@salvini_giacomo La raccomandazione ad evitare pericoli, fatta DOPO uno stupro o anche altro reato tende a colpevolizzare la vittima.
Non è uno STAI ATTENTA (che ci sono pericoli), ma un POTEVI stare attenta (e non ti sarebbe successo).
Difficile da capire?
Strage di lavoratori a #Brandizzo, cinque morti investiti sui binari mentre facevano manutenzione. Ditta esterna a #RFI: la #Sigifer di Borgovercelli. Succede di notte, come alla #Thyssenkrupp 16 anni fa, in un Paese che risparmia sulla sicurezza e calpesta la dignità del lavoro
Quello che da un po’ di tempo a destra usano chiamare “pensiero unico”, per dirsene immuni, altro non sarebbe che quel minimo comun denominatore detto in italiano: civiltà. Insolentire omosessuali e immigrati non viola il pensiero unico ma la decenza
#Vannacci#Crosetto#Bignami
Grazie alle associazioni #ASGI e #NAGA, che hanno denunciato il linguaggio violento della #Lega, siamo riusciti ad ottenere la #sentenza della cassazione che dichiara che “chi arriva in Italia per chiedere protezione non può essere chiamato “clandestino” neppure in un manifesto politico. Gli “stranieri” che fanno ingresso nel territorio dello stato italiano perché corrono il rischio effettivo, in caso di rientro nel paese di origine, di subire un “grave danno” non possono considerarsi irregolari e non sono dunque “#clandestini””.
La vicenda era nata nel 2016 quando la Lega aveva convocato una manifestazione affiggendo cartelli con il testo “#Saronno non vuole clandestini”. ASGI e NAGA avevano agito in giudizio contro la Lega poiché qualificare i richiedenti asilo “clandestini” costituisce “molestia discriminatoria”.
Inutile anche il tentativo di ricorso degli avvocati del partito che avevano invocato il #diritto “alla libera manifestazione del pensiero”, tesi immediatamente respinta poiché questo non può essere considerato un diritto prevalente sul rispetto della dignità personale degli individui, specie se si tratta di individui fragili come le persone #migranti.
Buongiorno e benvenuti alla rubrica "La Storia siamo io". Oggi sul Corriere l'autorevole professore Ernesto Galli della Loggia, nel giorno della strage nazifascista di Sant'Anna di Stazzema, lamenta un doppiopesismo tra MSI e PCI e si chiede perché si parli di terrorismo fascista e non di terrorismo comunista. Brevemente: 1) Perché quando c'erano le Brigate Rosse, il partito che si è più battuto contro di loro era il Partito Comunista Italiano. Si dovrebbe quindi scrivere "terrorismo molto più comunista" ma non entra nei titoli. 2) Perché nessuno a sinistra dice "noi non eravamo lì" quando si parla di BR, forse perché davvero non erano lì. Era lì Guido Rossa, il sindacalista della CGIL che dalle BR fu ammazzato. 3) Infine, non che sia rilevante, il Partito Comunista italiano, pur con le note compromissioni col PCUS recise nel 1976 da Enrico Berlinguer - Mosca non la prese bene, tentarono di ammazzarlo - ha scritto la Costituzione democratica dopo aver amnistiato i fascisti in segno di pacificazione, l'ha garantita, ha cambiato nome 32 anni fa in dissidio col socialismo reale e si era detto favorevole alla NATO, sempre per bocca di Berlinguer, negli anni Settanta. L'MSI ha combattuto quella Costituzione, ha avuto rapporti frequenti e provati con l'eversione nera, e i suoi eredi sono diventati atlantisti quindici secondi fa. Verosimilmente per calcolo. Infatti la base rumoreggia. Grazie per il cortese ascolto e buona giornata. #12agosto
Ricevo e volentieri pubblico
#Elkann#Foggia#Proust
È un sabato di luglio, fa caldo, al Maxxi c’è la retrospettiva “Tra Italo Balbo e Cristiano Malgioglio: colonie al cioccolato” e l’unica mostra aperta in città è stata invasa dai cinghiali. Con alcuni amici cattedratici optiamo dunque per una gita alla volta di Foggia, in preparazione al saggio a più mani che abbiamo intenzione di scrivere sul santuario di Padre Pio, laddove l’architettura brutalista incontra la fede, in un riuscito pastiche di superstizione, polemica e credulità popolare. Saliti sul treno Italo, che abbiamo scelto per un allegro gioco semantico ispirato a Umberto Eco, troviamo seduto in uno dei nostri posti un signore brizzolato: indossa un abito stazzonato in lino e ha occupato sei posti con alcune copie cartacee di quotidiani stranieri. Non freschissime: su una campeggia un’intervista a Mitterrand. Gli chiediamo cortesemente di spostarsi, ma lui ci osserva ostile e prende appunti. Ci disponiamo alla bell’e meglio e azzardiamo una conversazione ma il signore, pur di ignorarci, estrae una copia della Recherche di Proust: “Devo finire Sodoma e Gomorra, il secondo libro”. All’obiezione che in realtà il secondo libro della Recherche è “All’ombra delle fanciulle in fiore”, occupa altri sei posti per tenerci lontani, poi ricomincia a osservarci e a prendere appunti. Dopo la stazione “Martiri di Mastella” di Benevento, uno di noi, il professor William Night, ordinario di Storia del Basso Medioevo a Oxford, decide di tenere una breve concione sui Lanzichenecchi, azzardando un’analisi sul fatto che l’impronunciabialità del lemma originale – Landsknecht – sia all’origine della cattiva stampa di cui godono. Il nostro compagno di viaggio si illumina: “Ecco!”. Il resto lo trovate oggi su Repubblica.
Felice come un bambino, la prima copia di “Senza paura”.
Esce martedì prossimo, il 14 settembre, edito da @edizpiemme.
👉🏻A questo link trovate il pre-order del libro: https://t.co/mtu1cKaMOC
#senzapaura
Secondo @IstitutoPiepoli il 75% degli italiani è favorevole al #ddlZan. Ben il 51% tra gli elettori di centrodestra. Salvini e Meloni aprano gli occhi: le italiane e gli italiani sono lontani dalle loro posizioni medievali.
« À un moment, il a chanté en arabe, et ça m’a bouleversée : je me suis enfin sentie représentée. Les Italiens commencent à comprendre qu’avoir plusieurs cultures n’est pas une tare, mais un point fort. » Mahmood, le chanteur qui fait vibrer l’Italie https://t.co/QaCFWEsP12
Oggi la sentenza: condannato a 6 mesi di reclusione e al risarcimento. Aveva scritto su Facebook: "per la Boldrini serve più piombo delle p38".
Dobbiamo denunciare l'odio online che dilaga. È un modo per "riprenderci" la Rete. Non facciamoci intimidire!
Stava ritirando un ordine, pioveva forte. Su @iltirreno c'è la foto del suo zaino sul selciato. Si chiamava Romulo Sta Ana: quando questi ragazzi muoiono hanno un nome e cognome. Ai giornalisti, da vivi, non possono darlo, hanno paura che gli venga tolto l'accesso alla app