Piacenza, coppa, pancetta e salame scompariranno dal 20 ottobre dalle mense scolastiche.
"È inevitabile che il sospetto ricada su una scelta che va a favorire una sorta di quieto vivere" rileva @stefaniacav .
Il parere di @MauroMazzaRai
"È un sospetto fondatissimo, anziché promuovere le eccellenze alimentari del nostro territorio che ospita le famiglie degli immigrati, si escludono dalle mense questi prodotti di cui vengono privati i bambini italiani ; ciò significa cedere alla richiesta pretenziosa ,a volte arrogante ,di genitori musulmani che non vogliono che i loro bambini siano indotti in tentazione.
È il contrario della vera integrazione che è quella della convivenza anche delle tradizioni".#tg4
Il terzo mondo non è un territorio: sono le persone e le società che lo compongono.
Una delle idee più ingenue e assurde nutrite dall'Europa è che basti spostare una persona dal villaggio nel terzo mondo alla città in Francia o in Italia per renderlo improvvisamente parte della nostra civiltà: magicamente, istantaneamente, diventerebbe produttivo, rispettoso delle leggi scritte e dei taciti codici di comportamento europei, non violento, tollerante, proprio come il prototipo del migliore cittadino europeo.
Il processo è ovviamente possibile, e si chiama ASSIMILAZIONE.
Ma non è automatico e certo non avviene quando lo spostamento di popolazione dal terzo mondo è colossale, amministrato dai sacerdoti del "multiculturalismo" e guidato dal loro relativismo cosmopolita.
Lo spostamento, in pochi anni, di milioni di persone dal terzo mondo all'Europa ha un solo esito ovvio e inevitabile: il declassamento dell'Europa nel terzo mondo.
Vicenza. Ieri migliaia di maranza hanno invaso la città creando disordini, risse, disagi. L’arredo urbano è stato vandalizzato. Lo spazio pubblico è stato occupato. La mobilitazione, che si ispira a quello che sta accadendo in Francia, è stata promossa da un “influencer” marocchino. Lo slogan è “cambiamo questo fottuto Paese”. E “questo fottuto Paese” sarebbe il nostro, la nostra Italia, la nostra patria, che ha aperto le porte a individui che la odiano, pur dovendo all’Italia rispetto e gratitudine.
Cosa aspettiamo ancora? I nemici vanno rispediti a casa loro. Non ci tocca tenerceli.
Se l’Italia non vi piace, la soluzione non è cambiarla, perché non ve lo consentiremo MAI. La soluzione è andare via.
✍🏻 Roberto Riccardi
Niente Cpr per il marocchino che ha violentato una giovane disabile. Gli è bastato rifiutare la visita medica per restare a piede libero.
Sembra una barzelletta, invece è una direttiva.
Firmata nel 2022 da Luciana Lamorgese, la ministra portata al Viminale dal governo giallorosso di PD e 5 Stelle, nell’anno in cui gli sbarchi superarono quota 100.000
Succede a Ravenna. E a guardarla da vicino, la storia è ancora peggio del titolo.
Lui ha 57 anni ed è irregolare. Prima perseguita la sua avvocata, pedinandola in bicicletta fino a costringerla a togliere il nome dal campanello.
Pochi giorni dopo l’ammonimento del questore, eccolo alla fermata dell’autobus.
Il 3 giugno 2024 si affianca a una ragazza di 20 anni, autistica, appena uscita dalla struttura educativa che frequenta. Le fa domande personali, poi la palpeggia nelle parti intime.
Lei riesce a salire sull’autobus e racconta tutto a casa. A trovarlo ci pensa il padre, che qualche giorno dopo lo riconosce per strada e lo fotografa con il telefonino. Al marocchino è andata di lusso.
Alzi la mano chi tra i padri avrebbe resistito al desiderio di spiegargli personalmente che le donne non si toccano neanche con un fiore. Pochissimi, viene da immaginare.
Questo padre ci è riuscito. Ha scattato una foto e si è affidato alla legge. Come sia stato ripagato, lo vedremo tra poco.
Processo. In primo grado 4 anni. La Procura, a quanto si legge, aveva chiesto appena 16 mesi. Il giudice è stato più severo dell’accusa.
In appello si scende a 2 anni e 8 mesi: violenza sessuale “di minore entità”. Provate a spiegarla alla ragazza, la minore entità.
Un tempo si diceva che i carcerati avessero un ferreo patto d’onore che avrebbe reso il soggiorno molto duro, salvo peggio, a chi avesse toccato un bambino o una donna.
Oggi, con gli extracomunitari e stranieri che rappresentano con il 31,3% dei “residenti dietro le sbarre”, qualcosa deve essere cambiato.
Tant’è che scontata la pena, a quanto si sa dalla lettura dei giornali, il marocchino sarebbe uscito senza che qualcuno gli abbia insegnato i rudimenti dei rapporti civili.
Adesso è di nuovo in giro per Ravenna, segnalato dai terrorizzati familiari della vittima.
Eppure il decreto di espulsione c’è, il Cpr lo aspetta. Ma per entrarci serve una visita che certifichi l’idoneità e, come ogni atto medico, richiede il consenso. Lui ha detto no.
Lo Stato lo aveva arrestato, processato e condannato. Poi si è arreso davanti a un monosillabo.
Ma il marocchino è solo la punta. A Ravenna non c’era soltanto chi diceva no per sé. C’era chi lo diceva per conto degli altri. Con il camice addosso.
Stando agli atti dell’inchiesta riportati dalle cronache, tra settembre 2024 e gennaio 2026 sono passati dal reparto di Malattie Infettive 64 irregolari in attesa di espulsione. Solo 20 sono stati giudicati idonei al Cpr.
Gli altri 44 sono tornati in strada: 10 hanno rifiutato la visita, 34 sono stati dichiarati non idonei. Dal settembre 2025 al gennaio 2026 nemmeno uno idoneo. Zero.
Almeno 10 di quei 44 sono tornati a delinquere. Una ventina di reati sono quelli che si conoscono.
Otto medici indagati per falso, tre sospesi. Poi l’inchiesta si è allargata: 23 perquisiti in 9 città, 4 indagati per associazione per delinquere.
Le malattie, a quanto si legge, erano spesso tubercolosi e scabbia. Ma, stando all’accusa, nessuno di quei pazienti è stato curato.
Delle due l’una. O la tubercolosi era inventata: allora è un falso. O era vera: allora un medico ha rimesso in strada un malato contagioso senza muovere un dito.
Altro che salute. E allora perché lo fanno?
Soldi? Nessuno li paga. È peggio: firmano per sentirsi buoni. Lo ha scritto una dottoressa in chat: il ragazzo dichiarato non idoneo “è tornato a ringraziarmi”. Ecco il compenso.
Funziona così: ci si commuove per la vittima che si ha davanti, non per quella che non si vede.
In ambulatorio c’è il migrante, con la sua faccia e la sua storia. La ragazza che ha subito violenza lì non ci entrerà mai.
Il medico incassa subito il grazie. Il conto arriva dopo e lo pagano altri: in periferia, alle fermate, nei quartieri dove la bontà dei salotti non si fa mai vedere.
Da soli, forse, non lo farebbero. In chat invece si fa il tifo. A quanto si legge, all’annuncio di altre quattro non idoneità il punto di riferimento del gruppo rispondeva: “Ottimo Elisa!”.
Un’altra si faceva coraggio: “Noi avremmo dato più di 20 non idoneità e non è successo niente”. Un collega se la prendeva con i “maledetti sbirri”. Le non idoneità collezionate come figurine.
Poi c’è la formula magica: i Cpr sono “luoghi patogeni”. Basta ripeterla e il giudizio politico diventa diagnosi.
Il più noto degli indagati lo ha detto chiaramente: per lui nessuno è idoneo al Cpr. Nessuno. La visita non serve nemmeno, il verdetto è già scritto.
Qualcuno la chiamerà obiezione di coscienza. Sbaglia.
In Italia gli obiettori al servizio militare finivano in carcere, don Milani per una lettera finì sotto processo. Disobbedivano a viso aperto e pagavano di persona.
Questi no. Non dichiarano, firmano. Non pagano, fanno pagare. E quando arriva il conto, qualcuno scende in piazza per loro, sotto la Questura.
Se i Cpr non vanno bene, si va in Parlamento per chiuderli. Chi li svuota con una firma si è fatto legislatore senza che nessuno lo votasse. Con il timbro che gli ha dato lo Stato, per giunta.
E quando la Procura bussa alle porte dei medici, chi corre lesto in loro difesa? Il PD.
A quanto si legge, 29 deputati dem su 68 hanno firmato un’interrogazione ai ministri Nordio e Schillaci contro le perquisizioni. Tra loro Debora Serracchiani, Matteo Orfini, Laura Boldrini, Piero Fassino e Gianni Cuperlo.
Il problema, per loro, non sono i certificati: sono gli orari. Lamentano le perquisizioni all’alba e la “lesione della dignità professionale”. Ridicoli e faziosi.
E chiedono di mandare gli ispettori ministeriali. Non in ospedale: in Procura. Per una volta la sinistra se la prende con i magistrati.
Per la vittima, nemmeno una riga.
Chi è rimasto al PD? Medici, magistrati, docenti. L’operaio stava a sinistra per bisogno, il professionista ci sta per sentirsi migliore.
E per riuscirci ha bisogno di qualcuno da salvare. Il migrante irregolare è perfetto: il partito ci vede l’elettore di domani, il suo ceto un’occasione per elevarsi moralmente.
Ecco perché quei deputati non difendono una manciata di medici. Difendono il proprio elettorato: quello di oggi in camice, quello di domani liberato da un Cpr.
Peccato che i deboli non stiano tutti dalla stessa parte. Quando due fragilità si scontrano, la sinistra sceglie sempre il migrante.
Le donne, i disabili, pure i gay vengono dopo. E infatti i gay cominciano ad andarsene.
La ragazza della fermata sta all’ultimo gradino. Donna, disabile, italiana: tre fragilità e nessuna che serva alla causa.
Eppure quei centri li ha inventati la sinistra. Turco e Napolitano nel 1998, Minniti li ha ribattezzati Cpr nel 2017. Ora il PD difende chi li svuota.
La ragazza di Ravenna non ha un flash mob del PD davanti all’ospedale.
Non ha 29 deputati, non ha una società scientifica, non ha una chat che le scriva “ottimo”.
A letter to the West,
Greetings,
Stop confusing cowardice with tolerance. What you see as illegal immigrants is a pre-planned invasion of your country without tanks or soldiers. There are countries that have recently poured billions of pounds into Muslim Brotherhood terrorists who became activists and citizens in your countries, and their job is to defend every criminal, be the lawyer of every rapist, and make sure all those who are illegal become legal and become the next governor or MP, and later, prime minister. This is a long-term plan.
They use democracy as an Uber to power then complain about the destination.
Look around you. They now protest against you and your Western civilization. They call you Islamophobic if you dare to mention Muslim Brotherhood terrorists, such as Hamas terrorists, or Sudan's Muslim Brotherhood-led army, which killed over 2 million Christians and 500,000 African Muslim children and women.
They will control your democracy through dictatorial rules.
They discovered your greatest weakness: your tolerance can be weaponized against you.
They use your freedom of speech to defend Muslim Brotherhood terrorists.
They use your courts to protect Hamas and Iran's networks.
They use accusations of “Islamophobia” to intimidate critics.
They use democracy as a ladder to power, then attack the very values that built that ladder.
Yesterday, Muslim Brotherhood ideology demanded a platform. Today, it demands political influence. Tomorrow, it will demand that you remain silent.
Stop confusing cowardice with tolerance.
Investigate the Muslim Brotherhood. Ban terrorist organizations. Prosecute criminal financing. Deport non-citizens who lawfully qualify for deportation because of serious crimes or terrorism and never allow extremists to turn citizenship into a weapon against the country that welcomed them.
Your children should not inherit a country too frightened to defend its own laws, freedoms, and civilization.
Democracy is not a suicide pact. Tolerance is not surrender. Freedom does not require giving extremists the tools to destroy freedom.
Wake up. Defend your country. Defend your children. Defend your civilization before those who despise it become powerful enough to dictate its future.
Regards,
God bless your beautiful civilization and protect it from extremism, terrorism, and backwardness.
In Italia c'è ancora chi si indigna all'idea di vietare burqa e niqab a scuola. Ma le state vedendo le immagini dalla Francia?
Dovremmo guardare bene dove sono arrivati - perché viaggiano venti o trent'anni avanti a noi. Quel che vedete là oggi, avverrà in Italia fra una generazione. E ha molto a che fare coi simboli religiosi ostentati dalle donne islamiche.
Il "diritto" delle studentesse musulmane a coprirsi da capo a piedi è diventato uno dei motori dei tumulti che stanno incendiando le scuole francesi - in senso letterale.
Tutto è partito dai sobborghi parigini, da istituti dove la componente autoctona è stata di fatto spazzata via.
I comunisti hanno fatto la loro parte.
Hanno fornito gli slogan presentabili, "più risorse alla scuola" (detto mentre le scuole andavano a fuoco - figuratevi la sincerità...)
Hanno fornito la copertura politica, a partire dal sindaco Bagayoko: africano, musulmano, comunista, schierato apertamente con i rivoltosi.
E hanno mandato in strada le loro organizzazioni giovanili, già note per la violenza e per omicidi politici come quello di Quentin Deranque.
Non è una mia ricostruzione. Il ruolo di queste reti è segnalato in una nota dei servizi di sicurezza francesi arrivata ai media.
Però non sono loro a muovere davvero le fila.
Un'ondata di violenza così estesa non la organizzano i "centri sociali" d'oltralpe. La rendono possibile le reti dei "nuovi francesi": immigrati di seconda, terza generazione e oltre. Hanno il passaporto francese ma odiano la Francia, e si riconoscono solo nel terzomondismo e nell'islam.
E qui il quadro si fa ancora più inquietante.
Poco più di un anno fa Le Point documentava, con un'inchiesta approfondita, come i Fratelli Musulmani stessero mettendo le mani su scuole e università attraverso le loro organizzazioni-schermo.
Un rapporto dei servizi segreti confermava tutto. 21 istituti sul suolo francese risultavano già controllati dai Fratelli Musulmani. La strategia attribuita all'organizzazione? Niente meno che imporre la sharia in Francia entrando nelle istituzioni dall'interno.
Ora mettete insieme i pezzi.
Con violenze e tumulti, i giovani ribelli islamo-comunisti stanno dando l'ultima spallata alla legge sulla laicità, quella che vieta velo e abaya a scuola.
Una legge che, secondo gli stessi insegnanti, metà delle scuole francesi già non applica. Gli studenti islamici la sfidano apertamente, e le autorità scolastiche non reagiscono. Perché hanno paura. Paura fottuta. Di finire tutti come Samuel Paty, sgozzati da un qualche invasato.
Gli islamisti hanno capito benissimo il valore della violenza in una società essenzialmente imbelle come quella dell'Europa post-moderna.
Una minoranza organizzata e violenta, per quanto lontana dal sentimento della maggioranza della popolazione, ha il campo aperto.
Non gli serve approvare leggi in parlamento: basta la costante minaccia di violenza su chi non segue i loro diktat - unitamente alla passività degli europei - per trasformare l'islamizzazione della nostra società da narrazione distopica a realtà.
Fra le opportunità di essere calciatore c’è quella di incontrare molte persone, diverse fra loro. C’è chi nonostante il destino avverso è stato gentile, cordiale con gli altri anche i momenti difficili, e dignitoso e coraggioso. Questo è stato @StefanoVerbania ciao amico mio.
💔 Stefano Milani 'Verbania', il super tifoso milanista che raccontava su X la sua battaglia per la vita, ci ha lasciato questa mattina all’età di 57 anni dopo una lunga malattia. A confermare la notizia lo speaker Giacomo Ciccio Valenti: "Mi ha appena scritto Fabrizio, il fratello del nostro splendido amico Stefano Milani. Ha smesso di soffrire. Esempio unico infinito di coraggio, lotta, forza e signorilità. Stefano, sei stato uno degli esempi più belli mai incrociati. Abbraccio al tuo papà e a Fabrizio. ❤️".
Negli anni Milani aveva ricevuto l’affetto e il sostegno della comunità di X e del mondo Milan. Nel 2024 mister Pioli lo invitò a Milanello, mentre più di recente Paolo Maldini aveva realizzato un video messaggio per lui.
📸 X | @StefanoVerbania
Mi ha appena scritto Fabrizio, il fratello del nostro splendido amico @StefanoVerbania .
Ha smesso di soffrire. Esempio unico infinito di coraggio,lotta,forza e signorilità. Stefano Sei stato uno degli esempi più belli mai incrociati. Abbraccio al tuo papà e a Fabrizio. ❤️
✍🏻 @GiovyDean
Per chi non lo sapesse, esiste un canale su X che si chiama “RadioGenoa” che tra dieci giorni affronterà un processo penale sulla base di una sola accusa che qui sintetizzo: “RadioGenoa pubblica veri video di crimini commessi da musulmani e altri immigrati.”
Sì, avete capito bene: il parastato ha citato in giudizio un profilo che mostra video di atti criminali commessi dagli immigrati, accusandolo di mostrare video di atti criminali commessi dagli immigrati.
Non credo ci sia da perdere tempo aggiungendo miei pensieri su una questione che manifesta tutta la sua potenza nella sua mera esposizione di sé stessa.
@RadioGenoa
Gotta weigh in on the "EZ ROLE LOOLAY".
When you get teams that cooperate and want to play, ADC feels so easy and the game plays itself.
When you don't, keeping your head cool and minimizing the bleed is really hard mentally. Nothing too difficult technically, but it's easy to misjudge a situation. When you look at the game after, the choices are simple.
The problem is that you are constantly running a simulation of your team mates and whether they will continue running it down. You might get completely removed from the game, so playing more flip might be worth it for you. Getting that projection right is crucial.
Finding the right level of risky play according to the game state, champion curves and players mentality.
For players who play the game for a bit and have decent game knowledge, ADC is pretty slow, passive and there isn't much going on.
The higher you get the more difference your minor improvements mean and more technical it gets.
Biggest problem is in the colloquial name of the role "ad carry", you gotta realize that you are not the carry.
You are insurance. Everyone gets to do their move and you react. If you react correctly to a few situations back to back you can reach a point where you take over. But mainly your job is to NOT tilt, type negatively, blame everyone. Farm, scale and secure wealth for the point when it will matter.
Ero convinta che i media avessero raschiato il fondo del barile. Poi ho ascoltato su La7 un dibattito surreale in cui si spiegava agli italiani sovrani che per integrarsi, loro, devono imparare l’arabo. E, infine, la chicca: “È un problema grave che i poliziotti non parlino l’arabo”.
Ricapitolando, concediamo la cittadinanza italiana persino a chi non comprende formule di base della nostra lingua ma pretendiamo che gli agenti di polizia conoscano l’arabo.
Ma la gente cosa si fuma prima di entrare negli studi televisivi?