EHI TU, CHE GUADAGNI 2500 EURO AL MESE.
SPORCO RICCO CHE NON SEI ALTRO.
Sei un onesto impiegato di provincia, o un piccolo professionista. Lavori sodo tutto il giorno, nessuno ti ha mai regalato nulla.
Al netto delle tasse, la tua busta paga (o quello che ti resta in mano dei tuoi ricavi) è di 2.500 euro al mese.
600 euro di mutuo, 500 euro di retta dell’asilo per i bambini. Il resto tra generi alimentari, assicurazione, bollette. Forse un paio di cene fuori con la famiglia. E poi siamo arrivati.
Il governo di destra - quello che difende “il fare”, e il ceto medio - ti ha appena comunicato che quei 20 euro al mese in più che la riforma Irpef ti assegnerebbe, non te li meriti.
E quindi te li scala automaticamente dalla dichiarazione dei redditi.
Sei troppo ricco.
Tu e quelli come te sopportano più della metà del peso dell’Irpef, ma tu non hai diritto a nulla: le detrazioni per tipologia di lavoro, gli sconti legati all’Isee, niente; anche la riduzione del cuneo contributivo spetta addirittura solo a quelli che guadagnano meno di 1600 euro al mese. Quindi te la puoi proprio scordare.
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In Italia stiamo rapidamente arrivando ad un punto di rottura, quello col ceto medio (se così si può chiamare chi sta nella situazione sopra descritta).
L’ equivoco fondamentale sta nel credere di poter risolvere con l’intervento pubblico ( = riduzione tasse e contributi) il problema di chi guadagna molto poco: questo porta sempre a concentrare ogni piccolo vantaggio ai redditi bassissimi (incuranti del fatto che per loro sia Irpef che contributi sono ormai praticamente azzerati).
Il risultato è sconfortante: non solo ai redditi bassi viene pagato l’equivalente di un caffè al giorno, ma così facendo si dimentica completamente il ceto medio, che sopporta da solo il peso di uno Stato sempre più ingombrante e inefficiente.
Il problema di chi guadagna molto poco si risolve favorendo il rinnovo dei contratti, promuovendo la contrattazione di secondo livello, rivoluzionando la formazione professionale, innescando un complessivo miglioramento della produttività.
Il 14% dei contribuenti (sopra 35mila) genera il 62% del gettito Irpef. In prativa il 5% (sopra 55mila) paga per tutti. Non sono i "ricchi", ma gli onesti. Mentre crescono favori, esenzioni e condoni per i disonesti.
In conferenza stampa: “abbiamo tirato schiaffoni ai ministri, obbligandoli a tagliare la spesa”.
Poi apri i documenti ufficiali e vedi che il 70% dei tagli di spesa sono previsti tra 3 anni; prima praticamente nulla.
In conferenza stampa: “toglieremo l’obbligo del Pos per i pagamenti sotto i 60 euro”.
Poi apri la legge di bilancio 2023 e vedi che rimane l’obbligo di Pos.
In conferenza stampa e al Tg1: “siamo orgogliosi di aver tassato le banche!”.
Poi apri il Dl Asset e vedi che l’hanno tolta.
In conferenza stampa: “abbiamo fatto pagare caro a Ryan air la sua arroganza, per difendere i cittadini delle isole”.
Poi apri la Gazzetta Ufficiale e vedi che hanno tolto la norma, e sostituita con una richiesta di istruttoria all’antitrust.
Nei comizi e in tv: “aboliremo la legge Fornero”.
Poi apri la Nadef e leggi un elogio della legge Fornero.
Nei comizi: “faremo un condono”.
Poi apri la legge delega e vedi la facilitazione delle procedure di pignoramento dei conti correnti degli evasori.
La McLaren si è dimenticata di inserire Button nella foto dei 501 podi ottenuti dalla scuderia di Woking nella sua storia in F1.
Va bene Jenson, noi ti ricordiamo con enorme piacere, bravissimo pilota vincitore in McLaren di una gara così:
Un paese alla frutta!
Mentre il #NADEF ci dice che il debito è al 140% del PIL, il deficit sarà di 100 miliardi di euro nel 2023 e la spesa pubblica sfonda i 1100 miliardi di euro, la politica fa un salto all'#esselunga.
Ci sarebbe da ridere se non fosse che i BTP decennali sono vicini al 5%
La tendenza degli sbarchi, dal 2010 a oggi.
I salti verso l'alto arrivano in corrispondenza della pandemia e del post-invasione (crisi del pane in Egitto).
Anziché guardare alle cause strutturali, noi ci concentriamo sulle Ong. 🤷♂️
Ending a 50-year drought 🤩
From Giacomo Agostini on an MV Agusta to @PeccoBagnaia on a Ducati: an Italian rider is back on top of the world with an Italian bike! 🇮🇹🏆
#PerfectComb1nation
Secondo @CarloCalenda, la “quota 41” proposta dalla Lega costerebbe «65 miliardi di euro». Abbiamo verificato e le stime dell’Inps più aggiornate danno ragione al leader di @Azione_it. https://t.co/qpz5GiOysR
È così i russi che gli stavano organizzando tour a Mosca chiedevano a Salvini di ritirare i ministri dal governo Draghi…e questo signore continua a non pagare alcun prezzo per i suoi traffici con gli assassini stragisti di ucraini, bleah. Grazie @jacopo_iacoboni come sempre
L’unica possibilità affinché la campagna elettorale non si trasformi in una cialtronata in cui si promettono pensioni a tutti, è che la dozzina di milioni di under 35 - tutti - dicano chiaramente che non voteranno mai chiunque vorrà sperperare altri miliardi sulle pensioni.
Sono agitatissima per #AbuDhabiGP, e poi c’è gente che mi dice “vengo a trovarti domenica”, “domenica pranziamo assieme?” MA SIETE SERI MA IN CHE MONDO VIVETE DOVETE RISPETTARMI IO DOMENICA BUTTO IL TELEFONO CHIARO