We found emails between Anthony Fauci and his assistant describing gain-of-function programs we didn’t know existed. This is why I’m focused on getting to the bottom of what really happened, so we can prevent this dangerous research from sparking another pandemic.
https://t.co/87WmAMGHdq
Nel 1960, in un laboratorio alle porte di Anversa, un medico di 34 anni lavorava giorno e notte ad una molecola capace di spegnere il dolore dei malati. Lui voleva salvare le persone dalla prigione della sofferenza, quello che la morfina non riusciva più a coprire: il dolore dei malati terminali che urlavano di notte.
Una sofferenza straziante che nessun essere vivente dovrebbe mai provare.
Lui si chiamava Paul Janssen e, dopo anni di esperimenti, alla fine inventò quell'anestetico. E fu un mezzo miracolo: persone a cui la vita aveva lasciato solo dolore, adesso, si spegnevano in pace, quasi sorridendo.
Quella molecola, quella sostenza decise di chiamarla fentanyl. E superava di cento volte la potenza della morfina.
Per 40 anni la parola fentanyl significava salvezza: ovunque, negli ospedali, se ne faceva uso quando non c'erano più alternative.
Poi ha trovato la strada. E per nelle periferie degradate delle grandi città degli Stati Uniti la parola fentanyl significava tutt'altra cosa.
Significava droga.
Significava sballo.
Significava adolescenti ridotti come zombie, a dormire in piedi.
Ma soprattutto significava morte.
Tanta, troppa morte.
70mila vite all'anno: ecco quante persone muoiono solo negli Usa di fentanyl.
Otto volte più letale dell'eroina.
Sai cosa significa?
Che negli anni 90, di overdose, morivano 1500 ragazzi italiani all'anno.
SE IL FENTANYL PRENDE PIEDE NEL NOSTRO PAESE DEVI MOLTIPLICARE QUEL NUMERO PER 8.
Perché con l'eroina potevi sbagliare la dose e svegliarti il giorno dopo. Con il fentanyl, tra la dose che ti stende e quella che ti ferma il cuore, ci passano due milligrammi.
Ora seguimi.
A fine giugno, dalla cassaforte dell'ospedale Israelitico di Roma, sono scomparse delle boccette di Fentanyl.
Tante, tante boccette: "Ci puoi fare 20mila dosi", ha detto la polizia.
Se n'è parlato per un paio di giorni, poi nessuno ha più detto niente.
In questa settimana, nei balconi della periferia Est di Roma, la gente ha iniziato a filmare gli zombie che camminano per strada.
Gente ferma in piedi due ore, con gli occhi girati, che sbava.
Ragazzi che girano su sé stessi.
Ragazze svenute sui cofani delle auto.
A Roma c'è il Fentanyl e nessuno ne parla.
A ROMA C'È IL FENTANYL E NESSUNO NE PARLA!
Lo stanno testando.
Stanno vedendo come risponde il mercato.
Stanno CREANDO IL LORO ESERCITO DI ZOMBIE!
In America la strage è cominciata così, ovunque. Prendi un lotto di roba nuova, lo scarichi in una piazza sola, dove la gente si buca già, e aspetti. Se tornano a chiederla, hai un mercato. Se qualcuno ci muore, hai la pubblicità: in strada la roba che ammazza è quella che vogliono tutti.
E a giudicare dai marciapiedi, il test sta andando alla grande.
E a giudicare dai furti, dalle rapine, dagli scippi, dalla violenza che sta esplodendo nei quaetieri come Tor Sapienza, gli acquirenti di fentanyl sono già disposti a tutto.
Paul Janssen cercava solo un modo per cancellare il dolore, e lo ha trovato.
Gli ultimi anni della sua vita ha scelto di trascorrerli in quella che per lui era la città più bella del mondo.
È morto un giorno di Novembre del 2003.
In una casa bellissima, dentro una città bellissima.
A Roma.
- Adamo Romano
Se uno di noi avesse bloccato la Milano-Meda sarebbe ora in un mare di guai. Rovinato. Ai maranza invece non succede nulla e, anzi, useranno le immagini rubate agli automobilisti in coda per fare il video del loro "album". I cittadini sequestrati diventano comparse per fare pubblicità al video del rapper "italo-marocchino" che se ne vanta e, coi suoi soci, si permette anche di dare dei razzisti a quelli che protestano. #Italystan
Quindi abbiamo scoperto che la maggior parte del welfare è speso per mantenere gli immigrati e che gli italiani anche per via di questa situazione sono costretti ad andare in pensione a 70 anni?
A #Modena un gruppo di ragazzini ha assaltato un #supermercato, rubando fra gli scaffali. I video della razzia sono finiti sui #social, e non sarebbe la prima volta.
#Tg1 Francesco Rossi
Se lo Stato non va a prendere uno per uno i maranza che hanno bloccato la Milano-Meda per girare un video sottovaluta gravemente il degrado sociale che sta montando.
Crolla il dogma dell'infallibilità dei vaccini anticovid: sempre più tribunali certificano i danni provocati da quei farmaci che sono stati imposti dallo Stato, ma lo scudo giuridico è la formula vaga del "più probabile che non" (che esista il nesso causale, ndr). Un grimaldello perfetto per tacitare le vittime e le loro vite distrutte con un'elemosina (1.000 euro a bimestre) ed evitare alle istituzioni il fastidio della responsabilità.
Oggi su @LaVeritaWeb
Milano. Rapper marocchino blocca l’autostrada insieme al suo branco per girare un video musicale. Lavoratori, studenti, famiglie, malati sequestrati nel traffico per lo show di un coglione, da chiudere in cella. Gettando via la chiave. Grazie
Il mondo gira intorno a loro. Libertà e diritti altrui non esistono. Tale Omar Ramo, 32 anni, rapper marocchino ha girato un video musicale sull’autostrada Milano-Meda. Senza autorizzazioni, ovviamente. Auto ferme, cittadini in coda, una strada pubblica trasformata in un set privato. Questo è totale disprezzo della legge, dello Stato, delle libertà fondamentali.
Eppure, mentre questo accade, pseudo intellettuali in tv ci spiegano che dobbiamo “parlare correntemente l’arabo per integrarci”, come se fossimo noi a doverci integrare a chi arriva e non chi arriva a doversi integrare alla comunità in cui si inserisce innanzitutto rispettandone le regole. L’integrazione al contrario.
Se Mattarella avesse detto: "Il principio delle quote immigrati nelle classi può essere consigliato ma non imposto per legge" sarebbe stato totalmente coerente.
Invece ha parlato di virtù morali assolute facendo un alto richiamo ai valori indiscutibili della UE in pieno stile "Non si invochi!" e quindi ha contraddetto la sua stessa circolare di anni fa.
La cosa sta così e il resto è propaganda elettorale. Fine.
TENETEVI FORTE, perché questa è clamorosa.
Oggi il campo largo attacca #GiorgiaMeloni perché vuole mettere un limite al numero di studenti stranieri nelle classi.
Ma torniamo al 1990.
Non governava la destra.
Non governava il Movimento Sociale Italiano. E nessuno può raccontare che al Governo ci fossero pericolosi estremisti.
Eppure cosa diceva il Ministero della Pubblica Istruzione?
Una cosa molto semplice.
Raccomandava di distribuire gli studenti stranieri tra le diverse classi in poche unità, per favorire la loro integrazione linguistica con gli studenti italiani.
E richiamava una regola già esistente secondo cui, ove possibile, gli alunni dello stesso gruppo linguistico non dovevano superare le cinque unità per classe.
Era la circolare ministeriale n. 205 del 1990.
E sapete chi era, in quel momento, Ministro della Pubblica Istruzione?
SERGIO MATTARELLA.
Sì, proprio l’attuale Presidente della Repubblica.
E sia chiaro. La mia non è assolutamente una critica a Mattarella. Anzi, il punto di questo post è proprio un altro.
Chi glielo spiega ora a quelli del campo largo della sinistra che già 36 anni fa, quando Mattarella era ministro, il Ministero sosteneva che evitare di concentrare troppi studenti stranieri nelle stesse classi poteva favorire la loro integrazione?
Oggi Giorgia Meloni vuole affrontare questo problema e dal campo largo partono subito le accuse di razzismo.
E allora una domanda viene spontanea.
Prima di gridare allo scandalo contro Giorgia Meloni, una vecchia circolare ministeriale quelli del campo largo non potevano leggerla?
Mamma mia, che figuraccia.
- Marco Squarta
Sono due le circolari, citate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle quali l'allora ministro dell'Istruzione Sergio Mattarella indicava un numero massimo di alunni stranieri presenti nelle classi #ANSA
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