Ciro Colonna sta giocando a biliardino all'interno di un circolo di Ponticelli (Napoli), come fanno tanti suoi coetanei a 19 anni. Inganna il tempo, sta aspettando un suo amico con cui andare a pagare delle bollette.
All'improvviso una pioggia di proiettili all'interno del locale: killer di camorra hanno l'obiettivo di uccidere Raffaele Cepparuolo, leader dei “barbudos" ed appartenente al clan degli Esposito-Genidoni.
In questa pioggia di fuoco, nel tentativo di scappare, cade a terra senza vita lui, Ciro.
I suoi 19 anni rimarranno tali per sempre, da quel maledetto 7 giugno di 10 anni fa.
La destra offesa e indignata perche fra le donne che si sono battute per il voto femminile la Cortellesi non ha citato la Meloni?
Cosa ha in comune con Iotti, Anselmi, Bandiera, Garofalo, Mattei? O con le madri costituenti e le donne del 46?
O con le donne vittime del fascismo?
Ancora morti nel #Mediterraneo.
Non si tratta di tragici incidenti ma il risultato di scelte politiche di questi anni:
-disinteresse degli Stati costieri alle operazioni di soccorso
-esternalizzazione frontiere
-criminalizzazione della solidarietà
https://t.co/2plfCdjEA9
On. Ministro @G_Valditara volevo informarLa che la “propaganda gender” non esiste come categoria pedagogica, scientifica o giuridica.
Ovvero, la legge vieta uno slogan politico, non un fenomeno documentato
#Libano 2024. Venimmo criticati anche con lettere dei vari avvocati d’ufficio di Bibi. Insomma il fosforo bianco “noi no”…
Ma eravamo sul posto e avevamo documenti esclusivi (mai smentiti). Ora l’ulteriore conferma da @nytimes
https://t.co/ybP8J0Z5Zi
Per i popoli che sognano di entrare nell’Unione Europea,l’Europa non è soltanto un’istituzione o un mercato comune. È un immaginario morale. È la promessa della libertà e di una vita dignitosa. Quell’idea d’Europa oggi ha vinto in #Armenia, così come aveva già vinto in Moldova./1
In Fratelli d'Italia evidentemente ignorano che:
1) adire la Consulta è una garanzia prevista dalla Costituzione, affinché le leggi dello Stato rispettino la Costituzione stessa
2) sollevare una questione di costituzionalità non è un atto di lesa maestà su scelte del Governo, ma significa far sì che la Consulta valuti la conformità delle norme alla Carta
3) non basta assumere scelte "nel rispetto del mandato degli italiani": bisogna rispettare prima di tutto la Costituzione. Il mandato degli italiani non autorizza a violarla
4) il richiamo al referendum costituzionale, "occasione sprecata", è un'enorme baggianata, come molte di quelle diffuse durante la campagna referendaria: con la riforma, nessun giudice sarebbe stato chiamato a rispondere per aver sollevato una questione di costituzionalità.
Ad ogni tragedia sul lavoro la Calderone si fa viva.
Stavolta non si è fatta vedere ad Amendolara dove sono morti 4 braccianti.
Su 200 milioni del PNRR per superare le baraccopoli ne sono stati spesi 25.
Una ministra ridicola e aberrante.
#7GIUGNO 1914 🇮🇹
Ad Ancona i carabinieri uccidono 3 manifestanti anti-militaristi: il commesso Antonio Casaccia (28 anni), il facchino Nello Budini (17 anni) e il tappezziere anarchico Attilio Giambrignoni (22 anni).
🔴 Inizia la Settimana Rossa🔴
Momenti imprevisti di verità sulla tv di stato russa:
"E insomma, come vanno le cose sulla linea di contatto al fronte?"]
"Le cose? Le cose sono che noi (i russi) abbiamo 17 droni per km, loro (gli ucraini) ne hanno 10 per ogni nostro velivolo d'attacco in avanzata"
Unfortunately, the Russian side once again chooses war – everyone heard the response today. Weak response. He simply does not want to end the war.
I think many around the world were disappointed by that response. He does not want to change anything, and he does not want to admit that this war appeals only to him – and to those who are making money off him. They were all smiling very broadly today.
That means Russia must have less money, and there must be more pressure on Russia.
I thank everyone who is helping us. I thank everyone who stands with Ukraine and wants a real peace.
Incredibile manifestazione oggi a Tirana contro il progetto immobiliare di Jared Kushner, il genero di Trump.
L’#Albania non è in vendita.
Evviva la Rivoluzione dei Fenicotteri!🇦🇱🦩
Era il 7 giugno 1984. A Padova, Enrico Berlinguer stava tenendo uno degli ultimi comizi in vista delle elezioni europee.
A un certo punto, dalla folla, qualcuno iniziò a urlare: “Basta, Enrico! Basta!”.
No, non lo stavano contestando. Era paura.
Perché alcune di quelle diecimila persone, ammassate in piazza della Frutta sotto un cielo attraversato dai lampi, si erano accorte che qualcosa non andava: la voce che si impastava, le parole che inciampavano, le mani che avevano cominciato a tremare sul leggio.
Enrico Berlinguer stava male. E loro lo supplicavano di smettere.
Lui scosse la testa e tirò dritto. In quel discorso c’erano cose che voleva dire fino in fondo. E le disse.
Trascinò per dieci minuti ancora la voce e le mani che non gli rispondevano più, fino alla chiusura:
“Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà”.
Furono le sue ultime parole pubbliche.
Lo accompagnarono in albergo, dove poche ore dopo entrò in coma. Lo trasferirono d’urgenza all’ospedale Giustinianeo, dove i medici diagnosticarono un’emorragia cerebrale massiva e capirono subito che non c’era più niente da fare.
Quella sera, a Padova, c’era anche Sandro Pertini, presidente della Repubblica, in città per un impegno di Stato.
Quando gli arrivò la notizia mollò tutto e corse in ospedale, si chinò sul letto di Enrico e gli baciò la fronte. Ai cronisti che gli chiedevano se sarebbe rientrato a Roma rispose con una frase sola, che bastò a far capire al Paese che legame li tenesse insieme: “Qua c’è un mio figlio”. E in quella stanza restò, accanto a lui, per quattro giorni.
L’Italia intanto si era fermata. In molte fabbriche gli operai sospendevano i turni. Davanti all’ospedale di Padova cresceva, ora dopo ora, una piccola montagna di fiori, biglietti e bandiere rosse.
Lunedì 11 giugno l’Unità uscì con quattro parole in prima pagina: “Ti vogliamo bene Enrico”. E quel lunedì stesso, alle 12.45, Enrico Berlinguer morì.
Pertini decise che la salma sarebbe tornata a Roma sul suo aereo presidenziale, accompagnata da lui in persona.
Quando Bettino Craxi e Claudio Martelli protestarono per quella che consideravano una forzatura istituzionale, Pertini rispose con una frase che sarebbe entrata nella leggenda: “Voi due fate una cosa, tornate a Verona, suicidatevi sulla tomba di Giulietta, e io vi porto in aereo a Roma. Vediamo se il PSI prende voti”.
Il 13 giugno, in piazza San Giovanni, si tennero i funerali. Scesero in strade un milione e mezzo di persone: il funerale più grande della storia della Repubblica italiana.
Verso la fine, Sandro Pertini si alzò in piedi. Aveva ottantotto anni, era pallido e sfinito da quattro giorni di veglia. Camminò a fatica fino al feretro, si chinò e lo baciò.
Quattro giorni dopo, il 17 giugno, l’Italia andò a votare per le europee. Il Partito Comunista Italiano prese il 33,3 per cento dei voti e per la prima e unica volta nella sua storia superò la Democrazia Cristiana.
Aveva chiesto di lavorare casa per casa, strada per strada. E gli italiani lo avevano ascoltato: erano andati casa per casa, strada per strada, a portarlo in trionfo un’ultima volta.
Enrico Berlinguer era morto come aveva vissuto: in piedi, su un palco, a parlare alla sua gente. Non chiese mai niente per sé. Lasciò, invece, un’idea di politica come servizio, di onestà come dovere, di coerenza come unica misura di un uomo.
Per questo, oggi, 42 anni dopo, gli vogliamo ancora bene.
Tutti i giorni celebriamo la forza e il coraggio di questi piccoli guerrieri.
Ogni sorriso, ogni abbraccio e ogni passo avanti sono una vittoria incredibile.
Continuate a lottare, siete fonte di speranza per tutti. ❤️