@LaZanzaraR24@giucruciani È un assassino. Parlaci anche dei due tabaccai cinesi che inseguirono e uccisero a forbiciate un italiano che aveva rubato due gratta e vinci nella loro tabaccheria. Condannati a 17 anni. Hai sollevato forse polveroni? Oppure il fatto che siano cinesi non ti solletica?
Se Conte avesse dato 100milioni a società “vicina”al M5S, stanziati con norma ad hoc in decreto legge, per chiudere una vertenza su mascherine che poteva vincere in appello, la destra con i suoi giornali e tv si sarebbe scatenata. Lo ha fatto Meloni, la destra tace e il Tg1 pure.
@NicolaPorro Datevi una calmata, perché state portando il paese verso una deriva incontrollata che non sarete in grado di controllare. E questo andrà a discapito della sicurezza di tutti
@ilciccio67 Che cagata. E non me ne frega una sega di Messi, per capirci. Se la Germania è scarsa, sarà mica colpa di Messi. Sarà il caldo, ma certi ragionamenti sono ridicoli
@NicolaPorro Il killer è italiano, e tu uno sciacallo. Del povero pizzaiolo morto non te ne importa una sega, usi il suo cadavere caldo come un avvoltoio. E ricordati: 30 anni fa, ad uno di Capo d'Orlando a Reggio Emilia, la feccia leghista a cui lecchi il culo, gli avrebbe sputato in faccia
@LaZanzaraR24@Radio24_news@sole24ore Dopo la pagliacciata di ieri, a Vicenza, durante la quale si invocava il ritorno alla barbarie, al codice di Hammurabi, il rapporto di Cruciani deve essere interrotto. Altrimenti sarete x sempre considerati complici della barbarie.
@LaZanzaraR24@giucruciani Sei solo immondizia. Un miserabile incantatore di serpenti che soffia sul fuoco di una deriva che può diventare incendio. Chiedo a @Radio24_news di prendere in considerazione l'allontanamento di un figuro del genere. Altrimenti sarete considerati complici.
@pierluca_mussi@SandroRossi_x Per i clandestini che delinquono è vigente l'articolo 13 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998. È la norma che disciplina l'espulsione amministrativa degli stranieri. In altre parole: una legge che consente di espellere clandestini, irregolari e delinquenti esiste già.
@DAVIDPARENZO Coloni israeliani, con IDF complice, hanno ucciso più di 1000 persone in Cisgiordania, da ottobre 23. Decine di bambini. In Cisgiordania non c'erano ostaggi e non c'è Hamas. Razzismo e apartheid. Questo è Israele oggi. Un Paese intriso d'odio, intolleranza e razzismo
@LaZanzaraR24@giucruciani Articolo 13 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998.
È la norma che disciplina l'espulsione amministrativa degli stranieri.
Legge vigente da quasi trent'anni in Italia. una legge che consente di espellere clandestini, irregolari e delinquenti esiste già. Pagliacci, tu e Vannacci
@LegaSalvini Anche questa in TV a raccontare cazzate? Il dx, in 14 anni in cui ha governato degli ultimi 25, ha regolarizzato 1,5 milioni di immigrati irregolari. E la Bossi/Fini ha reso più difficile la regolarizzazione. E cmq, tra un anno, sarete a meno del 3%, fuori dal Parlamento.
@FratellidItalia Essere antifascisti non vuole dire esseri comunisti (che non esistono più). Ma voi siete capre fasciste, perché lo affermate ogni giorno, e vi fa comodo raccontare sempre la stessa cazzata.
L’8 giugno Fratelli d’Italia ha pubblicato su Instagram una grafica che riprende il titolo de Il Sole 24 Ore: l’Italia sarebbe «l’unica nazione dell’Eurozona» a rispettare i limiti di spesa del nuovo Patto di stabilità, mentre Francia e Germania sforano. Nella descrizione il partito di Giorgia Meloni attacca la sinistra che «pronosticava il baratro» e celebra una nazione «finalmente capace di farsi guardare con rispetto in Europa». Bella storia. Peccato sia gonfiata.
A sgonfiarla ci ha pensato Pagella Politica, che l’11 giugno è andata a leggere i documenti della Commissione europea, proprio quelli che il post sventola come prova. L’Eurozona conta 21 Paesi e l’Italia, in regola, è in compagnia: conformi o previsti conformi nel 2026 risultano anche Germania, Estonia, Irlanda, Greciae Lettonia, più Cipro e Portogallo con qualche criticità. Lo scrive perfino lo stesso articolo del Sole ripreso da FdI: superano il tetto di spesa 15 dei 21 Paesi. Gli altri sei stanno sotto, e l’Italia è una dei sette.
Il dato vero, intanto, esiste: la crescita della spesa netta italiana per il 2026 è stimata all’1,4 per cento, sotto il limite dell’1,6, con un margine di 2 miliardi di euro. Anche il dato cumulato sta sotto il tetto, 0,8 per cento contro 0,9. Solo che da lì all’«unica in regola» ce ne corre, e il fact-checking firmato da Leonardo Becchi lo dice piano: un dato favorevole c’è, il primato è invenzione.
Quello che la grafica dimentica
La Germania, dipinta come fuori dai parametri, è valutata conforme dalla Commissione grazie alla flessibilità concessa per la spesa in difesa, pur con una spesa netta al 5,6 per cento contro un limite del 4,5. La Francia è a rischio sul dato annuale ma conforme su quello cumulato. E gli stessi documenti che FdI brandisce aggiungono che i conti italiani restano fragili: debito altissimo, produttività ferma, un deficit eccessivo da correggere entro il 2026, dopo che nel 2025 i tetti erano stati superati. Il rispetto dei limiti, del resto, è il compito di un Paese sotto procedura, mica una medaglia. Festeggiare l’obbligo come trionfo magari è un po’ eccessivo.
Un metodo, mica un incidente
Sarebbe un episodio, se fosse isolato. È la terza volta in quattro giorni che la macchina della comunicazione meloniana prende un numero vero, lo stacca dal contesto e lo gonfia. Il 9 giugno Pagella Politica aveva smontato l’annuncio dei 14 miliardi per l’energia: la flessibilità concessa da Bruxelles il 3 giugno esclude proprio il taglio delle accise e i sussidi agli idrocarburi già varati, cioè gli interventi che Meloni rivendicava di poter finanziare, mentre il commissario Valdis Dombrovskis definiva la riduzione «non mirata» delle accise «socialmente ed economicamente inefficiente». L’11 giugno, davanti a Camera e Senato in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, la presidente del Consiglio ha offerto altro materiale: undici dichiarazioni verificate, parecchie ritoccate. Il calo degli sbarchi «dell’80 per cento» regge solo scegliendo la finestra che conviene, i primi cinque mesi del 2026 contro il 2023: su base annua il calo è del 58 per cento, rispetto al 2022 del 37. I costi dell’accoglienza 2014-2016 diventano «tra gli 8 e i 10 miliardi», quando l’Osservatorio CPI della Cattolica ne conta circa 4,6 per la sola accoglienza: il doppio, con un arrotondamento disinvolto.
Il metodo è sempre quello, ed è chiaro: si parte da un dato vero, lo si stira fino al primato, si dà del gufo a chi verifica, mestiere che Pagella Politica fa dal 2012, contando sul fatto che il numero vero in mezzo regga tutto il resto. La grafica dell’8 giugno andrebbe incorniciata, anzi archiviata agli atti: è il manuale della propaganda di governo in un solo post. I fatti, dice FdI, raccontano un’altra storia. Già, e a quanto pare la raccontano pure a loro. Solo che stavolta era scritta nero su bianco.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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