Cari "amici" della Repubblica, Roma sfiora i 45 °C se il termometro lo appoggiamo sull’asfalto rovente. Se invece parliamo di temperatura dell’aria, in meteorologia si misura a circa 2 metri dal suolo, in condizioni schermate e ventilate.
Le superfici urbane possono scaldarsi moltissimo, asfalto, cemento, piazze esposte al sole ed è anche un tema serio su cui spingo molto, le isole di calore urbane. Ma 45°C di superficie e 45°C di aria non sono la stessa cosa ed il titolo è palesemente fuorviante. Il primo dato va spiegato e non trasformato in una grigliata informativa.
Sarà pur vero che che in pianura padana la giornata oggi è stata particolarmente calda, ma il sollievo d'aria più ventilata l'atmosfera del lago Maggiore e la rocca d'Angera come cornice possono dare il giusto sollievo. Buon solstizio d'estate Marco, e grazie per la capacità comunicativa che ti contraddistingue.
Quando si parla di anticiclone c’è un meccanismo che spesso viene trascurato.
L’aria, dentro un campo di alta pressione, tende lentamente a scendere dall’alto verso il basso, questo movimento si chiama subsidenza. Scendendo, l’aria incontra pressioni maggiori, si comprime e si riscalda, si tratta di fisica abbastanza semplice, se una massa d’aria viene compressa, la sua temperatura aumenta. Questo aiuta anche a spiegare perché sotto certi anticicloni il cielo resta più pulito, le nubi faticano a svilupparsi e il suolo riceve più energia dal Sole. Il terreno si scalda, i bassi strati si riscaldano ulteriormente e il caldo diventa più marcato.
C'è da tener conto anche dei dettagli locali, se l’aria scende da un rilievo verso una valle o una pianura sottovento, la compressione può aggiungere qualche grado ed è per questo che, a parità di massa d’aria in quota, alcune zone interne possono registrare picchi più alti rispetto ad aree non troppo lontane. Il caldo dipende da come l’aria si muove, da quanto scende, da quanto si comprime, da quante nubi riescono a formarsi, dal vento, dal tipo di territorio e spesso la differenza sta proprio lì, non solo nell’aria che arriva, ma in come viene trasformata mentre scende verso il suolo.
@boni_castellane Da chi non va al Pride da anni, concordo: l’accettazione c’è già, queste derive servono soprattutto a chi ha bisogno di conflitto permanente.
L’ondata di caldo europea entrerà nella sua fase più intensa tra oggi e domani.
Le mappe a 850 hPa mostrano un asse subtropicale molto robusto disteso tra Nord Africa, Penisola Iberica, Francia ed Europa centro-occidentale. In quest’area la massa d’aria calda risulterà particolarmente intensa e profonda, con valori in quota molto elevati e possibili record mensili sulla Francia dove la combinazione tra aria calda, subsidenza, suoli asciutti e forte soleggiamento potrà favorire massime eccezionali per giugno con punte fino a 42-43 °C.
Anche l’Italia sarà coinvolta dalla fase calda, con valori sopra media e condizioni localmente impegnative, soprattutto dove il riscaldamento diurno sarà favorito da aree interne, scarsa ventilazione o compressione sottovento con massime fino a 36-38 °C soprattutto al Nord, in Sardegna e lungo parte del versante tirrenico.
Attenzione anche alla classica instabilità pomeridiana, anche oggi possibili temporali su Alpi, Prealpi e Appennino centrale. Da domani il segnale tenderà a estendersi anche all’Appennino meridionale, Sila compresa, mentre martedì qualche sviluppo potrà interessare anche la Sardegna interna-centrale. Sono fenomeni localizzati, legati soprattutto a riscaldamento diurno e orografia, ma possono risultare improvvisi e molto intensi.
Fortunatamente i miei followers non sono affatto grulli come sostiene, d'altronde per lui tutti coloro che non sono d'accordo con le sue idee sono grulli.
Quando una persona non sa criticare nel merito perchè non sa nulla di fisica dell'atmosfera allora la butta in caciara con la diffamazione. Lui pontifica su economica e politica ed evidentemente è un sostenitore della dittatura del pensiero unico.
Non basta dare del "grullo" al pubblico per diventare più scientifici.
Si può criticare tutto, un dato, una mappa, una previsione, un passaggio fisico ed è così che dovrebbe funzionare il confronto. Altro è dire che chi divulga fuori dal recinto giusto è un "millantatore" e che chi lo segue è gente da pescare.
Questa non è critica scientifica è delegittimazione e quando la legittimità non dipende da cosa dici, ma da quanto sei riconosciuto dal club giusto, siamo già nella piccola dittatura del pensiero unico. Io continuerò a fare quello che faccio, spiegare il tempo atmosferico, geopotenziali, punto di rugiada, modelli, incertezze e scenari senza mitologie e senza tifoserie.
A chi mi segue ed è stato liquidato come "grullo" vorrei dire grazie. La curiosità non è grulleria è il primo requisito per capire qualcosa.
La parola può sembrare brutta, geopotenziali. Però è una delle più utili per capire se un anticiclone è davvero solido.
Quando parlo di 850 hPa e 500 hPa non sto usando numeri messi lì per complicare le cose, sono livelli di pressione dell’atmosfera. Al suolo, in media, abbiamo circa 1013 hPa e salendo di quota la pressione diminuisce. Gli 850 hPa si trovano grossomodo intorno ai 1400-1600 metri, non è una quota fissa, ma per capirci siamo nella bassa atmosfera. È un livello molto utile per capire che tipo di massa d’aria sta entrando, più calda, più fresca, più umida, più secca, per questo lo cito spesso quando parlo di caldo.
I 500 hPa, invece, sono molto più in alto, circa 5-6 km di quota e qui non guardiamo tanto "quanto farà sotto casa", ma la struttura dell’atmosfera in quota ed è qui che entrano in gioco i geopotenziali. Se a 500 hPa i geopotenziali sono molto alti, significa che la colonna d’aria è più calda, più spessa, più strutturata e l’anticiclone ha sostegno anche in quota. Se invece iniziano a calare, non significa automaticamente fresco o temporali ovunque, significa però che la struttura può diventare meno robusta, più esposta a infiltrazioni e instabilità pomeridiana.
Noi meteorologi facciamo sempre l'analisi dei vari livelli di pressione atmosferica. 850 hPa ci aiuta a capire quanto è calda o fredda la massa d’aria nei bassi strati, 500 hPa ci aiuta a capire quanto è solida la struttura atmosferica sopra di noi. Spero di essere stato chiaro e di aver spiegato nel miglior modo possibile cosa intendo quando scrivo di "primo cedimento anticiclonico".
Il punto di rugiada non è un trucco per minimizzare il caldo, è una variabile fisica molto importante anche per la protezione delle persone fragili in queste fasi molto calde.
La temperatura dice quanto è calda l’aria, il punto di rugiada dice quanta umidità contiene davvero quell’aria e quindi quanto facilmente il corpo può disperdere calore attraverso l’evaporazione del sudore. Con 35°C e punto di rugiada basso hai caldo secco, con 30°C e punto di rugiada alto puoi avere un caldo molto più afoso e fisiologicamente più pesante.
Entrambe le situazioni sono caldo ma non sono lo stesso tipo di caldo, il punto di rugiada ci aiuta a descrivere meglio il caldo che fa. Nelle prossime ore, su alcune zone del paese, tenderà ad aumentare portando clima afoso,a tratti anche afa intensa. La meteorologia non serve e non deve rassicurare o spaventare, serve a capire il tempo atmosferico che stiamo vivendo e deve sempre essere divulgata con serietà.
Oggi il caldo si è sentito, ma il dato interessante è un altro. Temperature alte, in diverse zone anche 5-7°C sopra la media, con picchi fino a 34-35°C però l’umidità, almeno per ora, resta ancora relativamente bassa e coerente con i valori di punto di rugiada previsti.
Qualche dato di oggi:
- Torino, Bologna e Milano con umidità relativa tra 30 e 38%
- Firenze e Perugia intorno al 25%
- Roma circa il 35%
- Napoli, Ancona, Pescara e Bari intorno al 30% nonostante si tratti di città marittime
- Umidità più elevata su Genova, Venezia e Palermo, ma con massime sotto i 30°C.
Significa che il caldo attuale, in molte città, è più legato alla temperatura elevata che a una vera componente afosa intensa. Quando l’aria è secca, 34-35°C pesano in un modo, quando il punto di rugiada sale, anche con qualche grado in meno, il corpo fatica molto di più a disperdere calore.
Per ora caldo sopra media sì, afa diffusa e pesante, non ancora.
"L'Italia nel forno" funziona nei titoli, decisamente meno nella meteorologia seria.
Nei prossimi giorni il caldo ci sarà, anche marcato, ma non avrà la stessa intensità ovunque. Il cuore più robusto del promontorio subtropicale resterà, come scritto piu' volte, più sbilanciato verso Mediterraneo occidentale, Penisola Iberica, Francia ed Europa centro-occidentale. L’Italia verrà coinvolta, ma con differenze evidenti. Più esposti il Nord, Sardegna, medio-alto versante tirrenico e meno esposti estremo Sud, soprattutto Puglia meridionale, Calabria e Sicilia, dove il caldo dovrebbe risultare più contenuto.
C'è da tenere conto anche dei dettagli locali, le aree interne possono salire di più, le coste possono avere meno gradi ma più umidità, le zone sottovento possono aggiungere qualche grado per compressione e poi il nostro "nuovo amico", il punto di rugiada che non viene quasi mai preso in considerazione. Su una penisola particolare come l'Italia, il caldo non è quasi mai una mano di vernice stesa uguale su tutto il Paese è una massa d’aria che incontra mare, rilievi, venti e orografia.
L'analisi di tutti questi elementi fa nascere la vera previsione meteorologica professionale, il resto è clamore mediatico.
Buongiorno amici del Corriere, vorrei farvi notare che il titolo è fuorviante perchè giorni roventi e forti temporali vanno d'accordo ma solo fino ad un certo punto.
Se l’anticiclone è ben strutturato a tutte le quote, la subsidenza tende a comprimere e stabilizzare la colonna d’aria, limitando lo sviluppo di temporali organizzati. Per avere rovesci e temporali pomeridiani servono infiltrazioni un po’ più fresche in quota. Nell'introduzione all'articolo scrivete "con l'afa la sensazione di caldo arriverà a 42-43 °C". La percezione di calore è puramente soggettiva, c'è chi sente caldo già con 28 °C e c'è chi non lo sente nemmeno con 34 °C. Tra l'altro, al massimo, sarebbe appropriato parlare di "disagio termico", mentre la percezione di calore è proprio un orrore scientifico.
Riguardo alle temperature previste, avremo picchi di 36-37 °C ma per capire bene l'intensità del caldo bisogna guardare anche il valore del punto di rugiada. Su gran parte del paese il punto di rugiada resterà basso, significa che il caldo diurno sarà principalmente secco tranne che in Pianura Padana dove avendo un punto di rugiada diurno intorno ai 19-20 °C il caldo risulterà afoso, a tratti molto afoso nelle ore notturne specialmente tra domenica e lunedì.
Il caldo va raccontato ma va raccontato bene.
QUANTO CALDO FARÀ? Terza puntata.
Da venerdì 19 a domenica 21 giugno il caldo salirà, ma non con la stessa "faccia" ovunque. Nelle zone interne conteranno soprattutto le massime. Tra Pianura Padana centrale, Delta del Po e coste di Veneto e Friuli peserà di più l’umidità. Vi ricordo che G = giorno ed N = notte e si tratta del dato della sensazione di afa calcolato in base al punto di rugiada.
Aosta: Ven 30/18° G assente, N assente | Sab 30/17° G assente, N assente | Dom 31/18° G assente, N assente
Torino: Ven 34/23° G assente, N assente/moderata | Sab 34/21° G assente, N assente | Dom 35/24° G assente/moderata, N moderata
Milano: Ven 34/23° G assente/moderata, N moderata, (possibile instabilità pomeridiana) | Sab 33/23° G assente/moderata, N assente/moderata | Dom 35/25° G moderata, N moderata
Trento: Ven 31/20° G assente, N assente, (possibile instabilità pomeridiana) | Sab 31/20° G assente, N assente | Dom 35/21° G assente, N assente
Venezia: Ven 27/24° G moderata, N moderata/afoso | Sab 28/24° G moderata, N moderata | Dom 29/25° G moderata, N moderata
Trieste: Ven 30/20° G moderata, N moderata | Sab 28/19° G moderata, N moderata | Dom 30/19° G moderata, N moderata
Genova: Ven 31/21° G assente, N assente | Sab 27/22° G assente, N assente | Dom 27/23° G assente, N assente
Bologna: Ven 36/22° G assente, N assente/moderata | Sab 35/22° G assente, N assente | Dom 35/24° G assente, N assente
Firenze: Ven 37/21° G assente, N assente | Sab 36/21° G assente, N assente | Dom 36/22° G assente, N assente
Ancona: Ven 30/21° G assente, N assente | Sab 29/21° G assente/moderata, N assente/moderata | Dom 29/22° G assente/moderata, N moderata
Perugia: Ven 35/21° G assente, N assente | Sab 34/19° G assente, N assente | Dom 34/20° G assente, N assente
L’Aquila: Ven 30/19° G assente, N assente, (possibile instabilità pomeridiana) | Sab 35/22° G assente, N assente | Dom 35/24° G assente, N assente
Roma: Ven 34/24° G assente, N assente | Sab 35/24° G assente, N assente | Dom 35/24° G assente, N assente
Napoli: Ven 31/25° G assente/moderata, N assente/moderata | Sab 29/24° G moderata, N moderata | Dom 30/22° G assente/moderata, N moderata
Campobasso: Ven 30/20° G assente, N assente | Sab 31/17° G assente, N assente | Dom 32/18° G assente, N assente
Bari: Ven 29/22° G assente/moderata, N assente/moderata | Sab 28/22° G assente, N assente | Dom 29/22° G assente/moderata, N assente/moderata
Potenza: Ven 27/16° G assente, N assente | Sab 30/17° G assente, N assente | Dom 31/19° G assente, N assente
Cosenza: Ven 33/17° G assente, N assente | Sab 32/19° G assente, N assente | Dom 34/20° G assente, N assente
Palermo: Ven 30/23° G assente/moderata, N assente/moderata | Sab 31/24° G assente/moderata, N assente/moderata | Dom 32/25° G assente/moderata, N assente/moderata
Cagliari: Ven 28/21° G assente, N assente | Sab 27/23° G assente/moderata, N assente | Dom 28/25° G assente/moderata, N assente/moderata
Caldo anche marcato nelle aree interne del Centro-Nord, ma l’afa più fastidiosa dovrebbe concentrarsi soprattutto tra bassa/medio Pianura Padana, Delta del Po e litorali di Veneto e Friuli. Riguardo alla città di Roma, che ha un territorio molto vasto, nelle zone piu' vicine al mare l'afa si farà sentire di piu'. Nella puntata di domenica vedremo la situazione per la prima parte della prossima settimana.
“Ho deciso di raccontare pubblicamente qualcosa di molto personale.
Nel 2022 durante la TAC, scopro di avere tre lesioni nella testa. Dopo lo smarrimento iniziale, mi viene consigliato senza esitazione e dicendo di fare la radioterapia perché la chemioterapia non arriverà mai alla testa. E gli effetti collaterali? “Meglio non pensarci”
Vedendo un secondo specialista. Stessa risposta. Identico verdetto: radioterapia, bisturi e rischi annessi.
Ma poi mio padre e mio fratello incontrano il medico curante. Gli racconta la sua storia e il medico li consiglia di rivolgersi al San Raffaele di Milano, al reparto di neurochirurgia del Prof. Mortini, che aveva già risolto un caso analogo in famiglia.
Mio padre e mio fratello riuscirono a incontrarlo pochi giorni dopo, durante una delle sue visite a Roma. Il Professore Mortini guarda le immagini della risonanza, li tranquillizza e li dice: “tuo figlio non ha tre lesioni nella testa ma ha solo una lesione. Niente radioterapia. Niente bisturi. Noi usiamo il Gamma Knife. Niente tagli. Solo raggi gamma che attraversano il cranio e distruggono la massa.”
Una settimane dopo la mia famiglia mi porta a Milano. Alle 8 del mattino mi mettono la struttura (mi vedrete nella foto). Mi fanno sdraiare sul lettino di un macchinario simile a una risonanza. Dopo un’ora e mezza, il trattamento è concluso. Me tolgono il "casco", mi portano in reparto, e otto ore dopo sono tornato a casa. Fine.
La lesione? Non c’è più.
Figuriamoci alcuni che non avevano mai sentito parlare del Gamma Knife.
Ho letto un’articolo che diceva che la prima macchina Gamma Knife arrivò in Italia 30 anni fa, proprio a Roma, grazie a un neurochirurgo visionario che si formò in America e dopo pochi mesi fu tolta di mezzo, chiusa in un seminterrato e... dimenticata. Dava fastidio a troppe persone.
Eppure il Gamma Knife non serve solo per i lesioni, ma anche per molti tipi di tumori.
Cercate su Google:
"Gamma Knife - Radiochirurgia Stereotassica - Prof. Mortini"
Voglio condividere e fate girare questa storia. Potrebbe evitare a qualcuno un intervento inutile. Potrebbe, semplicemente, salvarlo.
"Se anche solo una persona, leggendo questo, potesse avere un'altra possibilità... allora ne sarà valsa la pena."
Manuel Meniconi”.
Non conta solo quanto caldo fa, conta quanto resta.
Il blocco a omega è una configurazione reale della circolazione in quota, un promontorio anticiclonico al centro, con due aree depressionarie ai lati, fino a disegnare una struttura simile alla lettera omega. Quando accade, il flusso occidentale tende a ondulare molto e a procedere più lentamente ed in questo caso le masse d’aria cambiano meno, le perturbazioni faticano a entrare, l’alta pressione resta più a lungo sulle stesse zone.
Nel settore centrale del blocco dominano moti discendenti, subsidenza, compressione dell’aria, stabilità e riscaldamento nei bassi strati. Se la massa d’aria di partenza è già subtropicale, il caldo può diventare più persistente. Quando arriva un promontorio di aria subtropicale bisogna capire se è una semplice espansione temporanea o se la struttura tende a bloccarsi. Spesso non è il picco di un giorno a fare la differenza ma la persistenza.
Detto questo, la mia non è una previsione puntuale per fine mese. La persistenza anticiclonica resta una delle possibili evoluzioni da monitorare ma io preferisco procedere passo dopo passo, perché nel medio-lungo termine il caos atmosferico può ancora cambiare traiettorie, durata e intensità degli scenari. Al momento, dal 23 giugno, i modelli vedono piuttosto un lieve calo termico a tutte le quote e un ulteriore aumento dell’instabilità pomeridiana.
Anticiclone non significa automaticamente zero temporali. Queste sono le precipitazioni cumulate previste fino a lunedì 22 giugno e mostrano bene la dinamica dei prossimi giorni.
La parte più robusta del promontorio subtropicale resterà centrata soprattutto tra Penisola Iberica, Mediterraneo occidentale e Francia mentre l’Italia sarà coinvolta dalla fase calda, ma non sempre sotto il cuore più compatto della struttura anticiclonica e questo dettaglio conta. Quando il promontorio è meno solido sulla nostra Penisola, possono inserirsi deboli infiltrazioni un po’ più fresche alle quote medie. Non abbastanza da cambiare lo scenario generale, ma sufficienti per accendere instabilità pomeridiana nelle aree più predisposte. I fenomeni saranno più probabili su Alpi e Prealpi, localmente anche lungo l’Appennino centrale, soprattutto nelle ore più calde.
Non parliamo di maltempo organizzato ma di rovesci e temporali sparsi, spesso legati a orografia, riscaldamento diurno e piccoli disturbi in quota. In questi casi le cumulate possono essere molto irregolari, un’area prende un temporale intenso, pochi chilometri più in là quasi nulla. Il caldo più marcato interesserà soprattutto le zone esposte alla risalita subtropicale come il Nord Italia, La Sardegna e le zone tirreniche centro-settentrionali mentre alcune aree del Sud resteranno relativamente più ai margini.
Chi cerca qualche giornata con clima un po’ meno pesante può guardare soprattutto verso Appennino meridionale, Calabria e Salento, dove il caldo sarà più contenuto rispetto alle aree interne del Centro-Nord e della Sardegna. Arriva una fase calda e da estate piena ma con qualche crepa pomeridiana.
A metà giugno il Sole è quasi al massimo, il Mediterraneo, però, no.
Siamo ormai ad un passo dal solstizio, la radiazione solare è molto forte, le giornate sono lunghe e le aree interne possono scaldarsi rapidamente, soprattutto quando arrivano masse d’aria subtropicali, cielo sereno e ventilazione debole. La terraferma risponde in fretta, si scalda in poche ore, perde umidità, accumula calore nei bassi strati e può portare le massime molto in alto, specie nelle pianure e nelle conche interne.
Il mare invece ha un’altra inerzia, si scalda molto più lentamente, perché l’acqua ha una capacità termica elevata, si mescola in profondità, evapora e distribuisce il calore su uno strato più spesso, per questo il Mediterraneo raggiunge di solito il suo massimo termico più avanti, tra fine estate e inizio autunno, non a metà giugno. Questo è il motivo principale per cui nella stessa fase calda, una città interna può salire rapidamente verso 34-36°C, mentre una località costiera resta più contenuta nelle massime. Non perché "non faccia caldo", ma perché il mare, in questa fase della stagione, lavora ancora come regolatore termico. Un esempio pratico è ciò che accadrà in Sardegna nei prossimi giorni dove le massime nelle località costiere resteranno contenute entro i 30 °C mentre nelle zone interne di pianura si arriverà fino a 35-36 °C.
L’estate non entra ovunque nello stesso modo, la terra corre mentre il mare arriva dopo.
Il caldo in arrivo non sarà distribuito allo stesso modo su tutta l’Italia. La chiave sarà la posizione dell’asse anticiclonico.
Da giovedì 18 giugno l’Europa centro-occidentale entrerà sotto l’espansione di un promontorio subtropicale sempre più strutturato, con tendenza ad assumere una configurazione di blocco a omega. Una struttura di questo tipo favorisce stabilità, subsidenza e persistenza delle stesse condizioni atmosferiche sulle aree coinvolte.
Non sarà però un impulso unico, tra giovedì 18 e sabato 20 arriverà una prima avvezione calda in quota mentre una seconda spinta è attesa tra domenica 21 e lunedì 22, con ulteriore rinforzo della massa d’aria. Il cuore della risalita più calda tenderà a disporsi lungo un asse dall’entroterra algerino verso l’Europa centro-occidentale e settentrionale. Per questo le anomalie più marcate a circa 1500 metri interesseranno soprattutto Penisola Iberica, Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, con scarti anche di 10-12°C sopra la media del periodo. Non sono da escludere locali record di caldo per il mese di giugno in quelle zone.
L’Italia sarà coinvolta, ma in modo non uniforme. Il segnale appare più importante al Nord, sulla Sardegna e lungo il medio-alto versante tirrenico, dove l’anomalia a 850 hPa potrebbe collocarsi intorno a 6-8°C sopra la norma. Più attenuato invece il coinvolgimento del Sud e soprattutto del Sud estremo, soprattutto tra Puglia meridionale, Calabria e Sicilia, dove lo scarto positivo dovrebbe risultare decisamente più contenuto. Al suolo, tra venerdì e lunedì, le aree interne più esposte potranno raggiungere diffusamente massime comprese tra i 34-37°C. Punte superiori non sono escluse, specie dove agiranno effetti locali di compressione o particolari configurazioni del campo di pressione nei bassi strati. Su questo dettaglio, però, serve ancora prudenza e lo vedremo nella nostra nuova rubrica dedicata alle temperature.
Si tratta sicuramente di una fase calda significativa in arrivo ma non basta dire "arriva il caldo africano", bisogna capire dove passa l’asse della struttura perchè in meteorologia la traiettoria conta quanto l’intensità.
In città il caldo non è solo quello del termometro.
Quando parliamo di caldo urbano entra in gioco l’isola di calore, un fenomeno microclimatico legato al modo in cui le superfici urbane assorbono, trattengono e rilasciano calore. Asfalto e cemento hanno proprietà radiative e termiche diverse rispetto a suoli naturali e vegetazione, durante il giorno assorbono radiazione solare, nelle ore serali e notturne rilasciano lentamente parte del calore accumulato, per questo l’isola di calore urbana è spesso più evidente di notte che nel pieno pomeriggio.
Conta anche la geometria della città, strade strette e palazzi ravvicinati possono ridurre la ventilazione e ostacolare la dispersione radiativa verso l’alto. A questo si aggiunge la minore evapotraspirazione dove il suolo naturale e la vegetazione sono scarsi. Nel contesto del cambiamento climatico, l'urbanizzazione selvaggia e la riduzione delle aree verdi modifica localmente il modo in cui il calore viene assorbito, accumulato e rilasciato.
Ci sono studi che dimostrano come l'espansione delle città, l'urbanizzazione selvaggia e la costruzione di quartieri dove le aree verdi sono insufficienti hanno aumentato le "notti tropicali". Sessanta o settanta anni fa molti centri abitati erano più piccoli e meno estesi, c’erano più suoli naturali, più aree agricole attorno alle città, più spazi verdi e meno asfalto, cemento e quartieri densamente costruiti. Questo sicuramente aiutava le temperature minime a scendere maggiormente ed aiutava il rilascio notturno del calore.