Parlo a chi ama il Milan e sa cosa significa andare allo stadio. Sa cosa significa aspettare una partita per giorni, organizzare trasferte, vivere emozioni che fanno parte della propria vita da anni o addirittura da decenni.
Per questo non scrivo queste parole con leggerezza.
Le scrivo sapendo perfettamente cosa significhino.
Sono anni che porto avanti una protesta personale,
Non compro dal negozio ufficiale. Ho rinunciato a collaborazioni, inviti, VIP hospitality e opportunità professionali che avrebbero portato vantaggi concreti al mio lavoro.
Non perché fosse conveniente, anzi esattamente il contrario per quanto riguarda il mio percorso sui social, l’ho fatto perché la mia integrità, per me, vale più di qualsiasi beneficio personale.
Oggi però mi chiedo se basti ancora.
Perché il problema non è una sconfitta.
Non è la classifica.
Non sono i risultati.
Se i calciatori faranno bene sarà merito loro. Se l’allenatore e lo staff faranno un grande lavoro sarà merito loro.
Ma gli eventuali risultati positivi non possono diventare l’ennesima illusione per farci credere in un progetto che non esiste.
Per molti di noi il problema è un altro.
Non riconosciamo più il Milan che abbiamo amato per una vita.
Non ne riconosciamo l’identità, i valori e il rapporto con la sua gente.
Per questo ho deciso di prendere una decisione che per me come per tanti di voi è un sacrificio enorme.
L’anno prossimo diserterò lo stadio.
Non come reazione emotiva.
Ma come sacrificio.
Il più grande che un tifoso possa fare.
Perché a noi lo stadio non interessa per moda. Non interessa per apparire. Non interessa per convenienza.
Ci interessa perché è casa.
Ma senza il Milan, anche una casa può diventare irriconoscibile.
Esistono momenti in cui bisogna rinunciare a qualcosa che si ama per provare a salvarlo.
Io continuerò a sostenere il Milan, sempre e comunque.
Quello che non sono più disposto a sostenere è chi, lo sta svuotando della sua identità.
Se per salvare ciò che amo dovrò rinunciare a viverlo, allora sarò disposto a farlo, Perché perdere una partita fa male, perdere il Milan fa malissimo.