Il rumore che sentite in sottofondo, continuo e cupo, va avanti 24h al giorno ed è un “regalo”che la proprietà del #HSRaffaele ha fatto ai residenti a #MilanoDue: proviene dai motori del condizionamento che, con grande rispetto della quiete altrui, come vedete sono stati piazzati a meno di 30mt in linea d’aria dalle abitazioni circostanti, cosi, allo stato brado,con una ridicola barriera anti-rumore. Ma il rumore, lo sanno anche i bambini, si espande verso l’alto e, dopo lo scandalo del personale di reparto reclutato da agenzie esterne, per l’ospedale fondato da don Verzè si prospetta un’altra vertenza: nelle calde notti milanesi, c’è gente che non dorme e che sta in……..a nera 😡
Il totale disprezzo di Sky verso gli abbonati che devono sorbirsi le telecronache partigiane di Marocchi manco fossero su Juve Channel
A settembre in Juventus-Dortmund Marocchi si disperava perché i bianconeri non accentuavano e non drammatizzavano le cadute per indurre l'arbitro a dare punizione; l'altro ieri a Istanbul altro commento da tifoso sfegatato che lo ha portato dall'euforia alla più cupa disperazione. Ma chi paga l'abbonamento non vuole ascoltare telecronache di parte: non tutti tifano Juventus e la corretta informazione è un'altra cosa
PREMESSA
Galatasaray-Juventus 5-2
Borussia Dortmund-Atalanta 2-0
Bodo Glimt-Inter 3-1
Se a far pena fossero solo le nostre squadre in campo sarebbe già una consolazione. Invece…
SVOLGIMENTO
Ricordate quando si sparse la notizia che Sky Sport aveva licenziato due giovani stagisti che in un fuori onda erano stati inquadrati, alle spalle del conduttore, intenti a esultare per un gol segnato dall’Inter contro il Verona? Erano i primi di novembre e la notizia fece così scalpore da indurre il direttore Federico Ferri, che aveva reso pubblica una lettera aperta indirizzata alla redazione in cui esprimeva il suo sdegno per l’accaduto (“Oggi la redazione si è resa protagonista di una scena indegna della nostra professione e del prestigio e della serietà che contraddistinguono e devono contraddistinguere Sky Sport. Dico “la redazione”, ovvero tutti noi, perché per la gente fuori di qui non ci sono i singoli responsabili, ma c’è Sky Sport, punto. E quando uno di noi si rende protagonista di una brutta figura, la facciamo tutti. Esultare per il gol di una squadra, qualsiasi essa sia, in qualsiasi partita, e mettere in scena baracconate da bar o da stadio (purtroppo vale anche per le tribune stampa, ma questo è un altro discorso), è inaccettabile sempre, a maggior ragione se la scena finisce in onda. I responsabili sono stati individuati e saranno puniti”), da indurre il direttore Ferri, dicevo, a recedere dal suo proposito punitivo e a perdonare i due giovani stagisti resisi colpevoli di tifo. Al fatto dedicai una riflessione e un commento in un articolo datato 5 novembre e intitolato “Ma Sky Sport che caccia due stagisti per un’esultanza fuori onda è la stessa tv che fu sponsor della Juve e house organ ai tempi di CR7, che licenziò Adani: la tv di Marocchi, Mauro e Ilaria D’Amico?” accompagnato dal sottotitolo: “Quanta ipocrisia dietro il licenziamento dei due aspiranti giornalisti: il direttore Ferri chiede sobrietà e imparzialità ma dimentica decenni di narrazione pro Juve con tratti a dir poco fantozziani”.
La querelle in casa Sky aveva sollevato, per i suoi tratti grotteschi, l’attenzione di tutti: durata però lo spazio di un mattino. Quando la piattaforma comunicò che nessun licenziamento, contrariamente a quanto trapelato, sarebbe stato preso, la cosa finì lì: come se “la mucca nel corridoio”, per dirla alla Bersani, cioè l’evidenza di un problema reale e enorme che era ed è sotto gli occhi di tutti ma che tutti minimizzano o addirittura ignorano avesse smesso di rendersi palese.
Come i miei abbonati e i miei lettori sanno, questa caduta d’attenzione non vale per me. Scrivere col senno di poi, tuffarmi cioè nel gregge dei pecoroni che vanno dove vanno tutti non mi ha mai interessato. Tant’è vero due mesi prima del “caso stagisti” proprio qui, nel mio account “Palla Avvelenata” su Substack, al problema, o meglio alla piaga del tifo dei media, specie il tifo in giacca e cravatta delle due principali piattaforme Sky e DAZN, avevo dedicato un pezzo intitolato “La pirateria uccide il calcio? Può darsi, ma Marocchi e Sky (e le pay tv che da trent’anni si comportano da succursali di Hurrà Juve) lo uccidono di più”, accompagnato dal sottotitolo “Era dai tempi di Massimo Mauro, quello che disse “Il VAR mi fa cagare”, che non si assisteva a un commento indecoroso come quello di Marocchi (invano contrastato da Borghi) ieri in Juventus-Borussia”.
Scrivevo: “Va be’ che Sky Sport è stata addirittura sponsor di maglia, cioè lo sponsor principale della Juventus nella stagione 2004-05, quella finita nel mirino degli inquirenti di Calciopoli (e vi lascio immaginare l’attendibilità e la credibilità dei racconti che ai tempi ci venivano propinati nelle telecronache e negli approfondimenti in studio); va be’ che a Sky opinionista di punta è stato per anni (decenni) Massimo Mauro, ex giocatore della Juventus il cui equilibrio, la cui obiettività e il cui raziocinio lo portarono un giorno a dire (era il 23 aprile 2017): “Un mio amico interista di 80 anni, Cicillo, mi ha detto: è meglio fare la dialisi che guardare le partite dell’Inter. E lui è sotto dialisi (…) va be’ tutto, ma immaginare che un giorno lo “juventinismo” televisivo del soldato bianconero Massimo Mauro potesse essere superato a sinistra da uno “juventinismo” ancora più sfacciato, impudente e arrogante come quello mostrato ieri da Giancarlo Marocchi nella telecronaca a due voci con il sempre più sconcertato e imbarazzato Stefano Borghi (un vero eroe: ha sopportato di avere al suo fianco un ultrà della peggior specie e in occasione delle esternazioni più vergognose di Marocchi ha provato a confutarle rifacendosi alla chiarezza delle immagini e all’indiscutibilità del dettato regolamentare, in realtà finendo con l’irritare e innervosire ancor di più il compagno di viaggio), nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo”.
Era successo che Giancarlo Marocchi, 60 anni, ex calciatore della Juventus dall’88 al 96 divenuto poi opinionista televisivo, si era reso protagonista a fianco del telecronista (impeccabile) Stefano Borghi di interventi e considerazioni, in Juventus-Borussia 4-4 di Champions League, a tal punto disdicevoli, diseducativi e partigiani da dover essere rintuzzati e contrastati all’interno della stessa telecronaca dal sempre più allibito e sconcertato Stefano Borghi.
“La narrazione che Marocchi, dal primo all’ultimo minuto di Juventus-Borussia, ha fatto di ogni azione che scorreva sotto gli occhi di tutti - avevo scritto - è stata talmente di parte, spudorata e indegna da disgustare, io credo, anche i tifosi bianconeri che ancora non hanno portato il cervello all’ammasso. Senza mostrare alcuna vergogna, e a dispetto dei “richiami” al regolamento che gli venivano puntualmente portati da Stefano Borghi, l’ex centrocampista juventino dell’era Moggi-Lippi-Agricola non ha fatto altro che lamentare inesistenti torti fatti dall’arbitro alla Juventus e dolersi del mancato ricorso a trucchi e inganni dei giocatori bianconeri al fine di evitare, o fare annullare, i gol degli avversari. La telecronaca di Marocchi è stata una vera “Spoon River” di nefandezze: una cosa indegna e disonorevole per lui, per Sky che lo paga e per gli spettatori che pagano Sky perchè paghi Marocchi”.
Citavo poi alcuni esempi.
“Minuto 55, Cambiaso in possesso di palla sbraccia all’altezza del viso di Yan Couto che lo contrasta e l’arbitro Letexier fischia la punizione a favore del Borussia.
MAROCCHI: “Questi fischi… al di là che adesso va contro la Juve ma… io li trovo insopportabili. Insopportabili. Cioè questo… chi ha la palla ha il diritto di allargare le braccia e di proteggerle. Se dai una gomitata o un pugno a pugno chiuso… ma qui è evidente allargare le braccia; cioè, proprio… anche se avesse toccato il viso, mai e poi mai se arbitro io fischio”.
BORGHI. “E però hai visto la mimica di Letexier: se tu arrivi a contatto col volto dell’avversario ti metti nella posizione di poter essere punito”.
MAROCCHI. “No, ma l’avversario che è dietro non può prendere la palla. L’avversario che è dietro sta dietro”.
Minuto 74, Thuram perde palla in un contrasto al limite dell’area con Sabitzer, Yan Couto s’impossessa del pallone e segna il gol del 3-2 per il Borussia con un tiro che batte Di Gregorio sul primo palo.
BORGHI. “Le responsabilità di Di Gregorio sono evidenti”.
MAROCCHI. “Ma perchè Thuram che subisce un mezzo fallo non pretende il fallo cadendo… accentuando… facendo qualcosa perché… guardate qui: c’è il contatto prima coi piedi, poi Couto prende palla e qui…”.
BORGHI. “Il fallo non sembrava esserci perchè Sabitzer è andato…”
MAROCCHI. “No no, però certe volte… vedi che adesso va dall’arbitro a protestare. Ma adesso è tardi, perchè non puoi tornare indietro per un contatto così minimo. C’è stato piede contro piede; poi dopo questo c’è stato il contrasto corpo contro corpo contro Couto: non è più fallo, non è più fischiabile”.
Mi chiedevo e chiedevo: per quale motivo a raccontare le partite della Juventus Sky manda uno juventino sfegatato? Sky non è la tv della Juventus; Sky vive grazie ai soldi degli abbonati e non tutti sono tifosi della Juventus. E anche ammesso che i tifosi bianconeri siano cosi trinariciuti (dal vocabolario Treccani: “Trinariciuto. Che ha tre narici e ha pertanto caratteri non umani; appellativo polemico coniato dal giornalista e scrittore G. Guareschi (1908-1968) negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, per indicare, mettendoli in ridicolo, i militanti del Partito Comunista Italiano, con l’intento di stigmatizzarne la presunta estraneità al mondo civile”), siano così creduloni e acritici, cioè, da prendere per buone le affermazioni tifoidee di Marocchi, ci sono poi tutti gli altri: gli abbonati tifosi del Milan e del Napoli, dell’Inter e della Roma, dell’Ospitaletto e dell’Akragas e ci sono gli abbonati che sono semplici sportivi che amerebbero ascoltare, visto che pagano il servizio, una telecronaca credibile, obiettiva, professionale in cui la variabile tifo, che confligge con quella del buon giornalismo, non trovi spazio.
Due sera fa Sky ha affidato la telecronaca di Galatasaray-Juventus a Federico Zancan affiancandogli Giancarlo Marocchi. E una volta di più abbiamo assistito a un racconto in cui la sensazione era quella di essere abbonati non a Sky ma al canale tv della Juventus. Sfortuna ha voluto, sfortuna per Marocchi intendo, che il fato lo abbia messo di fronte a una delle prove più terribili della sua seconda vita da juventino, quella da opinionista: raccontare una Juventus che avanti di un gol a fine primo tempo viene messa sotto nel secondo in cui ne imbarca 4 chiudendo la sfida sepolta sotto un 2-5. E non so voi, ma io a un certo punto ho iniziato a perdere interesse per il contenuto sportivo della partita e ho cominciato a seguirne un’altra, quella ancor più emozionante che Marocchi giocava con se stesso e che l’aveva visto salire dapprima sull’ottovolante dell’euforia, dell’eccitazione e dell’esaltazione più sfrenate per poi precipitarlo negli inferi della disperazione, dell’angoscia e del senso di rovina.
Che Lang, il ripudiato da Conte, stesse vestendo i panni del giustiziere di Madama come già un anno fa ad Eindhoven; che Osimhen da solo stesse mandando nei matti l’intera difesa della Juventus; che Cabal mandato in campo al posto di Cambiaso, ammonito, per evitargli il rischio d’espulsione avesse raccolto due gialli in otto minuti e fosse stato espulso; che la Juventus stesse andando incontro a uno dei tracolli più clamorosi della sua storia, tutto questo aveva smesso di interessarmi. A rapirmi era il dramma umano di Marocchi, la sua costernazione, il suo sconforto, il suo senso di lutto che minuto dopo minuto, gol dopo gol crescevano, s’ingigantivano, trasudavano e traboccavano dal video ammantando il mondo di un infinito senso di pena.
E insomma, tornando bomba e alla lettera aperta che il direttore Ferri scrisse sulla sconvenienza e sull’inopportunità di mostrarsi tifosi in tv (“Esultare per il gol di una squadra, qualsiasi essa sia, in qualsiasi partita, e mettere in scena baracconate da bar o da stadio è inaccettabile sempre”), in qualità di abbonato, di giornalista e di semplice sportivo per l’ennesima volta domando: perchè, visto che pago un abbonamento, devo avere in cambio da Sky il racconto di una partita in cui obiettività, imparzialità e equidistanza sono concetti sconosciuti e dove quel che sento è solo partigianeria e tifo? A me di un commento tifoso, interessato, di parte non frega nulla: lo considero una truffa. Io voglio ascoltare le telecronache che faceva Bruno Pizzul: per il quale le due squadre che si affrontavano pari erano. Chi vincesse o perdesse, a lui interessava zero.
Se pago l’abbonamento a Sky e i club italiani vengono spazzati via nei playoff di Champions, voglio che qualcuno mi dia il suo parere, mi spieghi perchè è successo e perchè i club che ci hanno battuto sono stati più bravi; e non m’interessa assistere a un funerale come se un nostro caro ci avesse lasciato.
Se pago un abbonamento a Sky, non voglio essere costretto ad abbassare il volume per non sentire quello che viene detto.
Se pago l’abbonamento a Sky, non voglio ascoltare “Juve-tv”.
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