Pubblico il video👇 non perché ci sia altro da commentare della commissione Covid e del pervertimento dei suoi fini operato dal governo, ma per documentare meglio la qualità di chi ci governa. Guardate bene le "facce" della "On." di FdI Alice Bonguerrieri, nella sua VESTE ISTITU-
Ridotti a fare il tifo per una pregiudicata, condannata per reati particolarmente odiosi, che non avrebbe comunque fatto un giorno di carcere.
I premi al giornalismo in Italia si vincono così.
mai potevo pensare di fare il numero 1 nella puntata speciale di #propagandalive, ma soprattutto mai potevo pensare che la Premier italiana saltasse un vertice UE per partecipare alla presentazione di un francobollo...che tempi viviamo
grazie grazie @welikeduel#Meloni#9giugno
Andiamo avanti con le donazioni di medicinali all'Isla de la Juventud!
Ogni giorno molti cubani ricevono nelle proprie mani il nostro aiuto, le loro cure!
Tutto questo è possibile grazie a chi ci sostiene senza voltarsi dall'altra parte!
Aiutiamo i cubani!
@OSNMITALY@Claudiomsf1
Ma se a una presentazione ti portassero la polaroid (stesso modello citato nel romanzo) che usa l'assassino negli anni Sessanta? È successo da @nelcortiledimaria durante l'incontro per #Ecosìpernonmorire
Bello! Grazie per l'ospitalità al locale e ai lettori intervenuti!
Che cosa ha fatto "il sistema mediatico" in questo periodo?
Ha trasformato #Vannacci in un politico
Ha trasformato #PinaPicierno in una statista
Ha difeso #NicoleMinetti trasformandola in una santa
Quando ci prendono per il culo dovunque è il minimo
#PaeseAllaCannaDelGas
"Solo l’ 1,65 per cento di chi chiede la grazia presidenziale la ottiene. Tra migliaia di poveri cristi che languono in carcere da anni, malati e diseredati, la ottiene Nicole Minetti, legata a doppio filo al potere più intoccabile".
@gdcaiazza Siamo proprio duri noi semplici cittadini a non voler credere che Minetti avesse cambiato vita e fosse meritevole della grazia, pur avendo solo una pena alternativa al carcere e non avendone scontato ancora neppure un giorno.
"Questo è l'articolo che ho scritto sul signor Cipriani. Lo riposto qui e sottoscrivo ogni riga. Tutto provato e documentato".
➡️https://t.co/J8eNLb44OV
Per tutto il giorno, prima delle semifinali di uno Slam, si continuava a parlare di LUI. Ancora. Dopo quasi 10 giorni. Stavolta perché un ex campione, durante il talk show in cui quotidianamente commenta il Roland Garros per un media americano, invece di parlare del torneo ancora in corso, ha passato il tempo a dare giudizi su di LUI.
Poi, oggi pomeriggio, abbiamo visto la prima semifinale, che possiamo dire con certezza non passerà alla storia del tennis. Da italiani aspettavamo con gioia la seconda semifinale, che purtroppo è finita prima di iniziare, per il malore dell’altro Matteo, non quello che, con una grande tristezza, avevamo visto ritirarsi nel quarto di finale.
Una sfortuna crudele per questi ragazzi in un momento così bello della loro carriera. Ci ha colpito, però, vedere che, improvvisamente, anche i più riluttanti hanno finalmente dovuto ammettere che ebbene sì, anche i campioni si prendono i virus, magari vomitano e vengono abbandonati dal proprio corpo. Paradossalmente, anche gli scettici hanno dovuto accettare che gli atleti sono proprio come noi, mammiferi, parte della specie umana, che hanno dei giorni in cui scelgono stoicamente di andare a lavorare anche stando male, altri in cui se ne tornano a letto perché non ce la fanno. I tennisti, per lavoro, scendono in campo: a volte, pur debilitati, riescono comunque a stringere i denti e a vincere, a volte ci provano con quel poco che hanno e perdono. A volte ritengono che quel poco è troppo poco e non abbia alcun senso e si ritirano.
E te la fai la domanda, come mai accada che per alcuni ci sia empatia e scatti, giustamente, affetto e solidarietà, mentre per altri scattino insulti, dietrologie, messa in discussione di attitudine fisica e professionalità.
Oggi, durante la conferenza stampa in cui annunciava il suo ritiro, Matteo Arnaldi aveva il viso palesemente sofferente e gli mandiamo un abbraccio perché non sarà stata una giornata facile. Come magra consolazione , Matteo almeno non dovrà domani leggere e ascoltare, anche da persone che lui e il suo team credevano amiche, illazioni sulla sua capacità di gestire la propria carriera e il proprio corpo, come invece ha dovuto sopportare LUI, come se la delusione di stare male nel momento cruciale della propria stagione non fosse già una punizione sufficiente. E allora uno pensa ingenuamente: se è bastato guardare Matteo per capire il suo malessere, il 28 maggio non sarebbe bastato guardare LUI e il colore della sua faccia, il viso scavato e sofferente, per capire?
Scendendo a compromessi con la lingua italiana allora ti viene da chiedere a tutti, da Andre Agassi in giù: ma ci siete o ci fate? Purtroppo temo entrambe le cose.
#RolandGarros
Lo ammetto: Matteo Arnaldi era il mio preferito di questo assurdo Roland Garros.
Il motivo è semplice.
Tutti quelli arrivati in fondo avevano lunghe storie dal sapore letterario a precederli, la sua si era interrotta.
Berrettini dopo la finale a Wimbledon era diventato nome proprio di miracolo. Il n.6 del ranking, il tennis italiano sulle sue spalle. Gli infortuni, i ritorni impossibili. Quel corpo statuario che gli Dei invidiosi hanno tante volte sfregiato per dispetto.
Cobolli era legato dall’infazia a Berrettini, per questo è stato accolto subito come il fratellino d’italia. Come tutti i fratelli minori si è emancipato, ha trovato la sua identità. Oltre che nel tennis, anche in una capacità comunicativa straordinaria. Sa farsi comprendere con la mimica o in romanesco pure dalla Gazzetta del Peloponneso, tanto che l’ATP lo aveva scelto per gioco come Admin dei suoi social.
Eccolo in finale: guarda come s’è fatto grande.
Felix non ha in effetti una grande storia, ma è il bravo ragazzo educato e timido per cui tutte abbiamo preso una cotta alle medie. Questo a noi frivole basta e avanza.
Mensik, Fonseca e Jodar sono il nuovo che avanza, le rivalità presenti e future, gli scalpi regali, le aspettative, soprattuto la lotta per race del Fanta-terzo-incomodo.
Zverev è il campione malinconico. Tanti successi e altrettanti successi sfiorati e mai dimenticati. Poi quell’infortunio tremendo al picco della forma contro Nadal. Le grida che ci avevano raggelato, il ritorno al n.3. L’ostacolo Sinner e Alcaraz più alto delle mura di Mordor.
Per Arnaldi è stato diverso, dicevo. La sua storia ha subito una battuta d’arresto dopo l’exploit in Davis nel 2023. Quella volta era stato coniato l’arnaldismo: la straordinaria caparbietà di fare magie a casaccio fino all’alba di una gloriosa vittoria.
Poi un calo di rendimento. Poi l’assenza in Davis. Poi l’infortunio. L’arnaldismo era
sparito dai riflettori e relegato a un fenomeno dato da una congiuntura astrale. Sembrava “una cosa divertente che non farò mai più” - citando David Foster Wallace.
Invece no.
La sua storia Matteo ha ricominciato a scriverla a Parigi. Con la tenacia, coi sorrisi sotto due set e due break al quarto. Con le battaglie a notte fonda. Soprattutto, con l’incapacità di arrendersi alla sconfitta che ci ha fatto innamorare tutti.
A un passo dal sogno della finale si è abbeverato alla foce del Tigri e dell’Eufrate, come un certo amico suo. Forfait all’ultimo metro. Anche questo è un finale letterario, a dire la verità. Non quello che avremmo voluto, ma comunque un finale.
Matteo Arnaldi si è preso il cuore di tante persone, con un tennis esaltante e quello sguardo lì.
Questo, si, è il finale che merita.
#arnaldi #tennis #rolandgarros
Onorevole @CarloCalenda, c'erano tanti modi per dare il benvenuto alla collega Picierno. Lei ha scelto quello meno felice: dare del fascistello a un cronista che da 8 anni vive sotto scorta per le minacce di morte di neofascisti e neonazisti. Si è risposto da solo. Ad maiora.
Cioè domani presentazione dei calendari alla stessa ora della semifinale tra Cobolli e Arnaldi, questi faraBUTTI ce l'hanno proprio a morte col tennis...
@Eurosport_IT L’Italietta è quel paese capace di mandare in onda un banalissimo Italia-Lussemburgo sulla rete ammiraglia, mentre al Roland Garros si gioca un quarto di finale tutto italiano. Non vi smentite mai.