Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei.
Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.
Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo.
BREAKING: While Trump posted “48 hours before all Hell will reign down,” the European leader closest to him was in Doha telling Italian national television: “This time, we do not agree.” Giorgia Meloni became the first EU, NATO, G7, and G20 leader to set foot in the Gulf since the war began on February 28. She flew into countries under active bombardment to negotiate gas contracts. The UAE engaged 23 ballistic missiles and 56 Iranian drones on the same day she was scheduled to arrive there. She came anyway. She came for gas.
Italy gets 10 percent of its total gas consumption from Qatari LNG. Qatar’s Ras Laffan export facility was hit by Iranian missiles, losing 17 percent of its capacity. QatarEnergy declared force majeure on Italian cargoes, cancelling five shipments. Meloni sat in Lusail Palace with the Amir and pledged that Italy would contribute to restoring Qatari energy infrastructure damaged by Iranian bombing. She reaffirmed the necessity of reopening the Strait of Hormuz. She did not offer a single warplane to help reopen it. Italy denied the US use of Sigonella airbase for offensive operations. Meloni’s government called the strikes a “dangerous trend outside international law.” And then she flew to the Gulf to negotiate the supply of the molecule that cannot flow because the strait she will not help open remains closed.
The Bank of Italy lowered GDP growth forecasts for 2026 and 2027, citing the war. Italy breached the EU’s deficit ceiling last year. Italian families are paying for a war Italy refused to join, in fuel prices set by a strait Italy will not help reopen, for gas produced by allies Italy supports diplomatically but not militarily.
Meloni told RAI: “I continue to believe that, geopolitically, Europe has little to gain from a divergence with the United States, but our duty is, first and foremost, to defend our national interests, and when we disagree, we must say so.” That sentence was delivered from the Gulf, to Italian cameras, about an American war, by the leader Trump once called “fantastic” and treated as his closest European ally. The friendship is not over. But the sentence “this time, we do not agree” is the most significant public break between a European leader and the American president since the war began. It came not from Macron, who blocked the UN resolution. Not from Starmer, who is hosting the Hormuz summit from London. It came from Meloni, the one Trump expected to stand with him.
The day before Meloni arrived in Doha, eight Iranians were killed when the B1 bridge between Tehran and Karaj was struck. They had gathered underneath the unfinished structure to celebrate Sizdah Bedar, the Iranian holiday known as Nature Day. They were picnicking. The bridge collapsed on them. Over 3,000 people have died across the Middle East since February 28. The strait is closed. The gas is trapped. The ally who was supposed to help is negotiating contracts instead. And the leader who promised all Hell is posting countdowns while his closest European friend tells the camera, on the record, in the Gulf, that she disagrees.
The alliance did not fracture over ideology. It fractured over a molecule that cannot pass through a 34-kilometre strait. Meloni needs the gas. She will not fight for the strait. And the distance between those two positions is the distance between a partnership and a transaction.
https://t.co/dAOBBMsgDS
La morale referendaria è che , in futuro, nessun leader politico sarà mai così idiota da suicidarsi per una riforma costituzionale, in un paese che, per salvarsi, ne avrebbe bisogno di 10 all’anno di riforme costituzionali.
Il colmo referendario, invece, sono le schiere di personaggi noti improbabili che si sono costruiti carriere (e montagne di soldi) al grido di “aboliamo le caste”, tutti in prima fila a difendere la casta più casta dell’intero mondo, universo e multiverso…
Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi “contro” che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione - comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi - c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo.
Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra.
Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione.
Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia.
Campagna Sì:
spiegazioni tecniche, argomenti corretti, appelli alla ragione
→ la base non si è presentata, mancano milioni di voti
Campagna No:
retorica apocalittica, "salviamo la democrazia", paura del regime
→ affluenza stellare dei loro, sono andati a votare dagli ultracentenari alle truppe cammellate (nel vero senso della parola, vedi partecipazione islamici)
Lezione brutale: l’emotività spacca sempre le argomentazioni razionali.
Non vince chi ha ragione, vince chi mobilita.
Da dieci anni la rincorsa al centro e ai "moderati" paga poco o nulla.
La grande coalizione big-tent "ragionevoli per il Sì" doveva far essere il referendum una passeggiata trionfale.
È stata una Caporetto.
Loro l'hanno trasformato in referendum sul fascismo immaginario → hanno stravinto.
Potevamo vincere solo trasformandolo in referendum sui maranza e i clandestini, l’unico terreno su cui la destra oggi ha un vantaggio schiacciante e sa far uscire la gente di casa.
Una grafica diventata virale, che rivela il profondo cambiamento in corso nei giovani e lo "scontro antropologico" in atto. Cosa che le élite non capiscono o fanno finta di ignorare. Una buona fetta dei ruoli apicali in Italia, sia settore pubblico, sia privato, sono
1/9
C’è un dato pazzesco che ho visto oggi grazie a @Euractiv Dei 174.922 concorrenti al concorso generalista della commissione europea @EU_Commission ben 80.000 sono italiani!!!! Se volevamo una prova della totale inadeguatezza del mercato del lavoro in italia sopra per giovani con una buona formazione lingue e ambizioni professionali questa mi pare davvero indicativa !!! Lavoro stabile, lavoro stimolante, lavoro ben pagato. Merce sempre più rara in #Italia @24Mattino@FocusEconomia@CottarelliCPI@CarloStagnaro
EXCLUSIVE: All three #LordOfTheRings extended editions are returning to movie theaters in 2026 to mark the 25th anniversary of "The Fellowship of the Ring."
https://t.co/FOXXZZbovx
Leggo che Elly Schlein avrebbe finalmente accettato l'invito di Fratelli d'Italia a partecipare ad #Atreju, ma solo in caso di un confronto diretto con me.
Atreju è sempre stata una casa aperta al dialogo, anche con chi la pensa diversamente.
Sono quindi pronta a confrontarmi con l'opposizione. Ma ritengo che al confronto debba partecipare anche Giuseppe Conte. Per due ragioni: la prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo. Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio.
La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno.
Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi.
Devo dire che mi sembra un po' bizzarro che di Gaza, ora che c'è un cessate il fuoco e una seppur incerta prospettiva di pace, qua sopra oggi si parli enormemente meno di una settimana fa.
Molti mi sembrano, incomprensibilmente, non dare il giusto rilievo all'accordo raggiunto
Interessante cortocircuito sul caso Ilaria Salis: tenuta fuori dalle grinfie di Orbán grazie a tutto ciò che la sinistra modello Salis ha sempre disprezzato: la destra, l’immunità, i privilegi, lo scudo della politica contro le esondazioni della magistratura. A futura memoria