone, semplicemente, senza filtri: "Anche noi non abbiamo il diritto di nascere?"
In Italia, tra il 50 e il 70% dei bambini con diagnosi prenatale di trisomia 21 viene abortito. In Islanda si arriva al 100%. Mentre celebriamo l'inclusione, permettiamo una silenziosa selezione eugenetica.
Caterina ha ragione: a queste madri viene detto che i loro figli sono una cattiva notizia.
Non è vero. Sono una bellissima notizia. L'inclusione vera non ammette eccezioni. Comincia nel grembo materno. 💙
Facciamoli nascere. #trisomia21 #giornatamondialesindromedidown #assumethatican #provita
VERGOGNA
Abortion up to birth.
La camera dei Lords ha stabilito che uccidere un bambino anche pochi minuti prima della nascita non è reato.
Decisione agghiacciante, ma coerente per chi sostiene che fino alla nascita non siamo persone, ma grumi di cellule.
La storia giudicherà con orrore questa generazione.
E anche Dio non potrà ignorare il sangue di milioni di bambini fatti a pezzi nel grembo delle loro madri.
"Mio padre non sarebbe stato condannato a 10 anni se le carriere fossero state separate. Io aspetto questa riforma da tantissimi anni."
#Tortora#quartarepubblica
Pucci è solo l’ultimo di una lunghissima serie di casi di censura.
Anche Papa Benedetto XVI, nel 2008, fu costretto a rinunciare all’invito per l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma a causa delle proteste organizzate da professori e studenti di sinistra, che non volevano sentirsi dire quelle verità che lui avrebbe pronunciato e che risuonano profetiche ed attuali
Antonella Elia racconta il suo aborto in TV. Guardate le facce. Ascoltate le parole.
Quando una donna parla di aborto, spesso la risposta è minimizzare. Zittire. Archiviare. Quel dolore non viene accolto: viene “spazzato via”.
Ma l’aborto è una ferita reale. E non guarisce facendo finta di niente. Mamme che portate dentro questo vuoto: avete diritto di soffrire. E sì, anche di perdonarvi🤍 @M_Rachele
Quattro ragazzi, una hit intramontabile e un campanile. Il video di Bohemian Rhapsody suonata dai "Beatter" a ritmo dei rintocchi delle campane di Montesano Salentino ha conquistato davvero tutti. C'è stato un commento in particolare che non è passato inosservato: quello di Brian May, lo storico chitarrista dei Queen. L'artista ha condiviso la performance a ritmo di campanile sul suo profilo social definendolo "il suo video preferito del momento". "Geniale - ha aggiunto - un capolavoro".
«La convinsi ad abortire.»
«Volevo che mi fermasse.»
Con queste parole nella docu-serie Netflix “Io sono notizia”, Nina Moric e Fabrizio Corona raccontano l’aborto dei loro primi figli. Due gemelli.
Una testimonianza agghiacciante che lascia l’amaro in bocca. Ma tralasciando la loro vicenda personale e lo scopo della serie di Fabrizio Corona, quello su cui vogliamo riflettere è su quante donne scelgono di abortire perché sole o spinte a farlo da compagni assenti.
Dov’è il sussulto delle femministe?
Dov’è lo Stato quando una donna ha bisogno di aiuto vero? È su questo che dovremmo soffermarci. #fabriziocorona #ninamoric #aborto #iosononotizia #netflix @M_Rachele
Eccellenti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Sul linguaggio da usare per sembrare quelli dalla parte giusta. E le facce pietrificate in studio sono la conferma di come siano arrivati a toccare il nervo scoperto #9ottobre2025#dimartedi
Stamattina a Omnibus una interessante discussione sullo sciopero di ieri e sulla situazione mediorientale.
Da parte mia (e del @Partito_Libdem) una opinione totalmente difforme rispetto alla narrazione che prevale in questi giorni.
Se vi va, ascoltate il perché.
Freddie is looking down and giving y'all a standing ovation. That's spectacular!😍💗
The most INSANE Bohemian Rhapsody Flashmob you will ever see!!
With 30 musicians and singers in the STREET of Paris 😍
Cre : Julien Cohen Pianist
"Mogol si renda conto del peso delle sue parole, chieda scusa a Giorgia e le mandi un fascio di rose rosse. Dovrebbe stendere un tappeto rosso quando cammina: forse è geloso perché Giorgia non ha mai cantato una sua canzone"
- Cristiano Malgioglio a #StorieItaliane#Sanremo2025