MENTRE LA DESTRA LANCIA SUL PAESE MANCIATE DI CORIANDOLI ELETTORALI DI BONUS a tutti, in modo che nessuno capisca chi potrà beneficiarne e i migranti entrano a flotte, Mattarella scuote l’UE dichiarando preistorico “Dublino” e il Papa cita #DavidSassoli, indicando la strada.
Quando un governante parla di cuneo fiscale,di recupero di caserme dismesse, di riformulazione di poste di bilancio, di entrate dalla lotta all’evasione fiscale, vuol dire che non ha niente in testa e ancor meno in cassa. Il tempo ricomincia a essere galantuomo,basta voler vedere
“I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.
All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.
Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.
A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.”
- La storia raccontata al Corriere di Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita di una delle peggiori stragi della Seconda guerra mondiale, quella di Sant’Anna di Stazzema, avvenuta il #12agosto 1944.
560 civili uccisi, di cui solo 393 identificati.
Oggi (su @ilfoglio_it) @GiampaoloGalli sottolinea correttamente come un salario minimo per legge rivoluzionerebbe il sistema di relazioni industriali indebolendo ancora di più la contrattazione.
Aggiungo una considerazione: ma quale sindacato potrebbe mai appoggiare una simile iniziativa che svuoterebbe ampiamente la "funzione economica" della contrattazione collettiva e dello stesso sindacato?
Per rispondere a questa domanda è sufficiente ricordare come, storicamente, l’idea di una legge sulle tariffe minime fu inizialmente nelle mani del sindacalismo di matrice marxista e conflittuale nella convinzione che essa rappresentasse l’anello di congiunzione tra l’azione sindacale e l’azione politica della classe operaia.
Non serve insomma aggiungere altro per capire che in gioco, come osserva Galli, non è tanto la questione dei salari (che va impostata nel complesso e non solo sui minimi), ma il ruolo e la funzione della rappresentanza nella mediazione "politica" tra economico e sociale e, ancora più a fondo, i rapporti tra Stato e corpi intermedi
Le conquiste delle @rappresentanzesindacali #CISL#CGIL#UIL non possono essere regolate da una legificazione contrattuale. #imprese e #rappresentanze dei #lavoratori devono ……“fissare le condizioni minime dello scambio lavoro contro retribuzione”
Purtroppo non è così, @FranzNespoli. Quella del salario minimo è una comoda (quanto illusoria) scorciatoia per aggirare la fatica e la responsabilità di un (vero) patto sociale: affidare alla legge o a una commissione di "esperti" quello che è sin qui stato il tradizionale compito della rappresentanza di imprese e lavoratori nel fissare le condizioni minime dello scambio lavoro contro retribuzione
Purtroppo non è così, @FranzNespoli. Quella del salario minimo è una comoda (quanto illusoria) scorciatoia per aggirare la fatica e la responsabilità di un (vero) patto sociale: affidare alla legge o a una commissione di "esperti" quello che è sin qui stato il tradizionale compito della rappresentanza di imprese e lavoratori nel fissare le condizioni minime dello scambio lavoro contro retribuzione
#29luglio 1976: #TinaAnselmi è Ministra del Lavoro nel governo Andreotti III. E' la prima donna in Italia a guidare un dicastero.
La legge Anselmi n. 903 del 1977 vieterà ogni discriminazione di genere nell’accesso al lavoro.
#StoriadItalia
Oggi ricordiamo Marco Biagi.
Vittima, ventun anni fa, delle Brigate Rosse e, ancora oggi, vittima della malafede di chi ha manipolato il suo pensiero al punto da additarlo alla opinione pubblica come l'inventore del precariato (come riporta una semplice ricerca su Google)
@SettiRoberto Mi dispiace per sua moglie. La stessa paura che hanno oggi dei #liceali di #manifestare le proprie #idee senza sapere se dopo averlo fatto verranno denunciati o classificati “#delinquenti”; chiedono solo rispetto per le loro idee e posizioni proprio come sua moglie