Cerimoniere istituzionale.Laurea in Filosofia.Cinema,Teatro,Poesia.Fame di conoscenza.Cogito ergo sum...Chissà e forse inquieto, ma di sicuro antifascista.
UCRAINA
Nel buio soffocante
solo la fioca luce di una candela
alla fine della sua cera
Illumina il volto triste
della biondina senza sorriso
dagli occhi di cielo
impaurita
affranta
aspetta un abbraccio
che non arriverà,
e spera
in un raggio di sole
speranza di vita,
di amore
“Da quando vado da Fazio la mia domenica è cambiata esco alle nove di sera, torno alle undici e mezza.
Dico quello che penso, mi diverto.
L’età del mio pubblico si è abbassata. Mi seguono anche i tredicenni, i ventenni. Mi dicono che con me si divertono, quando mi incontrano mi sorridono
Mi piace ridere, far ridere. Ridere di se stessi è la cosa più importante. Da giovane ero più malinconica, ma non mi sono mai presa troppo sul serio
Mi piace pensare che mostrarmi così come sono, così come canto dal vivo, mi avvicini sempre di più alle persone con le mie fragilità, ma anche con la mia voglia di celebrare la vita”.
- Ornella questa domenica sarai ancora una volta con noi ♥️ #OrnellaSenzaFine
Ha raccontato guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni.
Ha visto città ridotte in cenere, popoli in fuga, bambini senza più casa, né infanzia.
E ha fatto tutto questo con una voce ferma, misurata, umana.
Si chiama Giovanna Botteri.
E da oltre trent’anni è una delle giornaliste italiane più autorevoli, riconosciute e rispettate al mondo.
Era nei Balcani, quando l’Europa si lacerava. In Iraq, mentre il cielo si incendiava.
In Afghanistan, tra le macerie e il silenzio della paura. In Cina, mentre il mondo cercava risposte davanti a una pandemia. Sempre lì.
Con un microfono in mano, una telecamera al fianco e un coraggio che non aveva bisogno di urla. Solo presenza.
Solo sguardo.
Solo verità.
Mai una posa.
Mai un eccesso.
Nessun protagonismo.
Solo la forza del racconto, quella che non cerca riflettori ma cerca giustizia.
Eppure, nel 2020, mentre raccontava da Pechino uno dei momenti più bui della storia recente, fu travolta da qualcosa che nessuna guerra le aveva mai scagliato contro: la superficialità.
Il giudizio feroce e vuoto sul suo aspetto.
Capelli grigi, niente trucco, abiti semplici. Tanto bastava, per alcuni, a dimenticare trent’anni di esperienza e verità.
“Troppo sciatta per la TV”, dissero.
Troppo “normale” per lo schermo patinato.
Un paese intero, paralizzato dalla paura di un virus sconosciuto, trovò il tempo di discutere non di ciò che diceva, ma di come appariva.
E lei? Non gridò.
Non rispose con rabbia. Nessun post velenoso. Nessun monologo lacrimante.
Rispose con una frase. Una sola. “Io non sono il mio trucco. Sono il mio lavoro.”
E in quelle parole c’era tutta la lezione. Più incisiva di qualsiasi editoriale, più forte di ogni replica. Un messaggio per le scuole, per le redazioni, per chi ancora crede che valga più l’apparenza che la sostanza. In un mondo ossessionato dall’estetica, Botteri ha scelto la verità.
E la verità, a volte, è un atto di resistenza.
Oggi continua a fare ciò che ha sempre fatto: andare dove le notizie si fanno vita. Dare voce a chi non ce l’ha.
Guardare senza giudicare.
Raccontare senza deformare.
@gaiatortora Un uomo gentile, un professionista e un meteorologo esperto con sempre una bonomia e pacatezza non comune. Ero come tanti a seguirlo giornalmente. Mi mancherà. Davvero
La Statua della Libertà, simbolo di un’altra era che Trump ha appena finito di sbriciolare, andrebbe rimossa dalle acque di New York e riposta in un museo. Per un minimo di coerenza. A perenne ricordo. C’era una volta in America
@marycacciola Concordo in toto con il suo post e... Seguo Radio Capital da sempre e ovviamente anche Lei. Grande professionalità, esperienza e intelligenza emotiva con quella dose di ironia ed empatia che fanno la differenza.