@TorinoSFT Fatto tutto il ritiro 3421 (con buonissimo calcio), costretto a passare al 352 l’altro ieri
Avrà le sue responsabilità ad aver avallato sta cosa (come se potesse imporsi), ma mi sembra malafede chiedere già l’esonero
Nell'edizione odierna vi parliamo del Laboratorio Abate, un'evoluzione 2.0 del Laboratorio Toro di un anno fa, esattamente del 13 agosto 2025
Nel Laboratorio Toro (immagine a destra) c'era Aboukhal, l'unico cobra coi calli ai piedi, che addirittura faceva sognare. Nelle prime amichevoli, tutte perse nettamente, Mario Pagliara lo aveva visto generare lampi ("Ma quello chi è, Zeus?", si chiedevano i tifosi) e seminare ottime impressioni "coi suoi scatti, colpi e un tasso di imprevedibilità che autorizzava il mondo Toro a sognare". Il problema è che nel bel mezzo di questi sogni i tifosi granata a un certo punto vedevano sempre arrivare Freddie Krueger (coi calli anche lui)
Era solo agosto ma Aboukhal e Israel già convincevano. Di Mario Pagliara possiamo dire tutto, ma non che non abbia fiuto
Poi c'era il muro da rialzare, dopo la valanga di gol subìti in precampionato. Qui va detto che l'obbiettivo è stato ampiamente raggiunto. Nelle amichevoli estive il Toro dello scorso anno subiva 3 gol a partita, in tutto il campionato la media si è abbassata, solo 63 reti al passivo (19° miglior difesa, umiliato il Pisa)
A un anno di distanza il Laboratorio Toro, che così bene ha funzionato l'anno scorso, si è evoluto in Laboratorio Abate (immagine a sinistra)
Il neo tecnico granata (nella foto mentre sposta Anjorin) rivoluziona il Toro, con tre mosse per volare subito, consigliate da Urbano Cairo in persona
"Presidente, si riferisce a un buon portiere, un difensore di categoria e a un forte centrocampista centrale che superi il metro e sessanta?"
"No Mister, cosa ci fa coi giocatori forti, lasciamo queste idee vetuste alle altre squadre rimaste ancorate al passato, lei deve puntare su empatia, intensità ed energia, soprattutto perché sono gratis. Glielo spiega domani Pagliara in un articolo"
Quanta saggezza, ci sia consentito un inchino
@GianlucaGranaty@Toro_Zone Penso che il tuo atteggiamento la dica lunga. Questa malsana competizione è proprio il problema di Toro Goal. Se anche fosse che Toro Zone desse una notizia incompleta, mi spieghi quale danno viene fatto alle altre pagine? Continuare ad infangare è inutile, divisivo e scorretto
Dal settembre 2005, da quando l’era Cairo è iniziata, il Torino non è mai andato oltre il 7° posto (2013/14 e 2018/19). Sedici campionati di Serie A (quattro li ha trascorsi in B) con lo stesso soffitto sopra la testa. Un purgatorio stabile, quasi confortevole per chi lo amministra, molto meno per chi lo vive. I tifosi granata non si sono mai rassegnati ad arredarlo, quel purgatorio. Per capire la misura della stagnazione abbiamo provato a contare quante squadre, anche una sola volta, sono riuscite a fare meglio del miglior Torino dell’era Cairo. Mettendo da parte le Big, quelle che per storia e risorse hanno ambizioni diverse (Inter, Juventus, Milan, Napoli, Roma e Lazio), restano 11 club capaci di spingersi più in alto, anche solo per una stagione.
Il paragone più doloroso è con l’Atalanta, compagna di B nel 2005/06 e promossa insieme ai granata. Dopo anni di oscillazioni, la Dea ha innestato un’altra marcia: sette volte tra le prime quattro nelle ultime dieci stagioni, quarti di finale di Champions, una Europa League in bacheca. La Fiorentina, in cicli diversi, è entrata otto volte tra le prime sei. L’Udinese tra il 2010 e il 2013 ha chiuso 4°, 3° e 4°. E poi ancora il Chievo, quinto nel 2004/05 (poi diventato quarto per la retrocessione d’ufficio della Juventus), la Sampdoria di Cassano e Pazzini quarta nel 2009/10, il Genoa di Gasperini e Milito quarto nel 2008/09 e di nuovo sesto nel 2014/15, il Bologna di Motta tornato in alto (con una Coppa Italia), il Palermo tre volte quinto tra 2005 e 2010, Livorno, Parma, Sassuolo. Storie con picchi più alti e cadute più brusche. Storie diverse da quella recente del Toro. Una squadra che è rimasta sempre lì, a un passo dall’aria buona, senza mai respirarla davvero.
Mentre c'è chi blatera di successi, spaccia dodicesimi posti per trofei e finge interesse per lo stadio, dalle altre parti si fa calcio.
Mi taglierei un braccio per vivere notti così.
Certo a Bergamo non avranno i nostri palloni, questo va anche detto, ma magari si accontentano.
" Fede guarda che Killers of the Flower Moon dura troppo"
"Capirai che c'avrai da fa, nel posto di merda dove vivi."
Due frasi t'ha recensito il mondo.
Ma quanto fate schifo a diffondere diffamazioni false di questo tipo?! Vorrei credere che si tratti di un atteggiamento figlio dell'ignoranza e dell'ottusità, ma invece qua il dolo è evidente e reiterato. Nemmeno la vergogna a vita basterà per mettervi in pace con la coscienza
@albertocastino Come ha detto il buon Ricky Gervais <<Togliamo le etichette con scritto "NON INGERIRE" sulle bottiglie di candeggina, aspettiamo un paio d'anni e POI facciamo un referendum>>
@crml80@ForzaVCG 1) Qui il difensore non allontana il pallone, ma lo sfiora dopo il tiro di Barella
2) Anche se all'Inter danno rigori inesistenti, non significa che siate svantaggiati se quelli con voi prendono decisioni CORRETTE. Brutta roba l'invidia per i disonesti.