Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono cambiare il mondo (Malala)
L’opera d’arte: una mano tesa al nemico perché cambi (Scuola di Barbiana)
#PapaLeónXIV depone una corona di fiori nelle acque del porto di Arguineguín, il "porto della vergogna", dove nel 2020 arrivarono circa 3.000 migranti in una settimana. Un gesto che ricalca quello compiuto da Papa Francesco a Lampedusa
Il dramma dei migranti deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante. #ViaggioApostolico https://t.co/pYlRj0GjPn
"Pregare e sperare: la fede nel viaggio dei migranti"
Le migrazioni continuano a porre domande profonde sul significato dell'accoglienza, della solidarietà e della dignità umana. Ne hanno parlato il gesuita Padre Ortuno Gallud sj e Daniela Pompei @santegidionews sottolineando come dietro ogni traversata ci siano storie spesso segnate dalla ricerca di sicurezza e di futuro. La puntata di @chiesatv2000 è disponibile su Play2000
.@santegidionews pictures from the world: Matola, Mozambique - Celebrating the "Dia da Criança" (Children's Day) at the DREAM nutritional center ... https://t.co/430Txi19ND
Domani inizierà il Mondiale, e molti saranno attenti alle partite. Il calcio ci ricorda qualcosa che non dobbiamo dimenticare: la vita non è una gara per mettersi in mostra da soli, ma un cammino che impariamo a percorrere insieme. Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita. #ViaggioApostolico
Aridatece Mussolini e Videla! Inizia domani il più vomitevole Mondiale della storia: a Infantino e Trump che trattano i calciatori come corrieri della droga l'augurio sincero che tutto vada a puttane
L'Iran che ha il divieto di pernottamento negli USA, l'arbitro somalo rispedito in patria con visto negato, Hussein (Iraq) arrestato e interrogato per 7 ore, Uzbekistan e Senegal perquisiti con cani antidroga e metal detector: una vergogna mondiale a cielo aperto con la FIFA stesa a zerbino davanti a Trump
Non so come la pensiate voi e sono consapevole di inoltrarmi, con questo mio articolo, in un terreno minato: ma per una volta tiro dritto, non mi faccio scrupoli e dico - per quel poco, anzi per quel nulla che può contare il mio pensiero - che spero e prego affinchè il Mondiale di calcio che inizia domani tra USA, Canada e Messico vada male - qualunque accadimento possa contribuire a mandarlo a picco sarebbe ben accetto - e che Infantino, il vomitevole presidente FIFA che il 5 dicembre scorso ha consegnato a Trump il Premio FIFA “Pace nel mondo” (non è una battuta, lo ha fatto davvero) vada incontro al più colossale rovescio della storia dello sport mondiale. So già che al 99% non sarà così, che il motto “The show must go on” avrà la meglio e travolgerà tutto e tutti - lo sta già facendo a show non ancora cominciato -, e però ugualmente io spero ci sia un Dio che invece di voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere arrivi a punire, nel modo più duro possibile, questi ridicoli e grotteschi androidi travestiti da esseri umani. Per il momento una buona mano al sabotaggio dell’elefantiaco torneo che per la prima volta vede al via 48 Paesi, cioè mezzo mondo, la stanno dando gli americani che come già al Mondiale per club dell’estate scorsa, non avendo alcun interesse per il calcio in generale si guardano bene dal comprare biglietti messi in vendita a prezzi astronomici dal satrapo Infantino. La prima fase si svolgerà a stadi semivuoti e rivedremo le comiche del Mondiale per club: con finti tifosi buttati dentro all’ultimo momento con indosso magliette avute in omaggio che fingeranno di tifare Australia o Turchia, Svezia o Tunisia, Austria o Giordania senza nemmeno sapere quale delle due squadre in campo è quella per cui devono gioire o disperarsi a favore di telecamere.
Lo sport come inno alla fratellanza, il calcio come linguaggio universale che unisce i popoli della terra. Già. Il Mondiale amerikano, che già nasce nel segno del più totale, scoperto e grossolano paradosso se è vero che a organizzarlo e a ospitarlo sono tre Paesi, USA, Canada e Messico, che sono stati al centro della scena politica internazionale perchè il presidente di uno di essi, il bullo Donald Trump, minacciava di invadere il Messico e di annettere il Canada per trasformarlo nel 51° stato degli Stati Uniti d’America (un po’ come se carceriere e carcerati organizzassero insieme la festa di Carnevale), il Mondiale amerikano - dicevo - è riuscito a tramutare la definizione di “Paese ospitante” in un ossimoro; e prim’ancora che i giochi abbiano inizio.
Se a qualcuno di voi fosse sfuggito, ricordo qui brevissimamente e sommariamente (scusandomi per i fatti che per motivi di spazio non cito) che:
1. Sulla nazionale dell’Iran che giocherà le tre partite del suo girone negli USA pende il divieto di pernottamento sul territorio yankee: il giorno della partita deve spostarsi dal suolo messicano a quello americano, scendere dalla scaletta dell’aereo, dirigersi allo stadio, giocare il match, rivestirsi, tornare in aeroporto, lasciare il suolo americano, fare ritorno in Messico e una volta rientrato, andare a dormire. Infantino e la FIFA? Muti.
2. L’arbitro somalo Omar Artan, premiato come miglior arbitro africano nel 2025, è stato escluso dal Mondiale e rimandato in patria dopo che gli USA gli hanno negato l'ingresso nel Paese all'aeroporto di Miami. Infantino e la FIFA? Muti.
3. La stella dell’Iraq Aymen Hussein, scambiato forse per Saddam Hussein, è stato arrestato e interrogato 7 ore all’aeroporto O’Hare di Chicago, subendo la confisca del telefono (poi restituitogli), prima di ottenere il permesso di riaggregarsi al resto della delegazione irachena. Infantino e la FIFA? Muti.
4. La nazionale dell’Uzbekistan, il cui c.t. è Fabio Cannavaro, al suo arrivo in pullman a New York è stata trattata come una banda di narcotrafficanti, sottoposta davanti all’hotel a perquisizione con cani antidroga e metal detector, mani in alto, tasche svuotate e zaini e buttati l’uno sull’altro sul marciapiede. Infantino e la FIFA? Muti.
5. La nazionale del Senegal ha subìto identico trattamento al suo sbarco all’aeroporto di San Antonio (Texas) con perquisizione direttamente in pista, sotto la scaletta dell’aereo, e una lunga serie di perquisizioni con Sadio Manè, Koulibaly e tutti i giocatori costretti a togliere le scarpe e a restare a mo’ di spaventapasseri a braccia aperte e a piedi nudi; a quelli del Belgio invece, ritenuti potenzialmente “meno terroristi”, è stato concesso di sedere su una sedia e di tenere le scarpe ai piedi. Infantino e la FIFA? Muti.
6. L’attaccante Breel Embolo della Svizzera è stato bloccato alla partenza del volo Swiss LX 40 diretto a Los Angeles perchè dagli USA era giunta la richiesta di ulteriori approfondimenti sull’autorizzazione ESTA che non convinceva le autorità statunitensi. Infantino e la FIFA? Muti.
7. Migliaia di tifosi asiatici e africani, ma anche europei (scozzesi in testa) che avevano acquistato pacchetti-viaggio per il Mondiale comprensivi di biglietti per le partite, hanno dovuto rinunciare alla trasferta negli USA per le restrizioni imposte da Washington ai cittadini di 50 Paesi considerati a rischio di permanenza irregolare. In alcuni casi erano stati richiesti depositi cauzionali di migliaia di dollari che hanno sconsigliato tutti dal procedere nel programmato (e prepagato) viaggio in America. Infantino e la FIFA? Muti.
8. La Federazione Iraniana ha reso noto che la quota dei biglietti spettate all'Iran (8%) è stata negata dal governo USA: nessun biglietto è quindi a disposizione del tifosi iraniani, il tutto nel silenzio e nell’indifferenza della FIFA. Infantino e la FIFA? Muti.
9. Last but not least: un biglietto del treno che dalla stazione di New York (Penn Station) porta allo stadio MetLife, e che normalmente costa 13 dollari, nel periodo del Mondiale costerà 98 dollari con un incremento del 653,8%. Infantino e la FIFA? Muti.
Mercoledì 16 novembre 2022, alla vigilia del via dell’ultimo Mondiale disputato, quello in Qatar, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio approvò la mia proposta di silenziare e non scrivere una parola sul campionato del mondo che di lì a poco sarebbe andato ad incominciare. Il Fatto ne diede l’annuncio quattro giorni prima e tenne rigorosamente fede al proposito: non una sola riga venne scritta in quel mese su Qatar 2022. Scrissi quel giorno:
“Non c’è l’Italia, ma l’avremmo fatto anche se ci fosse stata. Domenica iniziano in Qatar i mondiali di calcio e il Fatto Quotidiano informa voi, cari lettori, che per tutti i 29 giorni del torneo su questo giornale non comparirà un solo articolo, una sola riga, una sola parola sulle 64 partite in programma fino al 18 dicembre. Questa competizione sportiva per noi non esiste, non essendoci niente di sportivo: ed è indegno che i Paesi partecipanti, le loro federazioni e i loro governi (anche i nostri se ci fossimo qualificati), non abbiano battuto ciglio e siano stati zitti e complici da quando nel 2010 la FIFA assegnò l’organizzazione del torneo al Qatar dopo una gigantesca corruzione che come il Guardian e France Football svelarono vide tra i protagonisti il presidente francese Sarkozy, l’allora presidente della UEFA Platini - anche lui francese, in arresto per 24 ore nel giugno 2019 - e il principe ereditario del Qatar, ora emiro, Tamin bin Hamad al-Thani. Sarkozy, grazie al sì di Platini che votò a sorpresa a favore del Qatar e contro gli USA, barattò il Mondiale 2022 in cambio dell’acquisto, da parte del Qatar stesso, di armi francesi. Un “Qatargate” in piena regola con molti dirigenti del calcio mondiale, africani, asiatici, sudamericani ed europei letteralmente comprati dai soldi qatarioti. Sono passati 12 anni e almeno 6500 migranti di India, Bangladesh, Sri Lanka e Nepal (ma sono di più: Filippine e Kenya non hanno fornito i dati) sono morti, per il caldo e le inumane condizioni di lavoro, nell’opera di costruzione degli stadi. Si gioca nel Paese della negazione dei più elementari diritti civili e umani. È una vergogna. Il mondiale di calcio 2022 per noi non esiste”.
Ebbene, da Russia 2018 a Qatar 2022 a USA 2026 per il calcio targato FIFA è stato un continuo precipitare negli abissi dell’indegnità scalando le vette del più smaccato sportswashing, la strategia che permette a governi e regimi autoritari di sfruttare lo sport in termini di propaganda al fine di migliorare la propria reputazione pubblica distogliendo l'attenzione da violazioni di diritti umani, crimini contro l’umanità, scandali, pratiche commerciali scorrette e via dicendo. Dai Mondiali di Mussolini del 1934 a quelli di Trump del 2026 passando per Argentina 1978 (con la sanguinosa dittatura militare del generale Videla che faceva sparire gli oppositori mentre il torneo era in corso), alla Russia di Putin nel 2018 e a Qatar 2022, il calcio è passato da una vergogna all’altra: e oggi si appresta a celebrare “USA 2026” voltandosi dall’altra parte davanti alle ignominie, alle infamie e alle bassezze di un Paese che ha completamente smarrito il minimo senso di umanità, solidarietà, fratellanza.
So già che non sarà così, ma mi piacerebbe che nella sit com “Casa Donald”, dove Trump e Infantino a mo’ di Sandra e Raimondo si ritrovano ogni sera fianco a fianco nel loro lettone matrimoniale con Donald - cui del Mondiale non potrebbe fregare di meno - che scalcia sotto le lenzuola e sbuffa e impreca dicendo “che barba, che noia, che barba che barba che noia!” pensando alla scocciatura di doversi sporcare le mani con messicani e iracheni, asiatici e africani, mi piacerebbe - dicevo - che all’improvviso il tetto del Grande Circo crollasse loro in testa. E che rialzandosi ammaccati e ammutoliti si guardassero attorno e vedessero solo macerie.
P.S. Steven Gerrard, ex campione del Liverpool oggi allenatore: “Questa Coppa del Mondo FIFA negli USA sta diventando il peggior Mondiale ancor prima di iniziare. Di solito prima di una Coppa del Mondo si parla di favoriti, di grandi giocatori e di calcio. Invece oggi si parla di controversie di ogni tipo e questioni immigratorie. Il caso dell’arbitro Omar Artan è una delle storie più tristi cui mi sia mai capitato di assistere. La FIFA lo aveva selezionato come migliore arbitro africano ma l'ingresso negli Stati Uniti gli è stato negato. Immaginate di lavorare una vita per diventare il primo arbitro del vostro Paese a essere scelto per una Coppa del Mondo e poi essere rifiutato per motivi che non attengono al calcio. Ho visto giocatori e delegazioni sottoposti a imbarazzanti controlli di sicurezza. Ma così le persone smettono di sentirsi benvenute e cominciano a sentirsi trattate come sospetti. Una Coppa del Mondo dovrebbe riunire il mondo: invece ogni giorno ascoltiamo storie che nulla hanno a che fare col calcio. Spero ancora che il calcio salvi la competizione: ma la figura che la FIFA sta facendo è pessima. Questo Mondiale tutto è tranne che la celebrazione del calcio”.
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@Ruffino_Lorenzo La distribuzione delle vacanze è l'ultimo dei problemi della scuola italiana. In fondo, dopo la tragedia della didattica delle competenze (non delle conoscenze), il ritorno all'"avviamento" (in professionali e tecnici), la medicalizzazione (DSA e BES), il "progettismo", etc. ...
La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società, perché è un tratto tipico della “città di Dio”. In un mondo continuamente influenzato dalla logica dell’interesse, del profitto, dove il termine “crescita” è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c’è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale. #ViaggioApostolico
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7 giugno 1970, muore Edward Morgan Forster: "E sentì che gli uomini non esistono in se stessi, ma nei termini in cui si pensano vicendevolmente" ('Passaggio in India')