“Vero che vai pazza per le parole?” “Cioè? Che significa?” “Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, tipo come se fossero un bisturi” D.F.Wallace
Recap
#Berrettini#Arnaldi#Cobolli
Con l’assenza di Alcaraz e la sconfitta di Sinner, a Parigi si respira un��aria diversa: quella della presa della Bastiglia.
Lo so, il sogno è sfuggito dalle mani. Eravamo pronti, mancavano solo le scarpe e le chiavi di casa. Vedevamo già Fabio Grosso prendere la rincorsa. Giulio Cesare arrivare in Gallia per farne il parcheggio dell’Esselunga. Questo è il bicchiere mezzo vuoto.
Il bicchiere mezzo pieno è che, per la prima volta in 20 anni, al Roland Garros si è aperta una prateria inesplorata di possibilità. Me li immagino tutti negli spogliatoi come Tom Cruise e Nicole Kidman in Cuori ribelli, disposti alle peggiori botte da orbi per conquistare un pezzo di terra dell’Oklahoma.
E infatti è così.
Quasi tutte le partite arrivano al quinto set, fino a sei ore di sangue, fatica, lacrime e sudore, direbbe Churchill. Oppure Mangiante.
Ammettiamolo: alla vigilia ci saremmo accontentati di vedere Berrettini tutto intero tornare a calcare quei campi dopo anni di incommensurabili sfighe. Invece ha deciso di fare di più: di sentirsi felice.
Contro Comesana lotta per oltre cinque ore, il corpo tiene, la mente pure. Lo sguardo è sempre rivolto all’angolo per trovare gli occhi tenaci di suo fratello Jacopo, che sono pure quelli nostri incollati alla tv. Il primo tie break lo gioca da maestro. Comesana non molla e porta a casa i due set successivi. Al quarto Matteo si ribella al Dio della sconfitta. Il super-tie del quinto è apoteosi. A fine match, con la voce rotta dall’emozione dirà che una vittoria così gli ricorda che forse è bravo. Si commuove lui ma anche noi, Tom Cruise e Fabio Grosso.
In contemporanea Arnaldi gioca un tennis stratosferico contro Collignon. Si affrontano sul campo 14, uno dei più grandi del ground di Parigi. Per capirci, per struttura e atmosfera è la versione Temu del Pietrangeli. E si sente. Senza alcun motivo plausibile un tifo folle è tutto per il belga. Arnaldi ci ricorda che il suo difetto peggiore è giocare palle corte a casaccio e che il suo pregio migliore è giocare palle corte a casaccio. Colangelo sembra aver messo ordine nel caos, ma non troppo. Perché i tennisti come Arnaldi non vanno inamidati ma vanno esaltati, e se un dritto finisce a Bercy, pace. Affronta tutto il match da pirata, Collignon ad un certo punto trova la quadra e le cose si complicano. Matteo serve per il match, ma per un attacco di braccino subisce controbreak, cinque minuti dopo gioca un super tie folle e spregiudicato: arnaldismo in purezza.
Urla lui ma anche noi, Giulio Cesare, Churchill oppure Mangiante.
Non ho scordato quello che inizia per C e finisce per obolli. Fingiamoci morti e lasciamo che si muova zitto zitto quatto quatto col favore delle tenebre.
Dopo 10 ore, 5 tie, otto piaghe da decubito e diverse corde vocali compromesse, capiamo una cosa. Il bicchiere mezzo pieno è che l’aria di Parigi non è quella dell’Oklahoma, ma della Davis.
#tennis #rolandgarros
Sinner: “non è stato il caldo”
Social: “non regge il caldo”
Stampa: “la mutazione del gene MC1R influenza i recettori della temperatura”
Jannik parla al muro come mamma quando dice metti a posto la cameretta tua.
#tennis#sinner
“Nord” (@EdizioniEO) di Mathias Enard è il 1° volume di una quadrilogia su limiti geografici e dell’anima. Tappa a Berlino in autunno.
L’autore ragiona su guerre, malattie, crisi geopolitiche senza cedere mai al nichilismo.
✍️@micoltreves14
https://t.co/Bn4yVj4snG
@CarmelaCusmai
Luna Rossa domina a Cagliari. I team Senior e Y&W vincono rispettivamente il titolo overall e quello giovani e donne.
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Luna Rossa dominates in Cagliari. The Senior and Y&W teams win the overall title and the Youth & Women’s title, respectively
News: https://t.co/e9ZunxGIAG
#LunaRossa #AmericasCup
Luna Rossa 1 e Luna Rossa 2 rispettivamente primo e terzo in classifica provvisoria.
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Luna Rossa 1 and Luna Rossa 2 are first and third respectively in the provisional rankings
News: https://t.co/EidNGmzAY8
#LunaRossa#AmericasCup@americascup
#Cagliari ha inaugurato la Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia con una serata che ha unito il Bastione di Saint Remy, il centro storico e il porto in un unico racconto affacciato sul mare. ✨
Recap #SinnerMedvedev
La partita comincia.
Darth Sinner parte benino: domina il campo Centrale, il campo elettromagnetico e quello gravitazionale.
La Signora Siglinde è immobile come una statua di cera, ma pensa “Fino a qui tutto bene” - con la voce di Vincent Cassel.
Medvedev è soffocato dall’intensità dell’avversario e il primo set finisce 6-2. Siamo moderatamente tranquilli, scorgiamo nuvole all’orizzonte ma le previsioni meteo dicono Jannik in due.
Ma c’è un ma, grosso quanto l’ex blocco sovietico.
Nel secondo set Medvedev è indiavolato e conquista subito il break. Non sbaglia niente e arriva ovunque: come il polpo Paul prevede ogni palla, il futuro, il destino obliquo e menzognero. Sinner, piegato, svomitazza in un angolo. A quel punto temiamo che si sia nuovamente abbeverato alla cloaca di Costantinopoli.
La Signora Siglinde abbandona lo stadio e va sul ponte a lanciare il becchime alle nutrie del Tevere.
Sinner sembra respirare affannosamente, i tifosi improvvisano un comitato tecnico scientifico. Scopriremo da un mental coach che è un modo per resettare corpo e mente. Tipo spegni e riaccendi. Infatti la spia rossa smette di lampeggiare e Jannik, non si sa come né perché, si riprende il break con una scarpa e una ciavatta, in un game che menzioneremo sovente dall’analista negli anni a venire.
Medvedev però è un pitbull attaccato agli stinchi e porta a casa il set.
Nel terzo set torna Darth Sinner e il break arriva subito. Comincia a piovere, le righe diventano scivolose. Al trentottesimo stop per maltempo in due giorni, sorge il dubbio che la pioggia sia sponsored by Acqua Valmora.
Aurelie Tourte, che arbitra l’incontro, si aggira per il campo come il meme di John Travolta. Per lei si può continuare, basandosi sulle indicazioni lette sul biscotto della fortuna dei cinesi.
Giove Pluvio la manda, il match è rimandato.
Passiamo la notte affacciati alle mura di Ilio, non sapendo chi fra Ettore e Achille la spunterà il giorno dopo.
Quindici minuti bastano a Sinner per raggiungere la sesta finale mille consecutiva. A noi per battere il record di apnea.
Oggi finale contro Ruud.
Principe Casper, stiamo arrivando.
#sinner #janniksinner #tennis #ibi26
Ho fatto questo video per un motivo.
Quello che secondo me viene detto sempre troppo poco, è che Sinner ha una percezione del suo corpo irreale.
È la sintesi ultima della biomeccanica.
Si appoggia sui colpi sfruttando la potenza in arrivo e in uscita come una molla, con una velocità di esecuzione elevatissima. Le leve fanno la stessa cosa con la superficie: sembra quasi rimbalzare. Ci vuole un controllo fuori dal normale per mantenere in equilibrio la posizione.
Tecnicamente si chiama “propriocezione”: la capacità di percepire posizione, movimento ed equilibrio del proprio corpo nello spazio. È fondamentale per timing, coordinazione, appoggi. Per colpire senza pensarci.
Nel 2023, scrissi da kamikaze che Sinner sarebbe diventato uno dei più forti in assoluto sulla terra. I risultati davano ragione a chi non ci credeva.
Però, bastava guardare la facilità con cui scivolava sul cemento, tenendo sempre il baricentro basso. Proprio quella capacità, paradossalmente, era il motivo per cui faticava sul rosso. Lo faceva così tanto bene e con tale intensità che la stabilità degli appoggi ne soffriva, ma era solo questione di tempo.
Sono passati tre anni ed eccoci qua.
#sinner #janniksinner #tennis #ibi26
“Ho patito l’inferno nei centri di riabilitazione. Ma l’importante è desiderare”. Chiudi gli occhi, campione. Hai tutto il diritto di riposare. Tanto resti qui con noi, in questo tempo così brutto, tu che sei così bello
#alexzanardi
@Corriere
Recap #SinnerMoller#FonsecaJodar
Madrid è quel momento dell’anno in cui scoppiano emergenze sanitarie, occhio di falco è presbite e il centrale ha lo stesso design del cestello della lavatrice.
Cosa potrà mai andare storto.
E infatti.
Sinner gioca male. Il poro Moller gioca peggio. Non c’è molto da dire, tranne che questo torneo è un apostrofo rosa gamberetto fra le parole maquando finisce. La risposta è mai. Non finirà mai. Per uno strano fenomeno quantistico, ogni anno dentro la Caja Magica il tempo di dilata, ogni secondo passato là dentro vale sette anni terrestri come sul pianeta di Miller.
Andiamo avanti.
Il primo scontro fra baby goat si gioca col
favore delle tenebre. In palio non ci sono solo gli ottavi, ma il contest mondiale per il miglior post celebrativo. I cronisti più romantici raccontano la partita scrivendo una lettera al sè stesso bambino. I più moderati li paragonano a Nadal e Djokovic quella volta che posero fine alla guerra civile con la battaglia di Azio.
Detto fra noi, è una mitragliata randomica di botte da orbi scritta e diretta da Quentin Tarantino. Il piano è chiaro: non deve avere senso, deve solo sembrare predestinato.
Il campo del Manolo Santana è indisponente: scivola, salta, schizza e dice che semmai ci raggiunge dopo.
Consapevole di questo, Jodar risponde sempre avanti sulla seconda fiondando diciassette volte la palla a Gran Canaria.
Vince un duro primo set al tie, ma nel secondo ha un lieve calo fisico. Fonseca recupera e a quel punto sembra avere il destino nel pugno della sua potente mano destra. Tipo guanto di Thanos.
Consapevole di questo, ne approfitta facendosi brekkare subito all’inizio del terzo. Frantuma la racchetta, con essa la lucidità e le speranze di vittoria. Come ad Azio: alla fine prevale chi rimane lucido e non disperde la flotta.
Che questi due in futuro ci faranno divertire mi pare assodato, mi pare anche assodato che per il loro bene dovremmo trattarli da umani. Sorridere insieme a loro dei difetti. Concedergli il vero lusso della giovinezza: essere bellissima e fallibile. Ha detto bene Spalluto, forse questa sconfitta è stata la cosa migliore che potesse accadere a Joao per togliere pressione.
Aggiungo io, forse la cosa peggiore che potesse accadere a Jodar per il motivo opposto. Perché una cosa è certa, anche oggi impareremo la lezione domani.
#mmopen #tennis #sinner