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Comme je ne suis pas convaincu que tout le monde prend la mesure du petit combat de MMA organisé devant la Maison Blanche pour la petite sauterie d'anniversaire de Donald, je vous propose de lister ce qu'il s'est exactement passé en dehors de l'octogone
(NB : si les 2 ou 3 débiles du fond pouvaient éviter de commenter "on a le même en France" ou "chez nous c'est pire", merci d'avance...)
Accrochez vous bien, c'est parti pour le thread...
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@stvylesart Ma la celiachi provoca sintomi intestinali gravi e malnutrizione ! veramente si può prevedere che uno abbia la celiachia ( non una intolleranza ) da una dermatite ?
@daria_sev Premesso che uno è libero di fare ciò che vuole il cappuccino è tradizionalmente più visto come colazione mentre all’estero ( dove la colazione è più spesso salata ) viene vista come semplice bevanda dolce da consumare anche dopo i pasti o nella giornata.
Şubat 2018’de tek bavulla geldiğim Hamburg, bana sadece bir ev değil; bir aile ve yepyeni bir hayat verdi. Bugün o yolculuğun en özel günü: Alman vatandaşı oldum! 🇩🇪 Bu pasaport artık burada kurduğum mutluluğun ve geleceğimin sembolü. Çok minnettarım.
Una volta la nonna mi aveva dato consiglio:
Nei periodi difficili, vai avanti a piccoli passi. Fai ciò che devi fare, ma poco alla volta. Non pensare al futuro, nemmeno a quello che potrebbe accadere domani. Lava i piatti. Togli la polvere. Scrivi una lettera. Fai una minestra.
Vedi?
Stai andando avanti passo dopo passo. Fai un passo e fermati. Riposati. Fatti i complimenti. Fai un altro passo. Poi un altro.
Non te ne accorgerai, ma i tuoi passi diventeranno sempre più grandi.
E verrà il tempo in cui potrai pensare al futuro senza piangere.
Elena Mikhalkova, La stanza delle chiavi antiche
🔴Lettera alla Procuratrice
Egregia procuratrice generale Francesca Nanni, lei è liberissima di credere a Santa Nicole Minetti, di passare un colpo di spugna sulle sue condanne per reati gravissimi senza che abbia scontato un minuto di pena; di cancellare le pesanti accuse lanciate da una testimone oculare senza neppure ascoltarla, anzi facendola “smentire” dai testimoni della difesa, cioè affidando alla Minetti le indagini sulla Minetti; di rinunciare alla rogatoria in Uruguay perché si tratta di un procedimento amministrativo e poi di prendere per oro colato le “indagini difensive” della coppia (quindi nei procedimenti amministrativi indaga solo la difesa?), anche se basta googlare i nomi giusti o andare a Ibiza e Punta del Este e tendere l’orecchio per conoscere la verità. Tutto questo lei lo può fare perché è nel suo potere insindacabile (nel procedimento amministrativo non esistono gradi di giudizio ed è lei a giudicare se stessa). Ciò che lei non può fare, perché non è nei suoi poteri, è infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza). Dopo i nostri scoop, delle 23 righe del suo parere pro grazia non resta in piedi una virgola sui due punti- cardine: la nuova vita di Santa Nicole (ha continuato quella di prima) e l’esigenza di evitare i servizi sociali per far curare il bimbo negli Usa (poteva farlo in 9 ospedali italiani).
Abbiamo intervistato Graciela, ex massaggiatrice di casa Cipriani, riportando fedelmente ciò che ci ha detto e ha poi ripetuto, terrorizzata dalle possibili conseguenze, a una tv uruguayana, sui festini nel ranch di Cipriani con escort d’importazione selezionate dalla Minetti. In tv ha aggiunto di avere altre cose da riferire per non passare da “complice” di ciò che ha visto e subìto, ma che l’avrebbe fatto solo “alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà”. Cioè a lei, dottoressa Nanni, che invece ha scelto di non ascoltarla. Se l’avesse fatto, avrebbe potuto sapere le “altre cose” e sottoporle alle doverose verifiche. Magari sentire le due ex colleghe che le hanno scritto lodandone il “coraggio” (quindi escludono che stia mentendo). O trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie. Le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo e il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto. Intanto attendo le sue scuse.
DALL’EDITORIALE DI MARCO TRAVAGLIO
#5aprile
Avrupalı, özellikle de Almanya gibi tamamen sanayi bölgesi olmuş yerlerin insanı, bildiğiniz obsesif kompulsif bozukluk tarzı bir saplantıya düşmüş durumda. Dıştan bakınca çok güzel, huzurlu ve sakin görünen bu manzara, hakikatte büyük bir trajediyi barındırıyor. İçeriye girdiğiniz zaman maalesef ruhsuz, gıcık, takıntılı ve sinir bozucu insanlarla karşılaşıyorsunuz.
Bu toplumlarda insanlar tabiri caizse birer muhbire dönüşmüş; herkes birbirini ufak ufak hesaplarla dikizliyor. Adam camdan yolu izliyor; kırmızı ışıkta karşıya geçen biri var mı diye etrafı gözetleyip hemen şikayet ediyor. Biri gözünün önünde bir şey yapmaya görsün, anında salça oluyor. Elbette toplum birbirine karşı duyarlı olmalı, hatta mahalle baskısı bile yerine göre gereklidir; fakat buradaki durum tam bir gıcıklık ve aşırı hesapçılık boyutu.
Bu takıntı insan ilişkilerine de aynen yansıyor. Misafirliğe giderken yanında kendi yemeğini götüren, kalan yemek bitmediyse geri alıp evine getiren insanlar var. Bir yerde bir şey yenip içildiğinde, herkes milim milim kendi hesabını ödüyor. Market alışverişinden gündelik ilişkilere kadar her şey ufacık, kıytırık hesapların peşinde yürüyor. Belki o imrenilen düzenin sürgüsü budur ama emin olun bu kadarı normal değil; büyük meselelerle uğraşmamaktan ötürü küçücük şeyleri hayatın merkezi yapmışlar.
Gündelik hayatta orada asla özgür hissedemezsiniz; yolda arabayla giderken bile her an diken üstündesinizdir. Elbette demokratik haklar, fikir ve vicdan hürriyeti gibi övülecek tarafları var ama bu aşırı kuralcılık hayatı çekilmez ve bunaltıcı kılıyor.
Bizim ülkeye baktığımızda ise durum tam tersi bir trajediyi barındırıyor; bizde de kimse kimseyi umursamıyor. Siyasi ayrışmaları ve insanların hissettiği siyasi baskıları bir kenara bırakırsanız, emin olun bizim ülkedeki gündelik özgürlüğü dünyanın hiçbir yerinde bulamazsınız. Bizde haddinden fazla bir serbestlik var. Doğrusu bizim de kuralları biraz sıklaştırmaya ihtiyacımız var; çünkü bizdeki bu kadar aşırılık ve umursamazlık da fazlasıyla zarar verici.
Una donna anziana con un tumore al terzo stadio si presenta in caserma perché qualcuno, in divisa, vuole sapere perché assume cannabis terapeutica. Le chiedono chi gliela prescrive, per quale malattia, dove la compra. Le fanno firmare un foglio. Copia, però, niente. È successo a Roma, a Milano, a Napoli, a Bologna, a Verona, a Rimini: centinaia di pazienti convocati negli ultimi due mesi come «persone informate dei fatti», in gergo sommarie informazioni testimoniali.
A raccontarlo per prime sono state Antonella Soldo, presidente dell’associazione Meglio Legale, e l’avvocata Cathy La Torre, che sui social hanno chiesto ad altri pazienti di farsi avanti. Le testimonianze arrivate disegnano lo stesso copione: convocazione, domande sulla terapia, sulla ricetta, sul medico, sul luogo di acquisto. In diversi casi sono stati chiesti pure screenshot di email e di chat WhatsApp. E nessuno, raccontano, ha ricevuto copia del verbale firmato. «Avevano una serie di domande già scritte, ho firmato il foglio ma mi hanno detto che non potevano darmene una copia», dice un paziente. Fra i convocati ci sono malati oncologici, persone con sclerosi multipla, giovani con anoressia o vulvodinia, e persino proprietari di animali curati con cannabinoidi.
Il pacco che diventa prova
Chi è stato ascoltato ha un tratto in comune. Lo spiegano Santa Sarta, dell’associazione Pazienti Cannabis APS, e Isabella Palazzo, di Tutela Pazienti Cannabis Medica APS: tutti ricevono il farmaco, regolarmente prescritto, spedito da una farmacia. E recapitare a domicilio una sostanza stupefacente, anche quando è una medicina, è vietato. Da lì l’indagine, da lì le convocazioni. I malati, va detto subito, non rischiano nulla sul piano penale: sono testimoni, non indagati. Solo che a un paziente oncologico la differenza, mentre gli si ritira il farmaco «per verifiche», dice poco. Un uomo di Bologna ha raccontato di essersi visto sequestrare il medicinale, restituito dopo il passaggio in caserma, e di aver dovuto esibire email, documenti e chat private. «Mi sono sentito trattato più come un sospettato che come un paziente», dice.
Una circolare del 2020 dietro tutto
Torniamo indietro, settembre 2020, piena pandemia. Il ministero della Salute, allora guidato da Roberto Speranza, con una circolare del 23 settembreestende ai farmaci cannabinoidi il divieto di spedizione fissato dal Testo unico sulle droghe, il dpr 309/1990, scritto quando in Italia la cannabis medica nemmeno esisteva. Il farmacista Marco Ternelli, di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, fa ricorso. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 6877 del 2024, gli dà torto: la consegna di medicinali stupefacenti, scrive, può avvenire “solo da parte di enti o imprese autorizzate”, e la farmacia non rientra fra queste.
Il risultato lo misura lo stesso Ternelli: le farmacie che trattano la cannabis sono circa mille su 21 mila, e di queste almeno il 70 per cento rifiuta di ricevere il farmaco per conto di un collega, per timore di sanzioni. Resta una sola strada, il viaggio. A Bibbiano, dice, arrivano pazienti da Bolzano, da Trento, da Firenze. In carrozzina, con la sclerosi multipla, con il cancro. E chi si mette al volante rischia la beffa finale: con il nuovo Codice della strada firmato da Matteo Salvini, basta risultare positivi al Thc alla guida per perdersi la patente, prescrizione o no, anche senza alcuna alterazione. La ricetta, intanto, via pec non si può inviare: va spedita per posta. Cinque anni dopo quella circolare nata per l’emergenza, il combinato disposto è tutto qui.
Così la donna anziana dell’inizio, quella con il tumore, finisce a giustificare in una caserma una cura che lo Stato le ha prescritto e che lo stesso Stato le rende quasi impossibile comprare in regola. La cosiddetta legalizzazione della cannabis medica regge sulla carta. Sul terreno chi la usa resta sospeso fra un farmaco introvabile e un verbale che non gli lasciano fra le mani.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Pina Picerno correva il rischio di dover lasciare la poltrona di Vicepresidente.
Non fatevi buttar fumo negli occhi quando vi parla di “lacerazioni” “scelta sofferta” etc etc
É l’ennesima mossa di una classe politica che pensa esclusivamente a tenersi stretta il posto.
@TaniuzzaCalabra Anch’io come te ma in un paese capace di costruire ponti e scuole poi crollati perché ha voluto risparmiare sui materiali e sulla manutenzione non è in grado di garantire la sicurezza di una centrare nucleare. L’importanza delle infrastrutture è poi nella scelta del Ministro ..