Quella dei francesi che prima cercano di sterminare gli atleti delle Olimpiadi facendoli nuotare nella Senna e poi fanno una strage di tennisti facendoli giocare alle 12 con 35⁰ è chiaramente una strategia per conquistare il mondo sennò non si spiega
#RolandGarros
Esce dal RG da signore, non si è lamentato mai più di tanto per il suo malessere e ha giocato fino alla fine per rispetto del campo e del pubblico.
Sempre dalla parte tua, riprenditi e ci rivediamo a Wimbledon🥹🦊#sinner
«“Non mi sento bene… devo vomitare.”
E in quel momento si è fermato tutto.
Il tennis.
Il risultato.
La partita.
Perché davanti a noi non c’era più il numero uno al mondo.
C’era solo un ragazzo stremato, piegato dalla fatica, che stava cercando disperatamente di restare in piedi.
Jannik Sinner oggi ha perso.
Ma chi lo critica non ha capito cosa significhi amare davvero lo sport.
Perché ci sono giorni in cui vincere o perdere non conta più niente.
Conta solo il cuore che metti mentre stai crollando.
Era avanti di due set.
Aveva il match in mano.
Poi il caldo infernale, il malore, le gambe che non rispondevano più, il volto sempre più spento.
Eppure lui continuava a guardare dall’altra parte della rete. Continuava a provarci. Continuava a lottare contro qualcosa di molto più grande di un avversario.
Ed è devastante vedere un ragazzo di 23 anni soffrire così davanti al mondo intero.
Fa male.
Fa malissimo.
Perché Jannik non è soltanto un campione.
È uno di quei ragazzi che ti fanno sentire orgoglioso di essere italiano.
Uno che non urla.
Non cerca scuse.
Non recita.
Non costruisce personaggi.
Lui lavora.
Soffre.
Combatte.
Sempre.
E mentre il suo corpo stava cedendo, sul 5-1 per Cerundolo nel quarto set, Simone Vagnozzi gli ha detto:
“Rilassati, inizia a pensare al quinto.”
Capite cosa significa?
Che anche in mezzo all’inferno loro continuavano a crederci.
Che anche quando il fisico era distrutto, il cuore non aveva ancora smesso di combattere.
Ed è questa la vera grandezza di Jannik Sinner.
Non i trofei.
Non i record.
Non il numero uno.
La sua anima.
Per questo un ragazzo così non può essere criticato. Mai.
Perché prima dei titoli c’è l’essere umano.
E oggi abbiamo visto un ragazzo dare tutto sé stesso fino all’ultima forza rimasta.
Ci sono sconfitte che fanno rumore.
E poi ci sono sconfitte che fanno piangere.
Quella di oggi lascia un vuoto dentro, perché nessuno vuole vedere il proprio campione soffrire così.
Ma allo stesso tempo ci ricorda perché lo amiamo tanto.
Perché Jannik non ci ha regalato solo vittorie.
Ci ha regalato emozioni vere.
Orgoglio.
Dignità.
Esempio.
E anche oggi, nel giorno della sconfitta, ci ha insegnato cosa significa non mollare mai.
Forza Jannik.
Non devi dimostrare niente a nessuno.
Per noi resterai sempre il nostro orgoglio più grande.»
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#JulieAndrews, 90 anni, è tornata a farsi vedere in pubblico con questo video, realizzato per lanciare il 7° Congresso Mondiale sul Parkinson, rimarcandone l’importanza.
Attrice magnifica, donna eccezionale, icona immortale ❤️
#Versoil2Giugno con i Corazzieri dei #Carabinieri, tra storia, valori e simboli della nostra Repubblica 🇮🇹
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In passato, i genitori analfabeti crescevano figli ben educati e istruiti; oggi, i genitori istruiti e professionisti non insegnano ai loro figli nemmeno a dire ciao, scusi, grazie e permesso .
Nella prima tappa della World Cup andata in scena in Bulgaria, Sofia Raffaeli conquista tre bronzi (All-around, cerchio e palla) e un argento alle clavette 🥉🥉🥉🥈
Le Farfalle poi hanno messo la ciliegina sulla torta, brillando d’argento nella sfida del misto 🇮🇹
La tappa di Sofia apre ufficialmente il circuito della World Cup, che proseguirà con le tappe di Tashkent e Baku prima della finalissima di luglio all’Unipol Forum 🤸🏼♀️
#Ginnastica #Raffaeli
Qualcosa, in questo Paese, si è gravemente inceppato. Capovolto. Stravolto.
Perché non è normale che un organo come la magistratura, che dovrebbe essere apolitico, indipendente, ispirato a equilibrio, razionalità, decoro e sobrietà, festeggi l’esito di un referendum come se fosse allo stadio, e non dentro una procura.
Qui il moralismo non c’entra nulla. C’entra il rispetto della separazione dei poteri. Quella stessa separazione che queste persone, che ora brindano e cantano “Bella Ciao”, hanno detto di volere difendere votando NO.
Festeggiano cosa? La conservazione della separazione dei poteri, che nessuno minacciava, o la conservazione di equilibri interni, di correnti politicizzate, di giochi di potere, di dinamiche che nulla hanno a che vedere con la giustizia?
E il paradosso è tutto qui: a subirne le conseguenze saranno proprio quei magistrati che la toga la indossano per servire i cittadini, non per fare politica. Onore a loro.
#Taranto: lunga serie di attacchi agli ATM in diversi comuni della provincia con utilizzo di pericolosi ordigni esplosivi artigianali. Sottratto denaro per oltre 200mila euro. #Carabinieri arrestano 5 persone
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