"Ciao ragazzi, mi chiamo Alessandro Guzzon e ho una storia bellissima da raccontarvi in cui l'amicizia e il basket l'hanno fatta da padroni. Nella prima foto ci sono io assieme al giocatore NBA Sandro Mamukelashvili.
Ci siamo conosciuti da ragazzini nel 2014, a Biella, quando eravamo compagni di squadra. Lui era arrivato dalla Georgia col sogno di diventare un giocatore di basket. Non parlava italiano ma si faceva chiamare da noi "Sandro". Un ragazzo dolce, genuino, col quale è nata una bellissima amicizia.
Mi ricordo ancora le sue lacrime quando ha lasciato l'Italia perchè aveva ricevuto una borsa di studio per giocare negli USA.
Nel frattempo ci siamo un po' persi di vista e lui è diventato un giocatore NBA.
Io non avevo il suo talento, ho giocato in Serie C ed oltre al basket ho coltivato la passione per la fotografia e il video. Ho studiato, ho sperimentato, ho aperto una mia piccola agenzia per lavorare nel mondo del basket.
L'anno scorso mi trovato a Cipro agli Europei di basket perchè seguivo da vicino Danilo Gallinari.
A Cipro, dopo 10 anni, ho rivisto Sandro perchè era lì con la sua nazionale georgiana.
È stato un incontro emozionante. Due amici che si erano persi di vista hanno chiacchierato a lungo come se il tempo non fosse mai passato.
Un legame profondo che ha portato Sandro a propormi di trasferirmi a Toronto per occuparmi di tutto il suo materiale video, foto, vlog, social, durante partite, allenamenti e workout.
Ho accettato.
Negli USA ho avuto anche avuto la possibilità di seguire altri giocatori, tra cui Brandon Ingram.
E a breve mi trasferirò a Los Angeles, dove continuerò ufficialmente a lavorare con Sandro come Personal Photographer, Videographer e Content Creator: si perchè Mamukelashvili è diventato un giocatore dei Lakers.
In queste foto ci sono due amici che a 14 anni sognavano l'NBA.
Entrambi hanno coronato il loro sogno.
Uno giocherà al fianco di Luka Doncic in una delle squadre più famose al mondo.
L'altro sarà a bordo campo con la sua videocamera.
Entrambi sempre con l'Italia nel cuore: pensate che in NBA lui è per tutti semplicemente 'Sandro' e uno dei suoi obiettivi è quello di comprarsi una casa a Biella.
Tutto questo grazie al basket, e all'amicizia."
Michael Jordan: “Forse sorprenderó qualcuno nel dire questa cosa, ma Kobe era il mio fratello minore. Eravamo molto amici. Molti di noi hanno fratelli o sorelle minori che prendono le nostre cose, i nostri vestiti, le nostre scarpe. Dà fastidio, vero? Ma questo fastidio per me è diventato amore. Ammirazione. Kobe mi chiamava a tutte le ore, mi mandava messaggi in piena notte. Parlavamo del gioco in post, delle finte, del Triangolo. Inizialmente era un po’ fastidioso per me. Ma poi è diventata una passione. Mi sono appassionato a lui. Perché questo ragazzo aveva a sua volta una passione a livelli inimmaginabili. Voleva spingere sè stesso all’estremo, per diventare il migliore giocatore possibile. E io ho cercato di diventare il fratello maggiore migliore che potessi essere. Per farlo ho dovuto sopportare le chiamate a tarda notte o alcune sue domande stupide. Parlavamo di tutto, famiglia, affari.
Scusate…
Ora che sto piangendo avete un nuovo meme da usare (ride).
Avevo promesso di non piangere per non vedere altri meme in giro. E invece... (ride).
Una notte mi ha chiamato e mi ha detto che stava cercando di insegnare a sua figlia alcuni movimenti. Mi ha chiesto cosa ne pensassi. Io gli ho chiesto quanti ha? Ha 12 anni, mi ha risposto. 12 anni??? Io a 12 anni cercavo di giocare a baseball. E siamo crepati dal ridere.
Kobe ha dato tutto sè stesso in ogni cosa che ha fatto. Era un padre fantastico che si è dedicato alla sua famiglia e amava le sue figlie in maniera incredibile. Ci ha insegnato che dobbiamo passare più tempo con la nostra famiglia e le persone alle quali vogliamo bene.
Quando Kobe è morto, è morto un pezzo di me. E se adesso guardo tutti voi, penso che sia morto un pezzo di tutti noi.
Vi prometto che d’ora in poi vivrò col ricordo e la consapevolezza che avevo uno straordinario fratello minore che ho provato ad aiutare come potevo.
Per favore riposa in pace fratellino mio”
Oggi Kobe Bryant avrebbe dovuto compiere 48 anni…
È il tipico periodo in cui sui social vediamo i personaggi famosi sugli yacht, ai party più esclusivi, agli aperitivi sui rooftop o nei resort extra lusso.
Poi c’è Jokic che sta trascorrendo le vacanze al suo paese in Serbia, e la mattina va a comprare il pane con la canotta bianca con cui ha dormito, il costume da bagno, e due gommoni della guardia costiera ai piedi.
É pressoché impossibile non stimarlo come essere umano.