Un esempio molto chiaro di cosa sono i costi di integrazione delle fonti rinnovabili.
Poiché vendere l'energia a zero euro non conviene e i produttori non sono Onlus, da qualche altra parte gli impianti devono ricevere una remunerazione, altrimenti chiudono.
a) Gli impianti che godono di sussidi, incentivi e prezzo fisso prestabilito attraverso contratti per differenza con il GSE (CfD) sono protetti dal prezzo zero, ricevendo comunque una remunerazione prefissata, che viene pagata da tutti in bolletta nella componente Asos. Circa 8 miliardi di euro all'anno in Italia. Questo non si vede nel prezzo spot.
b) Quando vi è un eccesso di produzione rispetto alla domanda, Terna lo deve gestire a livello di dispacciamento, pagando altri produttori perché non producano. Questo non si vede nel prezzo spot.
c) Le centrali che vengono chiamate a produrre appena il fotovoltaico va a dormire sono pagate non solo con il prezzo per l'energia prodotta, ma anche per la loro disponibilità ad intervenire rapidamente. Questo ha un costo che non si vede nel prezzo spot.
d) Con un prezzo del gas a 44 €/MWh e le quote CO₂ a 75 €/tonnellata, il costo marginale di una centrale a gas con efficienza del 52% si attesta intorno a 113-114 €/MWh. Il picco serale visibile nel grafico, dove il PUN tocca 162 €/MWh appena il fotovoltaico smette di produrre, non è quindi spiegabile dal solo costo marginale. Infatti i circa 50 €/MWh di differenza rappresentano quello che viene chiamato il "missing money" che le centrali a gas devono recuperare. Sono quei costi fissi di ammortamento, manutenzione e personale che non possono essere coperti nelle ore diurne, quando il fotovoltaico le esclude dal mercato tenendo il prezzo a zero. In altre parole, il prezzo zero di mezzogiorno e il prezzo di 162 euro della sera non sono fenomeni separati, bensì sono le due facce dello stesso sistema. Il consumatore finale le paga entrambe.
e) Gli impianti fotovoltaici che non hanno sostegni o CfD con il Gse, cioè puramente merchant, tendono a privilegiare la stipula di contratti PPA, vendendo cioè a lungo termine il profilo dell'energia prodotta direttamente a grandi consumatori, saltando il mercato spot.
f) Ne consegue che i nuovi impianti fotovoltaici puramente merchant, cio�� senza sostegni, senza CfD e senza PPA, sono destinati a... non arrivare mai, come sta già accadendo in Spagna. Con ciò mettendo in difficoltà il raggiungimento degli obiettivi di capacità installata da fotovoltaico.
g) Ovviare a tutto questo richiede il celebre storage, ci viene detto. Batterie giganti in grado di accumulare energia durante la sovra-produzione giornaliera per poi rilasciarla di sera, abbassando il missing money degli impianti a gas e fornendo agli impianti merchant un possibile arbitraggio tra prezzo zero a mezzodì e prezzo alto all'ora dell'aperò.
Benissimo! Sembra molto cool. Peccato che:
1) Questo non risolve il problema dello storage stagionale. Si può spostare energia da mezzogiorno alle 18-20, ma non si risolve la stagionalità, cioè l'accumulo di energia solare estiva per l'inverno. Questo significa che d'inverno i prezzi possono essere anche molto alti, se fotovoltaico ed eolico dormono. In Germania la chiamano Dunkelflaute, bonaccia scura (non suona molto rassicurante, vero? Chi ha letto La linea d'ombra di J. Conrad alzi la mano.)
2) Le batterie costano tanto, si dice. Ma questo è un falso problema, in realtà, il loro costo cala rapidamente. Il problema non è tanto il costo della batteria in sé, quanto il rapporto tra costo dell'investimento e ore di stoccaggio disponibili.
Provo a spiegare. La tua batteria, caro possessore di accumulo, guadagna comprando energia quando costa poco e rivendendola quando costa tanto (mezzogiorno-sera).
Ma può farlo solo per poche ore al giorno (2-4 ore di ciclo), quindi ogni giorno guadagni poco, e ci vogliono anni per recuperare il costo dell'impianto.
Nel frattempo, più batterie entrano nel mercato, più il divario tra prezzo basso e prezzo alto si riduce, perché tutte comprano nello stesso momento e tutte vendono nello stesso momento, abbassando i tuoi guadagni proprio mentre stai ancora pagando l'investimento.
Cioè, più operatori entrano, più il mercato diventa efficiente, e più l'efficienza distrugge esattamente la rendita su cui si basava il business.
h) Il risultato è che anche lo storage, esattamente come le rinnovabili merchant, fatica a reggersi sul solo mercato senza qualche forma di remunerazione garantita. E quella remunerazione, alla fine, sarà pagata da qualcuno in bolletta.
P.S.: lo so, ora arriveranno frotte di saputelli con: la Spagna, le nuove batterie quantiche al cadmio rotante, il costo zero del sole e del vento, la Cina, la lobby dei fossili, il gas russo, la corruzione, Trump, le riforme e il familismo amorale.🤷♂️
Sento dire spesso: «ma se non hai nulla da nascondere, perché ti preoccupi?». Rispondo sempre uguale: la privacy non serve a nascondere, serve a esistere. Nessuno mette una porta in bagno perché dentro succedono crimini. La metti perché alcune cose sono tue, e basta. Chi confonde trasparenza con sorveglianza non ha capito né l'una né l'altra.
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi Purtroppo (o per fortuna) in secondo fattore è imprescindibile per una questione di sicurezza informatica. Su questo non scenderei a compromessi per accessi a dati reddituali e sanitari.
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi In sostituzione? Esiste un servizio che ha modificato l'impostazione ed è solo online? Chiedo sinceramente, non ne sono a conoscenza. Questo sarebbe sbagliato, concordo
@slongano@e_pagliarini In futuro, quando ci sarà l'e-id, le cose cambieranno anche in Italia (con il wallet europeo). Fino ad allora, lo considero una delle poche cose positive fatte per semplificare la vita e perdere meno ore di permessi per girare per uffici.
@slongano@e_pagliarini@RiccardoTrezzi Il sito parla di servizi cantonali oltre che comunali. Se cambio comune, senza interoperabilità dovrei attivare nuove credenziali, domandavo per questo. Comunque certo, due fattori per questi servizi sono sufficienti se implementati correttamente.
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi Ci sono anche i servizi sociali per chi non ha niente di ciò. La copertura al 100% non l'avremo mai, se una cosa in aggiunta aiuta molte persone, per me è positiva. Tutto qui. :)
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi Ma qual è la soluzione proposta? Questa è un'aggiunta al precedente, non una sostituzione. Le persone che non deambulavano c'erano anche prima. Una parte di loro potrà usare lo spid aiutate dai parenti, prima non potevano.
@slongano@e_pagliarini@RiccardoTrezzi E questa diversità la trovi un vantaggio? I siti sono interoperabili o hanno ognuno una propria username e password? Richiedono tutti in modo obbligatorio un terzo fattore di riconoscimento?
@e_pagliarini@DoctorMaurinho@RiccardoTrezzi Grazie Enrico per dimostrare pacatamente quello che per tutti coloro che usano SPID è la norma. Non capisco davvero dove si trovi la complessità.
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi Lo sai vero che il vecchio metodo è quello di andarci di persona e che è rimasto? In più molti uffici ora danno anche l'appuntamento telefonico (es. Agenzia delle entrate).
@ildivenire@f_hassel@RiccardoTrezzi Per cosa che posso avere immediatamente dovrei aspettare una lettera a casa? Magari prendendo ferie per riceverla. Non oso pensare cosa potrebbero scrivere se lo facesse l'Italia. Io secondo sport nazionale è il lamentarsi sempre di tutto.
@ildivenire@f_hassel@RiccardoTrezzi Non so cosa ci sia all'estero ma una identificazione sicura non la si ottiene con una semplice user e password. Sfugge anche a me la reale problematica
@Davideblu@DiJohnNonCiCale@RiccardoTrezzi Se uno non ha il cellulare è così lontano dalla tecnologia che la semplice user e password potrebbe creargli più problemi che altro. Stiamo parlando di una percentuale marginale di persone che cercano il contatto e che preferiscono (potendolo fare) andare di persona all'ufficio.