A chi non è iraniano:
L'Iran come paese e gli iraniani come nazione non rientrano in nessuna categoria che conosciate. Siamo una civiltà strana, molto diversa dai paesi che ci circondano e dal resto del mondo. Ed è questo che vi confonde.
Non chiedete a un iraniano se siamo musulmani o se mangiamo carne di maiale. Chiedereste mai a un danese se è cristiano? Non stupitevi se beviamo (il vino Shirza è nostro). I diritti umani sono stati creati da noi. Gli ebrei hanno trovato casa presso i persiani migliaia di anni fa e, sorpresa sorpresa, non li odiamo.
Avevamo una nostra religione antica basata sui buoni pensieri e sulle buone azioni prima che l'Islam invadesse la nostra meravigliosa patria. Ecco perché la maggior parte di noi odia l'Islam e il suo modo di intromettersi nelle nostre vite.
Non abbiamo mai adottato lo stile di vita islamico o la lingua araba. La nostra lingua e la nostra cultura sono sopravvissute a Gengis Khan e Alessandro Magno. Nei momenti difficili, siamo rimasti persiani orgogliosi e coraggiosi. Questa patria ha visto più di quanto possiate immaginare.
Quindi, per favore, prima di iniziare ad analizzare o condannare ciò che sta accadendo in Iran in questo momento, ascoltate gli iraniani.
Siamo un popolo pacifico. Non sosteniamo la guerra, né in Iran, né a Gaza, né in Israele.
Ma più di 40.000 iraniani disarmati sono stati massacrati da questo regime in soli due giorni. Erano disarmati. Noi siamo disarmati ed è per questo che vedete gli iraniani esultare dopo gli attacchi alle istituzioni governative. Non abbiamo altra scelta, cazzo.
La mia gente scrive: "Se muoio sotto queste bombe, fate sapere al mondo che è stato Khamenei a uccidermi e nessun altro". "Preferisco morire sotto una bomba americana piuttosto che sotto un proiettile dell'IRGC".
Sì, è una storia triste. Nessuna guerra è mai stata gentile con le persone. Ma come vi ho detto, siamo una terra strana e una nazione ancora più strana. Siamo una fenice, in passato siamo risorti dalle nostre ceneri. E lo faremo di nuovo.
Lunga vita all'Iran ♥️
Lunga vita al Re 🦁
Non so se la nuova indagine su #Garlasco porterà a verità sulla morte della povera Chiara Poggi, ma non capisco perché entrambe le parti Stasi e Sempio si prestino così largamente agli studi televisivi. Buttarla in caciara non giova a nessuno.
Stanotte è morto Riccardo Lagana’, e io sto piangendo perché è un dolore immenso. E’ morta la parte della Rai che più apprezzavo. E’ morta una persona perbene e un grande amico, che combatteva insieme a me per gli ideali che il mio programma incarna e che lui ha sempre difeso.
La clinica Mangiagalli si dota di una moderna ruota degli esposti e poi quando viene giustamente adoperata, il primario e a seguire un comico, si fa per dire, espongono il bimbo e chi l'ha utilizzata alla gogna pubblica chiedendo un ripensamento.
Etica e privacy non esistono.
Sto leggendo gli articoli su questa madre che avrebbe lasciato il proprio neonato in quella che oggi si chiama Culla per la vita e prima si chiamava Ruota dell’abbandono. Un luogo sicuro collegato ad un ospedale in cui lasciare un bambino che non si vuole o non si può crescere. Un servizio giusto, se non fosse che nel momento in cui tu offri quel servizio per evitare che una madre, magari incapace di gestire la situazione, magari spaventata all’idea di doversi rivelare o dover dare spiegazioni, sarebbe cosa opportuna rispettare il silenzio. Il silenzio di chi ha preso una decisione cercando l’anonimato. Il chiasso di questi giorni è indelicato e profondamente sbagliato. Il Policlinico ha diffuso la notizia, ha condiviso con la stampa il testo della lettera lasciata dalla madre, ci si è lanciati in identikit parlando di giovane età visto lo slang “giovanile” della lettera. Il primario, addirittura, ha rilasciato un’intervista parlando di sconfitta della società e invitando la madre a ripensarci, se vorrà. Ecco. Se io decidessi di non tenere mio figlio vorrei tutto tranne questo. Leggere sui giornali i titoli sulla mia scelta, il nome del bambino, i giudizi altrui, il testo della mia lettera spiattellato, il primario che ritiene la mia decisione una sconfitta per tutto il paese che non ha saputo ascoltare il mio grido di dolore (ma chi l’ha detto, poi?). Insomma. Non sbandierate queste opportunità come prova di grande civiltà se poi la scelta di una madre anonima la gestite come un lancio stampa di Sanremo. E non stupitevi, soprattutto, se la prossima madre, magari spaventata dall’eventuale clamore, il neonato lo lascia in un cassonetto.
13 years ago today, Julian Assange released a video showing US Forces firing on Iraqi civilians, including children. Now he faces up to 175 years in prison for publishing it.