🚨🪖🇮🇹🇮🇱🇵🇸🇺🇦🇷🇺 Giuseppe Conte: "Se mi insediassi a Palazzo Chigi riconoscerei lo Stato della Palestina e mi batterei per sanzioni a Netanyahu. Strapperei l'accordo militare con Israele. Poi chiamerei Zelensky, per rassicurarlo che siamo con lui".
Diego Maradona: "İtalya'ya geldiğimde, herkes Baresi ile karşılaşmaktan korkuyordu. Bir maçta, Michel Platini bana şöyle dedi: 'Hey, yeni gelen. Sen pas vermekten çok top sürmeyi seviyorsun. Franco Baresi ile karşılaşınca ne olacağını bir görelim bakalım.' Ben de şöyle cevap verdim, 'Baresi mi? O kim ki? Ona gününü gösteririm.'
İki ay sonra, Milan ile San Siro'daki maç vardı. Carlo Ancelotti'yi top sürerek geçtim ve onu yere düşürdüm. Her şey kolay görünüyor gibiydi, golü rahatça atabileceğimi düşündüm. Aniden, arkamdan biri bana atıldı ve fark etmeden, o inanılmaz bir zarafetle ayağımdan topu kaptı.
İçimden 'Bu 6 numaralı adam kim?' dedim. O topu Mauro Tassotti'ye verdi ve yere düşen Ancelotti'ye şöyle dedi: 'Şu adamı bana bırak, ben hallederim.' İşte forvetlerin korktuğu Franco Baresi buydu. Önümde olağanüstü bir defans oyuncusu olduğunu anladım.
Bir maçın sonunda, onun formasını istedim ve San Paolo Stadyumu'nun ortasında onun formasını giydim. Bu, kariyerimde karşılaştığım en iyi defans oyuncusuna duyduğum saygının bir ifadesiydi." (Calcio Napoli)
🚨 BREAKING UPDATE: Spain's Civil Guard chief declares the border has "TOTALLY COLLAPSED," per @BillMelugin_
THOUSANDS of military-aged African men have poured over the border in the past several hours.
This is because Spain just gave AMNESTY to illegals. All amnesty does is ENCOURAGE more illegal immigration.
🚨🇪🇸🇲🇦 Immagini che nelle prossime ore faranno il giro del mondo. Situazione di massima tensione a Ceuta, la città autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale dell’Africa e confinante via terra con il Marocco. Migliaia di migranti hanno attraversato il confine senza incontrare opposizione da parte delle forze di sicurezza marocchine, prima camminando sulla terraferma e poi aggirando a nuoto il frangiflutti che segna la frontiera. La notte era trascorsa relativamente tranquilla, con decine di ingressi via mare, ma a mezzogiorno la situazione è sfuggita completamente di mano. La Guardia Civil spagnola e i servizi di emergenza, sopraffatti, cercano ormai di occuparsi soltanto dei feriti. I principali sindacati della polizia iberica accusano Rabat di aver "di fatto revocato il blocco delle partenze verso Ceuta e, nell’ambito di una strategia di pressione tipica della guerra ibrida, permettere e favorire una situazione assolutamente insostenibile per la città". Il governo Sánchez sostiene tuttavia di non poter dichiarare un’emergenza di interesse nazionale sulla base della normativa statale di Protezione civile, poiché questa non considera i flussi migratori un rischio contemplato dal Sistema nazionale di Protezione civile e non prevede piani speciali, direttive di base o strumenti specifici per gestirli.
1989. Finale di Coppa dei Campioni, Barcellona.
L’invasione rossonera al Camp Nou è qualcosa che la storia del calcio non ha mai visto prima: novantamila italiani cantano, ma in campo l'orchestra risponde a una sola bacchetta. Quella del numero 6.
Nessuna stazza imponente, nessuna presenza fisica intimidatoria. Anzi, a vederlo camminare fuori dal campo, con quell’andatura un po’ schiva e le spalle leggermente curve, Franco Baresi sembra un uomo qualunque. Ma quando attraversa la linea bianca e indossa la fascia, la realtà si piega al suo controllo.
Baresi non difendeva: anticipava il futuro.
Mentre gli attaccanti avversari pensavano a come controllare la palla, lui aveva già letto la giocata tre secondi prima. Correva a testa alta, il petto in fuori, la palla incollata al destro. Rompeva le linee quando la parola "libero" significava ancora stare incollati al proprio portiere, reinventando un ruolo e trasformandolo nel primo regista della squadra. Per vent’anni ha guidato una linea difensiva — Maldini, Costacurta, Tassotti — con la precisione di un chirurgo: un braccio alzato, un passo avanti, e l’attacco avversario finiva inesorabilmente trappola del fuorigioco.
Ma la grandezza di Baresi non risiede solo nei numeri, nei tre titoli europei o nei sei scudetti. La sua eredità è scolpita nel carattere.
Nel 1994, al Mondiale statunitense, accade l'incredibile. Durante la seconda partita del girone contro la Norvegia, il suo ginocchio cede: lesione al menisco. Per chiunque altro, il Mondiale finisce lì. Per Baresi no. Si opera negli Stati Uniti, affronta una riabilitazione lampo a tempi di record e, appena 25 giorni dopo, scende in campo nella finale di Pasadena contro il Brasile di Romário e Bebeto.
Per 120 minuti caldi e soffocanti, con un ginocchio ancora fragile, mette in scena la più grande lezione difensiva della storia della Coppa del Mondo. Annulla qualsiasi minaccia, raddoppia su tutti, guida la squadra con una forza spirituale sovrumana. Poi arrivano i rigori. Il suo corpo, prosciugato da ogni energia, cede sul dischetto: il pallone vola alto. Le sue lacrime a fine partita rimangono un'immagine iconica, non di sconfitta, ma dell'umanità svelata di un gigante che aveva dato fino all'ultima goccia di sé.
Franco Baresi è stato il silenzio più rumoroso della storia del Milan. Poche parole, zero clamore mediatico, ma una leadership totale dimostrata con i fatti. Quando ha dato l'addio al calcio nel 1997, il Milan ha preso una decisione mai vista prima in Italia: ritirare la maglia numero 6.
Nessun altro la indosserà mai, perché ci sono ruoli che si possono ereditare, ma leggende che si possono solo custodire.
"Tra i tanti dettagli ora dimenticati nella carriera di Mancini, c’è l’aver allenato la squadra della città di Vladimir Putin, San Pietroburgo, di proprietà di Gazprom. E ovviamente il passaggio dall’Arabia Saudita impegnata, con Mohammed bin Salman, a ripulirsi l’immagine usando il calcio.
Lo Spiegel ha poi scoperto giri strani di soldi ai tempi del Manchester City, accusato di aver dato informazioni solo parziali e distorte su quanto e come pagava Mancini come allenatore.
E poi il ruolo di testimonial di un’azienda che era anche sponsor della nazionale, Facile Ristrutturare, appena sanzionata dall’Antitrust perché barava sullo sconto Iva in fattura e millantava recensioni entusiastiche che non c’erano.
Ma questi sono tutti dettagli che non mettono in dubbio l’adeguatezza di Mancini per il ritorno alla guida degli Azzurri.
Perché c’è una caratteristica cruciale di Mancini che manca a Pirlo: ha ricevuto il premio Atreju 2021 direttamente dalle mani di Giorgia Meloni (un presepe, sono soddisfazioni) e si è speso, da marchigiano, per la riconferma del governatore delle Marche di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, che gli aveva peraltro fatto avere un contratto da 600.000 euro come testimonial della Regione".
(Stefano Feltri, Appunti)
Mesi a parlare di “rivoluzione del calcio italiano” e “rifondazione” per tornare ai soliti nomi e alle solite dinamiche:
ha “vinto” Mancini, in alternativa sarebbe stato Conte.
Intendiamoci, due grandi allenatori che, però, sono tutto tranne che la rivoluzione.
Come sempre dovremo sperare in un qualche miracolo estemporaneo che va benissimo, per carità (in fondo abbiamo sempre vinto in mezzo al caos), ma evitiamo di parlare di “rivoluzioni”, “visione” o “programmazione” perché sono termini che non ci appartengono.
🚨🎙️Paolo Maldini Breaks His Silence on the Current FIGC Situation:
“When Leonardo and I accepted these roles, we did so with one clear understanding: that we would be trusted to lead the sporting project and be given the authority to make football decisions. Unfortunately, it became clear that we were handed responsibilities without the power to fulfil them.”
“Many will assume this decision is simply about Andrea Pirlo. It is not. We supported him because, after careful evaluation, we believed he was the right man to begin Italy’s rebuild. You may agree or disagree with that choice—that is football. What cannot happen is asking people to carry responsibility while denying them the authority to act.”
“I have always been a man of principles. Throughout my career, whether as a player or an executive, I have never believed in compromising my values to protect a position. If I cannot defend a vision I genuinely believe in, then I have no reason to remain.”
“We accepted these roles believing we had the mandate to make difficult decisions for the future of Italian football. The moment we realised that mandate no longer existed, our decision was simple.”
“We did not resign because our preferred candidate was rejected. We resigned because the trust that brought us here disappeared. Without trust, leadership becomes a title, not a responsibility.”
🚨🎙️Paolo Maldini Breaks His Silence on the Current FIGC Situation:
“When Leonardo and I accepted these roles, we did so with one clear understanding: that we would be trusted to lead the sporting project and be given the authority to make football decisions. Unfortunately, it became clear that we were handed responsibilities without the power to fulfil them.”
“Many will assume this decision is simply about Andrea Pirlo. It is not. We supported him because, after careful evaluation, we believed he was the right man to begin Italy’s rebuild. You may agree or disagree with that choice—that is football. What cannot happen is asking people to carry responsibility while denying them the authority to act.”
“I have always been a man of principles. Throughout my career, whether as a player or an executive, I have never believed in compromising my values to protect a position. If I cannot defend a vision I genuinely believe in, then I have no reason to remain.”
“We accepted these roles believing we had the mandate to make difficult decisions for the future of Italian football. The moment we realised that mandate no longer existed, our decision was simple.”
“We did not resign because our preferred candidate was rejected. We resigned because the trust that brought us here disappeared. Without trust, leadership becomes a title, not a responsibility.”
Chi critica Paolo, ahimè, non ha capito ancora nulla. Non l’aveva capito al Milan e non lo capisce oggi. E si che non è complicato eh. No, non vuole comandare, non vuole essere preso in giro, che è un’altra cosa…
🚨🚨 فابيو كابيلو في حوار مع لاغازيتا يتحدث عن الأزمة الحالية في الإتحاد الإيطالي 🔥🇮🇹:
🗣️ "برأيي، من الواضح أنه من أجل عدم قبول أندريا بيرلو مدربًا للمنتخب الإيطالي، تم التعمق في البحث عن أي أمور يمكن استخدامها ضده.
🗣️ هل كنت سأرحب به كخيار؟ نعم، لأنه كان سيمثل فكرة جديدة. لم يقدم عملًا سيئًا مع يوفنتوس، لكن الجميع نسي ذلك بسرعة. وبعدها خاض تجارب تدريبية أخرى، وكان سيقدم شيئًا مختلفًا. على سبيل المثال، إسبانيا عيّنت لويس دي لا فوينتي، الذي قوبل تعيينه بالكثير من الشكوك في البداية، لكنه فاز لاحقًا ببطولة أوروبا وكأس العالم. باختصار، عندما تبحث عن أفكار جديدة، تكون هناك فرصة لصنع شيء مختلف. أما الآن، فقد تم التخلي عن هذا المسار والعودة إلى الطريق التقليدي."
🗣️ "بالنسبة لي، هناك شخص واحد فقط يمكنه قيادة المنتخب الإيطالي، لأنني أجد من غير المعقول أن يعود مانشيني إلى مقاعد بدلاء الأزوري بعد الطريقة التي غادر بها ، كيف يمكن أن تترك المنتخب الوطني دون أي سبب، فقط من أجل الذهاب إلى السعودية والحصول على المال؟
🗣️ بالنسبة لي، يبقى أنطونيو كونتي الخيار الوحيد، فهو مدرب ممتاز. انتبهوا، أنا لا أشكك في قدرات مانشيني التدريبية، لكن ما فعله كان خطيرًا جدًا في رأيي.
🗣️ أما كونتي، فقد قام خلال فترته مع المنتخب بما يُنتظر من أي مدرب وطني، وهو دائمًا يعتمد على النتائج. وكما قال جوزيه مورينيو إن الشيء الوحيد الذي يهم في ريال مدريد هو الفوز، فإن الأمر نفسه ينطبق على المنتخب الإيطالي مع كونتي: الشيء الوحيد الذي يهم هو الفوز، أما البقية فهي مجرد فلسفات يبتكرها الناس."
🗣️ "استقالة ليوناردو ومالديني؟ هما لا يحتاجان إلى لعب دور البطولة. لقد قبلا المنصب بعدما حصلا على ضمانات بأن تكون قراراتهما مستقلة، ولذلك، وبمعرفتي بهما، فإن استقالتهما تبدو أمرًا طبيعيًا للغاية. كانا يريدان اتباع طريق جديد ومختلف، خارج الأطر التقليدية."
#Azzurri 🇮🇹
Il direttore della Gazzetta dello Sport spiega a #Malagò che esiste un solo candidato per la panchina della nazionale e non è quello che Malagò ha in testa: Antonio Conte.
E fa capire che Mancini avrebbe più o meno lo stesso trattamento di Pirlo. Il tutto mentre chiarisce che essersi liberati di Maldini e Leonardo è un bene perché il presidente della Figc deve essere autonomo e protagonista nella scelta.
Purché sia quella desiderata.
Diciamo una verità scomoda: i giudici spesso scarcerano o concedono misure alternative perché le carceri in Italia sono piene. Il governo ha avuto quattro anni per costruire carceri e centinaia di miliardi dal PNRR. Quante ne ha costruite? Zero. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.