Questo post rimane fissato fino alle prossime elezioni.
Per non dimenticare che NON sono tutti uguali.
Affidare il Paese nelle mani di gente incapace è veramente da idioti.
Dove sono finiti i soldi del PNRR?
Giorgia Meloni ha ereditato 194,4 miliardi del PNRR, il pacchetto di investimenti pubblici più grande d’Europa. Tre anni e mezzo dopo, con quella montagna di denaro in cassa, siamo tra gli ultimi in eurozona per crescita.
Non è la guerra. Non è la congiuntura internazionale. Sono tre anni che i numeri peggiorano, uno dopo l’altro, con una regolarità che non lascia spazio alle scuse.
Il PIL 2025 cresce dello 0,5% contro una media UE dell’1,4%. Un terzo. Nel 2027 saremo l’ultimo Paese dell’eurozona, dicono le previsioni della Commissione europea. Il debito è al 137,1% del PIL, ha sfondato i 3.000 miliardi. Il deficit resta al 3,1% e l’Italia rimane sotto procedura d’infrazione almeno fino al 2027. I salari reali, secondo l’OCSE, sono sotto del 7,5% rispetto al 2021, il calo peggiore dell’area. Lo stipendio medio italiano è 33.523 euro, quello europeo 39.800. Ci ha superato perfino la Spagna.
Poi c’è il resto, che di solito non finisce nei titoli. La produzione industriale cala da tre anni consecutivi. Nel 2025 il settore chimico ha perso il 3,6%, il tessile e la pelletteria il 3,4%. Intere filiere del Made in Italy in sofferenza. Il cuneo fiscale è al 47,1% del costo del lavoro, quarto più alto in Europa. Un lavoratore privato su tre ha ancora un contratto collettivo scaduto. Il governo continua a parlare di “riforma fiscale epocale”. La pressione sulle famiglie non cala.
Questi sono i numeri. Non opinioni, non propaganda dell’opposizione. Eurostat, ISTAT, OCSE.
Oggi, ad aprile 2026, restano quattro mesi alla scadenza del PNRR. A fine 2025 era stato speso poco più della metà dei fondi. Quello che doveva rivoluzionare sanità, scuola, infrastrutture, digitale, è rimasto in larga parte sulla carta. Cantieri bloccati, bandi che non escono, ministeri che non firmano. Una macchina dello Stato incapace di mettere a terra i soldi che aveva in tasca.
Qui sta il punto. Con il più grande regalo che l’Europa abbia mai fatto a un singolo Paese, questo governo ha prodotto la stagnazione. Tre anni per ottenere il peggior risultato possibile partendo dalle migliori condizioni possibili.
Si può spiegare in un solo modo. Non sanno fare. Non hanno la competenza tecnica, non hanno la visione politica, non hanno la capacità amministrativa di gestire una macchina di questa portata. Hanno passato tre anni a litigare sui nomi nei cda, a piazzare parenti e fedelissimi nelle partecipate, a produrre decreti a raffica su temi simbolici, a fare propaganda quotidiana su canali amici. Intanto gli uffici che dovevano firmare i bandi restavano fermi. Gli appalti slittavano. I cantieri non partivano.
Questa non è ideologia. Questa è contabilità.
Ora pretendiamo risposte. Una rendicontazione al 100%, voce per voce, euro per euro. Quali opere sono state costruite, quali servizi sono stati migliorati, quanti italiani ne hanno beneficiato. Vogliamo sapere se un solo euro di quei 194 miliardi è stato usato per interessi di partito, di amici, di parenti, di sottogoverno. Una domanda legittima di un Paese che ha il diritto di sapere.
I soldi c’erano. Il tempo c’era. Gli italiani non hanno visto niente. Come è possibile?
Che cos'è la fuffa in politica? È la straordinaria giravolta dell'onorevole Ravetto che aveva usato il numero dei rimpatri per elogiare il governo e dopo un anno lo usa per criticarlo. La forza delle idee ❤️
Signori, state facendo a Vannacci quelli che avete fatto a Salvini ai tempi del governo Conte 1. All’epoca lo avevate portato al 32% (nei sondaggi, per fortuna).
Vannacci va combattuto col silenzio, altrimenti si fa il suo gioco. (segue)
@suzukimaruti Quoto ogni singola parola.
Bravo.
Per i giornalisti che lo ospitano in trasmissione, dovrebbero chiederli di politica economica, lavoro, scuola, sanità, politica estera.
Se gli danno corda su migranti e gay gli fanno solo un favore.
@QueenofSorrow75 Io penso che se si continua a citarlo per le sue affermazioni su migranti e gay avrà la strada spianata alle prossime elezioni.
Sarebbe utile incalzarlo su politiche del lavoro, economia, politica estera, stato sociale, scuola.
Bisogna far venire fuori il vuoto su cui poggia.
Stamattina ho passato al vaglio i vostri commenti sull'intervista di vannacci a ottoemezzo.
Il generale riesce a pronunciare concetti inquietanti con una calma glaciale e una superficiatà disarmante.
È proprio questa apparente normalità a renderli ancora più pericolosi.
Non gli interessa governare il Paese oggi. Gli interessa accumulare consenso, stringere accordi, consolidare il patto con Meloni e salire definitivamente sulla giostra del potere. Passo dopo passo, senza fretta.
Mediaticamente è già più efficace di un Salvini ormai logoro e prevedibile. Ha un linguaggio semplice, diretto, studiato per spostare sempre più a destra il confine di ciò che può essere detto pubblicamente.
Oggi parole che scandalizzano, domani parole che diventano accettabili, dopodomani parole che diventano programma politico.
La sua vera forza non è ciò che propone nell'immediato, ma la capacità di normalizzare idee che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste confinate ai margini.
Dalla retorica identitaria fino alla remigrazione, Vannacci rappresenta il terminale italiano di una corrente che attraversa l'Europa e che avanza sfruttando paure, rabbia sociale e sfiducia nelle istituzioni.
Con lui dovremo fare i conti tutti. Ma soprattutto dovranno farli i leader della destra italiana. Perché ogni volta che Vannacci cresce, qualcuno si restringe. E i primi a rischiare di essere divorati dalla creatura che hanno contribuito a legittimare sono proprio Salvini, Meloni e Marina Berlusconi.
La storia insegna che chi pensa di cavalcare certe pulsioni per convenienza elettorale finisce spesso per esserne travolto.
Vannacci non è un incidente di percorso: è il sintomo di uno spostamento più profondo, più radicale e più inquietante del dibattito pubblico italiano.
@D4nn1el999 Pensavo fosse un video promozionale dell'Associazione Amici del Colesterolo e dell'Iperglicemia, con il patrocinio del comitato Obeso è Bello.
Leggo che l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele, accusato per illeciti relativamente al Ponte sullo Stretto, si era di recente dichiarato favorevole alla norma, contenuta nella riforma della Corte dei Conti, in base a cui il funzionario colpevole di danno erariale può essere condannato a rifondere solo il 30% del danno causato: il resto rimane a carico della collettività, cioè nostro.
Tutto si tiene.
I poveri mangiano tutti i giorni, molte volte non trovano posto o devono turnare nelle mense, molte volte accade che le mense itineranti non ci siano o non abbiano più disponibilità, noi offriamo una piccolissima infinitesimale alternativa, ma che non posso più sostenere da solo
Ultimamente sono scemate anche le condivisioni.
https://t.co/UqYhAAgie3
@eleonora_aloise Un suggerimento: tieni il post e blocca immediatamente gli utenti che scrivono stupidaggini.
Non meritano il tuo e il nostro tempo.
Bisogna ignorarli, emarginarli.
L'indifferenza è un'arma molto potente contro chi cerca esclusivamente la provocazione.
La fine di una dannazione. Nessuno potrà più additare Zverev come il primo dei perdenti, a secco di titoli Slam. È stato un lungo viaggio fatto di sonore batoste e frustrazioni, di fantasmi mentali in campo, di accuse di ex fidanzate fuori dal tennis. La consapevolezza di essere inferiore sia ai Big 3 sia ai sopraggiunti Sinner e Alcaraz. Ammettiamolo, l’etichetta di Calimero è stata spesso irrispettosa nei suoi confronti, perché chi vince 24 titoli Atp e per giunta un oro olimpico è un vincente senza se e senza ma. Non si è fatto mancare nulla, compreso l’infortunio tremento proprio al Roland Garros di 4 anni fa, in semifinale contro Nadal: tre legamenti laterali della caviglia destra fanno crack, è costretto ad uscire in sedia a rotelle, ma una volta dentro lo spogliatoio chiede delle stampelle perché desidera tornare in campo, prima di ritirarsi vuole stringere la mano a Rafa.
Eccolo adesso che con gli occhi lucidi si coccola la Coppa dei Moschettieri, i 14 kg più leggeri della sua vita. Rende omaggio a Cobolli che gli ha reso difficile la vita restandogli aggrappato alle caviglie. Flavio ha annusato la tensione del tedesco, ha provato a minarne le certezze, perché quando sente la pressione Zverev entra in un tunnel da psicodramma, perde l’efficacia al servizi, manda a ramengo i drittoni &Co.
C’è un’altra vittoria che vale più di tutte. E la speranza è che tanti bambini davanti alla tv oggi abbiano avuto un genitore dire loro: anche lui è come te, se ce l’ha fatta lui ce la puoi benissimo fare anche tu.
No, non si tratta di vincere uno Slam. Si parla di condurre una vita normale.
Da quando ha quattro anni Zverev convive con il diabete di tipo 1.
In ogni torneo utilizza le siringhe di insulina durante i cambi di campo. Il quantitativo dipende dalla durata del match, in genere una partita di cinque set gli richiede quattro iniezioni. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros (FOTO).
Sascha non ha mai lasciato che il diabete lo fermasse. Per molto tempo lo ha nascosto, ne ha parlato pubblicamente solo nel 2022, il suo non è stato un eccesso di pudore, semplicemente non ha mai voluto suscitare pietismo. Perché questo è il punto: Zverev non vuole che sia il diabete a definirlo.
È questo il messaggio che consegna alle migliaia di giovani che aiuta attraverso la sua Fondazione. Ai genitori, i più frastornati dopo le diagnosi, spiega come i loro figli potranno continuare ad avere una vita attiva. È preoccupante l’aumento in età pediatrica dell’incidenza del diabete, per la cura servono attenzione e costanza quotidiana ma l’aiuto della tecnologia ha sostanzialmente rivoluzionato tutto con il monitoraggio continuo del glucosio, i microinfusori di insulina e le App.
La vittoria (finalmente) del primo titolo Slam di Zverev vale doppio. È la fine di una dannazione personale, è il megafono a non porsi limiti per i sogni degli altri.
(e tanti saluti agli specialisti che quando da adolescente Zverev sognava di impegnarsi a tempo pieno nel tennis, gli avevano detto: lascia perdere, non potrai mai fare sport ad alto livello)
#RolandGarros
Credits 📷 @rolandgarros & @Yahoo