BREAKING NEWS: "Man free to sexually assault children, rules Alberta's top court"
Pedophilia is now LEGAL in Alberta, thanks to the same Alberta Court that viciously attacked over 9000 Cancer patients (and my family)
and made "Right to Try" Ivermectin and Mebendazole illegal for terminally ill cancer patients in March 2026.
You know what...I won't even bother being upset anymore, I think this is well deserved.
For the past 4 months, I have been telling terminally ill Alberta cancer patients that I can't help them anymore, thanks to Premier Danielle Smith who fought me and my family at this very Court of Appeal.
Cancer patients who are dying.
Meanwhile, this same Court just legalized Pedophilia.
Albertans, you had a chance to stand and fight with me and you refused.
This is your future now.
https://t.co/vD6swBXhPi
@swg_research State sostenendo una linea che sembra finalizzata esclusivamente a convincerci. Appare che agiate come semplici propagandisti al servizio delle lobby; chi vi fornisce i finanziamenti per redigere tali assurdità?
@swg_research@europapalia 1 quello che ha scassato l'europa con l'austerità e se n'è accorto 14 anni dopo
2 giorgia meloni
3 piddino viene in bianco e nero anche con pellicola a colori
4 piddino forse piú grigio di bersani
5 guido crosetto
6 esecutore materiale dell'austerità 6 trimestri consecutivi di...
@Giorgioaki Quale occasione migliore ci viene data di allontanare, le basi militari e CIA, dal territorio italiano. La loro presenza si protrae da ormai 80 anni, un periodo eccessivamente lungo. "Yenkies Go Home": questa è l'occasione opportuna per agire tempestivamente e cogliere l'attimo.
@LeofaccoTweet@NeraGiacomo Vi rammento che si veniva sospesi dall'impiego, e dalla retribuzione, chi si rifiutava di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid, in particolare obbligatoria per le forze dell'ordine a partire dal 15 dicembre 2021.
Il 2 luglio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza destinata a fare giurisprudenza. E a gelare il sangue di chiunque creda ancora nella libertà d’espressione in Europa.
La sentenza C-67/25, nota come “caso Traugott Ickeroth”, stabilisce che un privato cittadino che ripubblica contenuti di Russia Today (RT) su un sito web finanziato da donazioni volontarie può essere perseguito penalmente e rischiare la reclusione.
Non importa se il contenuto è vero, non importa se è di pubblico interesse, non importa se chi lo condivide non ha alcun legame professionale con il mezzo di comunicazione.
L’unico criterio è l’identità dell’emittente originario: se proviene da un organo di stampa russo incluso nella lista nera di Bruxelles, è reato.
Se RT pubblica un video in cui si afferma che il cielo è blu, e tu lo condividi, sei passibile di denuncia penale.
https://t.co/THduGCPkAP
@itsmeback_@AlessandroFusi9 Frédéric Bastiat economista e filosofo
La celebre citazione attribuita al pensatore elenca quattro segnali inequivocabili di una nazione in declino: leggi che tutelano i disonesti, debito pubblico schiacciante, salari inadeguati e l'uso di un nemico esterno come capro espiatorio
Una nazione saccheggiata si riconosce da quattro cose:
▪️Leggi scritte per proteggere i ladri, (criminali in genere)
▪️Debiti che incatenano le generazioni future.
▪️Stipendi che non bastano a sopravvivere.
▪️Un nemico esterno su cui scaricare ogni furto.
- Frédéric Bastiat
🚨💥Angela Merkel ha ADMITIDO ante las cámaras que inundó deliberadamente Alemania 🇩🇪 con inmigrantes del tercer mundo para "detener a la extrema derecha".
Ella importó votantes para MATAR A LA DERECHA (literalmente, a juzgar por las estadísticas de criminalidad).
DEBE SER JUZGADA POR TRAICIÓN A LA PATRIA 🔥
🚨 IT’S OFFICIAL: Epidemiologist Nicolas Hulscher Says IVERMECTIN and FENBENDAZOL Are Showing Documented Stage IV Cancer Remissions — Big Pharma Cannot Ignore This Anymore | VIDEO
🚨 A global medical firestorm is erupting after epidemiologist Nicolas Hulscher highlighted scientific reports documenting stage IV cancer remissions involving #ivermectin and #fenbendazole , reigniting worldwide debate over Big Pharma, alternative therapies, and the future of cancer treatment.
🚨 THE STAGE IV REMISSION CASES NOW SHOCKING THE MEDICAL WORLD
FOLLOW ME, THE NEXT DROP WILL BE SHOCKING.
Da ieri, nell'Unione Europea, condividere un video può costare fino a cinque anni di carcere. Non un video falso: un video della fonte sbagliata.
𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗩𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘.
𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗨𝗘 𝗘 𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗜𝗥𝗜𝗧𝗢 𝗧𝗥𝗔𝗗𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝗔𝗥𝗧𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝟮𝟭.
- Pino Cabras:
Il 2 luglio 2026 la Corte di giustizia dell'Unione europea (causa C-67/25) ha stabilito che il divieto di diffondere contenuti di RT (Russia Today) vale per chiunque: anche per tre privati cittadini tedeschi che avevano ripubblicato alcuni video su un sito gratuito, senza pubblicità, finanziato solo dalle offerte dei lettori.
Per la Corte sono «operatori» soggetti alle sanzioni.
Non conta se c'è scopo di lucro. Non conta quante persone abbiano visto quei video, né per quanto tempo siano rimasti online.
In Germania rischiano fino a cinque anni di carcere.
Fermiamoci un attimo a contemplare le conseguenze gravissime di questo precedente. Non si contesta a queste persone di aver detto il falso: la falsità dei contenuti non è nemmeno oggetto del processo.
Si contesta la fonte. Il reato consiste nella provenienza, non nella menzogna.
È il ritorno del delitto d'opinione in una forma nuova e più insidiosa: non ti punisco per ciò che pensi, ti punisco per ciò che ascolti e fai ascoltare. Rifarlo a Berlino fa scattare tutti gli allarmi.
E qui si apre la domanda che nessuno a Bruxelles e Lussemburgo vuole porsi.
Se il criterio è «testata appartenente a un Paese che aggredisce altri Stati», cosa resterebbe da vedere? Avremmo dovuto oscurare le reti americane durante l'Iraq del 2003, aggredito sulla base di una menzogna certificata, e poi la Libia, la Siria, e quest’anno l’assurda e criminale aggressione all’Iran in tandem con chi sapete. Avremmo dovuto spegnere le tv di mezza NATO e più.
Non è successo, ovviamente, e nessuno l'ha mai proposto: si riteneva - giustamente - che il cittadino adulto fosse capace di guardare la CNN sapendo chi la finanzia, chi la influenza, quale collezione di bugie ha accumulato in oltre 40 anni e cosa rappresenta. Quella capacità di discernimento gli viene riconosciuta per tutte le propagande del mondo, tranne una. Questo non si chiama proteggere l'informazione: si chiama sceglierla al posto nostro.
E abbiamo tutta la piciernosfera e la calenderia disposta a considerare tutto questo la nuova normalità.
L'articolo 21 della nostra Costituzione riconosce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero «con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», e pone un solo limite di contenuto: il buon costume. I costituenti, che uscivano da vent'anni di veline del Minculpop, sapevano che una democrazia adulta si difende con più parola, non con meno. Tutte le acrobazie legali del nuovo maccartismo europeo non valgono un'unghia di quell'articolo, e offendono l'intelligenza e il libero discernimento di centinaia di milioni di cittadini adulti, trattati da minorenni a vita da chi pretende di selezionare per loro le fonti ammesse.
Si può pensare tutto il male possibile della propaganda di Mosca. Ma una democrazia che ha paura di quattro video su un blog di provincia non sta proteggendo i suoi cittadini: sta confessando di non fidarsi di loro, perché vuole proteggere a ogni costo le spaventose ruberie del Partito del Riarmo.
Con l’assenso di @GiorgiaMeloni al vertice NATO viene stabilito che verranno regalati altri 70MLD all’#Ucraina, oltre a tutto il resto dei soldi elargiti come #UE.
Un buco nero che svuota le tasche dei cittadini europei senza fine.
Alla fine arriva la verità. Il gasdotto Nord Stream è stato fatto saltare dagli Ucraini e non dai Russi. La Germania, paese UE e NATO, è stato aggredito da un paese che ha ricevuto invece oltre duecento miliardi di Euro sottratti ai popoli europei. Una cosa folle!!!
SPAVENTARE #PUTIN?😂
ORMAI SIAMO ALL'ABISSO
DELL'INUTILE CARROZZONE
NATO🎪
Il cancelliere tedesco Merz annuncia che il prossimo vertice della #NATO dovrebbe… “spaventare Putin”. Sul serio. Dopo tre anni di guerra, pacchetti di sanzioni, invii di armi sempre più pesanti, miliardi di euro bruciati, minacce quotidiane e una corsa al riarmo senza precedenti, la nuova strategia sarebbe quella di fare ancora la faccia cattiva. 🤦🏻🤡
E, nello stesso respiro, arriva l’immancabile ritornello: “la Russia non vuole negoziare”.
Davvero? Quale sarebbe questa straordinaria disponibilità occidentale al dialogo? Quella dei negoziati di Istanbul del 2022 fatti saltare quando un accordo sembrava ormai vicino? Quella del divieto imposto a Zelensky di trattare con Putin? O quella di chi continua a promettere nuove armi mentre pronuncia la parola “pace”? ⚔️
La logica è surreale: annunciano nuovi finanziamenti militari, parlano di deterrenza, promettono altro denaro e poi sostengono che l’unico ostacolo ai negoziati sia… Mosca.
Forse qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini europei che il dialogo difficilmente inizia mentre si continua ad alimentare una guerra per procura.
Più che una strategia diplomatica, sembra una sceneggiatura comica. Solo che il prezzo del biglietto lo stanno pagando gli ucraini con la vita e gli europei con il portafoglio.
- Don Chisciotte
🔴 CONSIGLIERE ISLAMICO DEL PD💩 VUOLE CACCIARE GLI ELETTORI DI DESTRA DALL'ITALIA...
FUORI QUESTE BESTIE DALL'ITALIA.
L'ITALIA È DEGLI ITALIANI.
#remigrazione#remigration
🔴 L’islamizzazione del PD💩:
da Genova il consigliere musulmano che evoca “Piazzale Loreto” contro i leghisti... A Genova scatta l’allarme. Simohamed Kaabour, consigliere comunale del Partito Democratico e coordinatore di Idem Network (la rete nazionale di amministratori e attivisti di fede musulmana dentro il PD), scatena la polemica con frasi di una violenza inaudita. Dopo tre ordini del giorno presentati dalla Lega su niqab, burqa, segregazione di genere nelle manifestazioni pubbliche e necessità di un’intesa chiara tra Stato e Islam, Kaabour scrive su Instagram che i leghisti «vanno cacciati come cacciammo Almirante da Genova» nel 1960. E aggiunge, per maggiore effetto: «Io non accetto il mondo a soqquadro nel quale vorrebbero costringerci a vivere. E ricordo che l’ultimo che trascinò l’Italia in un mondo al contrario è finito a Piazzale Loreto». Il riferimento non è casuale. Piazzale Loreto è il luogo dove il cadavere di Mussolini fu appeso a testa in giù. Evocare quel simbolo mentre si parla di “cacciare” gli avversari politici non è semplice retorica: è un messaggio chiaro di intolleranza e di minaccia velata di violenza politica. Tutto questo perché la Lega osa proporre misure di buonsenso: vietare in città manifestazioni come l’Ashura milanese (dove le donne vengono segregate e gli uomini si autoflagellano), impedire l’uso di burqa e niqab negli spazi pubblici e chiedere regole chiare sull’Islam in Italia. Idem Network non è un’associazione innocua.
È una struttura organizzata, una vera e propria lobby islamica interna al Partito Democratico. Kaabour l’ha fondata e la guida. Organizza convegni alla Camera, riunioni con decine di eletti musulmani, eventi con ex ministri PD come Andrea Orlando. La stessa rete spinge per ius soli, cittadinanza facile e campagne elettorali spesso condotte in arabo o con invocazioni religiose, come visto in altre città italiane. Non si tratta di integrazione: si tratta di colonizzazione politica dall’interno. Il PD, pur di racimolare voti etnici e nei centri islamici, apre le porte a chi porta dentro visioni del mondo radicalmente incompatibili con la Costituzione, la laicità dello Stato e i diritti delle donne.
Il paradosso è totale. Kaabour e i suoi accusano la Lega di “razzismo spregiudicato” e “islamofobia” solo perché difende il divieto di veli integrali che cancellano l’identità femminile e simbolizzano sottomissione. Difende la libertà di non assistere in piazza a scene di segregazione di genere e autoflagellazione rituale.
Nel frattempo, la stessa lobby islamica del PD💩 tollera e promuove tutto questo in nome della “libertà religiosa”. Non è antifascismo: è islamismo politico travestito da progressismo. La reazione della Lega è stata netta. L’europarlamentare Susanna Ceccardi ha parlato di «minacce di una gravità inaudita» e ha puntato il dito contro il PD: «Si riempie la bocca di diritti e antifascismo, ma poi spalanca le porte delle istituzioni a personaggi che non hanno alcun rispetto per la nostra civiltà». Ha ragione. Questa non è integrazione.
È **disintegrazione** dei valori democratici, della parità di genere, della laicità.
È l’islamizzazione dei partiti che avanza un passo alla volta: prima con i candidati “etnici”, poi con le lobby interne, infine con il linguaggio della cacciata e di Piazzale Loreto.
Continua sotto nel primo commento ⤵️
L’Italia non può permettersi che i suoi partiti tradizionali diventino veicoli per importare un’ideologia che rifiuta la separazione tra religione e Stato, che considera le donne esseri inferiori da velare e segregare, e che tratta gli oppositori come nemici da “cacciare”. Il caso di Genova è solo l’ultimo sintomo di un male più profondo: l’infiltrazione sistematica dell’islam politico nelle istituzioni italiane attraverso il Partito Democratico. Chi difende l’identità, la sicurezza e la laicità dell’Italia viene bollato come fascista. Chi vuole imporre burqa, niqab, Ashura segregata e un Islam senza regole viene difeso come “progressista”. Questo è il mondo a soqquadro che Kaabour e Idem Network vogliono. E il PD💩, invece di espellerlo, lo accoglie e lo fa crescere. L’islamizzazione non arriva solo con le moschee o con i barconi. Arriva anche così: attraverso i partiti che dovrebbero difendere l’Italia e che invece la stanno consegnando pezzo dopo pezzo. Genova lo ha mostrato con chiarezza.
Il resto del Paese farebbe bene a prenderne atto prima che sia troppo tardi.
- Sandro Greco