Dopo aver visto all'opera 44 governi posso dire che la classe politica di oggi rappresenta senza dubbio una delle peggiori espressioni della nostra storia repubblicana: superficiale, approssimativa e del tutto incapace di verificare i fatti prima di parlare.
Tutte le fake news sul caso Roggero
1. Prima dell’assalto alla gioielleria del 28 aprile 2021 (sfociato nella sparatoria in strada e l’uccisione di due rapinatori), Roggero aveva già subìto 5, 6 o addirittura 7 rapine, più altri assalti nella sua abitazione privata. Falso. Lo confermano le carte del processo che lo hanno riguardato: prima del 2021 la gioielleria di Roggero era stata oggetto di un’unica rapina, avvenuta nel 2015, cioè sei anni prima. La difesa di Roggero non ha segnalato altri furti, né in gioielleria né in casa.
2. I giudici, che hanno condannato Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione, non avrebbero tenuto in considerazione la situazione di stress vissuta all’epoca da Roggero. In realtà, la rapina del 2015 è stata oggetto di approfondita valutazione da parte dei magistrati. Aderendo alle conclusioni del perito nominato dal tribunale, i giudici hanno concluso che la rapina del 2015 avesse probabilmente causato “un disturbo post traumatico da stress” in Roggero, che però era da ritenersi “risolto” il giorno della rapina del 2021: lo confermano “le abitudini di vita dell’imputato”, che “è tornato immediatamente al lavoro” e “non si è rivolto ad alcuno specialista al fine di curare la presunta patologia psicologica che lo avrebbe afflitto”.
3. Terza falsità, rilanciata anche dalla premier Meloni: i giudici non avrebbero valutato “stress, paura e trauma vissuti durante l’aggressione”. Tutti questi aspetti sono invece stati esaminati dai giudici, che hanno evidenziato come Roggero, sia durante la sparatoria, sia nella fase successiva, “è stato in preda a uno stato emotivo di forte rabbia e frustrazione”, ma ha “agito in modo lucido”. In particolare, “ha chiamato il numero di soccorso e ha dimostrato di essere particolarmente cosciente di quello che era appena accaduto”, dopo aver preso i beni sottratti dai rapinatori, li ha riposti nella loro automobile. Inoltre è stato lo stesso Roggero, nelle interviste immediatamente successive al fatto, ad affermare che aveva “agito per fermare i rapinatori e per assicurarli alla giustizia”.
4. Neanche si può sostenere, come fa qualcuno, che Roggero abbia agito sull’onda della paura. Solo in un secondo momento, infatti, il gioielliere ha sostenuto di temere che i rapinatori potessero tornare indietro. Eppure, notano in giudici, “non vi sono elementi per ritenere che vi fosse il pericolo di un ritorno dei rapinatori. Di ciò l’imputato non può non essersi reso conto, in ogni caso, nel momento in cui è uscito e li ha visti allontanarsi velocemente”. Dall’altra parte, Roggero ha sostenuto di aver avuto timore che i rapinatori avessero rapito la moglie: “Una convinzione – scrivono i giudici – smentita obiettivamente dalla parte del filmato, antecedente all’uscita di Roggero dalla gioielleria, in cui si vede chiaramente che, dopo avere preso la pistola, si scontra con la moglie”.
5. Non è stata legittima difesa. Per tutte le ragioni suddette risulta impossibile applicare le norme sull’eccesso di legittima difesa, anche perché (altro dettaglio non da poco) queste fanno riferimento all’uso di “un’arma legittimamente detenuta”, mentre Roggero usò un’arma che deteneva illegalmente, poiché gli era stato ritirato il porto d’armi a seguito di un’aggressione da lui compiuta nel 2005 nei confronti dei famigliari dell’allora fidanzato della figlia.
6. La pena emessa dalla Corte d’appello, e confermata dalla Cassazione, sarebbe “sproporzionata”. Qui la demagogia arriva a vette altissime. Il codice penale prevede che l’omicidio volontario sia punito con una pena non inferiore ai 21 anni. Roggero, ritenuto colpevole di duplice omicidio volontario e di un tentato omicidio, è stato condannato a 14 anni e 9 mesi, grazie all’applicazione delle attenuanti generiche e anche di quelle della provocazione. Insomma, i giudici non avrebbero potuto ridurre ulteriormente la pena.
7. Non è vero che Roggero è stato condannato a risarcire i famigliari dei rapinatori con 3 milioni di euro. Il tribunale ha rinviato a un processo in sede civile il compito di stabilire le somme precise da versare ai famigliari, ai quali per il momento è stata riconosciuta solo una provvisionale di 480 mila euro (da dividere tra 14 congiunti delle tre persone), oltre ai 300 mila già versati da Roggero in sede di udienza preliminare. I giudici hanno specificato di aver stabilito i risarcimenti facendo riferimento ai minimi previsti dalle norme. Nel 2024 nel conto corrente creato da Roggero per raccogliere fondi per la sua causa erano arrivate donazioni pari a quasi 500 mila euro. Cinquantamila euro erano poi stati dirottati su un conto tunisino, sequestrato dalla magistratura.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
Era la mattina del 19 maggio 2009, quando due adolescenti, Antwun Parker e Jevontai Ingram, entrarono nella Reliable Discount Pharmacy di Oklahoma City.
Bloccarono la porta con un pezzo di legno e indossarono dei passamontagna.
Ingram estrasse poi una pistola.
È la sera di San Valentino del 2022.
Lui si chiama Tony Earls Jr. (41 anni) e con sua moglie si trova a un bancomat drive-thru della Chase Bank a Houston, quando un uomo armato si avvicina alla loro auto chiedendo loro del denaro e alcuni effetti personali.
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
— Não concordo com a homossexualidade.
— Mas você é gay???
— Não.
— Então o que você tem a ver com a sexualidade dos outros???
— É que não é natural!!!
— Hum... Você é Biólogo???
— Não.
— Então você é Antropólogo???
— Também não!!!
— Astrólogo???
— Não!!!
— Então o que você tem a ver com a sexualidade dos outros???
— É que Jesus disse que é uma aberração!!!
— Na verdade, não disse não, nem uma única palavra a respeito!!!
— Não. Mas tá escrito na Bíblia.
— Tá sim, principalmente lá no Velho Testamento, que também proíbe comer porco e camarão, sentar em uma cadeira que foi usada por uma mulher menstruada, acender a luz no sábado. Você evita tudo isso???
— Não.
— Então o que você tem a ver com a sexualidade dos outros???
— EU NÃO GOSTO!!!
— Ah, então o problema não é a natureza das coisas, nem os astros, nem a descendência, nem a suposta "opinião" de Jesus... O problema é que você não gosta, certo???
— É!!! Não gosto!!!
— MAS ENTÃO, MEU ANJO, O QUE VOCÊ TEM A VER COM A SEXUALIDADE DOS OUTROS???
Autor desconhecido
(Já publiquei esse diálogo outras vezes aqui, mas quis publicá-lo novamente hoje).
Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere.
Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?
Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto.
“Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco.
Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul.
E questo, cari colleghi della sinistra, a noi di Futuro nazionale non va giù”.
Non c’è bisogno di correre a prevedere la prossima grande ondata di caldo.
Il caldo arriverà, perché siamo a giugno e nei prossimi giorni il quadro resterà spesso sopra la media, questo è evidente. Ma una cosa è dire "fase calda", Un’altra è cominciare con dieci giorni di anticipo a parlare di ondate molto intense, picchi estremi, fiammate, forni e scenari già scolpiti nella pietra.
Guardate questi spaghi previsionali aggiornati per Roma, fino al 20 giugno il segnale caldo c’è, ma resta abbastanza ordinato, valori a 850 hPa sopra la media in progressivo aumento, sì, però senza raggiungere in modo netto e stabile la soglia dei +20°C a circa 1500 metri, poi, dopo quella data, gli spaghi si aprono vistosamente e questo indica prudenza. Le ondate di caldo sono spesso più prevedibili di altri eventi, certo, ma anche lì servono conferme su durata, intensità, posizione dell’asse anticiclonico, isoterme in quota, geopotenziali, compattezza degli ensemble.
Annunciare con largo anticipo una grande ondata di calore come se fosse già certa non rende la meteorologia più utile ma la rende più fragile. Quando si trasformano tendenze ancora aperte in titoli già definitivi, si crea solo ansia in chi legge e sfiducia verso chi informa.
Qualora la tendenza venisse confermata stiamo parlando di un'ondata di caldo simile a quella vissuta a fine maggio ma lontana dalle ondate di caldo molto intense che raggiungono valori compresi tra + 23 e + 27 °C ad 850 hpa. Per citare un esempio storico recente possiamo fare un paragone con l'ondata di caldo del 19-22 giugno 2024 quando i valori termici raggiunsero i 42-44 °C al Centro-Sud con picchi fino a + 27 °C ad 850 hpa. Quella sì che era un'ondata di caldo davvero intensa.
Andremo come sempre insieme passo dopo passo con serietà e professionalità. Il caldo va previsto non va venduto.
Sta per tornare a farci visita un vecchio amico dell’estate italiana.
Tra sabato e mercoledì 10 giugno, l’atmosfera tenderà a stabilizzarsi su gran parte del Paese, con giornate in prevalenza soleggiate, temperature estive e valori di qualche grado sopra la media, ma senza particolari eccessi. Il protagonista sarà l’Anticiclone delle Azzorre, o più precisamente una distensione dell’anticiclone subtropicale marittimo dall’Atlantico verso il Mediterraneo.
La differenza rispetto alla fase calda dei giorni scorsi è importante, questa volta non avremo una risalita di aria subtropicale continentale dal Nord Africa, ma una massa d’aria più temperata, di origine oceanica, con isoterme a 850 hPa generalmente intorno ai 15 °C e lontane dai valori superiori ai 20 °C che spesso accompagnano le vere onde di calore subsahariane. Le massime potranno portarsi diffusamente tra 26 e 30 °C, con picchi locali di 31-32 °C soprattutto nelle zone interne più esposte, ma in un contesto nel complesso più gradevole e meno pesante. Qualche nota instabile sarà ancora possibile sui settori alpini e prealpini, ma per molte zone d’Italia il weekend e l’inizio della prossima settimana avranno un sapore estivo più ordinato.
Dopo giorni di temporali, sbalzi e discussioni sul caldo, tornerà a farci visita un anticiclone che per molti anni è stato quasi il simbolo dell’estate italiana. Non farà notizia come un titolo apocalittico, ma forse, proprio per questo, vale la pena raccontarlo.
Capita spesso di leggere che "nella Costituzione italiana non c'è traccia della parola antifascista".
È un'affermazione piuttosto diffusa, usata spesso per sminuire il valore della Resistenza.
Ma contiene un grosso errore di fondo.
Proviamo a fare un po' di chiarezza.
No, non siamo diventati un Paese monsonico e no, l’Italia non ha un clima tropicale.
Lo scrivo perché, appena arrivano temporali intensi, rovesci improvvisi e piogge localmente abbondanti, partono subito parole come "monsone", "tropici", "clima tropicale". Sono formule suggestive, ma scientificamente sbagliate.
Quello che stiamo vedendo in queste ore è instabilità atmosferica con aria calda e umida nei bassi strati, calore accumulato al suolo, un primo calo dei geopotenziali in quota e condizioni favorevoli allo sviluppo di celle temporalesche anche intense, non è un monsone. Il monsone è un sistema stagionale su scala molto ampia, legato all’inversione dei venti tra oceano e continente e a una circolazione atmosferica persistente. Qui invece parliamo di temporali locali o sparsi, spesso pomeridiani, alimentati dai contrasti termici, dall’orografia e dall’energia disponibile in atmosfera.
Allo stesso modo, un temporale violento non rende l’Italia "tropicale". Il nostro resta un clima temperato-mediterraneo, con caratteristiche che possono diventare localmente più estreme o più subtropicali in alcune fasi, soprattutto in estate ma usare parole sbagliate non aiuta a capire meglio, fa solo sembrare ogni fenomeno più esotico, più nuovo, più spaventoso di quanto sia. Tra l’altro, la grandine intensa è molto più tipica dei temporali delle medie latitudini che dei tropici, nelle aree tropicali lo zero termico è spesso molto alto e i chicchi tendono più facilmente a fondere prima di raggiungere il suolo. Può accadere, certo, ma non è il tratto distintivo del clima tropicale.
Chiamare i fenomeni con il nome giusto è il primo passo per una comunicazione scientifica autorevole.
"Se fa già 30 °C a fine maggio, chissà cosa succederà a luglio e agosto." È una frase comprensibile, ma meteorologicamente sbagliata.
I 30-32 °C di questi giorni descrivono la configurazione attuale, una risalita calda, un anticiclone, una certa traiettoria delle masse d’aria ma non descrivono automaticamente l’intera estate. Lo abbiamo visto anche nel 2025, giugno fu molto caldo, con una forte anomalia positiva, mentre luglio ma soprattutto agosto hanno avuto anomalie molto piu' contenute, specie agosto che ha chiuso intorno a +0,3 °C rispetto alla norma con piogge diffuse al Nord Italia.
Questo non significa che l’estate sarà fresca, né che il caldo non vada preso sul serio. Il clima di fondo è più caldo rispetto a qualche decennio fa, questo non si nega. Però non si può prendere un singolo episodio e usarlo per "prevedere emotivamente" i tre mesi successivi. Per capire giugno, luglio e agosto serviranno altri elementi come persistenza delle configurazioni, posizione della corrente a getto, stato dei suoli, temperature del Mediterraneo, eventuali gocce fredde, blocchi anticiclonici e aggiornamenti progressivi.
Un episodio caldo non è una profezia stagionale, è meteorologia e per capire l’estate servono metodo, dati e aggiornamenti progressivi e non la tentazione di trasformare il primo caldo nel verdetto dei prossimi tre mesi.
Da gennaio a luglio di quest’anno, siamo nel 1572, mi daranno come ricompensa una “pensione” di due ducati al mese.
Il minimo dopo quello che ho fatto.
E soprattutto dopo quello che ho subito.
Quando è successo?
Pochi mesi fa.
Una domenica.
Esattamente il 7 ottobre 1571
Poi dicono che l’allarmismo ansiogeno in certi siti meteo, e anche d’informazione, non esiste.
"Caldo africano", "insetti alieni", "allarme nei giardini e negli orti", manca solo la colonna sonora di Independence Day. La realtà, molto meno cinematografica, è che nei prossimi 4-5 giorni avremo una risalita di aria calda subtropicale continentale, più marcata al Nord Italia, con temperature in aumento e valori localmente estivi. Fine.
Che poi con il caldo possano aumentare insetti, zanzare o altri fastidi stagionali è vero ma succede ogni anno, con intensità diversa a seconda di temperature, umidità, piogge precedenti e condizioni locali. Raccontare caldo, insetti e orti come l’inizio di un’invasione aliena non è informazione meteo, è scenografia dell’allarme.
Il problema è proprio questo, quando si esagera sempre poi la gente non capisce più quando deve davvero prestare attenzione.
Quanto caldo ha fatto?
Da oggi parte questa piccola rubrica, per tutta la durata della fase calda vi indicherò, giorno per giorno, le temperature massime registrate dalle stazioni dell’Aeronautica Militare. Uso questi dati perché sono tra i più solidi, precisi e certificati. Esistono ottime reti regionali, come le varie ARPA o SIAS in Sicilia, ma talvolta alcune stazioni possono presentare problemi di installazione o manutenzione. Il caso dei 48,8 °C di Floridia resta emblematico, ancora oggi quel dato viene discusso proprio per alcune criticità della stazione rispetto agli standard previsti.
Fatta questa premessa, oggi è andata così nelle principali città italiane:
28 °C Torino, Milano, Roma, Firenze, Bolzano
27 °C Bologna, Napoli
25 °C Venezia, Cagliari, Pescara, Perugia
23 °C Ancona, Bari
22 °C Genova, Lamezia Terme
21 °C Palermo
Il dato curioso che vi avevo anticipato nei precedenti post è proprio questo, tra queste città, oggi la più fresca è stata Palermo. Nei prossimi giorni l’aumento termico sarà più evidente al Nord Italia, mentre su Calabria e Sicilia resterà più blando. Tra domani e domenica le massime saliranno ancora di 2-4 °C, soprattutto al Nord.
Il caldo sta aumentando ma lo seguiremo nel modo più semplice e serio possibile, con i dati reali, giorno per giorno. Spero vi piaccia questa rubrica con pochi proclami, dati reali e un aggiornamento al giorno.
Narra la leggenda che in un giorno non ben definito il principe Roberto di Normandia venne colpito da una freccia avvelenata durante una Crociata.
Decise quindi di tornare in Inghilterra, ma lungo il viaggio la sua salute iniziò a peggiorare.
Prese quindi una decisione.
Sta arrivando il primo vero assaggio estivo.
Almeno fino al 25-26 maggio le temperature tenderanno a portarsi sopra la media, in genere di circa 3-5 °C, con valori più da inizio estate che da ultima parte di primavera. Per gli ultimi giorni del mese, invece, il quadro resta ancora da definire. Gli spaghi previsionali sono moderatamente aperti, perché alcune soluzioni provano a inserire infiltrazioni atlantiche.
Cambio di passo probabile, primi tepori estivi in arrivo, ma per la chiusura di maggio serve ancora qualche giorno prima di dare una tendenza solida. Siete pronti al cambio di stagione definitivo o speravate ancora in qualche giorno di fresco?
A proposito di “spaghi” preparatevi, perché sta per iniziare ufficialmente la stagione della pasta fredda, dell’insalata di riso e dell’anguria.
Nowcasting flash. Il satellite stanotte racconta una cosa chiara, il fronte è più esteso del previsto.
Nelle prossime ore il peggioramento tenderà a coinvolgere quasi tutte le zone tirreniche, con piogge e rovesci in risalita dal mare. Attenzione anche al Tirreno meridionale dove tra Sardegna e Sicilia è attiva una cella temporalesca intensa, che potrebbe interessare almeno in parte i settori occidentali della Sicilia.
Segnale da seguire anche per la Campania, dove le precipitazioni potrebbero risultare più consistenti rispetto a quanto indicato inizialmente dai modelli. È una di quelle situazioni in cui il satellite vale più di mille mappe previsionali. Quando un sistema frontale si organizza sul mare, l’osservazione in tempo reale diventa decisiva, Satellite, radar e dati al suolo possono cogliere dettagli che i modelli, a poche ore dall’evento, non sempre riescono a risolvere bene.