Panatta a Tuttosport: “Tra i due protagonisti della finale di Montecarlo, il tennis che impressiona di più lo ha Carlos Alcaraz, che però finisce per sorprendermi meno. La vera meraviglia è Jannik Sinner: forse meno versatile — e sottolineo forse — ma finisce sempre per impressionarmi positivamente e colpire la mia immaginazione.
Alcaraz so come gioca, più o meno, e riesco a immaginare il colpo che sta per eseguire, il tracciato che sta esplorando. So che può sbagliare, e talvolta sbaglia. È sorprendente ma non mi sorprende quasi mai. Sinner è diverso, è cresciuto talmente in questi anni da far perdere le tracce di com’era una volta.
Mi chiedo se lui se lo ricordi come giocava, io no davvero. E questo succede quando uno cresce dentro, e Jannik è cresciuto davvero tanto nella testa. L’ha posta davanti a tutto, l’ha coltivata, ha studiato, e credo che quest’ultimo sia il più bel messaggio rivolto a tutti i ragazzi, tennisti e no.
Oggi, quando lo vedi giocare, sei costretto a chiederti che cosa stia passando tra quei suoi neuroni, e lì la risposta diventa davvero difficile. Quelli sono i momenti in cui m’impressiona di più. La sua tenuta quando Alcaraz gli è finito un attimo avanti… Ma l’hai vista?
E nel secondo set, quando ha sentito che era il momento di riprendersi il break? Ha fatto muro, insinuando non pochi dubbi nello spagnolo, e quando il break l’ha ottenuto aveva costruito anche un’autostrada che l’ha portato dall’1-3 al 6-3. Cinque game di seguito, come niente.
Sinner come testa è dieci anni avanti agli altri”
Gli avete detto che era finito dopo due sconfitte.
Gli avete detto che non sarebbe più tornato numero 1 al mondo.
Gli avete detto che Alcaraz era troppo superiore.
Gli avete detto che non è italiano.
LUI DI TUTTE LE CHIACCHIERE SE NE È FREGATO.
Ha vinto 17 partite di fila.
Ha vinto 3 Master 1000 consecutivi.
È l’unico insieme a Nole a vincere Indian Wells, Miami e Montecarlo nello stesso anno.
È tornato numero 1 al mondo.
Nelle ultime 4 sfide ha battuto Carlos tre volte.
Soprattutto oggi alla faccia di tutti quelli che lo chiamano austriaco ha cantato l’inno italiano.
L’ha cantato e poi ha detto: “Ho sempre detto che essere italiano è molto bello: non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di essere italiano”..
Sinner Orgoglio d’Italia 🇮🇹
Oggi sono un po' depresso.
Ma sia chiaro che io il Toro non lo mollo. E che in B non ci voglio andare. E non me ne frega un cazzo se dovrò sperare nelle sconfitte altrui e in una salvezza che qualcuno riterrà infamante. Il "Tanto peggio, tanto meglio" non mi appartiene.
DAI TORO
L'unico che può salvarci,prenderlo almeno fino a Maggio come la Roma fece con Ranieri,e poi valutare tutti insieme un nuovo allenatore per il prossimo campionato !
✍️ Appunti di viaggio
Jannik genera un insieme di emozioni sempre positive. Una calamita. Un respiro che ti arriva. Vivi le sue vittorie, stai male se perde. Catalizzatore di sentimenti. Ma soprattutto, come tutte le cose più preziose, va maneggiato e trattato con cura. La vicenda Davis ha scatenato i giudizi peggiori su di lui. Non mi riferisco solo ai social, sempre trattati con diffidenza da Jannik, non ritenendoli la vita reale. Ma ha generato corti circuiti mediatici poco eleganti anche da chi dovrebbe conoscere i fatti prima di esprimere giudizi molto superficiali. Ovviamente Jannik non ha dedicato neppure un secondo della sua vita a chi cercava di creare inutile clamore. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Anche perché Jannik passa e arriva alla gente molto più di chi ne parla in modo sbagliato. Ho avuto la fortuna di seguirlo nei grandi tornei in giro per il mondo e una sensazione forte l'ho sempre avvertita tra le tante interviste e il suo lavoro sul campo d'allenamento. Se sul campo è il modello da seguire per tutti, è un esempio altrettanto fenomenale fuori dal campo: per educazione, rispetto, valori, spessore umano. Non si può non ammirarlo. È il modello ideale per tutte le nuove generazioni. Uno così nasce una volta ogni 50 anni, almeno. È come Enzo Ferrari, un genio che un giorno spiegò come l'invidia aggredisse chi aveva successo. Jannik è la Ferrari. Il made in Italy che tutto il mondo ammira. È top class, n.1 al mondo per 65 settimane, campione del mondo con la Coppa Davis vinta per due anni di fila e porta in giro per il mondo la bandiera dell'Italia 365 giorni l'anno. E lo farà per i prossimi dieci anni.
Chi non conosce i fatti o non ha la cultura sportiva non può capire. Molto più italiano e ricco di umanità di loro. È una questione troppo più grande. È la forza dei sentimenti che scatena lo sport. Chi non lo capisce si perde qualcosa di unico. Perché Jannik è un sentimento che nutre l'animo.
✍️ Angelo Mangiante
Io non mi pongo il problema di chi sia il destinatario del terzo dito di Juric. In diretta ho pensato ad un semplice sfogo, ma se fosse rivolto a quei 4 coglioni che oggi hanno manifestato va ancora meglio. Idioti.
Ma perchè volevate la squadra sotto la curva?
Contestazione e poi volete battere le mani e urlare “vi vogliamo così” finché non ne perdiamo un’altra?
Non capisco.
Nemmeno il tempo di godersi una bella vittoria e sta già montando nel Toro Twitter la polemica sulle dita medie di #Juric. Voi non siete normali. #Torino#TorinoSassuolo