We are now finding our own sanctions formats against Russia’s shadow fleet. And this morning, we demonstrated our results – what Ukraine was able to achieve overnight. But partner sanctions are also needed. For example, the United Kingdom is doing this the right way, and it is important for us that they help other partners respond accordingly. In particular, we are discussing this today with Prime Minister Starmer and other partners during the visit to Armenia.
This visit is the first in the past 24 years. That means an entire generation has grown up in both Ukraine and Armenia during this time. Nevertheless, it is important that the visit is taking place, and that it coincides with the arrival of many other European – and not only European – leaders in Yerevan to take part in the European Political Community Summit.
For the first time, Armenia is hosting the European Political Community Summit. The fact that so many countries have come together in this way is certainly a strong European signal to Russia. Prime Minister of Canada Mark Carney has also arrived. A meeting with him is scheduled for tomorrow. It is important that we all coordinate in a substantive way.
From a conversation with the media ahead of the meeting with Keir Starmer.
🔥 The situation in Armenia, long considered Putin’s closest ally in the South Caucasus
In the video — footage from a coordination meeting on Ukraine.
In attendance: the Presidents of Ukraine and France, the Prime Ministers of Italy, Poland, Canada, Finland, the United Kingdom, and Norway, as well as the NATO Secretary General, the President of the European Commission, and the President of the European Council.
🇦🇲 🇺🇦 🇫🇷 🇮🇹 🇵🇱 🇨🇦 🇫🇮 🇬🇧 ��🇴
Today, I am at the European Political Community Summit in Yerevan 🇦🇲 @EPCArmenia, alongside leaders from across our continent.
We must strengthen Europe and reinforce transatlantic unity — because only together can we defend our shared values: freedom, democracy, and peace.
Touchdown in Yerevan for the Summit of the European Political Community.
With the geopolitical landscape shifting fast, more countries are looking to Europe as a beacon of stability.
That's why it's important to come together in Armenia today and tomorrow to strengthen our cooperation with partners, in Europe and beyond.
Non vedrete nessuna Flottilla, per lei.
Nessuna manifestazione di piazza.
Nessun artista - largamente sussidiato con denaro pubblico - fare gesti simbolici sui tappeti rossi.
Non leggerete - probabilmente - neanche nessuna dichiarazione della politica.
Si chiama Narges Mohammadi, un’attivista per i diritti umani in Iran, insignita nel 2023 del Premio Nobel per la Pace.
Il regime iraniano per tanti anni l’ha incarcerata e condannata a centinaia di frustate, solo perché chiede libertà, democrazia e il rispetto dei diritti umani.
L’ultima volta è stata arrestata, e picchiata, nello scorso dicembre.
Ora ha gravi problemi cardiaci, ma quei criminali del regime iraniano le stanno persino negando le cure. E sta rischiando la vita.
Mobilitare l’opinione pubblica su queste cose non “rende” sul mercato politico, perché non è né un attacco agli Stati Uniti, né ad Israele né in generale alle società occidentali, quelle caratterizzate dal binomio tra economia di mercato e democrazia politica.
Noi del @Partito_Libdem però non ci siamo mai accodati al mainstream: e continuiamo a dire a voce e testa alta di il cancro del mondo (e la minaccia alla pace) non sono le società occidentali, ma i regimi, le dittature e le teocrazie.
Earlier today, Swedish Coast Guard boarded another vessel in our territorial waters – the fifth intervention in a short period of time.
The vessel is suspected of being part of the Russian shadow fleet and for sailing under false flag. There are also concerns regarding insufficient seaworthiness and insurance.
The vessel is included on the sanctions lists of the EU, the UK and Ukraine. We protect our waters.
We are here in Armenia to show that Europe is one big and broad family.
Bound by the same interests, facing the same challenges.
Today we will work on the pillars of Europe's independence.
Energy.
Defence.
& Connectivity ↓ https://t.co/UXLMwtGxbp
🇦🇲 European leaders have gathered in Armenia for two unprecedented summits
🔺Today, more than 30 European leaders and the Prime Minister of Canada will take part in the European Political Community summit.
🔺On Tuesday — the first-ever EU–Armenia summit, with the participation of Ursula von der Leyen and António Costa.
Moscow is watching with irritation as Yerevan’s relations with the EU grow increasingly warm, BBC reports. Armenia has long been considered one of Putin’s closest allies in the South Caucasus.
In the video — the President of France @EmmanuelMacron calmly walking through the streets of Yerevan together with Pashinyan.
Ecco il ragazzo che la "repubblica" islamica iraniana ha impiccato ieri all'alba; aveva 21 anni e si chiamava #SasanAzadvar, era un giovane atleta di karate. Lo hanno torturato per costringerlo a confessare reati mai commessi. Il boia lo ha fatto salire su uno sgabello e gli ha messo un cappio al collo, ha poi calcato via lo sgabello da sotto i suoi piedi facendolo penzolare nel vuoto. Sasan ha vissuto lunghi istanti di sofferenza atroce, scuotendosi invano per liberarsi dal cappio, con le mani legate dietro la schiena, si è liberato dalle sue urine e una schiuma bianca gli usciva dalla bocca. Questa è la Repubblica islamica tanto amata dai centri sociali e dai propal in #Italia e nel mondo occidentale. Era colpevole per aver manifestato l'8 gennaio scorso per la liberazione del suo paese, affinché la popolazione in #Iran potesse vivere liberamente come in occidente. Siamo tutti colpevoli della barbara uccisione di #Sasan. Tutte le cancellerie europee sono colpevole della morte di Sasan. Complici di questo regime mostruoso per averlo legittimato, riconosciuto e sostenuto.
Guardatelo #ErfanKiani, lo hanno impiccato, nel video appare ammanettato; Erfan prega, trema, piange, si asciuga le lacrime, sta affrontando il patibolo dopo essere stato costretto a confessare sotto tortura un crimine che non ha mai commesso. Lo hanno impiccato in #Iran per aver gridato di voler liberare il suo paese dall'orrifica Repubblica Islamica. Era un bellissimo giovane manifestante arrestato durante le proteste di gennaio a #Isfahan, #Iran. Erfan era stato condannato a morte dal cosiddetto "Tribunale rivoluzionario" di Isfahan con l’accusa senza prove di «moharebeh (ostilità contro Dio).
Erfan era stato torturato e costretto a confessare un crimine mai commesso. La sua famiglia è rimasta in silenzio, non per scelta, ma per paura. L'hanno minacciata dicendo: "State zitti e forse vivrà". Ma era un inganno, lo hanno impiccato.
Questa è la repubblica islamica iraniana.
Aiutatemi a diffondere questo video, facciamo in modo che l'uccisione di Erfan scuota le coscienze in occidente.
Our sanctions are smothering the Russian war economy.
Their impact is such that the Kremlin is restricting access to internet.
Russia has fallen behind a digital Iron Curtain.
But if history has one lesson, it is that walls eventually fall. https://t.co/2BCB22NM8S
È terribile quel che sta accadendo in queste ore in #Iran. Vi prego di far girare e condividere questo mio post. La lobby pro regime in #Italia non ve ne parla. Vi racconteremo tutto quel che accade di terrificante in Iran. Il regime sta terrorizzando la popolazione occupando militarmente ogni spazio urbano e costringendola a manifestare con la bandiera della repubblica islamica. Ogni giorno, sfilate di cortei armati, compresi quelli di Hezbollah libanese e delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene (filosciite), instillano un'atmosfera di terrore che non trasmette altro messaggio se non quello dell'occupazione militare. A sfilare per le strade delle città iraniane è gente pagata dal regime anche con un pacco di riso o farina, spesso sono gruppi afghani, yemeniti, iracheni o pachistani. Impiegate le brigate Fatemiyoun afgane e le brigate irachene filoiraniane, le Forze di Mobilitazione Popolare irachene, o Hashd al-Shaabi, affluitein massa all'interno del territorio iraniano. Il regime ha ingaggiato anche i combattenti di Hashd al-Shaabi ad Abadan. Le forze di mobilitazione popolari irachene sono descritte dagli iraniani come "terroristi"; il loro ingresso in Iran, in particolare ad Ahvaz, Khorramshahr e Abadan, fanno temere "un altro massacro della popolazione".
La popolazione si chiede: "I convogli di Hashd al-Shaabi sono entrati in Iran con veicoli blindati. Perché Israele e gli Stati Uniti non li prendono di mira?"
Guardate, è davvero terribile quel che accade in Iran, vi prego di far girare i miei post, vi invito a mettere "mi piace" e a condividerlo. Grazie di cuore!
ORRORE INDICIBILE! La Repubblica islamica iraniana sta per impiccare queste otto ragazze nell'indifferenza TOTALE della comunità internazionale. Queste 8 donne iraniane non hanno voce nemmeno sui media occidentali.
Ecco i loro nomi:
• Bita Hemmati
• Ghazal Ghalandari ù
• Golnaz Naraghi
• Venus Hossein
• Nejad Panah
• Movahedi Ensieh
• Nejati Mahboubeh
• Shabani Diana
• Taher Abadi
#Iran
È un orrore indicibile che non importa a nessuno! Ogni giorno la gioventù iraniana viene massacrata, stuprata, impiccata! Vi prego, leggete e fate girare, per favore!
Il suo nome è #AmiraliMirjafari, 22 anni, il boia gli ha messo un cappio al collo e gli ha scalciato via la sedia da sotto i suoi piedi. Amir Ali penzolava con la corda al collo sospeso in aria nel salone della morte della prigione; aveva le mani legate dietro la schiena e cercava invano di liberarsi. Ha tentato, invano, per pochi eterni secondi di allentare la corda che gli stringeva il collo; gli usciva una schiuma bianca dalla bocca, la corda stringeva fino a spezzargli il collo.
Un rantolo mentre annaspava nel vuoto per pochissimi secondi, in quel vuoto che è stato quello dell’indifferenza della comunità internazionale. Il suo corpo si è improvvisamente scosso in un estremo sussulto di morte mentre una schiuma bianca fuoriusciva dalla bocca.
È spirato nell’ora della preghiera del mattino, al grido di Allahu Akbar, nel nome del loro dio. Questo è accaduto questa mattina. Lo hanno giustiziato perché ha protestato a mani nude e perché ha detto che voleva la libertà; ha detto che voleva vivere come i suoi coetanei in occidente. Aveva solo 22 anni, Amir Ali. Era stato torturato brutalmente ed è stato sottoposto a un processo farsa durato pochi secondi. Tutto è stato fatto nel silenzio, un silenzio imposto da minacce contro la sua famiglia. Lo hanno imprigionato nel silenzio. Lo hanno torturato nel silenzio. E ora nel nell'indifferenza della comunità internazionale lo stanno di nuovo massacrando. Sono centinaia i giovani manifestanti impiccati finora.
Continuate a lamentarvi del prezzo della benzina mentre fate il pieno alla vostra auto.