Mi occupo di web dal 1997. Amo semplificare le cose complicate e guardare dietro quelle semplici. Uso la semiotica per leggere il mondo, non sempre lo dichiaro.
L’emendamento al decreto sicurezza che prevede un compenso per l’avvocato soltanto se il cittadino straniero assistito presenta domanda di “rimpatrio volontario” e viene effettivamente rimpatriato, trasforma il difensore in uno strumento delle politiche governative di remigrazione.
È una previsione incompatibile con la Costituzione e con i principi più elementari della deontologia forense: l’avvocato non può essere pagato per ottenere l’esito voluto dallo Stato, ma deve assistere il proprio cliente in piena libertà e indipendenza.
Questa previsione tradisce un’idea di avvocatura servente, subordinata agli obiettivi del potere e retribuita in funzione del risultato richiesto dall’amministrazione. Un’idea che non può che essere respinta con fermezza, in nome di una funzione difensiva libera, indipendente e rivolta esclusivamente alla tutela dei diritti della persona assistita.
Mi permetto di far notare a chi lega la vicenda della "famiglia del bosco" al Sì al referendum che, anche se la riforma sulla magistratura fosse stata già vigente - con la separazione delle carriere, il doppio CSM e l'Alta corte disciplinare - la vicenda sarebbe stata tale e quale.
Non sarebbe cambiato niente e, per vicende come questa, non cambierà niente anche se la riforma passasse.
Meglio evitare di prendere in giro la gente.
P.S. oppure chi lega la vicenda della "famiglia del bosco" al Sì al referendum vuole forse dire che, con la riforma, i giudici finalmente dovranno conformarsi all'idea di giustizia dell'esecutivo?
Di incredibile c'è solo il fatto che certi politici reputino:
- di essere al sopra non solo delle leggi ordinarie, ma anche delle convenzioni internazionali che tutelano la vita delle persone in mare;
- che il mandato ricevuto dai cittadini li esoneri dall'osservanza delle convenzioni stesse, e non solo.
Tra ignoranza del diritto e presunzione di superiorità rispetto alle regole, il tripudio politico dell'onnipotenza giuridica.
Ripassiamo i fondamentali:
“Destra e sinistra sono categorie superate”: sei di Destra.
“Non mi occupo di politica”: sei di Destra.
“Sono tutti uguali”: sei di Destra.
“Sono anarchico di Destra”: sei fascista.
“Sono afascista”: sei fascista.
“Non posso dirmi antifascista perché ero giovane negli anni Settanta”: sei fascista.
Tutte le precedenti: sei il presidente del Senato.
Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, su La Stampa ribadisce i concetti essenziali, quelli che provo a scrivere qui da giorni:
- per manifestare non serve un'autorizzazione, serve un preavviso;
- la proporzionalità tra azione e reazione è il principio che presiede alla valutazione della condotta delle forze dell'ordine.
Ci sono state manganellate nei riguardi di persone senza armi, che non attentavano alla sicurezza pubblica. Il dubbio che si sia trattato di una reazione sproporzionata, quindi illegittima, è molto forte
(dubbio che purtroppo non sfiora la maggioranza di governo)
La polizia è un sismografo. Caricano, picchiano, manganellano ragazzini perché qualcuno, implicitamente o esplicitamente, gli ha dato il mandato di farlo. Reagiscono ai segnali, leggono il contesto, sanno quello che fanno e quello che gli sarà concesso di fare. Le scene di oggi non sono un segnale isolato, sono esercizi progressivi di acclimatamento e, se c'è un momento per proteggere la qualità della democrazia in Italia, è semplicemente ora. E in questo "ora" ci va tutto: le botte gli studenti di oggi, quelle degli ultimi mesi, gli spazi di libertà e di parola per i temi del presente (Gaza, il clima), la selezione su chi ha diritto di protestare e chi no, la catastrofe del servizio pubblico, le riforme costituzionali per il premierato forte. Siamo su un piano inclinato, non conta il punto del piano in cui ci troviamo ma l'inclinazione. È quella a fare paura. Non illudiamoci che certe cose non possono succedere, o non possiamo perderle, perché siamo in Italia o in Europa, perché nessuna delle due cose sarà, da sola, una garanzia.