@Lorenzo32843904 Beh qualche altro motivo ci sarà pure stato: ad esempio non mi pare avesse preso tanto bene la presenza di Buffon e Chiellini nello staff...
@flaviafratello So benissimo che non è facile, ma sarebbe necessario che tutte le reti TV e radio si accordassero per ignorarlo, non gli dessero spazio e voce. Finirebbe per diventare ininfluente e invisibile.
Il più grande errore dell' epoca contemporanea: tocca a loro, a me non interessa.
Se non ci si oppone alla pulizia etnica, ai crimini di guerra, ai crimini contro l' umanità, ai genocidi si legalizza culturalmente l' abbattimento dei diritti umani. E dopo può toccare a tutti.
Hanno paura perfino delle repliche di @reportrai3. Solidarietà a @SigfridoRanucci e alla sua redazione. Quando si colpisce l'informazione libera, si colpisce la democrazia.
Il 6 luglio 1942 Mussolini inviò in Russia al fianco di Hitler l'Armir (Armata Italiana in Russia), partirono 250.000 uomini e poco più di 10.000 fecero ritorno ! Per non dimenticare...
Lunedì sera, Sestri Ponente, Genova. Braccia tese, cori per la remigrazione, urla. Aggrediscono i giornalisti che stanno riprendendo la piazza. A un cronista di Repubblica strappano perfino il telefono di mano.
Sabato, Viareggio. Una band suona Bella Ciao mentre passa Vannacci. Sua moglie risponde con il dito medio a chi canta. Rumena. Sì, proprio la moglie straniera del generale che vorrebbe rimandare gli stranieri al loro Paese.
Il nazismo ormai si sente libero. Cammina per strada senza più vergogna.
Il ministro dell’Interno non muove un dito. Come se la cosa non lo riguardasse.
Ricordatevelo la prossima volta che entrerete in un seggio.
Abu Safiya è il pediatra di Gaza che si è rifiutato di abbandonare il suo ospedale, quello di Kamal Adwan, e i suoi pazienti. Israele lo ha catturato e lo sta spegnendo lentamente in carcere. L’Occidente, complice, lo ha abbandonato. @insideoverita#freeabusafiya#gazagenocide
Il dottor Abu Safiya rischia di morire in carcere. È imprigionato senza processo, torturato, privato di cure. Lui che curava i bambini di #Gaza. Firma l' appello per la sua liberazione. https://t.co/FRsQff2OK0
Uefa: “La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata dopo il cartellino rosso mostrato al giocatore Folarin Balogun ha superato una linea rossa.
Il calcio, come qualsiasi altro sport, si fonda sulle regole, che sono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. A volte le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso no.
Una squalifica automatica minima di una partita dopo un cartellino rosso non è un’opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere applicata. È un principio incorporato nei regolamenti, che non può essere soggetto a eccezioni, tantomeno nel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica.
Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi dovrebbe custodirle, l’integrità del gioco viene messa in discussione e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una decisione del genere crea un precedente nel torneo in corso, nel quale situazioni simili richiederanno ora lo stesso trattamento, a discapito della competizione.
Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco meraviglioso ed è credibile perché viene giocato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sul gioco nel suo complesso.
Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”
Quello che ho raccontato non è un film. È ciò che abbiamo vissuto.
Ci hanno sequestrato, bendato e ammanettato. Ci hanno lasciati al freddo per ore. Ci hanno umiliati, intimiditi, privati del sonno. A me ed Alessandro Mantovano ci hanno posto di fronte ad un plotone di esecuzione con i fucili puntati alle nostre schiene.
Questo è accaduto a un gruppo di volontari, di civili, con un parlamentare, diversi giornalisti e tanti medici e infermieri.
E allora vi chiedo di immmaginare: se questo trattamento viene riservato a noi, cosa subiscono ogni giorno i palestinesi, lontano dalle telecamere?
Non possiamo voltare lo sguardo dall'altra parte. Non possiamo accettare che tutto questo venga normalizzato.
Continuerò a raccontare ciò che ho visto e vissuto, perché il silenzio rende complici e la verità è il primo passo per chiedere giustizia.
#Palestina #Gaza #DirittiUmani #Pace #DarioCarotenuto